John Loring.
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Conquisto la vita.
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1968. Casa Editrice Adriano Salani, FIRENZE.
COLLEZIONE: I ROMANZI DELLA ROSA.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Qual' la forza misteriosa che spinge la bella Gay a distruggere il suo amore? E perch lo distrugge? Perch sfida l'uomo amato scherzando col fuoco e ingannando se stessa? In queste pagine, ricche di vicende appassionanti, si svolge la commedia di un matrimonio.
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CONQUISTO LA VITA.

Capitolo 1.

Con un lampo di occhi infocati e uno strano
scricchiolio una grossa forma sgattaiol dietro
la siepe di fianco alla strada e svan nella oscurit
del crepuscolo come una apparizione.
Con uno scatto Brian Romney riport in
mezzo alla strada la macchina marrone, di cui,
per un attimo, aveva perso il controllo.
- Fortuna che non guidavo un cavallo! Sarebbe
saltato in cima a quel pino dalla paura! - disse a voce alta.
L'apparizione era scomparsa cos improvvisamente
che a lui rimase soltanto l'impressione di
due cerchi fiammeggianti in una enorme massa
scura. Poteva essere una mucca smarrita o un
orso scappato da un circo, sebbene fosse strano
che a met settembre un circo si trovasse da
quelle parti. La semplicit di questa spiegazione
non era per adeguata al gelido brivido di terrore
che aveva attraversato improvvisamente la
sua persona e che gli aveva fatto sentire il peso
di una oscura minaccia.
Si volt a guardare indietro. Non c'erano case
dal lato della strada da cui era scomparsa la
creatura di colore bruno, ma solo boschi che scendevano
gi verso il ruscello dove il vecchio mulino
di pietra, con la ruota ricoperta di musco,
appariva dignitoso nella sua solitudine.
Dalla parte opposta la vita ferveva in pieno.
I camini della casa di sua cugina Susan Romney
Dubois ergevano lass in vetta le loro nobili
cime. Immaginava la furia che l'avrebbe invasa
se avesse trovata la misteriosa creatura vagante
in cerca di preda sulle sue terre; e ridacchi.
Sarebbe stato contento che l'avesse incontrata
lei, e avrebbe voluto essere presente per godersi
la scena.
Distolse il pensiero da quell'essere quando l'automobile
si inoltr tra i pilastri dell'ingresso
sormontati da urne e su per il viale, rapidamente.
Cercava di alleviare cos la sua repressa
emozione e dissipare il ricordo di quella notte,
un anno prima, quando era fuggito dalla casa
sulla collina che era ora dinanzi a lui a una velocit
molto maggiore a quella con la quale ora
vi si avvicinava.
Ma era trascorso solamente un anno? Sembrava
che ne fossero passati dieci, degli anni, da
quando aveva lasciato il possesso che suo nonno
aveva creato da trecento acri di terreno incolto e
che aveva chiamato Rosewynne dal nome di
sua moglie Rose Wynne.
A est vi erano i camini delle case dei suoi cugini,
membri del clan (insieme di famiglie legate
da comuni antenati e governate dal capo
della famiglia pi autorevole) dei Romney, e a
ovest il bianco villaggio dove alloggiavano gli
operai dell'azienda di famiglia. Di l da tutto
questo poteva vedere la rosea nebbia sotto la
quale rumoreggiavano le fornaci.
La casa, rivestita di stucco che il nonno aveva
fatta costruire per sostituirne un'altra che era
stata distrutta da un incendio, era in stile italiano.
Sulla torre quadrata con le sue lunghe finestre
e i balconi di ferro lavorato, si arrampicavano
delle viti che raggiungevano il tetto dell'edificio
principale dal quale si diramavano per
disperdersi sopra i grossi tegoli e ricadere gi,
in festoni, dal cornicione.
Nulla era cambiato da quella notte. Nulla, all'infuori
di lui, ammise vedendo la sua faccia riflessa
nello specchio sopra il parabrezza. Ora
c'erano delle rughe marcate agli angoli dei suoi
occhi di un azzurro cupo, e la sua bocca era pi
tirata. Nello specchio si rifletteva l'immagine di
un uomo dal mento fermo e dalla espressione decisa.
Era sorprendente che i suoi capelli fossero
ancora neri, senza punti fili argentei.
Trent'anni! Gli pareva di averne cinquanta!
Considerando i suoi sentimenti e la sua esperienza
negli affari e non la sua et, era capace di
assumere la responsabilit dell'azienda dei Romney
e di dare un po' di riposo allo zio, un vedovo
senza figli con un grosso patrimonio personale,
che aveva ormai il diritto di andare a riposare e
di non occuparsene pi.
Quando ferm l'automobile nel cortile lastricato
di mattoni, il massiccio portone venne aperto
dal negro che era stato maggiordomo di suo
zio da quando questi aveva ereditato Rosewynne.
Aveva i capelli brizzolati, ma il suo corpo era
diritto come uno dei pioppi che fiancheggiavano
il viale. Con perfetta dignit africana e con una
voce che tradiva l'emozione, costui disse, come
saluto:
- Orgoglioso di rivedervi, signor Brian. Siete
una visione consolante per i miei vecchi occhi.
- Come fai a dire vecchi i tuoi occhi, Sampson?
Non vorrei averti alle calcagna neanche
ora se. volessi sgraffignare dell'uva e delle pesche
per la mia ragazza come facevo ai tempi
antichi! -
Il maggiordomo aveva grandi occhi scintillanti
e denti bianchi.
- Capisco che alle signorine piacesse quell'uva.
Piace anche ad altri. Lo credereste? Hanno
osato venire a prenderla, quantunque la serra
sia cos vicina alla casa! Ma hanno smesso di rubare
quando abbiamo messo un segnale di allarme
nella serra che avverte la polizia in citt
se entra qualcuno. Da allora non abbiamo pi
avuto noie. Il maggiore William e io vi daremo
tutta la frutta che vorrete, purch rimaniate con
noi. Ha sicuramente urgente bisogno di voi, signore.
- Vuoi forse dire che lo zio sta male?
- No! State tranquillo. Non  malato; comincia
un po' ad andar gi. Lasciate qui l'automobile.
Mander Tim a metterla nel garage e
a portare le valige nella vostra vecchia stanza
della torre. Il maggiore William vi sta aspettando
in biblioteca. -
Mentre Brian lo seguiva dal cortile in stile
Rinascimento veneziano, pieno di fiori, gli giunsero
una fragranza e il rumore dell'acqua che
gocciolava. Degli archi lo separavano dal grande
ingresso a volta dal cui centro una scalinata
dalla balaustra simile a una trina, si curvava
verso l'alto fino alla galleria del secondo piano.
- Il signor Brian Romney, - annunzi Sampson
cerimoniosamente.
Brian avanz premuroso verso l'uomo in piedi,
vicino al camino, sopra il quale era incastonato
come un medaglione il ritratto di una donna dai
capelli neri, con gli occhi dolci e le labbra che
accennavano a un sorriso.
Era ancora diritto come quando indossava la
divisa militare. Aveva i capelli bianchi ondulati
vicino alle tempie, la bocca dalla espressione
severa sotto la linea dei sottili baffi bianchi, gli
occhi azzurri, simili a quelli di Brian sotto le
sopracciglia arruffate: occhi penetranti e acuti;
la sua carnagione era chiara, lievemente colorita
di rosa alle guance.
Quest'uomo, in decadenza? disse Brian tra
s e s, con compiacenza; e un sorriso aleggi
sulle sue labbra.
William Romney tese la mano.
- Beh, ragazzo mio, sono molto contento di
vederti prendere con un sorriso la responsabilit
che sto per addossarti! - disse come benvenuto.
- Hai portato in questa stanza un nuovo impulso
di vita e una nuova forza che fa scorrere
il mio sangue con rinnovata energia. Dalla tua
lettera di protesta mi aspettavo che al tuo arrivo
tu facessi saltare la casa. -
Brian ricambi la stretta di mano dello zio.
- Potete non crederci, maggiore Bill, ma da
quando feci saltare la casa un anno fa, ho imparato
a dominare e frenare la mia collera.
- Siediti. Parliamo prima dei nostri affari e
non ci pensiamo pi. Perbacco, ragazzo mio,
sono proprio contento di riaverti a casa! -
Brian inghiott un noioso nodo che sentiva alla
gola.
- In nessun posto si sta bene come a casa.
Credo che qualcuno lo abbia gi detto. - Con
le spalle rivolte verso il fuoco guard in faccia
lo zio. - Avanti! Sono disposto a occuparmene.
Ma perch hai scelto me per dirigere l'azienda
di famiglia? Perch non pu farlo Mac o Sam,
maggiore Bill? -
William Romney appoggi i gomiti sui braccioli
della poltrona coperta di velluto cremisi,
uguale alle lunghe tende e all'abito della donna
del ritratto. I suoi occhi, sotto le folte sopracciglia,
brillavano come ghiaccio azzurro contornato
di neve.
- Mi occorrer un po' di tempo per spiegarti
la situazione, perci non ti impazientire se ripeto tutta
la storia. Come sai, sono stato presidente
della Societ Industriale Romney fin da
quando il mio fratello maggiore, tuo padre, insieme
a tua madre, perirono in un incidente automobilistico.
Tu eri un bambino e venisti a vivere
con mia moglie e con me. Lei ti adorava. -
Egli guard il ritratto che era sopra il camino.
La fragranza di tre rose rosse che fiorivano in
uno stretto vaso d'argento, profumava l'aria.
Una oscurit azzurrognola velava gli angoli della
stanza. Le fiamme rosse e gialle gettavano ombre
e luci sulle costole dei libri rilegati in pelle
che si allineavano negli scaffali a muro. Dal cortile
veniva il monotono suono dell'acqua che gocciolava
e il tenue cinguettio degli uccelli. Un
ciocco cadde con un forte scoppiettio e un alone
di scintille. William Romney si pass una mano
sugli occhi.
- Per un momento il passato mi ha dominato,
Brian. Per continuare la storia di famiglia, mio
fratello Mac, tuo zio, mor e lasci due gemelli:
Mac e Sam. Tuo zio Dug lasci una figlia, Susan.
Poich sono il capo della famiglia ho tirato
avanti l'azienda fondata dal tuo bisnonno Romney.
Era necessario che lo facessi, perch con i
proventi dovevo pensare al mantenimento di voi
giovani; di tutti fuorch di te che avevi il patrimonio
di tua madre.
Il giovane Mac e il giovane Sam lavorano
ambedue nella azienda e hanno uno stipendio, ma
non se ne interessano molto. Le loro mogli sono
ricche. Mac  appassionato di sport e si occupa
solo del suo lavoro, dei suoi canili, delle sue
stalle, e di raccogliere reliquie di Dickens. Sam
vuole fare lo scrittore. Le novelle poliziesche sono
la sua specialit. Credo che col tempo potr farsi
un nome. Il marito della figlia di Dug, Louis
Dubois,  anche lui stipendiato dalla azienda;
ma  un tipo che mi preoccupa.
- Usa largamente anche il denaro della moglie,
se non sbaglio.
- S,  vero, e Susan guadagna molto con il
commercio delle piante.  gelosa e lo tiene a
guinzaglio. So che qualche volta lui si sottrae al
suo controllo. Per un minuto avevo dimenticato
che era tuo rivale. -
Aveva veramente dimenticato, William Romney,
perch il nipote detestava Louis Dubois?
Brian se lo chiese. Aveva dimenticato che Louis
gi sposato a Susan aveva fatto apertamente la
corte a Gabry Wainwright durante la riunione
di pattinaggio sul lago e aveva cominciato a chiamarla
Gay dopo cinque minuti che l'aveva conosciuta?
Che quando era diventata la signora
Romney non aveva nascosto l'attrazione che provava
per lei?
- Susan vuole che suo marito sia il direttore
dello stabilimento di famiglia, - continu il
Maggiore. - Quando la spos era direttore dell'azienda
di prodotti simili ai nostri, di propriet
di un francese.  un esperto venditore, ma  cos
ambiguo che non me ne fido. Susan e Louis cercano
di lavorare Mac e Sam perch siano d'accordo
per averlo a capo dell'azienda. Ancora non
ho indagato che cosa pensino in proposito. Per
fortuna io solo ho il diritto di nominare il mio
successore. Tu sei l'unico membro della famiglia
a cui possa affidare tranquillo questa industria.
- Tranquillo? Come fai a saperlo? Della mia
vita ho fatto un gran guazzabuglio.
- Non della tua vita di affari, per. Non sai
quanto valutavo la tua opinione quando eri qui;
sei un direttore nato. Piacevi, riscotevi rispetto
e ammirazione dai nostri operai, a eccezione di
Eddie Dobson. Forse era geloso della tua popolarit.
- C'era qualcosa di pi della gelosia dietro la
sua animosit. Stava dietro a Lena, quella nostra
graziosa cameriera, e, conoscendo la sua reputazione
da don Giovanni, Gay si impensier e
mi chiese di mettere in guardia la ragazza. Lo
feci. Suppongo che lui venisse a saperlo...
- Facesti bene ad avvisarla. Dobson rovinerebbe
la vita di qualsiasi donna.  diventato un
selvaggio da quando si  fatto amico di un francese,
Lavalle, che Louis aveva raccomandato perch
venisse assunto; in base a questo pensa di
essere promosso da capo operaio a sovrintendente.
Tu hai dato buona prova di te durante
l'anno che sei stato a capo della nostra filiale
nella zona medio-occidentale. Via via che arrivavano
i rapporti dei tuoi progressi ero molto
contento, pensavo che invece di attuare la minaccia
che mi facesti quella notte, un anno fa,
quando dicesti che tu e Gay...
- Che sarei andato diritto diritto al diavolo?
Ricordi la risposta violenta che mi desti? Mi
 rimasta scolpita nella memoria: Andare al
diavolo  cosa che si pu fare con grandissima
facilit, Brian, ma non dimenticare che Satana
viaggia con gente di poco valore. Tu hai ventinove
anni e sei ancora un ragazzo viziato. Con
il tuo cervello e la tua preparazione dovresti
prender parte alla vita della nazione. Vuoi farlo?
Vai alla nostra filiale nella zona medio-occidentale,
e occupatene. Se continuerai a sentire desiderio
di avere il diavolo come compagno, lo troverai
anche laggi, perch  dappertutto per
chiamare i fedeli con il rullo del suo tamburo,
- Dissi tutto questo?
- Davvero. Andai. Cominciai a occuparmi degli
affari. Mi resi conto che ero andato alla deriva.
Bevevo troppo. Smettere tutto a un tratto
non  stato facile, da principio, ma vi sono riuscito.
Ora non bevo. Ho smesso di giocare a carte
con poste elevate. Ora che hai bisogno di me
sono tornato per rimanere, per esserti in qualche
modo di aiuto, visto che hai fatto tanto per
me. Puoi affidarmi l'andamento della tua azienda.
Ho le spalle abbastanza larghe per sostenerla.
- Questo accomoda tutto.  il momento pi
adatto. C' un vero cambiamento negli affari
che porta con s un aumento di guadagno. Abbiamo
istituito una scuola per assicurarci un bel
numero di operai specializzati. Non abbiamo alcuna
noia dai sindacati, perch facciamo per i
nostri operai molto pi di quanto chiunque potrebbe
fare. Dopo il primo dell'anno potremo
aumentare le paghe e distribuire un premio. Mac,
Sam e io formeremo un consiglio che sar subordinato
e non superiore alle decisioni del presidente
della societ. Sarai il comandante in capo
con una indiscussa autorit, Brian.
- Cos tutta la responsabilit sar mia. Par
il possibile per adempiere il mio compito nel miglior
modo. Ma Susan forse insister perch
Louis venga messo nel consiglio per proteggere
i suoi interessi nella azienda.
- Non vi ha nessun interesse. Un anno fa mi
preg di liquidarla; disse che avrebbe potuto
guadagnare pi denaro in un altro investimento.
Lo feci. Il capitale  dunque tutto in mano dei
Romney, e vi rimarr.
- Mi stai informando di tutto. Non ho dimenticato
che mi rimproverasti acerbamente quando
ti feci sapere che Bee Ware voleva comprare
delle azioni. Susan per fa ugualmente un grandissimo
sforzo per cercare di regolare l'andamento
della azienda, e se si  messa in testa che
suo marito debba essere presidente della Societ
Industriale dei Romney, vedrai come reagir
quando sapr del mio incarico. Mi scrivesti, tra
le altre cose, che Gay stava prendendo in considerazione
il di...vorzio, - la sua voce si spezz
su quella brutta parola.
- S. Non ho mai capito come mai vi siete
separati. Credevo che il vostro fosse uno di quei
matrimoni ideali a prova di bomba. Questo mostra
che sono completamente fuori fase con la
vostra generazione. Forse  perch Jim Seaverns
 chiamato per un lavoro di ingegnere nell'America
Meridionale che desidera la sua libert.
 un brav'uomo e l'adora. Qualunque sia il motivo,
ha cominciato a rendersi conto che, se non
vuol vivere con te, non  giusto che ti impedisca
di sposarti.
- Ma io sono sposato, maggiore Bill! Gay 
mia moglie! L'amo.  stata tutta colpa mia se
il nostro matrimonio  andato male. Il primo
anno fu... un paradiso. -
Lentamente il colorito gli sal fino all'attaccatura
dei capelli; i suoi occhi divennero pi cupi,
il suo cuore palpitava, mentre in quella stanza
oscura e fragrante riviveva momenti di tenerezza
e di estasi. Si riscosse dall'incanto del ricordo e
ammise rudemente:
- Dopo, la vita movimentata di societ ci assorb.
Giuoco. Bere. Balli. E di nuovo il giuoco.
Un circolo vizioso. Venivo tardi la mattina in
fabbrica, con la mente confusa come la parola.
Non ero abbastanza furbo da osservare che Gay
odiava quel supplizio sociale. Lei non beveva. Da
quando ho smesso, ho capito quanto  terribilmente
noioso stare a sedere, perfettamente sobri,
e vedere gli altri che bevono e diventano sempre
pi ebbri. Cominciammo a discutere per cose
sciocche, poi passammo alle cose importanti; lei
divent di ghiaccio, e poich questo suo atteggiamento
mi offendeva profondamente, cominciai a
trattarla male in privato. Credi di poter sopportare
la confessione di questa storia, maggiore
Bill? Se puoi, sar come liberarmi di un dente
che tentenna, si muove e non vuol venir via. Parlarne
mi potr far bene.
- Vai avanti, ragazzo mio. Tu sei ci che pi
mi sta a cuore nella vita.
- I rapporti tra me e Gay continuarono a
peggiorare e ci avvicinammo sempre pi al momento
della rottura definitiva. Perch? Me lo
sono chiesto migliaia di volte in questo tempo.
L'adoravo, ma cominciai a sentire che lei mi detestava.
Poi una sera, quando lei, mia compagna
al bridge, gioc, evidentemente distratta, la trattai
male. Per un istante i suoi begli occhi pieni
di disprezzo incontrarono i miei, le sue labbra
divennero bianche. Poi rise e sopport con meravigliosa
dignit la mia disgustosa mancanza
di cortesia; ma quando arrivammo a casa, mi
pare di vederla ancora, con la faccia pallida
come quella di una morta mi disse a voce bassa:
- Non ne posso pi, Brian. Non voglio vivere
pi con te come moglie. Quando mi hai parlato
in quel modo, stasera, ho capito che mi odi
in cuor tuo. Nessun uomo parla in quel modo a
una donna se l'ama veramente; non pu farlo.
 abbastanza tragico quando marito e moglie discutono
in privato, ma quando si insultano in
pubblico,  degradante. E ben presto gli amici li
sfuggono come la peste. -
Se almeno si fosse arrabbiata! Ma era cos
calma, cos dignitosa, che capii che avrebbe fatto
quello che diceva. -
Attravers la stanza, and verso le grandi
finestre e fiss il giardino che sembrava bruciare
per il fuoco autunnale dei boccioli cremisi, scarlatti
e dorati, di l dalla terrazza.
- Dopo mi disse di non andarle mai pi vicino.
- Non l'hai pi vista?
- No. Quella notte la porta tra le nostre camere
rimase chiusa a chiave. Le dissi che dovevo
parlarle. Non rispose. Le telefonai la mattina seguente.
Mi disse che non aveva nulla da dirmi;
ripet che non voleva vedermi pi, che ero libero,
che non mi preoccupassi di trovarmi di
fronte alla reazione dei Romney; avrebbe presa
lei la colpa della nostra separazione. Non ho mai
capito che cosa intendesse dire con questo. Pareva
che facesse una citazione. Andai all'ovest,
le scrissi che avrei depositato del denaro per lei
ogni mese. Non mi rispose. - Brian si rischiar
la voce che era divenuta velata. - Mi scrivesti
che era pronta a trattare per il divorzio. Parigi
o Reno? Potrebbe tentare in Messico. So che anche
in Florida, ora, pagando, si ottiene subito.
Tu la incoraggi.
- Non essere duro, Brian. La consiglio a divorziare
perch voglio vederla felice.  una
donna cos squisita, cos vera! Mac e Sam hanno
sposato delle ragazze attraenti, ma non hanno il
suo fascino confortante n la sua intelligenza.
Non pensare che sia sleale verso di te; l'espressione
dei tuoi occhi mi ferisce terribilmente, ma
hai avuta la tua parte di felicit e non hai saputo
mantenerla. La famiglia Romney conosceva
Jim Seaverns prima che tu e Gay foste fidanzati,
e aveva simpatia per lui. Loro due filavano, avevano
vinto una volta il campionato per la miglior
coppia di pattinatori dilettanti. Poi tu penetrasti
nella sua vita con il tuo amore turbinoso.
Sai certamente che Bee Ware chiuse casa
la settimana dopo che tu partisti per l'ovest?
- Lo seppi solo quando mi scrisse da una
localit europea. Che c'entra questo con Gay e
con me?
- Gay non me lo ha detto, ma capii che sospettava
che tu fossi innamorato di Bee. Dopo
che suo marito ebbe il crollo finanziario, prima
che tu conoscessi Gay, tu e lei stavate molto insieme.
E dopo la morte di suo marito eri il consigliere
di affari di Bee Ware, la Vedova,
come la chiamano ora, non  vero?
-  vero. Se Gay cerca di scoprire un lato
sentimentale, o peggio, alla mia amicizia con
Bee Ware,  perch ora vuole la sua libert.
Dove , adesso? Di che cosa vive? Non ha toccato
il denaro che ho depositato a suo nome.
- La pregai di venire a stare con me. Mi rispose
che non voleva, e si stabil a New York.
Le si present l'occasione di fare la modella
per fotografie commerciali. Una ditta che fabbrica
pattini voleva per la sua pubblicit delle
fotografie di una esperta pattinatrice. Riusc
bene. Ha poi posato per altre pubblicit, e ora
ha molte richieste. Quello che guadagna aumenta
la piccola rendita che suo padre le ha lasciato.
Stette con me fino a che non ebbe finito di chiudere
la vostra casa, la cui mobilia  ammonticchiata
nel garage. Insist e volle rendermi le
perle che le regalai quando si spos, disse che
non si sentiva il diritto di portarle ora che non
 pi tua moglie.
- Questo mi pare decisivo. Deve odiarmi se
te le ha rese. Le piacevano tanto. Regalasti un
filo di perle alla moglie di Mac, a quella di Sam
e a Sue quando si sposarono. Credi che una delle
tre te le renderebbe?
- No. Ho le perle e se le cose si accomoderanno
tra voi...
- Sei ottimista. Vedi mai Gay, ora?
- Pranza con me quando vado a New York.
La tengo d'occhio. -
William Romney guardava pensosamente il nipote
che gli volgeva le spalle.
- Ora sta... -
Non termin; dalla soglia Sampson annunzi
solennemente:
- La signora Romney. -
 
Capitolo 2.

Dall'ombra di una delle tende delle grandi
finestre, Brian guardava pieno di incredulit la
donna nel vano della porta. Stava sognando, o
era Gay? Era veramente lei. Gay, con un elegante
tailleur marrone e un berretto di velluto
intonato al vestito, messo di sbieco per lasciare
apparire le onde dei bei capelli castani, capelli
che aveva tante volte scompigliati con le guance.
Gay, con quella sua aria distinta che aveva
avuto il potere di tenere al loro posto anche i
membri pi dediti all'alcool della loro vecchia
combriccola. Gay con la stessa linea perfetta
delle sopracciglia, e quelle ciglia lunghe dalle
punte dorate che gli avevano velato la bellezza
dei suoi occhi scuri: occhi che mandavano bagliori
quando era allegra, e diventavano specchi
della sua anima quando era triste. Gay con la
dolce bocca vivida, che aveva baciata fino a farla
gridare che stava soffocando e che rivedeva sollevata
verso di lui appena aveva ripreso respiro.
Gay! Che ora voleva la sua libert per poter
sposare Jim Seaverns! Dio mio! Perch mai
l'aveva lasciata andare? Se almeno fosse potuto
tornare indietro di un anno: o lei apriva la
porta o lui l'avrebbe aperta a forza.
La guardava mentre stava in piedi, immobile,
contro lo sfondo dell'ingresso illuminato, come
se fosse incerta su ci che l'attendeva nella stanza
in penombra. Perch era in penombra? Sampson
aveva forse ricevuto l'ordine di non accendere
la luce? Era stato il maggiore William Romney
che aveva organizzato questo incontro?
Dopo un istante di esitazione ella attravers
rapidamente la stanza fino al camino e tese le
mani sottili, senza guanti, all'uomo che vi stava
davanti, alto ed eretto.
- Non ti avevo visto da principio, maggiore
Bill. Perch questo buio romantico? Stai forse
meditando atti tenebrosi e disperati? O  solo
perch vuoi fare economia di luce? -
C'era una nota forzata nella sua voce.
- Hai parlato di maga. Non hai certo bisogno
di toccare la vecchia lampada di Aladino per
ottenere quello che desideri; non  vero? Mi hai
scritto che non ti senti troppo bene e che avevi
bisogno di me, e sono subito accorsa. Jim Seaverns
voleva accompagnarmi qui in automobile,
ma non potevo aspettare che finisse di sistemare
un affare. Eccomi dunque qui.
- Sei una cara bambina, Gay. Ho proprio bisogno
di te, - ammise bruscamente William
Romney.
- Allora sono contenta di aver chiesto qualche
giorno di permesso alla ditta. Ora che i miei
occhi stanno abituandosi a questa fioca luce da
cattedrale posso vederti bene. Mi sembri in ottime
condizioni. Quando mi sono precipitata
fuori dalla automobile che mi hai mandata alla
stazione e ho guardato la faccia di Sampson, ho
temuto di essere arrivata troppo tardi. Con le
lacrime agli occhi mi ha detto che gli sembrava
che la tua salute andasse declinando. Vecchio
imbroglione! Due imbroglioni! Che idea strana
 stata, maggiore William, quella di ingannare
una ragazza fiduciosa che vive nella Grande
Citt? -
I suoi bei denti brillarono tra le dolci labbra
mentre rideva a William Romney, che le pass
un braccio intorno alla vita. Con un lieve mormorio
affettuoso appoggi il viso contro la spalla
di lui, ma non prima che Brian avesse potuto
scorgere il luccichio delle sue lacrime. Pens che
era venuto il momento di rivelare la sua presenza,
e avanz nel raggio di luce prodotto dalla
fiamma.
- Salve, Gay!  proprio la stessa commedia
che ha fatto con me. Che strana idea  questa,
maggiore Bill? -
Alle prime parole di lui ella fece d'impulso un
passo verso la porta, ma il braccio che la cingeva
la tenne pi stretta. Era stato davvero tanto
brutale quell'ultima notte, da incuterle ancora
paura? Gay era impallidita. Port la mano al
cuore come per frenarne i battiti violenti.
- Brian! Tu! Qui! - mormor incredula.
Mentre con gli occhi fissava quelli di lei, Brian
comprese che in quell'ultimo anno non aveva vissuto.
Era stato come preso in un risucchio; fuorch
negli affari, si era agitato senza scopo in uno
stagno di pungenti ricordi. Cerc di parlare, ma
la voce gli si arrest in gola.
Gay si liber dal braccio di William Romney.
Con le mani tremanti ben ficcate nelle tasche
della giacca, volt le spalle a Brian e guard in
faccia lo zio.
- Maggiore Bill, hai congiurato contro di me,
tu in cui avevo tanta fiducia, tanta quanta non
ne avevo in nessun altro! Hai inventata questa
storia con... con Brian? Se lo hai fatto... -
La forte tensione di quelle parole fece tornare
la voce a Brian.
- Un momento, Gay. Ho avuto la stessa sorpresa
vedendoti entrare in questa stanza, che hai
avuta tu trovandomi qui. Se avessi saputo che
stavi per arrivare...
- Saresti fuggito lontano mille miglia da qui,
non  vero?
- Sarei venuto a prenderti alla stazione.
Credi che avrei lasciato mia moglie...
- Non sono tua moglie! -
Questo gelido diniego produsse l'ondata della
pi accesa collera che Brian avesse mai sentito
serpeggiare nelle sue vene. Come osava? Era cos
sicura di poter sposare Jim Seaverns? Non aveva
alcun motivo per il divorzio.
Egli incontr lo sguardo ammonitore dello zio.
Stava forse ricordandogli che solo pochi momenti
prima si era vantato di saper dominare
il suo carattere? Ora aveva una ottima occasione
per provarlo. E con la maggior calma che la sua
grande agitazione gli permetteva, disse:
- Colpa mia, Gay. Avevo l'impressione che
tu fossi mia moglie.
- Non lo sono e non lo sar pi. Ora, maggiore
Bill, dopo aver recitato la tua parte, la
commedia  finita. Per piacere fai portar gi i
miei bagagli, ordina che l'automobile mi riporti
alla stazione e, come il Re di Francia e i suoi
quarantamila uomini dopo essere saliti sulla collina,
scendo di nuovo. Io...
- Non puoi andare via stasera, Gay. Me ne
andr io, - disse Brian interrompendo la graziosa
voce canzonatoria.
- Nessuno dei due se ne andr, - interruppe
con autorit William Romney. - Sono stato qui,
muto, e vi ho lasciati parlare. Ora intendo che
mi ascoltiate. Accendi la luce, Brian. Siediti,
Gay. -
Con una debole protesta ella si sprofond in
una poltrona vicino al fuoco, si tolse il cappello
e appoggi la testa lucida, con il brillante turbine
di onde che si rompevano in riccioli leggeri
contro l'alta spalliera. La sua pelle si color
leggermente di rosa per il riflesso del velluto
rosso della poltrona.
Le lampade si accesero mandando un alone di
luce opalescente. Fiamme vermiglie, verdi, cremisi
e dorate guizzavano e si intrecciavano sui
ceppi in fiamme. Negli oscuri angoli della stanza
delle ombre spettrali si incontravano, si univano,
e si dividevano. Le note musicali delle campane
di Westminster si udivano, trasmesse dalla radio;
il gocciolio monotono della fontana giunse
dal cortile. L'aria era profumata dall'odore della
legna che ardeva e delle rose rosse. Gay si mosse
in avanti con impeto.
- Perch,, perch hai fatto questo, maggiore
Bill? - chiese. - Hai dimenticato che da un
anno Brian non sta con me? Che  un anno da
quando...
- Da quando mi dicesti che non ne potevi pi,
- interruppe Brian - da quando sei uscita dalla
mia vita; forse lo ricorderai? -
Lei era in piedi. Si mand indietro i capelli
con la mano sinistra che era senza anello. Si era
dunque tolta la fede prima di essere libera?
Brian se lo chiese amaramente. Prima le perle,
poi era stato eliminato il suo anello. Gli occhi
scuri di lei sfidarono i suoi, e mentre rispondeva,
la sua voce sembrava una musica amara:
- Se lo ricordo! Credi che potr mai dimenticare
come mi trattasti quella famosa sera, e non
protestasti affatto quando quella sciocca di Bee
Ware disse tubando: Non essere cattivo con lei,
poverina, non  colpa sua se non sa giocare!.
Dio mio! Come avrei potuto giocare, quando mi
accorgevo che tu e lei criticavate tutte le mosse
che facevo... e quando seppi... - trattenne una
parola e continu in fretta : - Non volevo, non
potevo essere il tipo di moglie che risponde per
le rime al marito o gli obbedisce come un verme
calpestato.
- Mia cara, per piacere ! - protest William
Romney. - Nessun estraneo dovrebbe ascoltare
questi particolari intimi.
- Forse non dovrebbe, ma tu lo fai, - dichiar
selvaggiamente Brian. - Ti sei messo da
te in questa situazione, maggiore Bill. Ora devi
sopportarla. -
Poi con gli occhi fissi sul viso di Gay, chiese :
- Forse ricordi anche che quando lasciasti la
stanza mi lanciasti queste parole: Non venirmi
mai pi vicino.
- E tu, che cosa rispondesti? Ci sono altre
donne nel mondo ! -
Il sangue riafflu al cuore di Brian e lasci
sgombra la sua mente. Forse questo era stato
per lei il tormentoso ricordo in tutto quel tempo.
Questa sciocca risposta l'aveva forse distolta dal
pensiero di mandarlo a chiamare. L'aveva spinta
a ricordare che Bee Ware aveva chiusa la sua
casa subito dopo che lui aveva lasciata la citt.
Non c'era da meravigliarsi se lei lo odiava.
- Poich avete entrambi insistito che rimanessi
ad ascoltarvi, dovrete subirne le conseguenze,
- dichiar severamente William Romney.
- Star qui finch non avremo discusso la
faccenda. Hai veramente data quella disgustosa
risposta a tua moglie, Brian?
- S, ma non crederai che dicessi sul serio !
- Brian guard lealmente lo zio negli occhi. -
Conosci abbastanza bene la vita che facevo prima
di incontrare Gay, per sapere che  cos. Ero
fuori di me dalla rabbia, dalla vergogna, dalla
paura di perderla.
- Questo mi rende pi facile dirvi quello che
volevo ascoltaste tutti e due.
- Se consiste nel suggerimento che torni a vivere
con Brian hai sprecato tempo e cervello nel
preparare questo melodramma di un unico atto,
maggiore Bill, - rispose Gay con irriverente
amarezza. - Amo Jim Seaverns e ho intenzione...
di sposarlo. -
Il fiato le era mancato come se si fosse spaventata
della sua dichiarazione.
- Gay, pur essendo una buona figliuola, sei
proprio intrattabile, - rispose William Romney.
- Perch non aspetti di ascoltare quello che voglio
proporti, prima di rifiutarti di prenderlo in
considerazione? Vedo che Brian  pronto a lottare,
ma ha il buon senso di aspettare per sapere
che cosa voglio dirvi.
- Oh, Brian ! Brian ai tuoi occhi non pu sbagliare.
Lo adori. Vedi tutto attraverso i suoi
occhi.
- Saresti sorpresa, Gay, se tu sapessi quante
volte ho pensato al mio affetto per Brian considerandolo
un argomento negativo alla decisione
di metterlo al mio posto come capo dell'azienda.
- Brian. Capo della Societ Industriale Romney! Vuoi dire questo, maggiore Bill?
- Ci sei arrivata, bench tu parli come se
pensassi che sia rimbambito. Certo che voglio
dire questo. Credi che scherzerei su una cosa seria
come questa? Sono stanco della mia responsabilit.
Voglio divertirmi. Voglio viaggiare.
Perch Brian non dovrebbe accollarsene il peso?
Se non lo fa, Mac, Sam e le donne spingeranno
perch Louis Dubois prenda il mio posto.
- Louis Dubois ! Non vorrai mica che la tua
grande industria che  stata finora perfettamente
onorata, cada nelle mani di quel... beh, sono una
signora e non posso dire altro! -
Era proprio una sua caratteristica l'avvampare
di rabbia e poi finire con una nota di allegria.
Era stato proprio questo uno dei suoi
aspetti adorabili che aveva conquistato Brian la
prima volta che l'aveva conosciuta.
- Sono contento che tu capisca la gravit
della situazione, - disse William Romney. -
Susan dice che tu sei contro di me. Dice che
Mac, Sam e le loro mogli parteggiano per Louis.
Capisco che lui avr promesso di aumentare i
loro stipendi, se diventa il capo. Ma il comando
l'ho ancora io, e attuer il mio piano, se mi
aiuti, Gay.
- Io?... Che aiuto posso darti? -
Nella domanda trapelava un certo affanno, una
nota di risentimento, e pi ancora di spavento.
Brian socchiuse gli occhi. Che manovra meditava
il maggiore Bill per dare scacco matto agli altri
membri della famiglia? I suoi nervi erano tesi
mentre aspettava che lo zio rispondesse alla domanda
di Gay.
- Puoi aiutarmi immensamente dimenticando
te stessa, per il momento, e venendo a stare qui
con me e Brian.
- No! Non dovresti chiedermi questo, maggiore
Bill. Brian, diglielo anche tu che  impossibile...
che neppure tu, al pari di me, potresti
sopportare una cosa simile.
- Non posso dirgli questo, Gay.
- Non vuoi, devi dire. Perch mai dovrei rinunziare
al mio lavoro e alla mia vita nella citt
che amo, a tutti i miei piani di felicit con...
con Jim, e venir qui a vegetare in questa cittadina
di provincia, solo per salvare quella stupida
vecchia industria?
- La volubilit delle donne! Un momento fa
la chiamavi una grande industria. - Il riso
abbandon gli occhi di William Romney. - Uno
degli argomenti di cui Susan si  valsa per sostenere
la candidatura di Louis,  che il capo della
azienda dei Romney ha sempre condotta una
vita familiare ideale, che Brian ha gi distrutto
la sua, che lei e Louis manterranno la tradizione.
- Lei e Louis! Questo  uno scherzo. Susan 
una gatta e Louis  un... -
Gay prem il viso contro la spalla di William
Romney.
- Non posso rimanere, maggiore Bill, - disse
con voce infantile e rotta. - Sono contenta della
mia vita come  ora.
- Allora non venire. Perch dovresti sacrificarti?
Preferirei lasciare andare in malora
l'azienda piuttosto che vivere nella stessa casa
con...
- Dillo pure, Brian! -
Appoggiandosi al fido braccio di William Romney,
Gay continu:
- Piuttosto che vivere nella stessa casa con
una donna che odi.
- Non volevo dire questo... ma lasciamo andare,
per il momento. Vorrei mandare avanti
l'azienda che fu fondata dal mio nonno. Non potresti
aiutarmi fino a che non mi sar affermato?
Non mi aspetto n ti chiedo nulla all'infuori
della amicizia, e anche questa solo finch non mi
sar impratichito nel mio lavoro.
- Resto garante di questa promessa, - disse
gravemente William Romney.
- Quanto ci vorr a Brian per affermarsi e
per impratichirsi del suo lavoro, maggiore Bill?
- Questo dipende da lui e da te, Gay.
- Vuoi dire che dovremo vivere in questa
casa? Non potrei sopportare di tornare...
- Nella casa dove abbiamo vissuto insieme?
Non potresti, infatti, perch  affittata, - la inform
seccamente Brian.
- Mi piacerebbe che tu e mio nipote veniste a
vivere qui, Gay. La casa  grande. Le stanze di
Brian nella torre sono come le ha lasciate. Purch
abbiate in faccia al mondo l'aspetto di una
coppia felice, potete entrambi andare e venire
senza incontrarvi, se lo preferite. Credo che rimarremmo
stupefatti se si sapesse quante coppie
vivono nella stessa casa in queste condizioni.
Questo si chiama separazione, non divorzio. Voi
potete vivere cos se dimenticate il passato e ricordate
che il presente  vostro. Per andare
avanti ci vorr coraggio, gentilezza e tatto. Dunque,
Gay, aiuterai a salvare gli affari familiari?
- Si sforz di tossire profondamente prima di
ammettere con voce rauca: - Sampson ha ragione.
Sono in decadenza.
- Sei un imbroglione! - lo accus Gay con
una risata forzata, e appoggi le sue dolci labbra
contro la gota di lui. - Come al solito, ti
voglio troppo bene, maggiore William. -
I suoi occhi erano seri mentre soggiungeva:
- Dovr finire di posare per una serie di fotografie
pubblicitarie, ma abitualmente star qui.
Per a una condizione, Brian: che tu mi conceda
il divorzio quando lo chieder. -
Il grande disagio che aveva gravato con tutto
il suo peso sul cuore e sull'animo di Brian in
quell'ultimo anno, svan a un tratto. Sent dentro
di s l'impulso di una nuova forza. Se non
riusciva a riaverla era segno che non se la meritava.
Comprese per che avrebbe dovuto controllarsi
continuamente, sempre, quando erano
insieme.
- Lo prometto. Credi che possa volere una
moglie che ama Jim Seaverns e intende sposarlo?
Neanche per idea. Puoi non crederlo, ma anche
per me l'amore e il matrimonio hanno un significato.
Ti prometto di aiutarti a ottenere la libert
quando sarai pronta, e finch abiterai qui
vivremo nettamente separati e mi terr fuori
dalla tua vita eccetto quando ragioni diplomatiche
esigeranno che si compaia insieme.
- Rimarr. Sei testimone di questo accordo,
maggiore Bill. Ora vado a disfare la valigia. -
I due uomini la guardarono mentre usciva
dalla stanza.
- Potessi tornare indietro di un anno! -
disse con voce roca Brian. - Ti rendi conto che
chiedendo a Gay e a me di vivere sotto lo stesso
tetto, come amici, hai creata una situazione impossibile,
maggiore Bill? -
William Romney gli appoggi una mano sulla
spalla.
- Niente  impossibile. Ricordati, Brian, che
il mio onore come il tuo sono in giuoco nella promessa
che hai fatto. Rompendola, mi screditeresti. -

 Capitolo 3.

Gay stava riflettendo che se, quando era partita
da New York, qualcuno le avesse detto che
la sera stessa sarebbe stata seduta nella sala
da pranzo di Rosewynne, dalle tende di damasco
azzurro sulle pareti di colore argenteo, con un
vestito di chiffon bianco dell'estate precedente,
e il suo ex marito tra lei e il maggiore Romney
seduto all'altro capo della tavola, avrebbe sospettato
che quella persona fosse in preda a una
allucinazione.
Si sforzava di concentrare la sua attenzione
sul cortile che si intravedeva dalle vetrate aperte.
Uno splendore madreperlaceo di gigli; dalie dai
colori del tramonto autunnale; crisantemi rosei
come le venature di una conchiglia di mare, gialli
come l'oro delle pepite, bianchi come fiocchi di
neve, bronzei come una statuetta, creavano un
regno incantato di un colore cos meraviglioso
da togliere il respiro. Aveva dimenticato quanto
era bello.
I suoi occhi si posarono sugli uomini in abito
da sera seduti vicino a lei. Brian schiacciava
delle noci e, facendole scorrere sulla tovaglia di
trina, le porgeva allo zio come gli aveva visto
fare moltissime volte. Come se avesse sentito i
suoi occhi posati su lui, egli la guard e le sorrise.
- Ne vuoi, Gay? -
Ella scosse la testa. Non poteva parlare. Le
pareva di essere una bambina scesa dal cielo con
un paracadute senza sapere se avrebbe atterrato
o se sarebbe rimasta a girare per il mondo sulle
ali del vento.
Tutto appariva cos terribilmente simile ai
giorni felici del suo fidanzamento e del primo
anno di matrimonio! Perch era stata debole e si
era lasciata indurre ad accettare quella impossibile
situazione?
Non somigliava a nessuna delle separazioni
che aveva vedute; stare seduta l, vicino a Brian
che parlava e rideva con lo zio, cercando cortesemente
di attirarla nella conversazione. Come
poteva agire cos? A lui, non importava dunque
nulla che avessero rovinata la loro vita? Capiva
la vera ragione per cui lei lo aveva lasciato? Certamente
non gli interessava che il loro matrimonio
fosse andato male. Altrimenti come avrebbe
potuto salutarla con quel disinvolto: Salve,
Gay! dopo un anno di assenza?
Il cuore di Gay, che era restato gelido fino alla
insensibilit, cominciava a dolere e a palpitare.
Una tempesta di emozioni la scosse. Si alz di
scatto.
- Scu...satemi. Fa... tanto caldo, - mormor
e usc dalla stanza... non cos rapidamente per
da non vedere che i due uomini si erano alzati
in piedi e da non sentire che William Romney
diceva gravemente:
- Abbiamo preteso troppo dalla piccina,
Brian? -
Piccina! La parola echeggi nella sua mente.
Era forse sembrato puerile in una donna di ventiquattro
anni quell'alzarsi improvviso da tavola?
Mentre attraversava l'ingresso domin un
disperato impeto di correre su per la scalinata,
fino alla sua camera, ed entr nella biblioteca,
lunga quanto tutta la casa.
Stava per comportarsi da codarda proprio la
prima sera?
Lo chiese con disprezzo a se stessa.
Rimarrai qui, e tra poco farai un grazioso e
dignitoso ingresso come una attrice sulla scena.
Accese la radio.
Cala la sera,
e io sono innamorato di te.
Un uomo cantava con carezzevole tenerezza.
Ella chiuse l'interruttore; sembrava che la voce
l'avesse colpita come una lama di rasoio tagliente
e luccicante. Si accoccol in una poltrona accanto
al fuoco e cerc di riordinare il caos dei
suoi pensieri.
Supponiamo che a dieci anni non si fosse trovata,
per la morte dei suoi genitori, abbandonata
alla cura della sua prozia Cassie, quella
prozia che era una delle ultime grandi tiranne
per le quali la Nuova Inghilterra si era resa famosa.
Supponiamo che invece di crescere in un pensionato
scolastico e aver raggiunto una certa
maturit in un collegio, fosse vissuta in casa sua,
avrebbe distrutta la sua vita perch suo marito
era irritabile e amava un'altra donna?
Ma che altro avrebbe potuto fare quando Bee
Ware, la Vedova, era andata da lei e le aveva
detto:
- Tu sei moderna, Gay, al pari di me, perci
possiamo parlare liberamente. Io amo Brian e
lui mi ama. Se non ci credi, leggi questo. -
Ferita nell'anima aveva preso quel biglietto.
Le parole che vi erano scritte si erano impresse
nella sua memoria come se fossero state incise
con una punta infocata:
Non posso farlo. Diplomaticamente ho sondato
abbastanza la famiglia per sapere che qualsiasi
suggerimento riguardo a quello di cui abbiamo
parlato insieme me la farebbe piovere
addosso come una grandinata di mattoni. Prova
tu, e buona fortuna!
Brian
Gli occhi scuri di Bee Ware si erano illuminati
di una luce di trionfo mentre pronunziava
queste parole:
- Ho dunque provato. Sono venuta a chiederti
di lasciare libero Brian. Che pensi di fare,
Gay? -
Lei aveva mantenuta ferma la sua voce e aveva
perfino fatto un debole sorriso mentre rispondeva:
- Niente. Lascer che Brian faccia quel che
vuole. -
Ma quando quella sera l'aveva trattata male
per una mossa sbagliata alle carte, aveva fatto
un gesto decisivo.
Si dice che  compito del marito costruire la
casa e compito della moglie costruire il focolare
per quella casa. Il dubbio la avvolse come una
densa nebbia, e lei cerc di uscirne a viva forza.
Perch doveva biasimarsi? Che altro avrebbe potuto
fare, se suo marito amava un'altra donna?
Il fallimento del loro matrimonio non era probabilmente
peggiore di molti altri che avvenivano
dappertutto; ma questo era avvenuto al suo
matrimonio che aveva voluto e creduto indissolubile.
Il suo amore per Brian era morto come se
si fosse trattato di una cosa finita da molti anni;
tuttavia anche ora il ricordo di quell'amore la feriva
atrocemente. Forse il matrimonio era stato
una cosa troppo grande per loro.
Supponiamo, proseguiva seguendo il filo dei
suoi pensieri, che non fosse capitata in quel paese
industriale a passare qualche giorno da una
amica di collegio che l'aveva condotta alla festa
sul ghiaccio dei Romney; l aveva conosciuto
Brian che aveva dimostrato di essere un compagno
di pattinaggio perfetto come Jim Seaverns.
Avrebbe sposato Jim?
Jim!... Lo aveva visto spesso a New York da
quando era tornato dall'America Meridionale, e
la sua compagnia le aveva reso pi facile sopportare
il dolore e le aveva fatto riacquistare un
certo grado di fiducia in se stessa, fiducia che
aveva subito una terribile batosta. Chiss che
cosa avrebbe pensato quando fosse venuto a sapere
che lei era a Rosewynne!
Gli avrebbe dato una spiegazione? No... non
poteva... non poteva dirgli che Brian aveva non
soltanto acconsentito al divorzio quando lei glielo
aveva chiesto, ma aveva anche detto che l'avrebbe
aiutata a riacquistare la libert. Aveva solennemente
promesso di rimanere fino a quando non
si fosse affermato come capo della azienda. Se
Louis Dubois o Susan avessero sospettato il vero
stato delle cose, ne avrebbero approfittato e
avrebbero fatto tutto il possibile per mettere
fuori Brian; e questo sarebbe dispiaciuto al maggiore
Bill.
Non avrebbe potuto dire tutto questo a Jim.
Adesso capiva esattamente quali fossero stati i
sentimenti di Pandora quando aveva aperto il
vaso proibito e aveva dispersi per il mondo i
mali della vita. Quando aveva infranto il matrimonio,
aveva seminato una grande quantit di
guai che erano ricaduti sugli altri, e per quanto
avesse lottato per riafferrarli, non aveva potuto
ricondurli entro i confini della sua vita.
Avrebbe scritto a Jim che aveva deciso di
tornare a Kosewynne perch il maggiore Bill
aveva bisogno di lei. Ora era contenta di avergli
negato il permesso di parlare di matrimonio perch
era ancora legalmente la moglie di Brian anche
se di fatto non lo era pi. Nessuno sarebbe
stato pi sorpreso di lui, se avesse sentito l'appassionata
dichiarazione che aveva fatta in quella
stanza poche ore prima:
- Amo Jim Seaverns e ho intenzione di sposarlo! -
Era veramente innamorata di lui? Le faceva
piacere la sua tenerezza e le cure che aveva per
lei... ma... poteva sposarlo? Un brivido la scosse.
Il divorzio era contro i suoi princpi; non voleva
sposare nessuno. Eppoi il divorzio avrebbe potuto
liberarla legalmente da Brian, ma avrebbe
cancellato il ricordo della loro vita in comune?
E se non l'avesse cancellato, avrebbe mai potuto
sentirsi libera?
Ma perch si preoccupava di questo problema?
La decisione l'avevano presa altri per lei. Starebbe
qui per aiutare il maggiore Bill al quale
era affezionata, e lo avrebbe fatto nonostante che
la cosa implicasse che il nipote di lui avesse una
parte nella faccenda.
- Bevi questo caff caldo, Gay. Dianzi non lo
hai bevuto. -
Con un sobbalzo ella alz gli occhi.
- Non ne ho voglia, grazie, Brian. Dove  il
maggiore Bill?
- Non aver paura, verr in tuo soccorso. 
Appoggi il piccolo vassoio d'argento sulla tavola
e and verso il fuoco.
- Gli ho detto che avevo da parlarti. Non te
ne andare, - protest mentre ella si alzava affrettatamente.
- Siediti. Non si tratta di quello
che pensi, poich quella faccenda  stata definitiva
quando ti ho giurato di non chiederti niente
e di non aspettarmi niente da te, all'infuori dei
normali rapporti di amicizia. Tu non hai adoperato
il denaro che ho depositato per te. Vuoi
usarlo, ora che sei qui?
- No. Perch dovrei usare il tuo denaro? Non
ne ho bisogno.
- Ma lascerai il tuo lavoro di modella, non 
vero?
- Dopo aver finito la serie di fotografie pubblicitarie
gi iniziata; poi ho la rendita che mi
ha lasciata mio padre.
- Tu sarai, apparentemente... la moglie del
presidente della Societ Industriale Romney. Sarai
anche la padrona di Rosewynne. Per sostenere
questa parte avrai bisogno di qualcosa di
pi della tua rendita personale, non ti pare?
- Non mi meraviglio che tu abbia fatto una
buona riuscita come amministratore, se interroghi
i tuoi impiegati come fai con me. -
Si rivolse a William Romney che in quel momento
entrava nella stanza.
- Maggiore Bill, pensate che Brian abbia ragione
a forzarmi ad accettare del denaro, se non
lo voglio?
- Non mi piace la parola forzarmi. Si potrebbe
pensare...
- Scusa un momento, Brian, - lo interruppe
lo zio. - Speravo, Gay, che tu avresti risvegliato
questa vecchia casa e che sarebbe stata di nuovo
il centro di ospitalit della citt.
- Far volentieri da padrona di casa per te,
maggiore Bill, ma...
- Allora avrai bisogno di altri vestiti. Preferiresti
forse che passassi uno stipendio alla padrona
di questa casa? -
Il sangue afflu al viso di Gay, mentre annuiva:
- S, se asserisci che la parte che devo recitare
richiede molti vestiti ed eleganti. Mi sento
vile come un verme ad accettare di essere pagata
per aiutarti; ma preferisco cos piuttosto che
spendere il denaro di Brian.
- Non mi aiuterai a guadagnare uno stipendio
maggiore? Perch non dovresti riceverne la
tua parte?
- Non sto qui per aiutarti, Brian. Sto qui
perch credo nella importanza della Societ Industriale
Romney e... e perch sono troppo affezionata
al maggiore Bill. -
Gay aveva cominciato bellicosamente questa
dichiarazione, ma termin con una nota di riso.
Perch cambiare in una lite familiare quella che
prometteva di essere una commedia da salotto?
- La signora e il signor Dubois, - tuon la
voce di Sampson dalla soglia.
- Ecco il momento in cui comincerai a guadagnare
il tuo lauto stipendio, Gay, - ricord
William Romney ridacchiando, prima di avanzare
a salutare l'uomo e la donna che avevano seguito
l'annunzio del maggiordomo.
Giunti a met della stanza si fermarono sorpresi
e guardarono la snella figura vestita di
bianco, davanti al fuoco. Susan Dubois, alta,
massiccia, con il naso appuntito, ebbe un fremito
che, scendendo dalle sue chiome rosse, lungo la
curva delle sue perle lucenti, gi per le pagliuzze
nere del vestito, giunse fino ai sandali. I suoi occhi
giallo-verdi inespressivi come quelli di un
gatto, incontrarono quelli di Gay e li sfuggirono.
L'uomo che le era accanto, pi basso di lei di
pochi centimetri, mise una mano nella tasca della
giacca dello smoking e guard Gay con occhi penetranti.
Gay aveva gi vista quella espressione prima
di allora, e non le piaceva affatto. Louis Dubois
era la persona che le era pi antipatica. Aveva
i capelli lucidi come la pelle lustra nera e i lineamenti
perfetti e freddi come quelli di un
Adone di marmo. Di tanto in tanto sbatteva la
palpebra sinistra. Si accarezzava il mento. Le sue
labbra sottili si stringevano in un debole sorriso.
Susan, con la sua arroganza, il suo errato giudizio
dei valori umani, la sua mancanza di amicizie
maschili, era stata un facile bersaglio per
la sua cortese adulazione e la sua corte discreta.
- Gabry! Di dove sei venuta fuori? - esclam
con voce stridula Susan Dubois. - Sapevamo che
Brian era venuto per una breve visita; ma tu,
mia cara!... Avevamo saputo che stavi per andare
a Reno, non  vero, Louis? - Accentuava
tutte le parole alzando le spalle. - Brian, sei
sollevato di riaverla, o ti piaceva essere un allegro
scapolo corteggiatore e corteggiato? -
Gay sent che Brian si irrigidiva. Egli detestava
la sua unica cugina. La voce acuta di Susan
e i suoi occhi maligni stimolarono lo spirito
combattivo di Gay, che infil la mano sotto
il braccio di Brian. A che avrebbe servito il piano
del maggiore Bill se non avesse recitato la sua
parte in maniera perfetta e non avesse agito
come se fosse stata innamorata dell'uomo che
aveva ucciso il suo amore?
- Non mi piace quella parola sollevato,
Susan! - protest Brian. - Ma se vuoi chiedermi
se sono contento di ritrovarmi con mia
moglie a Rosewynne, ti dir che sono contentissimo.
- Sei in errore su due punti, Susan, - corrsse
amabilmente William Romney. - Brian 
qui per rimanere, non per una breve visita. E ti
chiedo che cosa dovrebbe fare Gay a Reno con suo
marito presidente della Societ Industriale Romney? -
E sorrise mentre scoccava la sua freccia.
L'annunzio fu come una mazzata per i coniugi
Dubois. Metaforicamente parlando, li fece accasciare
per terra. Louis fu il primo a riprendersi.
- Sicch avete scelto il vostro successore senza
interpellarci in proposito, Maggiore, - disse
lentamente.
- Tu afferri subito le idee, Louis. Hai definita
la situazione in poche parole.
- Non so che cosa diranno gli altri, - protest
Susan Dubois. - Avevano deciso di venire
qui per vedere Brian, stasera, ma non si aspettano
di trovare Gabry... ecco Mac e Jane. -
La voce di Sampson che annunziava l'arrivo
degli ospiti era stata sommersa dalla sua voce
acuta.
Mac Romney, alto, grosso, bello, con la faccia
colorita dall'aria aperta, in contrasto con i
suoi capelli biondi e la camicia bianca da sera,
strinse la mano allo zio.
- Come va, maggiore Bill? Fa piacere rivederti,
Brian. Ma, per amor del cielo, di dove sei
scappata fuori, Gay? -
Nella sua risata c'era una piena soddisfazione,
e afferr tutte e due le mani di lei nella sua.
- Mi pare proprio una cosa impossibile! Ci
hai sempre fatte delle sorprese, tu! -
Si volt verso la moglie, graziosa, con i capelli
neri, vestita di chiffon grigio a strisce color fuoco
e verde acceso, che stava salutando i Dubois.
- Jane! - chiam. - Guarda chi c', qui,
con l'aspetto di cittadina della metropoli e
un'aria da Societ Internazionale! -
La signora Romney arcu le sue perfette sopracciglia.
- Preziosa fanciulla! Quando sei arrivata,
Gay? - salut con voce armoniosa in stridente
contrasto con quella acuta di Susan Dubois.
- Questo pomeriggio.  bello essere qui e...
-  venuta perch Brian, l'occhio destro del
maggiore Bill, sta per diventare presidente della
societ, - inform stridula Susan Dubois.
Mac Romney si chiuse con la mano l'orecchio.
- Pi piano, Susan. La tua voce mi attraversa
la testa come una sirena.  vero, maggiore
Bill?
- S, Mac.
- Beh! Lascia che ve lo dica, sono immensamente
felice. Avevo paura che tu scegliessi me
per quel posto. Io non lo desidero, e neppure Sam
lo vorrebbe, e pensiamo che  bene se ne occupi
qualcuno della famiglia Romney e che Brian sia
l'intrepido giovane adatto ad assumersi l'impiego. -
E and a raggiungere lo zio e Brian che si
erano avvicinati al fuoco.
Jane non disse niente, ma Gay not che aveva
gettata una occhiata di sbieco a Louis Dubois e
aveva leggermente, ma solo leggermente, inarcate
le sopracciglia. Si sarebbe forse alleata con
lui contro l'elemento maschile dei Romney?
- Tu segui sempre la direzione del vento, non
 vero, Mac? - Il sorriso di Dubois era odioso.
- Hai cambiato idea dall'ultima volta che abbiamo
parlato insieme: come mai?
- Forse  vero, Louis, o forse ero convinto
che il posto spettava a Brian, ma che era pi
semplice lasciar parlare te. - Lo stato di animo
di Mac era evidentemente molto teso. - Ora
che siamo in argomento far un completo esame
della cosa. Io...
- Il signor Sam Romney e signora, - annunzi
Sampson con tono di importanza.
Piccola, con i capelli biondi, Lucy Romney, la
cui pelle era perfetta come le perle che aveva
intorno al collo, con uno spumeggiante abito da
sera celeste pallido, volteggi verso i tre uomini
davanti al fuoco. La pettinatura a paggetto la
faceva apparire pi giovane di quanto non fosse.
Compiacentemente consapevole del grazioso quadretto
che faceva, intrecci le mani con infantile
entusiasmo.
- Oh, i tre magnifici Romney! - cinguett.
- Brian, come mai hai l'aria di un indiano mentre
i tuoi cugini sono cos biondi? -
Si rivolse all'uomo alto che la seguiva, i cui
lineamenti erano magri e ben modellati quanto
quelli di suo fratello Mac erano floridi e massicci.
- Vai con loro, Sammy. Non mi meraviglio
che la gente della citt vi chiami i Romney, la
famiglia reale. Mi fate pensare a quegli uomini
Tutti per Uno, Uno per Tutti di un certo
film... di cui non ricordo il titolo.
- Un signore dal nome di Dumas ha scritto
un romanzo, I Tre Moschettieri, che  stato
adattato per lo schermo, Lucy. -
La moglie di Sam arricci un nasino perfetto
in risposta alla ironica correzione del marito.
- Grazie, caro; sapevo bene che il mio colto
marito mi sarebbe venuto in aiuto. Voglio una
fotografia di voi uomini proprio come siete ora
per darla ai bambini.
-  una buona idea questa, Lucy, - approv
William Romney. - Ci penser io. Come stanno
i gemelli?
- Non proprio come vorrei. Non vogliono
mangiare, maggiore Bill.
- Non hai mai pensato a farli smettere di
rimpinzarsi di dolci, Lucy? - chiese con voce
stridula Susan Dubois. - Quei due bambini di
quattro anni e mezzo capitarono l'altro giorno
in casa mia per farmi visita e si rimpinzarono di
cioccolata. Quando dissi che ne avevano avuta
abbastanza, mi dissero che tu e Sam, non approvo
il fatto che chiamino loro padre Sam, li
lasciate mangiare tutto quello che vogliono. -
Lucy alz e riabbass le piccole mani con un
gesto che voleva esprimere la sua impotenza.
- Che posso farci, Susan? Dico che smettano,
ma non mi danno retta.
- Che posso farci? - La ripetizione di Brian
esplose come un colpo di pistola. - Falli obbedire.
Vuoi che quel giovanotto e quella signorina
in erba diventino insopportabili? Non puoi sottoporli
a una disciplina, per il loro bene?
- Ascolta l'oracolo, Lucy! - gracchi Susan
Dubois. - Gli scapoli sanno sempre come si devono
allevare i bambini. Ho sbagliato, tu non sei
uno scapolo, Brian, ragazzo mio! Ma hai tanto
poco l'aspetto di un uomo sposato.
- Sospendiamo un poco queste frecciate, -
interruppe con impazienza William Romney. -
Perch tu e Brian non potete stare nella stessa
stanza per due minuti, Susan, senza cominciare
un battibecco? Sam, tu e Lucy non eravate qui
quando ho annunziato che Brian prender il mio
posto come presidente della Societ.
- Ottima cosa!
- Non trovi altro da dire, Sam Romney? Eppure
avevi detto a Louis che doveva essere lui
presidente.
- Ti sbagli, Susie, ragazza mia. Fu Louis che
disse a me che avrebbe dovuto diventarlo. - Il
sorriso di Sam era gentile. - Senza dubbio Brian
deve essere il successore del maggiore Bill. Sebbene
sia il pi giovane dei Romney,  per gli affari
la testa Numero Uno della famiglia e ha i
due indispensabili I che occorrono a un amministratore: Immaginazione e Iniziativa. Anche
se non ci credete, non gli invidio quel posto.
So che Eddie Dobson si  montato la testa, e ha
messo su un complesso dittatoriale da quando
ha fraternizzato con quel francese che tu ci hai
imposto, Louis.
- Imposto! Siete fortunati ad avere Lavalle,
perch  un abile operaio, - protest con ira
Dubois.
- Pu essere; ma mi fa pensare a un qualcosa
uscito fuori dall'oltretomba. - Con una scrollata
di spalle Sam abbandon il Francese. - Rimarrai
qui accanto a Brian, Gay?
- Come puoi pensare che non rimanga qui
con me, Sam? Gay  ansiosa di vedermi riuscire
bene, quanto lo sono io, - interfer Brian prima
che Gay potesse rispondere.
- Davvero? - grid Susan Dubois. - Allora
sar meglio che riprenda la fede dal monte dei
pegni o dal ripostiglio o da dovunque l'ha messa,
perch mi accorgo che non l'ha al dito. Anche
nella migliore societ si usa portarla. Vieni,
Louis, abbiamo fissato di andare a giocare a
bridge da Bee Ware, la Vedova. Mi ricordo ora
che ha riaperto casa solo due settimane fa. Un
uccellino deve averle sussurrato che saresti tornato,
Brian.  proprio divertente. Lucy, anche
tu e Sam siete attesi l. Buona notte a tutti.
- Veniamo anche noi, - grugn Mac Romney.
- Devo venire anch'io, bench detesti le carte;
ma Jane ne va matta. Sono proprio contento che
tu sia tornata a Rosewynne. - E in un soffio,
volgendosi a Gay: - Coraggio, non farti annientare
da Susan, ragazza mia! -
La grande biblioteca era rimasta stranamente
silenziosa. Il maggiore Bill e Brian erano nell'ingresso
ad accompagnare gli ospiti che se ne
andavano.
Che tremenda mezz'ora! pensava Gay.
Aveva sentito che l'atmosfera era carica di elettricit
pronta a scoppiare per una scintilla di
malevolenza. Aveva spasimato tutte le volte che
aveva guardato le perle al collo delle altre donne,
perch il filo che le aveva regalato il maggiore
Bill le piaceva moltissimo. Era stata molto attenta
a quello che diceva per paura che qualche
parola potesse tradire il vero stato delle cose tra
lei e Brian. Tradire? Che cosa buffa! Come se
la famiglia non sapesse nulla!
- Sia ringraziato Dio che veglia su noi! -
osserv Brian con calore mentre varcava la soglia.
- La tua parte di moglie devota ha un valore
inestimabile, Gay. Hai recitato mirabilmente
la tua parte.
- Dove  il maggiore Bill?
- Senti: se hai intenzione di avere un collasso
nervoso ogni qualvolta che io e te restiamo
soli, rinunzieremo alla faccenda.
- Ma no, certo, Brian! Volevo chiedere una
cosa al maggiore Bill. Non sono mai stata nervosa
in vita mia. Se lo sono ora  il risultato
dello sforzo che ho fatto per controbattere Susan.
 come la bestia della favola: ci tiene tutti
impacciati e in apprensione con quella sua reputazione
di avere una lingua tagliente e imbattibile.
Colpisce sempre il bersaglio.
- Dimenticatene. Sebbene riconosca che Susan
potrebbe essere un felino, devi ammettere
che ha tirato fuori un argomento degno di essere
preso in considerazione. Dove  la tua fede?
- In camera mia.
- Vai a prenderla, per piacere. -
Ella dischiuse le labbra per rifiutare, poi ci
ripens e sal le scale. Prese un cerchietto di
diamanti dall'interno del suo portagioie. Qualunque
cosa potesse dire Susan, non si sarebbe
mai rimessa l'anello di fidanzamento, pens ostinatamente
mentre un grosso smeraldo faceva capolino
nella seta.
Tre minuti dopo, nella biblioteca, tese la mano
all'uomo che era sempre in piedi vicino al fuoco.
Egli prese l'anello scintillante dalla palma rosea
e glielo infil all'anulare sinistro. Pieg la testa
e la rialz di scatto.
- Mi dispiace se  una cosa che ti secca, ma 
proprio necessario che tu porti la fede fino a che
starai qui, - disse con fredda autorit. - Avevo
pensato che se l'avevi impegnata o l'avevi messa
in un ripostiglio, come ha malignamente insinuato
Susan, te ne avrei comprata un'altra domani.
Stasera, appena mi sar cambiato vestito,
andr a New York. -
A met della stanza si ferm.
- La prossima volta che dovremo recitare la
nostra parte presente altri, non appoggiare la
tua mano al mio braccio, Gay. Non  necessario,
e a me... non fa piacere. Buona notte, e grazie
di aver accettato di rimanere. -
 
Capitolo 4.

Gay pensava al periodo che aveva trascorso
mentre guidava la sua lucente piccola automobile
azzurra e nera. Era gi ottobre, ed era venuta
a Rosewynne in settembre.
Un anno prima, quando aveva lasciato Brian
aveva dovuto imparare a guadagnarsi la vita,
aveva dovuto dimenticare lo splendido sogno di
felicit da cui era stata presa al momento in cui
lo aveva sposato, la fiducia nella sua forza e nella
sua tenerezza; aveva dovuto fare i suoi piani,
decidere da sola, sbagliare, soffrire, ricominciare
daccapo... aveva dovuto, in certo modo, provvedere
anche le cose indispensabili per vivere.
E dopo un anno di dolore, di rabbia e di solitudine,
pensava, era di nuovo l in quella citt,
a lottare contro i fantasmi del passato che le
volteggiavano intorno.
Viveva a Rosewynne invece che in una casa
sua, invitava le persone a pranzo ed era invitata,
andava a far visita a operai che erano alle dipendenze
della azienda da una generazione o
due, sedeva accanto a Brian la domenica in
chiesa, dove negli ultimi otto anni si erano svolti
i battesimi, i matrimoni e i funerali dei Romney.
Nelle panche vicine c'erano i cugini che occorreva
ingannare sui rapporti che esistevano tra
lei e Brian, doveva evitare di rimanere sola con
lui, rendendosi perfino ridicola per l'attenzione
con cui lo faceva, tanto che lui se ne accorgeva
e ne era divertito... lo capiva dalla espressione
dei suoi occhi!
Si era proposta di essere brillante e attraente,
di aver sempre da dire qualche cosa che facesse
schiudere in una risata la bocca di Brian e rendesse
i suoi occhi azzurri cupi e pensosi per la
certezza di aver perso molto perdendo lei.
Invece rimaneva come senza fiato e impacciata;
e se per caso incontrava i suoi occhi, invece di
leggervi un apprezzamento per il suo spirito e
per il suo acume, li vedeva pericolosamente ridenti
e aveva l'impressione che si trattenesse per
non dirle che la giudicava piuttosto sciocca.
Non c'era da meravigliarsi che lui passasse le
serate fuori, in qualche ritrovo, quando non
erano invitati insieme da qualcuno o non avevano
degli invitati a casa. Presumeva che andasse
da Bee Ware. Le stanze di lui erano nella
torre, quelle di lei nel corpo principale della
casa.
Era a Rosewynne da quattro settimane, quattro
lunghe settimane; e che cosa poteva concludere?
Niente. Assolutamente niente. Il legame
che teneva insieme Brian e lei era effimero come
quella luce dorata sulle vette degli alberi, fragile
come il ragnatelo che brillava sulla pianticella
per la sua iridescenza. A che avrebbe portato
quella situazione? Che importanza avrebbe avuto
nel quadro delle loro vite?
Aveva per ottenuto di non essere continuamente
costretta a quel supplizio. Si era ostinatamente
rifiutata di uscire tutte le sere, e passava
delle giornate a New York per finire le pose di
una serie di fotografie pubblicitarie.
Gay guardava il sole che spariva all'orizzonte
lasciandosi dietro una aureola di splendore cremisi
che orlava di oro uno sciame di nuvole violette
e tingeva di rosa la torre di Rosewynne che
si ergeva in cima alla collina. Alti alberi ancora
colorati dai riflessi scarlatti e arancioni del sole
morente inalzavano con orgoglio le cime dorate.
Tre quarti di luna salivano verso lo zenith. Terra
e cielo si fondevano.
L'ampia strada oscura che portava alla citt
vicina era calma. Una ultima striscia di luce solare
su un tetto in pendenza, spariva lentamente.
Qualche ramo si moveva con un ritmo sonnolento.
Il rumore del traffico lontano si cambiava in
un suono simile al sussurrio delle onde che si
infrangono sulla spiaggia. Una stella crepuscolare
brillava nel cielo che si oscurava. Un'altra
la segu. Quelle gemme tremolanti, appese nell'infinito,
si occupavano di quello che accadeva
nella piccola sfera rotante sotto di loro?
Mentre passava davanti al parco dello stabilimento
con il suo ospedale bene attrezzato, la
piscina, la sala da ballo, la biblioteca e i campi
per la ricreazione, l'orologio son le sei. Gay
pens che non era troppo tardi per fare una capatina
dalla vedova Dobson e lasciare le pasticche
di menta che aveva portate per sua madre, la
vecchia mamma Bascom.
Ferm l'automobile davanti a una casetta
bianca con garage, prato e giardino, in una delle
strade fiancheggiate di casette bianche che si
irradiavano come i raggi di una ruota dall'ampia
strada che circondava il cortile delle fonderie
della azienda, cinte da una cancellata di ferro.
Un uomo pass velocemente sul nitido sentiero
di pietra, entr in casa, e si tir dietro l'uscio.
Era Eddie Dobson! SBench fosse un bravo capo
operaio, era anche un agitatore della azienda.
Due anni prima un pezzo indispensabile di una
macchina costosa era improvvisamente sparito.
Non fu possibile accusare lui del danno, ma il
fatto era avvenuto subito dopo l'avvertimento
che Brian aveva dato alla loro cameriera, Lena,
che se non avesse rotto i suoi rapporti con lui
sarebbe stata disperatamente infelice. Il soprintendente
del reparto dove il fatto era accaduto,
era sicuro che egli ne fosse in qualche modo responsabile.
Era un giovane gioviale, con un occhio un
po' strabico e un modo di sonare il banjo che
attirava le operaie come il miele attira le api.
Queste avevano protestato in massa contro l'ingiustizia
di supporre Eddie colpevole. In quel
momento l'azienda lavorava intensamente per
completare in tempo debito delle ordinazioni importanti.
Non era dunque il momento favorevole
per rischiare delle agitazioni che avrebbero rallentato
il lavoro e provocato un rialzo dei costi
di produzione.
La figura passata in fretta aveva recato a Gay
un certo turbamento. Doveva entrare? Se non
era questa volta, si sarebbe imbattuta in lui la
prossima volta. Era meglio che si togliesse il
pensiero.
In risposta a un allegro Avanti! entr in
una stanza pulitissima. C'era odore di fumo di
legna mescolato all'appetitoso aroma di uno stufato
succulento e fragrante di cipolla, che cuoceva
al fuoco. La stanza era ammobiliata bene,
con mobili di quercia. Ceppi di pino bruciavano
e scoppiettavano nell'ampio camino.
Una vecchia con la faccia scura e rugosa come
il guscio di una noce inglese e con occhi che
scintillavano come due gocce di giaietto, avvolta
in un arruffio di scialli di lana, era seduta su
una poltrona a rotelle vicino al fuoco. La signora
Dobson, alta e massiccia, con una faccia che rivelava
una storia di delusioni e preoccupazioni,
ma serbava tracce di una certa bellezza, accomodava
una cuffia increspata sulla testa della
vecchia, con le mani rosse e rese ruvide dal lavoro,
mentre si volgeva a Gay con un sorriso.
- Fa piacere rivedervi qui in paese, signora, -
disse accogliendola con cordialit. - Mamma,
c' la bella signora Gay.  venuta a trovarti con
un bel tailleur verde. Pensate che vi ricordava
vestita di verde. -
La signora Bascom incresp la faccia sulla
quale comparvero nuove rughe.
- Vorrei che tu smettessi di credermi sorda,
Lisa, e di urlarmi cos negli orecchi, - disse con
impazienza. - Quando voglio sento bene come
tutti gli altri. Sono felice di vedervi, signora
Gay. - Mentre Gay si piegava per parlarle le
palp la manica della giacca. - Come  morbida!
Pare velluto. Che stoffa ?
- Tweed, signora Bascom. Sono contenta che
vi piaccia.
- Mi piacciono le cose belle. - I suoi piccoli
occhi ammiccarono. - Mi piacciono anche le caramelle
di menta.
- Pensate! Si  ricordata per un anno intero
che solevate portargliele! Non  meraviglioso? -
domand la signora Dobson con il tono di una
madre che mostra il figlio che  stato premiato.
Gay sciolse il cordoncino dorato che era intorno
a un pacchetto bianco, apr una scatola di
caramelle e l'appoggi sul grembo della vecchia.
- Ecco, signora Bascom. Mezze di menta e
mezze di anice: il vostro assortimento preferito. -
Le dita simili ad artigli della vecchia annasparono
nella scatola. Poi scosse la testa cresputa.
- Tirane fuori una te, Lisa; a me non riesce. -
Sua figlia scelse una pasticca rosa e gliela mise
nella bocca sdentata.
- Ecco, mamma. Scommetto che  buona. -
Mentre la vecchia succhiava la caramella, sua
figlia appoggi le braccia incrociate alla spalliera
della poltrona a rotelle e sorrise a Gay.
- Quando seppi che eravate tornata fui davvero
molto contenta, signora Gay.
- Chi porta il nero? Chi  morto? - domand
la signora Bascom con un tremolio di eccitazione
nel suo gracidare.
- Nessuno  morto. Ho detto davvero, non
nero.
- Non urlare cos, Lisa. Perch non ti sento
quando parli sottovoce, credi che sia sorda?
Dammi un'altra caramella.
- La mamma  molto suscettibile per l'udito;
ma perbacco, ha quasi novantasei anni! Pu anche
permettersi di essere un po' dura d'orecchio, -
spieg con indulgenza la signora Dobson.
- Io per le dico sempre che  molto pigra, perch
quando vuole sente benissimo. Sono contenta che
il signor Brian prenda il posto dello zio all'azienda,
invece di...
- Davvero, mamma? Penso che non sarai pi
tanto contenta quando saprai che il nuovo padrone
mi ha messo fuori! - disse una voce strascicata.
La signora Dobson sussult nervosamente e si
volt a guardare il figlio che era appoggiato alla
soglia della porta che metteva in cucina. Nel silenzio
si ud il sibilo della pentola che bolliva e
il tintinnio metallico del coperchio che si sollev
e ricadde.
Eddie aveva un cappello di feltro messo di
sbieco e indietro sulla testa; i capelli arruffati
e il viso rosso; intorno a uno dei suoi occhi sfacciati
e astiosi la pelle era tumefatta e violacea.
Morse una sigaretta, con i denti forti e bianchi.
- Messo, fuori, Eddie? Che hai fatto questa
volta? -
La domanda della signora Dobson fu un mormorio
soffocato.
- Niente... per cui dovessi essere messo fuori. -
Ostentatamente si mise una mano sull'occhio
ammaccato. - Mi incolpano sempre di qualcosa
all'azienda, e ormai sono stufo, hai capito?
- Ora basta con questo discorso, Eddie. Non
vedi chi c'?
- S, lo vedo, mamma. -
Eddie Dobson si tolse di bocca la sigaretta e la
gett nel fuoco, poi si volse a Gay con il suo
pi insinuante sorriso.
- Come state, signora Gay? -
Gay non si meravigli che le ragazze della fabbrica
si innamorassero di quel sorriso, perch
aveva un fascino.
- Molto bene, grazie. -
La nonna lo guard di sotto le increspature
della cuffietta.
- Per amor del cielo, hai detto che sei stato
messo fuori, Eddie? Che hai combinato questa
volta?
- Niente che ti interessi, vecchia mia! -
Abbranc una manciata di caramelle di menta.
Ella afferr la scatola e se la strinse al petto.
- Vergognati, Eddie, a prendere le caramelle
della nonna Bascom! - rimprover la signora
Dobson. - La signora Gay  venuta apposta per
portargliele.  stata lontana un anno e non si 
dimenticata che alla tua nonna piacciono le caramelle
di menta.  stata molto gentile, vero?
- Certo.  un gran peccato che abbia sposato
un simile pezzo di granito.
- Eddie! - sussurr la madre con orrore.
- Zitta! - disse lui con rabbia; afferr delle
altre caramelle, pizzic le crespe della cuffietta
della nonna quando questa piagnucol, e attravers
spavaldo la stanza.
Quando fu sull'uscio di casa si sofferm e fiut
l'aria.
- Stufato di carne, stasera. Ceno a casa, -
disse, e scomparve.
- Questo vuol dire che vuole le frittelle, -
interpret la signora Dobson con una nota di felicit
nella voce simile a quella che poteva avere
annunziando che aveva ricevuto un biglietto da
dieci dollari.
- Ora me ne vado. - Gay si alz. - Sono
contenta di avervi trovata cos bene, signora Bascom.
- Oh, sono dura sapete! Pensate che continuo
a ritirare la pensione dalla azienda dopo che
molti dei vostri sono morti e sepolti. Pare che il
Signore non abbia un posto per me tra i cherubini
e i serafini! Tornate. - I suoi occhi neri ammiccarono.
- Non mi piacciono molto le pasticche
di menta.
- Lo vedo che non vi piacciono molto. - Gay
rise e le dette un colpetto sulla mano ossuta. -
La prossima volta vi porter qualcosa che vi
piaccia veramente. Buona sera. -
Quando furono alla porta di casa la signora
Dobson bisbigli:
- Vi prego, scusate Eddie per quello che ha
detto su vostro marito.  stizzito perch  stato
messo fuori. Quel ragazzo... dico ragazzo, perch
non riesco a rendermi conto che  gi un uomo,
mi preoccupa, non soltanto per lui stesso, ma
perch suo fratello Joey vuol fare tutto quello
che fa lui. Al giorno d'oggi  molto difficile per
una donna tirare su dei maschi; hanno bisogno
di un uomo. Sapete che i ragazzi si infiammano
per niente.
- S, lo so, signora Dobson, avete ragione;
ma non vi preoccupate.
- Se Eddie lo avesse saputo, non sarebbe entrato
qui con quell'occhio nero mentre c'eravate
voi. Qualche volta penso sia un male per lui essere
cos bello, e che a forza di adularlo le ragazze
lo rovinino. Santo cielo, non so perch mi
lagno dei miei guai con voi, quando avete la cortesia
di venire a far visita alla mamma!
- Non vi scusate, signora Dobson; tutti di
tanto in tanto ci sentiamo depressi. Buona sera.
- Buona sera, signora. Dio sia con voi!
- Dio sia con voi! -
Le parole echeggiarono nel cuore di Gay mentre
apriva lo sportello della automobile. Si preoccupava
Dio di un singolo individuo? Se lo faceva...
- Che bella automobile avete, signora Gay! -
La voce veniva da un'ombra che si era staccata
dal tronco di un albero e avanzava verso di lei.
-  graziosa, - rispose Gay.
Dobson appoggi la mano sullo sportello della
automobile mentre lei lo chiudeva. Le sorrise,
e disse in tono insinuante:
- Dite una buona parola per me al signor
Brian, per piacere. Chiedetegli di riprendermi.
- Mi dispiace, ma non mi intrometto mai nell'andamento
degli affari di mio marito, Eddie.
- Oh, davvero! Beh, ditegli da parte mia che
tutti sanno che voleva mettermi fuori fin da
quando  diventato il padrone, che si  intromesso
un'altra volta nei miei affari privati, e che
non intendiamo sopportarlo. Tutti sanno anche
che dovevo essere promosso sorvegliante. Se non
mi riprende e non mi promuove altri se ne andranno,
e questo rallenter la produzione che
vorrebbe invece aumentare. Ditegli di pensarci
bene. -
Eddie Dobson si illudeva se credeva che la sua
potenza fosse tale, da indurre gli operai della
azienda a rinunziare al loro lavoro, pensava
Gay mentre l'automobile correva: due' anni prima
avevano firmato un documento impegnandosi
a essere lealmente fedeli alla equit delle decisioni
dei loro datori di lavoro. Si illudeva anche
credendo che lei potesse ottenere qualcosa da
Brian.
Brian la sfuggiva sempre pi. Quando lei gli
parlava, pareva che si sforzasse di richiamare
la mente da un paese lontano. Paese!... Forse da
una donna che non era poi tanto distante.
Perch pensare a questo? Come era freddo il
cielo! Come erano fitte le stelle! Come nello scenario
di una rappresentazione natalizia. La luna
brillava come un disco argenteo. Sarebbe stata
una notte stellata... e a lei piacevano le notti
stellate: le rendevano l'animo pi leggero.
Ascoltava il cupo suono della campana del
campanile della chiesa. Le sei e mezzo. Aveva
tempo di fermarsi a casa di Sam per vedere i gemelli.
Probabilmente avevano gi cenato e stavano
facendo un chiasso indiavolato. Aveva portato
dei datteri ripieni che sarebbero stati pi
adatti per loro della cioccolata che Susan Dubois
disapprovava.
Susan! Arricci il naso con sdegno. Susan era
il grande critico della famiglia. Ma aveva ragione,
i bambini non dovevano impinzarsi di cioccolata.
Mentre scorgeva il luccichio del cerchietto
sulla sua mano sinistra, Gay pensava che Susan,
benedetta lei, aveva spesso odiosamente, irritantemente,
interamente ragione. La vista dell'anello le fece tornare in mente Brian mentre glielo
infilava la seconda volta al dito.
Questo ricordo e le sue fantasticherie le occuparono
la mente fino a che non ferm l'automobile
davanti alla casa di stile italiano che Sam
Romney aveva costruita sei anni prima, dopo il
suo matrimonio.
Una cameriera apr la porta in risposta alla
sonata di Gay. Uno sguardo di sollievo fece sparire
il cipiglio dalla sua tonda faccia irlandese.
- Felicissima di vedervi, signora Gay! Sono
fuori di me dal rumore.
- "Vengo per vedere i gemelli, Brigida. Sono
ancora alzati?
- Alzati? Sentite! -
Forti grida infantili, intramezzate da ...rizzati...
scappa... su, e rauchi colpi di tosse giunsero
attraverso il vano delle scale.
- Entrate, signora Gay. Questi bambini strillano
cos da dieci minuti. La signorina Wickes
si  precipitata poco fa gi per le scale stringendosi
le mani al petto chiedendomi di salire per
farli smettere. Io, cercare di farli smettere?...
Sarei piuttosto entrata in mezzo all'elica di un
aeroplano a tutta velocit. E devo preparare la
tavola, ci sono delle persone a cena.
- Dove  la loro mamma?
- Non  ancora tornata di citt e il loro padre
 nel suo studio a scrivere... e non si pu andargli
vicino nei momenti in cui scrive. -
Un fracasso scosse la casa, seguito da un terribile
silenzio.
- Dio mio! - mormor Brigida sgomenta. -
Qualcuno  morto! - E corse su per le scale.
Anche Gay si precipit affannosamente nella
stanza dei ragazzi, dietro a lei. Mentre guardava
la scena di sopra le spalle della cameriera, represse
un forte scoppio di risa.
L'istitutrice si torceva le mani contemplando
un groviglio di sedie capovolte di sotto al quale
emergevano una ricciuta testa dorata e due mani
infantili che si agitavano violentemente. Sopra
un divano rotto si vedevano due gambe a cavalcioni
e delle redini di corda strette in una manina
grassoccia; qualcosa che poteva essere la
migliore canna per pescare le trote posseduta
da Sam Romney, era nell'altra manina come una
frusta e faceva da contrappeso a William Romney
secondo, Billy per i familiari. La sua faccia
angelica esprimeva un indignato stupore. I suoi
capelli, abitualmente biondi e ricciuti come quelli
della testa che appariva sotto a quel rovinio,
erano ora scuri e appiccicati per il sudore. Il
solo ornamento del suo corpo perfetto era un
asciugamano annodato intorno alla vita.
Volt gli occhi azzurri, scuri come zaffiri birmani,
su Brigida e Gay che erano in ginocchio
per liberare la bambina da quel mucchio di roba
e sulla istitutrice che toglieva le sedie di dosso
alla piccina che tossiva e si dibatteva.
- Guarda mia sorella! - egli grugn; e Gay
pens che era veramente maschile quel suo arrabbiarsi
perch era spaventato. - Che sciocca!
Giocavamo a fare il cocchio, come nel libro di
figure che ci ha dato Brian, lei faceva il cavallo
e io le dicevo di andare piano agli angoli, ma lei
diceva che doveva correre, proprio correre... e
ora guarda che cosa ha fatto! -
Egli lasci andare le redini e la preziosa canna.
Appollaiato sul bordo del divano, con il gomito
appoggiato sul ginocchio, il mento affondato
nella rosea palma nell'atteggiamento di uno dei
cherubini di Raffaello, guardava torvo la bambina
che tossiva e boccheggiava, vestita del solo
abito che le aveva dato madre natura e che Gay,
seduta in terra, aveva presa in grembo. I finimenti
che avevano bardato il cavallo erano rimasti
nel groviglio di sedie.
- Datemi la vestaglia della bambina, signorina,
presto. Non  in quel mucchio di vestiti ai
piedi del divano? Grazie. Date a Billy la sua.
Non abbiamo bisogno di voi, Brigida; tornate
pure al vostro lavoro. Ecco: ora va meglio. -
Baci la testina ricciuta appoggiata al suo
petto e sorrise a quegli occhi azzurri ornati di
lunghe ciglia bagnate.
- Va bene ora, angelo? - chiese con tenerezza.
- Uhm! Angelo! -- sbuff Billy. - Sono pi
grande di lei, e se lei  un angelo, allora io sono
Dio. -
Gay trattenne una risata e sugger:
-  meglio che tu ti metta le pantofole,
Billy. -
Con le mani nelle tasche della sua vistosa veste
da camera a righe rosse, verdi e bianche, William
Romney secondo guard accigliato la sorella
con altera superiorit.
- Perch piangi, sorellina? Sei ferita? -
L'ansiet traspariva nel suo disprezzo.
- Non sono ferita. Io... io voglio solo vedere
la mamma. -
Gli occhi preoccupati del bambino cercarono
quelli di Gay che disse subito:
- Santo cielo, bambini, me ne sono dimenticata!
Dove  quella scatola che ho lasciato cadere
quando sono entrata nella stanza? I bambini
possono mangiare un dattero ripieno o due, non
 vero, signorina Wickes?
- Che possano o no, li mangeranno lo stesso,
- brontol la donna con aria affranta.
Con grida eccitate i bambini si buttarono sopra
il pacchetto, lo portarono a Gay che era ancora
seduta in terra, e si misero in ginocchio vicino
a lei.
- Lo faremo aprire a te, per educazione... -
annunzi magnanimo Billy - e poi, tu farai pi
presto.
- Sembra che tu abbia smesso di fare la modella
per diventare bambinaia, Gay. -
Gay guard incredula l'uomo che era apparso
accanto a Lucy Bomney nel vano della porta. Si
alz in piedi, tese le mani e salut con entusiasmo.
- Jim! Tu, caro!... Come mai, Jim Seaverns?
Che cosa ti ha condotto qui? -
 
Capitolo 5.

- L'ho portato io, Gay, - spieg Lucy Romney.
- Avevo bisogno di un altro uomo per la
mia cena stasera, perci ho telefonato a Jim e
sono andata a prenderlo al suo Circolo. Passer
due giorni da noi. Guarda, c' Brian! Quando
sei entrato? -
Gay liber le sue mani come se quelle che le
tenevano strette fossero improvvisamente diventate
di fuoco. Nell'ingresso, dietro a Jim Seaverns,
era apparso Brian Romney. Il sangue le
sal fino alla punta dei capelli quando incontr
i suoi occhi. L'aveva forse sentita dire: Tu,
caro!?
- Brian! Brian! - gridarono i bambini.
Lo presero per mano e lo portarono in mezzo
alla stanza.
- Ora rigiochiamo a fare il cocchio. Brian
far il cavallo, e tu, sorellina, farai il cane e verrai
dietro di corsa, - annunzi Billy.
- Non voglio fare il cane. - La bambina
strinse la mano di Brian e vi appoggi il viso. -
Non voglio fare il cane, - ripet cupamente. -
Ho la bua in gola. -
La prese in collo e le allontan i capelli biondi
dalla fronte arrossata.
- Non occorre che tu faccia il cane, - la consol
teneramente. - Lucy, questa bimba ha la
febbre. Dovrebbe essere a letto.
- Lo so, Brian; il dottore ha detto di tenercela,
ma  inutile, non ci vuole stare. Come posso
fare?
- Prover io. Vuoi stare a nanna per fare
piacere a Brian, piccina? -
La bambina gli mise un braccio intorno al
collo, vi appoggi il visino caldo e chiese con voce
roca:
- Mi culli prima, Brian, e mi racconti mamma
ca ra, mamma ca ra?
- Ti cullo soltanto un pochino.  meglio che
tu vada a letto. -
Guard Gay e Jim Seaverns ritti vicino alla
porta.
- Fate largo! - disse.
Con la bambina tra le braccia, e seguito dalla
mamma, dalla istitutrice e da Billy, pass nell'ingresso.
- Pare che si debba andare, - disse Gay ridendo.
- Vieni, Jim, tu e io siamo inutili qui.
- Dove vai, ora?
- A casa.
- Vengo con te. Abbiamo da parlare insieme.
Gay. -
Scesero le scale senza dir parola. Lui prese il
cappello e Gay, aprendo la porta di casa, protest
in fretta:
- Ne parleremo un'altra volta, Jim. Non venire
con me. Sei venuto qui per stare a cena da
Lucy. Io ho l'automobile...
- Non dovresti guidare a buio, Gay. Lucy
dice che Sam sospetta che si stiano preparando
dei disordini all'azienda.
- E se anche fosse vero? Nessuno mi far
niente.
- Probabilmente no; tuttavia ti accompagner
a casa.
- Accompagner io mia moglie a casa. -
Sorpresa, Gay. guard Brian. Quando era
sceso?
- Tua moglie? -
Il tono della voce di Seaverns oscur la faccia
di Brian Romney: la sua mano si contrasse.
- Che intendi dire con questo? -
Senza parere, Gay manovr in modo da trovarsi
tra di loro.
- Per piacere... Jim, preferisco andare con
Brian. -
Con le labbra sbiancate e gli occhi ardenti
come carboni accesi, Seaverns rise.
- Immagino che la farsa, perch  una farsa,
lo so, debba durare per un po' di tempo. Ma il
nostro discorso sar soltanto rimandato, Gay.
Verr a trovarti. Buona sera. -
In silenzio Gay sal sulla automobile lucente.
Sempre in silenzio Brian si sed alla guida.
L'aria era gelida. La strada rischiarata dalla luce
della luna scorreva sotto di loro. Dai lati le
piante si univano in una informe macchia argentea.
Una falena volava nel raggio della luce dei
fanali come un luminoso fantasma della notte.
Le oscure punte dei rami della cicuta balenarono
nella loro cristallina bellezza e rimasero
indietro.
Brian era seduto accanto a lei, ma era molte
miglia lontano con la mente. Gay pensava come
era strano che due persone, che erano state tanto
unite tra loro, non trovassero ora parole per varcare
l'abisso della separazione. Ma ci non sarebbe
durato ancora molto... erano nel viale di
Rosewynne.
Egli apr la massiccia porta d'ingresso e si
tir da parte per lasciarla passare.
- Vieni in biblioteca. Gay. Ho qualcosa da
dirti.
-  tardi; ho appena il tempo di vestirmi per
il pranzo.
- Ti tratterr un momento solo. Vieni. -
Mentre entravano nella stanza poco illuminata,
alcuni ceppi che bruciavano mandavano ombre
tremule sulle pareti coperte di libri. Delle rose
rosse profumavano l'aria.
Gay guard ansiosa l'ampia poltrona vicino al
fuoco. Forse vi sarebbe stato il maggiore Bill,
e Brian non avrebbe potuto parlare di Jim Seaverns.
Ma non c'era.
- Non ti irrigidire, Gay. Mi fai venire in
mente la statua di una persona che  pronta per
fuggire. -
Brian sorrideva. Dopo lo scatto che aveva
avuto con Jim Seaverns pareva incredibile. Come
se le avesse letto nel pensiero si scus:
- Mi dispiace di aver perso la calma in casa
di Sam. Non c'era alcuna ragione perch Seaverns
non ti accompagnasse a casa; ma mi  seccato
che ti abbia detto che nella azienda c'
della agitazione. -
Era quella la vera causa? Perch chiederselo?
E perch mai a Brian doveva interessare con chi
andava, dal momento che entrambi si attenevano
alle convenzioni stabilite per la loro convivenza?
-  una agitazione che ti preoccupa? -
chiese.
- No; ho dovuto mettere fuori Eddie Dobson e...
- Lo so. L'ho visto.
- Dove?
- Da sua madre. Sono andata per portare le
caramelle a mamma Bascom.
- Eddie ti ha parlato?... Che cosa ti ha
detto? -
Quando glielo ebbe riferito, ella chiese:
- Non potresti promuoverlo sorvegliante ed
evitare dei disturbi?
- No.  un buon caporeparto di officina e basta.
Non pu ambire a un posto migliore perch
la maggiore meccanizzazione nella industria richiede
dei diplomati di scuole tecniche per avere
dei posti che richiedono qualcosa pi della sola
esperienza.  abbastanza sveglio da capirlo, ma
questo non fa che aumentare il suo risentimento
verso di me.
- Pu veramente far rallentare la produzione?
Ha tanto ascendente sui compagni?
- Il tempo ce lo dir. In questo momento pare
che gli scioperi siano sempre pi numerosi nella
industria, ma i nostri operai non hanno mai
aderito a organizzazioni sindacali esterne, non
ne hanno avuto bisogno. Uno sciopero con il solo
scopo di costringere il datore di lavoro a riassumere
un compagno licenziato  uno sciopero
dichiarato illegale. Non gi che le sentenze della
giustizia abbiano avuto recentemente un grande
effetto! Comunque, voglio avere ancora il diritto
di assumere e licenziare se lo credo necessario.
Dobson  un bravo caporeparto, ma si 
messo dintorno i peggiori elementi tra i nostri
operai, e mi  giunta la voce che esiste una societ
segreta fondata da lui e dal francese Lavalle,
quello che  stato messo nella azienda da
Louis. Non  arrabbiato soltanto perch non voglio
promuoverlo, ma mi serba rancore perch
avvisai Lena di guardarsi da lui. Naturalmente,
questo non me lo ha detto.  un bravissimo operaio,
perci ho chiuso un occhio su qualcuna delle
sue diavolerie; ma ora non posso pi farlo, 
troppo pericoloso per gli altri operai. Ormai, abbia
o no il potere di fermare la produzione, non
sar ripreso. Ha picchiato un uomo del suo reparto,
e lo ha fatto per un rancore personale.
Ti prego di non andare in automobile in paese
quando  buio, Gay.
- Ma come  possibile? Torno sempre a casa
dai t, o dal bridge, o dal Circolo, o da New York
nel tardo pomeriggio. Non vorrai che stia sempre
in casa, vero?
- No. Ma ci sono due autisti qui che non
hanno nulla da fare. Se non vuoi uno di loro,
prendi Tim O'Brien, il fratello di Lena, quello
con i capelli rossi; guider lui. Non ha tanto da
fare in casa da non essere disponibile.
-  una cosa troppo sciocca. Non mi va.
- Allora c' solo un'altra cosa da fare. Non
ho altro da dirti. Non ti trattengo pi. -
Parve a Gay di essere stata congedata da un
maestro freddo e scontento. Nel suo boudoir, le
cui pareti erano ravvivate da righe che andavano
dal giallo pallido all'arancione, si trov di fronte
alla sua immagine riflessa nello specchio, e not
che la luce metteva nei suoi capelli castani dei
riflessi aurei e bronzei che armonizzavano con le
pareti.
Puoi continuare a sopportare questa farsa
di matrimonio? disse rivolgendosi a se stessa.
Qualche volta ti pare che sia facile come recitare
in una commedia, e qualche altra volta ti 
pesante fingere e desidereresti correre, correre in
capo al mondo per trovarti pi lontana possibile
dalla famiglia Romney, non  vero?
I suoi pensieri tornarono a Brian che diceva:
Allora non ho altro da dirti. Che cosa aveva
voluto dire?
La sua domanda ebbe la risposta il pomeriggio
seguente quando, sull'imbrunire, si avvicin alla
sua automobile davanti al Circolo e vide la luce
rossa di una sigaretta e la sagoma di una persona
al volante.
- Brian! Che fai qui? - domand.
- Sali su. -
Mentre l'automobile si avviava dolcemente, le
ricord:
- Ti ho detto di non guidare da sola a buio,
vero? Credi forse che lo abbia detto solo per il
piacere di sentirmi parlare? Se non vuoi prendere
Tim, assumer io l'incarico. -
Ella guard il profilo di lui disegnato come un
cammeo contro il cielo oscuro, not la forma del
mento e la linea dura della bocca. Disse allora
a se stessa che combattere la volont di quell'uomo
era come cercare di spezzare delle sbarre
di ferro per ottenere la libert, e fece immediatamente
il tentativo.
- Mi sentir prigioniera se non potr guidare
da me, Brian. Se insisti a volermi fare da autista,
star a casa.
- Non  una cattiva idea. Da quando sei tornata
a Rosewynne, oltre a continuare il tuo lavoro
a New York hai fatto una vita molto attiva,
non  vero? Ti far bene calmarti un po'.
- Non mi calmer. Continuer cos e guider
da sola.
- Davvero? - disse lui.
Poi tacquero ambedue, incolleriti.
Il roseo bagliore del tramonto si trasform in
un caldo calore giallognolo. I rami sottili delle
bianche betulle ondeggiarono come bacchette argentee
mosse da un venticello che faceva fremere
gli oscuri pini e gli abeti che vi erano dietro.
Uno stormo di oche selvatiche pass gridando,
volte verso ovest, in formazione di cuneo.
Il cielo si apr improvvisamente in uno splendore
stellato. Venere, la stella degli innamorati,
rifulgeva come un grosso brillante montato su
smalto purpureo. In una serena maest la luna
li guardava con il suo occhio indiscreto.
- Mi domando sempre se la luna ha una faccia
dall'altra parte, - disse Brian. - Forse, invece,
ha una testa pettinata a paggetto come
Lucy. Questo mi fa ricordare che la sorellina
non sta affatto bene. Ti viene mai in mente che
il suo vero nome  Rosa? A me, no. -
Gay dimentic subito la sua irritazione.
- Ha un terribile raffreddore. La curano
bene? Ieri la cullavi, ma lei, che cosa voleva dire
con mamma ca ra, mamma ca ra?
-  una bambina buffa. Spesso, tornando a
casa, passo davanti all'azienda e ho preso l'abitudine
di fermarmi a casa di Sam. Mi piacciono
i bambini, e quei gemelli sono speciali. L'altro
giorno Sorellina era afflitta perch Billy le aveva
dato noia. Mi chiese di cullarla e di raccontarle
una novella. Non avendo una riserva di favole
tutto quello che mi venne in mente fu: I tre
gattini. Dissi, pi drammaticamente che mi
fu possibile: Oh, mamma cara, mamma cara,
abbiamo trovato i nostri guanti!. Perci ora mi
chiede: Mamma ca ra, mamma ca ra.
- Ti cercher un libro di favole da bambini.
- Questo mi aiuter. Vedi quel pino alto?
Tutte le volte che passo di qui mi torna in mente
quella ombra grossa, scura, strana, che spar nei
cespugli, per l, la sera che tornai a Rosewynne.
Probabilmente era una mucca, ma per qualche
momento mi fece star male. Mi sentii rizzare i
capelli. Spaventato come ero, mi venne da ridere
pensando alla reazione che avrebbe avuto Susan
se l'avesse vista in cerca di preda nelle sue terre
vicino alla strada! Saltando di palo in frasca,
Lucy mi ha telefonato in ufficio di invitare Jim
Seaverns a Rosewynne per un giorno o due: la
sua casa  sottosopra per la malattia di Sorellina.
- Ma tu non lo hai invitato?
- S. Perch non avrei dovuto invitarlo?
- Non verr.
- Certo che verr. Perch non dovrebbe venire?
Ha accettato con entusiasmo.
- Avresti potuto dirmelo; avresti potuto chiedermi
se lo volevo ospite.
- Non mi  venuto in mente che tu non lo volessi.
Hai detto che... lo ami, non  vero? Eccettuato
ieri, non lo avevi pi visto da quando... da
quando hai deciso di aiutarmi, vero?
- Non l'ho visto, ma non ho bisogno che nessuno
si intrometta nei miei affari privati, Brian.
Posso fare benissimo da me; grazie. Lasciami
alla porta laterale, per piacere. -
Gay incontr Sampson nell' ingresso.
- Il signor Jim Seaverns  arrivato circa dieci
minuti fa, signora Gay. Gli ho data la camera
verde nella torre. Ha detto che  venuto per un
giorno o due. Avete visto il signor Brian? La
signora Ware ha... eccolo, arriva ora... - e
prese il cappello di Brian. - La signora Bee
Ware vi ha chiamato e richiamato al telefono,
signor Brian. Ha detto di dirvi che ha bisogno
di voi a pranzo stasera, che ha una signorina di
Hollywood che dovete conoscere. Le ho detto che
il signor Seaverns era arrivato qui per la fine
della settimana. Ha detto che potrete lasciarlo
facilmente. Ha detto che le telefoniate appena
arrivato.
- Lo far, Sampson. Mi pare che l'invito prometta
una serata piacevole, e sento il bisogno di
lieta compagnia. Se Seaverns ha te e il maggiore
Bill non ha bisogno di me, Gay. Prender la tua
automobile. -
Attravers l'ingresso e scese con un salto i tre
scalini che portavano alla porta della torre. Era
davvero interessante che egli stesse per passare
una serata con Bee Ware, la Vedova, e una affascinante
ragazza di Hollywood! Ci voleva proprio
quella donna per invitare un uomo senza
sua moglie, pensava Gay amaramente. Una
donna che aveva chiesto a quella stessa moglie
di rinunziare al proprio marito perch lei potesse
sposarlo, era capace di qualunque cosa per prenderlo,
no?
- Che cosa state borbottando, Sampson? -
chiese.
- Il signor Brian se ne  andato cos in fretta
che non mi ha dato il tempo di dirgli che il Maggiore
 andato a New York per un giorno o
due. -
 
Capitolo 6.

Quella sera Brian Romney si sorprese a osservare,
con insolito senso critico, certi piccoli particolari
in Bee Ware. Le leggere grinze agli angoli
degli occhi, le due rughe nette incise profondamente
tra le sottili linee delle sopracciglia
marcate con la matita, il profumo troppo forte.
Forse il suo carnato si era sciupato in quell'anno
di assenza? Forse i suoi occhi erano diventati
duri? Oppure il delicato ma vivace viso di Gay
era cos impresso nel suo cuore, da fare apparire,
in confronto, gi leggermente sfiorita quella
donna? Quanti anni aveva? Venticinque come diceva?
In quel momento ne dimostrava piuttosto
trentacinque.
Sebbene avesse questi pensieri per la mente,
disse alla sua ospite che era stata una bella riunione,
che il pranzo era stato perfetto, che la ragazza
di Hollywood era bella davvero, sebbene
lui preferisse la bellezza con un briciolo di cervello,
che quel lam dorato faceva risaltare meravigliosamente
i suoi capelli e i suoi occhi neri,
e che ora che gli altri ospiti se ne erano andati
doveva proprio andarsene anche lui.
Bee Ware scosse la testa.
- Molto corretto. Dal tono della tua voce sembrerebbe
che tu fossi al settimo cielo: ma i tuoi
occhi dicono che il tuo cuore  amareggiato.
 molto dura la vita a casa, caro?
- Dura la vita a casa?!... Che idea insensata
ti balena per la testa, Bee?
- Oh, sono psicologa! -
Ella prem le labbra sulla gardenia che Brian
portava all'occhiello della giacca; egli se la tolse.
- Se ti piace, prendila. -
Ella appunt il fiore nei suoi capelli neri e
guard con compiacenza la sua immagine riflessa
nello specchio. Nell'ingresso si mise ad aggiustargli
il bavero del soprabito.
- Non tirarti indietro, Brian. Non vorrai
mica tenerlo rialzato fino agli orecchi? Qualche
volta penso che il tuo cuore abbia cominciato
ad atrofizzarsi. Speriamo, per la salvezza della
azienda, che la tua mente non diventi di pietra.
Sembri preoccupato. Sono gli affari? Ho sentito
che gli operai cominciano ad agitarsi, che probabilmente
sciopereranno, restando a casa o rimanendo
in azienda senza lavorare... o facendo qualche
altra cosa che sar lo sciopero all'ultima
moda.
- Chi te lo ha detto?
- Louis Dubois. Venne a giocare a carte una
sera che Susan presiedeva un patronato di beneficenza.
- Dubois parla troppo. La nostra non  una
industria di primaria importanza. Inoltre, i nostri
operai non appartengono a un sindacato
esterno. Se ci sar una agitazione si tratter soltanto
di uno scontento familiare che verr risolto
amichevolmente come sono state sempre risolte
le divergenze di opinioni tra i Romney e i
loro dipendenti.
- Voi Romney avete un complesso da Famiglia
Reale, non  vero, caro? -
Il suo secondo fine nell'usare quel termine affettuoso
fece arrossire la faccia di Brian fino all'attaccatura
dei capelli, pur pensando che la
parola era di uso cos comune che aveva perduto
il suo precedente, tenero significato.
- Dove hai preso una idea cos sciocca?
- Non ti arrabbiare, anche se diventi irresistibile
quando sei arrabbiato. So che Jim Seaverns
 venuto a passare la fine della settimana
con Gay e con te.
- Ebbene?
- Non essere cos aspro, caro. Jim  affascinante
e...
- Buona notte!
- Vieni a prendere un cocktail, un t, domani... -
Brian interruppe la frase sbattendo la porta.
Mentre metteva in moto l'automobile decise
di fare un giro dalle parti della azienda prima
di andare a casa. Naturalmente l tutto era in
ordine, ma le voci di una agitazione degli operai
non lo lasciavano a suo agio.
Come era brava Bee Ware a fare delle allusioni
! Il suo sangue era quasi in ebollizione. Beh,
si meritava tutto il veleno che gli aveva versato!
Sapeva, per l'esperienza che si era fatta di lei
quando aveva cercato di aiutarla a sistemare i
suoi interessi, che avrebbe fatto meglio a starle
lontano, e infatti aveva preso spesso la scorciatoia
per Rosewynne per evitare la sua automobile
color crema, che sembrava aver sempre bisogno
di passare dalla strada maestra, tra la fabbrica
e casa sua, nel tardo pomeriggio. Ma
quando Sampson gli aveva riferito l'invito di
Bee, aveva clto l'occasione per mostrare a Gay
che non aveva paura a lasciarla sola con Seaverns,
e anche per scusarsi in modo indiretto
della calma perduta in casa di Sam.
Era evidente che Louis Dubois aveva la sua
parte nel malcontento della azienda. Stava forse
escogitando abilmente il modo di creare delle difficolt
al nuovo presidente? Immaginava forse
di poter essere chiamato a fare da arbitro e di
guadagnarsi in tal modo prestigio e potere tra
gli operai?
Se  cos, seguitava a pensare Brian in cuor
sue sta meditando un'altra impresa. Dovr
forse combattere Dubois, Dobson, e Lavalle per
giunta. Si prepara davvero una bella lotta, e
questo mi impedir di pensare a Gay!
Guidava lentamente intorno alla cancellata di
ferro che circondava l'azienda. Il cielo era dorato
sopra le fonderie e c'erano delle finestre illuminate.
Il turno di notte era al lavoro. Tutto
era in regola.
Pens al suo nonno, figlio di un parroco di
campagna, che aveva scontentato il padre perch
trascurava gli studi per riaccomodare strumenti
di acciaio e di ferro. Una strepitosa invenzione
che aveva avuto grande successo era stata l'inizio
della Societ Industriale Romney. Il rozzo
banco che l'aveva vista creare era custodito nell'ufficio
del padiglione della amministrazione.
Brian rifletteva che gli inizi delle cose lo interessavano
moltissimo. Quando conosceva una
persona che si era distinta per aver realizzato
qualcosa, era sempre tentato di chiederle con
ansia:
Di dove avete cominciato? Come avete iniziato
il vostro lavoro?
Pensava al caso di Mac. Gli era stata data,
quando era ragazzo, una copia di Pickwick Papera. Questo aveva acceso la sua ambizione di
possedere tutti i libri di Dickens. Una delle migliori
collezioni di opere appartenenti a Dickens
era nata dal dono fatto a un ragazzo. A Sam...
La vista di tre uomini vicini l'uno all'altro a
un angolo di una strada ebbe l'effetto di un fulmine
a ciel sereno. Li riconobbe: Dubois, Eddie
Dobson e Lavalle.
Mentre l'automobile si avvicinava, due di loro
si voltarono e se ne andarono in fretta per quella
strada.
L'altro si ritir nell'ombra di un albero. Brian
si ferm e chiam:
- Venivi a dare una guardatina all'azienda,
Louis? Evidentemente tanto tu che io abbiamo
avuta la stessa idea. Posso accompagnarti in
qualche posto? -
Dubois emerse dall'ombra.
- No, grazie. Faccio una passeggiatina igienica.
Ho lasciato Susan a Rosewynne a compiere
un sacrifcio familiare. Sentiva di dover rimanere
con Gay fino a che tu non fossi tornato a
casa.
- Gay! Che le  successo?
- Nulla  successo, - disse con ironia Dubois.
- Susan e io siamo capitati a Rosewynne
dopo cena. Gay e Seaverns erano soli in biblioteca,
perci Susan mi ha mandato a cercarti.
Star con loro fino a che non sarai arrivato tu.
Non che ne avesse una gran voglia... ma ha pensato
che era meglio, nel caso qualcuno dei nostri
conoscenti capitasse l. -
Brian sent un furioso impulso di percuotere
i perfetti lineamenti di quell'uomo, domandandosi
come sarebbe apparsa la sua faccia senza
denti, prima di chiedere con calma:
- Da quando il maggiore Bill non  bastato
a tutelare una qualsiasi delle donne della famiglia
Romney?
- Ti domando come pu il Maggiore trovarsi
a New York e a Rosewynne nello stesso tempo?
- Il Maggiore non  a New York!
- Davvero?!  meglio che tu corra a casa a
sincerartene. Di' a Susan di tornare a casa con
l'automobile. Io faccio una passeggiata. -
Il Maggiore non poteva essere a New York...
glielo avrebbe detto se ci fosse andato... vero?
Brian si chiedeva questo mentre invertiva la
marcia. Perch Sampson non gli aveva detto che
lo zio non c'era? Naturalmente non sarebbe andato
da Bee Ware se avesse saputo che Gay sarebbe
rimasta sola con Jim Seaverns: non era
cos villano. Il battito del suo cuore non si era ancora normalizzato da quando Dubois gli aveva
dato quel colpo: Star con Gay fino al tuo ritorno.
Per un momento orribile aveva pensato...
ma perch devo continuare ad arrovellarmi
per questo? Nulla di tragico le era accaduto.
Fece una sosta alla porta della biblioteca. La
stanza era come un palcoscenico pronto per una
moderna commedia di maniera. Il ritratto della
zia sopra il camino era il punto centrale della
stanza stessa. Di l dalle vetrate aperte il cortile
dalle pareti rosate era uno sfolgorio di colore.
Gay, con un ampio abito di tulle che a seconda
dei riflessi della fiamma mandava luci
dorate, gialle, arancione acceso o color rame arrugginito,
era rannicchiata nella poltrona del
maggiore Bill. Seaverns, in abito da sera, con
un'aria terribilmente annoiata, stava con le
spalle rivolte al fuoco, fumando.
Susan Dubois era seduta sull'ampio divano ad
angolo retto con il camino. Il suo vestito di
squame d'argento brillava come una armatura
ad ogni movimento del suo corpo, mentre agitava
nervosamente un piede.
Quando Brian entr si alz con un lieve grido
di sollievo.
Port le dita inanellate alle labbra dipinte
come per impedire uno sbadiglio, alz le spalle e
disse con voce stridula:
- Eccoti finalmente, Brian! Louis ti ha trovato
da Bee Ware, la Vedova? Gli ho detto che
probabilmente eri l ad aspettare che gli altri
ospiti se ne andassero. Tu e lei avete sempre
tante cose da dirvi! Quando ho saputo che il
maggiore Bill era a New York e che Gay e Jim
erano soli in casa...
- Chiami essere soli quando c' Sampson e
cinque persone di servizio, Susan? - domand
Gay. - Jim, aiutala a mettersi quel mantello di
volpi argentate. Deve essere stanca dopo aver
fatto il suo arduo dovere di chaperon.
- Non preoccupartene, cara! Sai bene che
sono sempre contenta di rendermi utile. Sappiamo
bene, ormai, che questo paese va pazzo
per le chiacchiere, Brian; perci a costo di essere
mandata al diavolo da Gay e da Jim, per l'onore
dei Romney, sono rimasta.
- Mia moglie sa benissimo proteggere l'onore
dei Romney, Susan.
- Dio mio, che cosa ho detto perch la tua
faccia diventi spettrale, Brian? Non riesco mai
a esserti gradita. Hai visto Louis?
- Fa una passeggiata. Ha detto che tu vada
a casa con l'automobile.
- Sola? Non posso guidare da sola a quest'ora
di notte. Devi venire con me.
- Accompagner io a casa la signora Dubois
con... piacere, Romney. -
Dalla voce e dalla espressione del viso di Jim
Seaverns, si sarebbe detto che l'avrebbe volentieri
sbatacchiata nel muro.
- Grazie, Jim. Forse  meglio che portar via
di nuovo Brian. Buona notte, Gay. Il tuo vestito
 molto bello, ma il colore  troppo forte per te:
fa sbiancare la tua pelle. Temo di recarti disturbo,
Jim, ma... -
L'acutezza della sua voce si trasform in un
mormorio. Una porta fu chiusa di colpo.
- Questa  l'espressione della rabbia di Jim.
 stata una serata insolita. Non c' mai stato
un momento di noia. - Il riso di Gay era forzato.
- Buona notte.
- Aspetta, per piacere. Quanto  stata qui
Susan?
- Non preoccuparti. L'abbiamo trovata qui
quando siamo venuti dalla sala da pranzo.
- Non mi preoccupo, Gay. Sono terribilmente
spiacente che tu abbia dovuto sopportarla; ma
quando ho accettato l'invito di Bee Ware non
sapevo che il maggiore Bill era andato a New
York.
- Non cercherai di farmi credere che se tu lo
avessi saputo non ti saresti egualmente affrettato
ad andare lontano da me!
- Parla con un po' di buon senso. Perch dovrei
star lontano da te? Tu ed io recitiamo un
atto di... di felicit coniugale: questa frase deve
essere scappata fuori dal mio subcosciente. Vorresti
che lo avessi fatto fallire lasciandoti a intrattenere
Seaverns, se avessi saputo che il maggiore
Bill non c'era?
- Non saprei dirlo.
- Il maggiore Bill aveva ragione quando diceva
che pur essendo di indole buona, riesci a
fare perdere la testa, Gay. Sei molto pungente,
mentre io sono mezzo inginocchiato a chiederti
scusa. -
Per un istante ella incontr i suoi occhi sorridenti
che esprimevano una protesta appassionata.
Allora, come se il suo spirito volasse sulle
ali della felicit, inarc le sopracciglia, i suoi
occhi luccicarono, le sue labbra si curvavano in
un sorriso incantevole.
- Sono sorpresa di voi, signor Romney. Perch
vi inginocchiate a mezzo? Perch non vi inginocchiate
del tutto? -
La sua grazia, la sua bellezza, il suo fascino
provocante, lo trassero a infrangere la barriera
che aveva inalzata tra loro.
- Gay! -
Un indietreggiare, una mano tesa lo ammonirono.
La sua cordialit gli aveva dato alla testa.
Per fortuna non l'aveva presa tra le braccia. Poteva
Gay sentire i battiti accelerati del suo
cuore? La sua risata fu perfetta.
- Se insisti, mi inginocchier... ma non so se
hai notato che ho addosso il mio migliore abito
da sera e...
- Hai molta cura dei tuoi preziosi vestiti.
Non faresti l'atto del baronetto Gualtiero Raleigh
e non getteresti in terra il tuo mantello
perch una signora ci camminasse sopra, vero?
Questa  una domanda puramente retorica, non
occorre che tu risponda. Ora me ne vado davvero.
Buona...
- Solo un minuto! - interruppe una voce
rauca.
Eddie Dobson apparve tra le due cascate della
tenda di velluto rosso della porta a vetri che dava
sulla terrazza. Eppure era con Dubois e Lavalle
vicino all'azienda! Brian si chiese come aveva
fatto ad arrivare l cos in fretta.
- Che vuoi? - gli domand.
L'uomo avanz con aria spavalda. I suoi capelli
biondi erano arruffati. I suoi occhi azzurri
erano freddi. Le lentiggini sulle sue guance scolorite
sembravano come spruzzi di polvere marrone.
Brian disse seccamente:
- Vai via, Gay.
- Non temete per lei. Non corre pericoli. -
La bocca di Dobson si contorse in una smorfia.
-  con voi che voglio parlare. -
Gay si sent salire il cuore in gola quando
Brian si volt a prendere l'accendisigari che era
su un tavolino. Sent lungo la spina dorsale un
brivido di freddo. Era pazzo a correre un tale
rischio? Non capiva che Eddie era male intenzionato?
Si avvicin un poco.
- Se rimani, Gay, siediti nella poltrona del
Maggiore. Chi ha lasciato aperta per te quella
finestra?
- Non ve lo dico. Volete sapere perch sono
qui?...
- Perch stai recitando una commedia illegale.
 una offesa abbastanza grave questa. Non
me ne curo, lascer che se ne occupi lo sceriffo. -
Gay, seduta sul bracciolo della poltrona, si
strinse fortemente le mani in grembo. Se almeno
Brian avesse sorriso un poco, avesse usato un
po' di tatto, avesse fatto uscire Eddie dalla
stanza... pensava febbrilmente. Non era cattivo,
non poteva essere completamente cattivo con una
madre come la sua! Brian avrebbe potuto persuaderlo
se gli avesse parlato, invece di stare l
con gli occhi accesi in una faccia che sembrava
scolpita nel marmo. Invece fecie un passo avanti.
- Esci, Dobson, esci subito.
- Non uscir fino a che non avr detto il motivo
per cui sono venuto. Me l'avete fatta sporca;
mi avete messo male presso l'unica ragazza che
mi sia piaciuta, e ora mi avete messo fuori senza
alcuna ragione. -
Smise di parlare quando Brian lo guard al disopra
dell'accendisigari che stava avvicinando
alla sigaretta.
- Beh, comunque, la ragazza non aveva niente
a che fare con l'azienda! Sono uno dei migliori
capireparto che avete; dovrei diventare sorvegliante,
lo sapete; e la mia vita privata non ha
niente a che fare con il modo in cui compio il
mio lavoro.
- L'ho gi sentito dire da qualcuno. Non
parlo di affari qui, lo faccio soltanto nel mio ufficio.
Fuori, Eddie.
- Star qui fino a che non ho detto quello che
vi voglio far sapere, e se non mi state a sentire
ve ne pentirete. -
Brian attravers la soglia della porta che dava
sull'ingresso.
- Fuori, Dobson. Perch hai una mamma
tanto buona mi dispiace chiamare lo sceriffo, ma
non puoi entrare impunemente in casa di una
persona e minacciarla.
- Va bene. Siete dalla parte della ragione...
questa volta! - Le ultime due parole furono
borbottate a denti stretti. - Ma se non mi rendete
il mio posto... io... io... beh, ve ne pentirete!
- Fuori di qui.  meglio che tu non agisca
pi seguendo i consigli della persona che ti ha
mandato qui.
- Nessuno mi ha mandato qui. So fare di mia
testa. -
Con una imprecazione a mezza voce, Dobson
usc spavaldo dalla stanza.
Oh, perch, perch, Brian va con lui? Eddie
pu assalirlo... pens Gay. Se Jim tornasse
almeno, potrebbe essere un sollievo.
Il solo pensiero di lui le scald il cuore. Come
era silenziosa la casa! Come batteva forte l'orologio
dell'ingresso! Che cosa era quel colpo.''
Le sue ginocchia si rilassarono quando Brian
torn; perch non le si piegassero del tutto si
sed sull'orlo della poltrona del Maggiore.
- La prossima volta che ti dico di andar via
Gay, obbedisci, - disse lui brevemente.
- Ma non potevo. Avrebbe... avrebbe... potuto
farti qualcosa di terribile se tu fossi stato solo.
- Oh, no! Non sarebbe nello stile di Eddie attaccarmi
apertamente.  un ipocrita.
- Perch non lo hai lasciato sfogare? Perch
non hai voluto ascoltare quello che veva da
dire? Che cosa intendeva dicendo che te ne saresti
pentito?
-  una delle sue espressioni teatrali. Il melodramma
 la passione di Eddie. -
Il suo riso roco la colp profondamente, qualcosa
che ardeva dietro il freddo sguardo ironico
dei suoi occhi le fece battere forte il cuore.
- Gli affari a loro tempo. Non voglio che mi
impediscano di dire a mia moglie che il suo vestito
 perfetto. Sbiancata la tua pelle! Susan 
pazza. Buona notte. Ora  meglio che tu vada,
Gay. -
 
Capitolo 7.

- Quantunque sappia che i Romney sono profondamente
radicati alla tradizione e che mantenere
le abitudini familiari  una loro fissazione,
desidererei che il maggiore Bill non insistesse
a far servire la domenica il pranzo alle
due perch suo padre lo faceva servire a quell'ora.
Cadr nelle braccia di Morfeo se non sto
attento, - osserv Brian Romney facendo un
prodigioso sbadiglio.
Gay, seduta alla tavola posta al centro dell'impiantito
di mosaico del cortile caldo e fragrante,
versava il caff nelle tazze di porcellana
con la montatura d'argento.
- Capisco il tuo stato; ho sonno anche io, -
ammise - il pranzo, subito dopo quella predica
soporifica di stamani... se non fosse stato per la
magnifica voce di Sam che sorpassava le altre
nel canto, in chiesa mi sarei addormentata profondamente...
il gocciolio dalle bocche dei delfini
di pietra nella vasca e il profumo di quel ciuffo
di cardenie mi hanno ridotta in stato comatoso.
Il budino di prugne della cuoca e la salsa piccante,
granulosa come la crema impazzita, anche
questa  una tradizione domenicale, non hanno
migliorata la situazione. Caff, Jim? -
Seaverns guardava una finestra gotica al secondo
piano. Una profusione di vite americana
la inghirlandava dal balcone ai muri, di un pallido
rosa e color crema, con le sue cascate dorate,
gialle e rossastre.
- No, grazie. Tutte le volte che vengo qui',, la
bellezza di questo cortile mi stringe la gola.
- Ha un gran significato anche per me, -
confess Gay. - Il maggiore Bill lo disegn per
sua moglie che era inferma. Le balaustrate delle
otto finestre gotiche, la scala di pietra che sale
da tutte e due le parti della vasca alla piccola
galleria sovrastante, sono stati portati da un palazzo
veneziano. Il pezzo tra la biblioteca e la
sala da pranzo sembra essere stato magistralmente
disegnato proprio per essere messo in quel
posto.
-  una meraviglia. Vuoi venire a fare una
passeggiata, Gay? Dovrai cambiarti, per; codesto
vestito di lana leggera sembra di carta velina.
 una giornata proprio autunnale.
- Vengo volentieri. L'aria mi far bene e per
l'ora di cena avr gli occhi pi aperti. Vuoi...
vuoi venire con noi, Brian?
- Grazie dell'invito, ma ho promesso di andare
da alcune persone. Fai vedere a Jim il posto
che abbiamo scelto nel ruscello per farci una piscina
per i bambini. Ti ricordi del vecchio mulino
di pietra con la ruota d'acqua sotto l'argine?
- S.
- Sam e io abbiamo intenzione di fare una
piscina, di l dai sassi che vi sono davanti. Il
sole ci batte sopra e riscalda l'acqua. Le vecchie
casse del grano possono essere usate come chiuse.
Per i gemelli sar molto pi eccitante di una stereotipata
piscina in giardino. A loro piace l'avventura.
Tu sei ingegnere, Jim, forse potrai dare
dei suggerimenti per la costruzione. Dove facciamo
la cena domenicale stasera, Gay?
- Da Mac.
- Questo vuol dire che sar una grande cena.
Vuol dire anche che ci saranno almeno due cani
a testa che guarderanno con occhi furtivi e con
le mascelle umide ogni boccone che verr mangiato.
- Ma sono cani perfetti! Non ho mai visto un
barboncino di Mac senza sentire la voglia di abbracciarlo.
Piacerebbe tanto anche a me averne
uno. Andrai direttamente da Mac dopo le tue visite,
Brian?
- Torner qui e condurr te e Seaverns a Dingley
Dell. Mi domando che cosa avrebbe detto
suo padre se avesse saputo che Mac si era fatto
una mentalit cos dickensiana da ribattezzare
quella vecchia casa con il nome del ritrovo favorito
dei frequentatori del circolo Pickwick.
Speriamo che il maggiore Bill torni in tempo per
cenare con noi. Ha una passione per le riunioni
domenicali, altra venerabile usanza familiare. -
Fischiettando l'ultima canzone in voga, Brian
sal di corsa le scale di marmo fiancheggiate da
felci e salpiglossis giganti, purpuree, gialle,
rosse, e scomparve nella biblioteca. Gay ascolt
fino a che non si dilegu l'ultima nota musicale.
Pens ai suoi occhi ardenti e alla sua faccia rigida
della sera precedente, quando aveva ordinato
a Eddie Dobson di uscire dalla casa, e pens
che un momento prima aveva dato l'impressione
di non avere alcuna preoccupazione al mondo.
- Non rinunzierai mai a tutta questa bellezza
per la casa che potrei offrirti io, - osserv
amaramente Jim Seaverns mentre i suoi occhi si
indugiavano sulle alte acacie che fiancheggiavano
una arcata.
- Non essere sciocco. Ho vissuto per tanti
anni senza un cortile del Rinascimento Veneziano,
- disse Gay ridendo. - Ebbene? Andiamo? -
Un'ora dopo, vicino al ruscello in fondo al bosco,
seduta su un pezzo di legno ricoperto di
musco che sembrava fosse stato immerso nella
stessa tinta del suo vestito di maglia verde, Gay
ascoltava il rumore dell'acqua che cadeva spumeggiando
dalla diga nelle pozze di colore verde
scuro e il mormorio che faceva quando batteva
alle curve dove sonnecchiava in pozze pochissimo
profonde.
Le ultime luci del sole doravano il mulino di
pietra, con la sua ruota coperta di musco, che si
ergeva nettamente sul fondo cupo del bosco, con
le finestre senza chiusure, simili a enormi occhi
incessantemente fissi.
Sent un leggero brivido alla punta delle dita.
Si guard dietro le spalle con aria furtiva: aveva
l'insistente sensazione di una invisibile presenza.
Perch quella vecchia costruzione doveva eccitarle
i nervi?
Con uno sforzo ruppe il torpore che la avvinceva
e guard l'orologio da polso. Tutte le volte
che lo guardava sentiva lo stesso fremito che
l'aveva attraversata la sera in cui il maggiore
Bill glielo aveva donato come regalo di fidanzamento.
Le cinque. La striscia di cielo visibile tra
le cime degli alberi somigliava moltissimo a una
immensa tartaruga striata da una fascia di nuvole
colorate di rosa dal sole che calava.
- Non  una stagione meravigliosa, Jim? -
disse all'uomo che stava appoggiato al parapetto
di un ponte campestre. - Tutta odorosa di abete,
di cicuta, di balsamo e di pino. Di che parere sei
per la costruzione della piscina in questo posto?
- Non mi piace. La terra, l tra i sassi, verr
portata via dall'acqua, e un giorno, senza che
nessuno se lo aspetti, sar troppo profonda per
i bambini. Vado a vedere come  il ruscello pi
in basso. Pu darsi che in qualche punto ci sia
una pozza alla quale si pu arrivare facilmente
dal mulino. -
Gay infil le mani nelle tasche del suo golf
verde, ficc i tacchi delle sue grosse scarpe nel
musco e negli aghi dei pini, e lo guard mentre
si faceva strada tra un groviglio di alti cespugli
di rovi i cui stecchi rossi lo graffiavano e gli si
avviticchiavano intorno mentre passava.
Due giorni prima, da Sam, le aveva detto che
dovevano parlare insieme della situazione. Aveva
aderito alla sua proposta di fare una passeggiata
quel pomeriggio, per levarsi il pensiero di quel
discorso.
L'inverno precedente, a New York, avevano
riannodata l'affettuosa amicizia che esisteva tra
loro prima che lei conoscesse Brian, e avevano
partecipato insieme a qualche gara di pattinaggio
in coppia. Non credeva che avrebbe calpestato
i suoi princpi e lo avrebbe sposato quando
fosse stata libera. Ma in ogni modo questo sarebbe
avvenuto tra parecchi mesi. A Brian poteva
essere necessario un anno per consolidarsi
nel suo posto, se Eddie Dobson dava delle noie.
Il giorno dopo sarebbe andata a New York a
posare per l'ultima volta; poi avrebbe affittato
il suo appartamento. Aveva avuto la fortuna di
poterne disporre, ed era stata contenta di lavorare.
Si era sentita sollevata e rianimata a contatto
con il mondo degli affari. La sua vita attuale
era invece meschina e sbiadita, sebbene gli
uomini e le donne che abitavano l, trattenuti dai
loro interessi nella citt vicina, fossero sempre
in movimento, occupati da riunioni e divertimenti.
Dopo il suo matrimonio aveva lottato per non
farsi trascinare da loro, ma a Brian era piaciuta
quella vita e lei aveva cercato di parteciparvi. Se
ne era liberata, o piuttosto lui si era liberato di
lei, e ora era di nuovo qui a fare le solite vecchie
cose insulse, anche se adesso passava le serate
a casa. Aveva adottato un programma di
lettura sistematica della storia americana, e sentiva
la radio nel suo salottino su argomenti che
la interessavano. In piccolo aumentava la sua
cultura, come la direttrice del collegio aveva consigliato
alle sue allieve di fare.
Perch pensava a tutto questo? Faceva meglio
a concentrarsi su ci che avrebbe detto a Jim
Seaverns. Sebbene la prendesse alla leggera, era
stata scossa dalla sua allusione alla casa che
avrebbe potuto offrirle. Non le era piaciuta. Le
aveva dato la sensazione di prender parte a qualcosa
di disonesto. Lo avrebbe pregato di non tornare
a Kosewynne fino... Avrebbe potuto confidargli
la verit, parlargli del patto tra lei e
Brian e dire: Fino a che non sono libera?
Il luogo, vicino al ruscello, era stranamente silenzioso,
quasi come se trattenesse il respiro per
ascoltare il tonfo e il tintinnio dell'acqua che
scorreva. Una dolce e verde oscurit stava invadendo
il bosco. Ella chiam:
- Jim! Dobbiamo incamminarci verso casa.
Si fa buio. -
Egli arriv ondeggiando e rumorosamente attravers
il groviglio dei rovi. Gay lo raggiunse
all'inizio del ponte. Aveva le mani graffiate.
Tir fuori in fretta il fazzoletto di tasca. La
fermatura del braccialetto dell'orologio acchiapp
e tir un filo del suo golf verde, e lei lo spezz
per asciugare in fretta, con delicatezza, le dita
sanguinanti.
- Jim, - mormor - come hai fatto a ridurti
cos?
- Non  niente. Mi sono fatto strada attraverso
la giungla, ma  stata una pena inutile
perch quei cespugli di rovi finiscono in un punto
morto. Avevano milioni di artigli. Andiamo! -
Il bosco era pieno di suoni mentre salivano su
per il sentiero, suoni misteriosi che venivano
dalla oscurit che sotto gli alberi si cambiava dal
verde in color porpora. Era turbato, Jim, da
quel senso di mistero? Gay si accorgeva che voltava
la testa da una parte all'altra come se si
aspettasse di vedere un mostro spuntare dai cespugli.
Aveva anche lui l'impressione di una presenza
invisibile?
Decise che quel suo stare all'erta doveva essere
contagioso, perch sentiva i nervi tesi e udiva
degli strani fruscii nella macchia, il fischio sibilante
del vento attraverso i pini, e un magico
Uh! Uh! Uh!. Strano: non ricordava di aver
mai udito il verso della civetta in quei boschi.
Ali nere passavano sopra le loro teste con rauche
grida.
Finalmente uscirono dal bosco. Il prato era di
un colore rosso dorato; di l da quello si ergevano
i muri della casa che i bagliori del tramonto
tingevano di rosa. Jim Seaverns le prese
un braccio.
- Un minuto solo, Gay. Che cosa facciamo? -
Ella non fece finta di fraintenderlo; gli chiese
soltanto, un po' ansiosa:
- Abbiamo proprio bisogno di fare qualcosa,
Jim? Non possiamo continuare a essere amici
come eravamo?
- No. Eravamo pi che amici, mia cara. Stavamo
tornando a dove eravamo quando Brian
Romney si intromise nelle nostre vite. Non posso
andare avanti cos. Vederti. Amarti. Senza sapere
se mi ami o se... dimmi come sta la situazione.
Me lo devi dire. Perch sei venuta a Rosewynne?
Sembrava che tu fossi contenta del tuo
lavoro, della nostra... beh, chiamiamola amicizia!
Non ami mica Brian, vero? -
Se gli avesse detto che non lo amava non
avrebbe mantenuto il patto che aveva fatto quella
sera nella biblioteca, e Brian manteneva la sua
promessa.
- Sono sua moglie, Jim. E ti dissi a New
York che se tu ed io dovevamo rimanere amici,
non dovevi accennare a niente finch ero la moglie
di un altro. Sistemiamo dunque cos la cosa
e non tornare pi qui.  meglio che ci affrettiamo
per non far tardi. -
Attraversarono il prato in silenzio. Senza aver
detto altro entrarono nell'ingresso. Ai piedi
della scalinata curva, Seaverns le prese le mani
e le port alle labbra.
- Non avresti potuto dire che lo ami, vero? -
chiese; e i suoi occhi erano pieni di una luce
trionfante mentre dichiarava: - Non capisco
perch rimandiate il vostro divorzio; ma aspetter!
Aspetteremo, cara.
- Me, Seaverns? - domand allegramente
Brian Romney mentre scendeva i tre scalini dalla
porta della torre. - Non occorre. Sono venuto
a casa prima di quanto pensassi. Gay, io vado
in biblioteca; fammi sapere quando sarai pronta
per andare a Dingley Dell. -
Dalla finestra del suo salottino Gay guardava
pensosamente la torre. Le stanze di Brian ne occupavano
l'intero primo piano. L'aveva vista
attraversare il prato? Era stato il caso o l'intuizione
che lo aveva condotto nell'ingresso nel
momento in cui Jim Seaverns diceva appassionatamente:
Aspetter. Aspetteremo, cara?
Aveva veramente creduto che Jim e lei dicessero
che avrebbero aspettato il suo ritorno per
andare con lui a Dingley Dell? O aveva sospettato
che parlassero del loro divorzio?
Se era cos avrebbe pensato che lei non si comportava
bene. E se lo pensava? Si manteneva fedele,
lui, al loro accordo mostrando attenzioni
cos visibili a Bee Ware, la Vedova? Forse non
ne poteva fare a meno. Forse lei insisteva: Non
aspetteremo, caro. A cena con lei la sera prima.
Un invito con lei quel pomeriggio. Le attenzioni
di Jim per lei erano come una pioggerella d'estate
a paragone di un ciclone.
Con impazienza si allontan dalla finestra e si
guard il polso. Il cuore le si ferm. Il suo orologio!
Il suo prezioso orologio! Non c'era pi!
- Via, non aver paura, sai che ritrovi sempre
tutto, - disse a voce alta, mentre cercava con
gli occhi sul tappeto di velluto e attraversava la
stanza.
Scese lentamente le scale e attravers l'ingresso
cercando di ricordare quando aveva guardato
l'orologio per l'ultima volta. Vicino al ruscello
! Aveva tirato fuori la mano di tasca e
il braccialetto si era impigliato. Il filo di lana
che aveva strappato con impazienza pendeva dal
suo golf. Si era aperta allora la fermatura del
braccialetto?
Doveva andare a cercarlo. Si sarebbe rovinato
se fosse rimasto fuori tutta la notte. Avrebbe potuto
chiedere a Jim di andare con lei. Era a vestirsi
nella sua camera nella torre. No. Un colloquio
al giorno con lui era abbastanza. Andare
da sola sarebbe stata una prova di forza d'animo,
perch quando era al buio era molto paurosa.
Apr senza fare rumore la porta di casa, e in
punta di piedi attravers la terrazza e scese le
scale.
Mentre attraversava il prato si volt per rendersi
conto del percorso. Lei e Jim erano venuti
verso casa in linea retta alle finestre della torre?.
Ricord che aveva pensato, guardandole, che brillavano
come dischi di ottone al tramonto.
Camminava lentamente, appoggiando sulle
zolle la punta delle sue grosse scarpe. Non doveva
rischiare di non trovare il prezioso orologio
prima di arrivare al ruscello.
Si fece coraggio e avanz per il sentiero oscuro.
Una pietra smossa rotol e scivol verso il basso
con uno schianto secco che, in quella oscurit,
la turb. Continu a camminare sperando, anche
se si attaccava a una possibilit inverosimile,
che i brillanti che circondavano l'orologio rilucessero.
Sdrucciolava e scivolava, mentre cercava
di evitare le buche.
La oscurit rossastra, aveva aumentato moltissimo
il mistero dei suoni che aveva sentito quando
era tornata a casa. I fruscii dei cespugli erano
pi sinistri. Pareva che una imboscata di indiani
dipinti, pronti per la guerra scivolasse di
albero in albero. La brezza gemeva attraverso il
bosco. Il verso della civetta si era trasformato
in un lugubre lamento, e i corvi che passavano
sulla testa le apparivano come streghe della
notte.
A un tratto vide la fine del sentiero, il ponte
rustico e il luccichio del vetro nel vecchio mulino.
Grazie al cielo poteva sentire l'impeto dell'acqua
sull'argine. Il suo suono e i suoi spruzzi coprivano
gli strani rumori del bosco.
Che cosa era quel tam-tam-tam? Un tamburo?
Cos velato! Pareva un canto funebre. La
gola le serr il respiro come in una morsa. Delle
luci passavano di l dal mulino di pietra. Delle
luci abbinate, distanti pochi centimetri. Altre
due passarono. Ancora due. Una fila intera. Vacillavano.
Vacillavano orribilmente. Potevano essere
degli occhi?
Rimase ferma come impietrita. Che cosa significavano
quelle luci irregolari? Qualcosa di segreto?
Qualcosa di sinistro? Attraversavano il
ponte. Poteva vedere la linea del parapetto.
Ascoltava. Non sentiva alcun rumore di piedi che
camminassero sulle tavole. Fantasmi, forse, che
andavano a una magica spedizione. Questo pensiero
la rassicur. Non vi erano pi luci. Quelli
che salivano per il sentiero erano fantasmi o uomini?
E questo che era? Quel suono misterioso in
quella paurosa solitudine? Una pietra rotolava.
Qualcuno scendeva strisciando dall'alto. Era
stata vista? Quelli che portavano le luci stavano
forse accerchiandola?
 
Capitolo 8.

- Gay! Gay! - la voce era un semplice sussurro.
Jim! Per un attimo la sua mente gir come
una trottola. Si sent pi forte. Jim la cercava...
la pietra era stata smossa dal suo piede. Ma non
doveva farsi vedere sul sentiero.
- Sstt! Sstt! - ella ammon, e chiuse gli occhi,
quando una luce l'accec.
- Gay, Gay! Che c'?
- Non fare domande! Spengi la lampadina!
 libero il sentiero di sopra? -
Seaverns le strinse il braccio.
- Sei impazzita? - chiese.
- Non parlare! - bisbigli lei. - Ho visto
delle ombre! Lesto, andiamo! -
Andarono a tentoni su per il sentiero. Quando
raggiunsero il principio del prato sul quale gli
alberi gettavano delle ombre purpuree ella trem.
- Un momento, prima di continuare, Jim.
Mi tremano le gambe. -
Egli le cinse le spalle con un braccio e lei vi
si appoggi.
- Vuoi dirmi per quale motivo sei corsa gi
per il sentiero, Gay? Dalla mia finestra ti ho veduta
entrare nel bosco. Ero uscito dalla doccia...
mi ci  voluto un secolo per mettermi qualcosa
addosso prima di correrti dietro. -
Glielo disse in poche parole.
- Che cosa significa? - chiese poi, ansando.
- Non potr pi sentire il suono velato di un
tamburo senza che il sangue mi si agghiacci. Era
stregato. Era terrorizzante. Che cosa succede laggi,
Jim?
- Niente... stupidaggini. Penso che dei giovinastri
usino il vecchio mulino come circolo.
Quando vi ho gettato uno sguardo, ho visto mucchi
di stoffa che sembravano preparati per delle
comparse teatrali. Probabilmente hanno il permesso
di Brian ma gli racconter quello che ho
visto quando gli parler della piscina.
- Sar certo come dici. E io che mi sono spaventata
tanto per delle luci che si movevano! -
Rise. - Sembri un personaggio da tragedia con
quella vestaglia di broccato, Jim! Io...
- Se vuoi arrivare da Mac in tempo per la
cena devi sbrigarti, Gay, - rison la voce gelida
di Brian Romney.
Gay lo guard intontita. Di dove era sbucato?
Si port una mano alla gola perch se la sentiva
chiusa, prima di dire con un tentativo di ribellione:
- Fate a nascondino, signor Romney? Hai
un modo di sbucare fuori nei momenti pi inaspettati...
- Spiacevolmente inaspettati, forse? - chiese
lui,  non disse altro.
Gay attravers il prato con Jim Seaverns da
una parte e Brian, cupo e silenzioso, dall'altra.
Si sentiva come un prigioniero tra due guardie.
Quando entrarono nell'ingresso Seaverns disse
con calma:
- Un momento, Romney. Vorrei spiegarti la
mia parte nella scena che hai interrotta.
- Non mi ero accorto che ci fosse una scena
perci non occorrono spiegazioni, - rispose freddamente
Brian, ed entr nella biblioteca.
- Ebbene, sia pure! - borbott Seaverns.
-  meglio che andiamo a vestirci, Jim, se no
l'orso verr fuori dalla biblioteca e ci manger
la testa. Chiss come saremmo belli se si andasse
in giro senza testa! - ridacchi Gay immaginando
la cosa. - E in conclusione, in questo
scompiglio, non ho ritrovato il mio orologino! -
soggiunse con tristezza.
Brian non poteva essere cos sciocco da supporre
che lei e Jim avessero fissato di incontrarsi
di nuovo sul sentiero isolato, pensava Gay mentre
saliva le scale. Li aveva visti tornare prima
e aveva parlato con loro nell'ingresso. Aveva cominciato
a dare una spiegazione mentre tutti e
tre stavano attraversando il prato; ma l'espressione
dura del suo viso, espressione a lei ben
nota, aveva suscitato il suo risentimento. Pensasse
pure quello che voleva, lei non avrebbe spiegato
nulla, ecco!
Quando entr nel suo salottino una figura seduta
vicino al fuoco la tolse alle sue fantasticherie.
C'era una sola persona al mondo che stava
a sedere come se al posto della spina dorsale la
natura le avesse messo un pilastro di granito.
- Zia Cass! - disse prendendo fiato. - Sei
proprio tu? Di dove sei venuta? -
La signora Cassie Wainwright guard la pronipote
con occhi severi le cui pupille erano rese
ancora pi cupe dal bianco latteo che le circondava.
Insieme ai molti anelli che ornavano le sue
dita carnose, sembravano scintille che illuminassero
il monotono grigiore della sua persona.
- Eh! Se di domenica tu fossi rimasta a casa
invece di andare in giro, mi avresti vista arrivare,
e non resteresti cost ora, come se tu fossi
inebetita. Ieri il mio medico, a Boston, mi disse
che mi era necessario un breve soggiorno in campagna,
perci ti ho telefonato. Tu non eri in
casa; mi ha risposto tuo marito; poich abiti qui
presumo che sia sempre tuo marito, e mi ha invitata
a venire. Ho preso un aereo ed eccomi
qui. -
Gay appoggi le labbra sulla parrucca grigia.
- Spero che qualcuno ti abbia accompagnata
nella tua camera. Quasi tutte le persone di servizio
escono presto la domenica.
- Quella ragazza impertinente, Lena, che era
la tua cameriera quando abitavi in casa tua, mi
ha disfatto le valige. Non mi  mai piaciuta
quella ragazza. Come mai  venuta qui?
- Quando io... quando noi...
- Non balbettare. So che avevi lasciato tuo
marito. Suppongo che tu lo chiami essere moderna.
Questa parola implica ogni sorta di diavolerie.
Abbandonare l'uomo che avevi sposato! -
Gay ebbe un desiderio quasi irrefrenabile di tirare
qualcosa addosso alla sua parente, ma lo
domin e strinse le mani dietro la schiena.
- Lena non riusciva a trovare un posto. Poich
aveva bisogno di lavorare il maggiore Romney
l'ha assunta come una specie di cameriera
per le signore. Molti dei suoi ospiti vengono qui
per affari e si portano dietro la moglie.
- Quella ragazza ha la faccia sbattuta. Deve
aver pianto a dirotto. Senza dubbio per qualche
giovanotto indegno. Le ho offerto di darle un
po' di acqua antisterica con qualche goccia di
ammoniaca, ma non l'ha voluta. Mi ha detto che
ceneremo da Mac Romney. Quell'uomo mi piace:
 una persona sincera; ma sua moglie  frivola.
Hai intenzione di venire a cena con quel vestito
pieno di musco e di erbe secche?
- No. Mi cambio subito. Perch non vai in
biblioteca con gli uomini mentre mi vesto, zia
Cass? - sugger Gay per vendicarsi con Brian
di non averle detto che aveva invitato a Rosewynne la signora Wainwright.
- Non occorre che tu mi dica quello che devo
fare, Gabriel. Scender quando sar pronta. -
Perch mai le persone che danno continuamente
consigli si irritano quando li ricevono?
si chiedeva Gay.
Si appoggi, appena entrata, alla porta chiusa
della sua camera e lasci che il delicato candore
della stanza calmasse il suo animo. Era cos fresca,
cos quieta, cos semplice! Bianchi scuretti
veneziani, muri quasi bianchi, tende bianche,
tappeto grigio argento. La lacca verde pallida
dei mobili, di disegno francese, e la iridescenza
dei pavoni nei pannelli di un paravento con la
cornice d'argento, davano un particolare tono di
colore alla stanza.
Una cameriera con il grembiule nero e la crestina
bianca, con un mucchio di asciugamani sul
braccio usc dallo spogliatoio. La sua faccia a
forma di cuore si color improvvisamente, i suoi
occhi azzurri di irlandese, cerchiati di rosso, si
illuminarono.
- Mi era sembrato di avervi sentita entrare,
signora Gay. Avete visto vostra zia?
- S, Lena. Tira fuori il mio vestito da pomeriggio
di velluto turchino e il mantello di
maribu, la borsa d'argento, i sandali e i miei tre
braccialetti di strass. Stai qui. Posso aver bisogno
di te. Sono in ritardo. -
Zia Cass aveva ragione: Lena aveva pianto,
pensava Gay mentre rabbrividiva sotto il getto
gelato della doccia. Pianto per un giovane indegno?
Nel periodo che era stata al suo servizio,
Eddie Dobson era stato il suo compagno abituale;
ma poi Brian aveva interrotta quella amicizia,
almeno lo credeva. Eddie! Era invece tornata
a lui? Era stata lei che lo aveva fatto entrare
in casa la sera prima?
Quando la cameriera le mise il mantello sulle
spalle, Gay chiese:
- Hai qualche dispiacere, Lena? Posso fare
qualcosa per te?
- Oh, signora Gay, sono tanto preoccupata! -
gem la ragazza. - Io... io... non so che cosa
fare.
- Prima o poi tutti arriviamo a delle svolte
decisive, e pensiamo, e ci preoccupiamo, perch
non sappiamo che cosa fare, Lena. Dimmi che
cosa ti preoccupa, forse potrei aiutarti.
- Non ho niente da- raccontare, veramente,
non ho niente, signora Gay.  che qualche volta
mio fratello Tim mi urta i nervi. Sono sciocca
a prendermela, lo so, ma  diventato cos... cos
cocciuto! Porse sono gi di spirito perch  la
domenica in cui  il mio turno di restare a casa.
- Te la intendi ancora con Eddie Dobson?
- Eddie Dobson! L'agitatore? Oh, no! Quella
stupidaggine cess quando il signor Brian mi
avvert. Ma lui continua a tenere Tim in suo potere.
Forse per far dispetto a me. Tim crede che
qualsiasi cosa fa Eddie sia giusta. Per questo
dissi al maggiore Romney se poteva trovargli un
posto qui, come persona di servizio. Io... io me
la intendo da pi di un anno con Willie Watts,
capo stalliere del signor Mac.  un bravo ragazzo,
signora Gay.
- Sono contenta di sapere questo, Lena. Mi
domando chi fece entrare Eddie in casa ieri sera.
- Entr in casa? Mi meraviglio... - la frase
fin in mormorio di spavento.
- Non dirlo a nessuno, Lena. Posso fidarmi
di te?
- Potete sempre fidarvi di me, signora Gay.
Non dimenticher mai quello che avete fatto per
mia madre, mai.
- Va bene. Non stare alzata ad aspettarmi.
Buona notte. -
 leale... pensava Gay mentre scendeva di
corsa le scale ma ho fatto poco per lei: misi
la moribonda all'ospedale e continuai a passare
a Lena il salario quando stette a casa a badare
i bambini. Mi domando se sospetta che Tim abbia
fatto entrare Eddie in casa, ieri sera. Porse
avrei fatto meglio a fargli guidare l'automobile
quando  buio e a sorvegliarlo. Se non far cos
Brian continuer ad accompagnarmi. Povera
Lena! Porta un peso terribile. Il suo innamorato,
Willie Watts, deve essere un ragazzo per
bene altrimenti Mac non lo terrebbe vicino ai
suoi cavalli. Willie Watts! Che nome dickensiano per uno stalliere!
Dalla soglia della biblioteca annunzi:
- Eccomi. Solo, Jim? Dove sono gli altri?
- Il maggiore Bill  tornato e, seccato che si
fosse cos in ritardo, ci ha preceduti, insieme con
la signora Wainwright e Brian, per assicurare
la nostra ospite che stiamo arrivando. Sei degna
di farti sospirare, Gay! Con quel colore, sei bella
da levare il fiato.
- Santo cielo, non ti indugiare a farmi dei
complimenti. Andiamo da Mac prima che la cena
sia finita. Ho fame. -
Mentre l'automobile scivolava lungo la strada,
Gay tir un respiro.
- Questo  il primo momento in cui lascio distendere
i miei nervi da quando tu ed io siamo
usciti per la nostra passeggiata, Jim.
- Perch non mi hai detto che avevi perso
l'orologio? Sarei andato a cercarlo.
- Il solo pensiero di andare in quel luogo Solitario
mi faceva tremare, perci mi sono imposta
quell'atto di coraggio.
- Sar bene che lo spieghi a Brian. Pu pensare
che tu sia andata l per incontrarmi.
- Non potrebbe pensare che fossi cos sciocca.
- Grazie per il complimento.
- Suppongo che la consideriate una risposta
amena, signor Seaverns. Io no. Perch sciupare
questa serata perfetta arrabbiandosi? Guarda
l'azzurro del cielo. Una curva delicata che sale,
che si incupisce verso est, azzurro verde, azzurro
intenso, azzurro roseo, che poi si fonde con quello
strano rosso acceso all'orizzonte. La luna sembra
abbia avuto l'idea di ritoccare le sue forme
e abbia attenuato una delle sue curve. Quelle
stelle appaiono improvvisamente come le scintille
di un fuoco artificiale. Eccoci, finalmente! -
Mac Romney li aspettava sugli scalini di una
casa irregolare, in cotto, quasi soffocata dalle
viti diventate scarlatte. Era vestito come un signore
pronto per la caccia, uscito dalle pagine
del suo favorito Pickwick Papers' leggermente
modernizzato.
- L'effetto del vestito che indossi  meraviglioso,
ragazza mia, - compliment aprendo lo
sportello della automobile. - Hai un ottimo
aspetto. Venite. La cena  pronta nella sala dei
giuochi. -
Gay contraccambi cordialmente l'accogliente
pressione della sua mano grande e calda. Nutriva
un profondo affetto per lui. Le piaceva il
suo portamento superbo, la sua cordialit, la sua
esuberanza da ragazzo, la sua lealt e la sua pazienza
con la moglie che era sempre scontenta,
sempre inquieta per i suoi interessi.
Nell'ingresso chiese con una vociona che credeva
sinceramente fosse un bisbiglio:
- Quando  arrivata la vecchia zitella?...
Quella donna si porta sempre dietro le sue ricette;
voleva farmi prendere una pasticca perch,
dice lei, ho la voce velata.
- Zia Cass ha un rimedio per qualunque cosa, -
replic Gay sottovoce.
Poich la risata di Mac rison forte ella scosse
la testa e si mise un dito sulle labbra prima di
entrare in una lunga stanza dove sul tappeto, davanti
al fuoco, giacevano un barbone bianco e
uno nero i cui occhi scuri e acutamente intelligenti
scrutavano intorno.
L'aria era satura del fumo di innumerevoli sigarette.
Alle pareti c'erano dei palchetti di vetro
sui quali luccicavano coppe d'argento, coccarde
rosse e turchine, e altri trofei sportivi; le
persone presenti erano quelle che si trovano in
tutte le riunioni, in una campagna situata a
breve distanza da una grande citt.
Jane Romney, con un vestito di tulle spumeggiante
che ricordava il verde scintillante delle
piume di un pavone, dirigeva due cameriere vestite
di nero che portavano delle piccole tavole
davanti agli ospiti. Le pagliuzze del vestito marrone
di Susann Dubois brillavano come migliaia
di occhi vivaci mentre lei, cedendo al suo incurabile
bisogno di dare consigli, suggeriva a Lucy
Romney, che sembrava un biondo angelo del
Beato Angelico, vestito di celeste, come allevare
i suoi bambini.
Cassie Wainwright era una scia di ombre grige:
unica eccezione erano i suoi occhi che sembravano
dei sospettosi giaietti neri mentre guardava
Louis Dubois che diceva qualcosa sottovoce
a Jane. La faccia di Sam, acuta e intelligente
quanto quella di Mac era colorita e carnosa, era
piena di entusiasmo mentre parlava con il maggiore
Romney che stava con le spalle voltate al
fuoco.
Tutti presenti, eccettuato Brian. Dove era?
si chiedeva Gay.
Jane Romney si volt e la vide nel vano della
porta.
- Oh, tu e Jim siete arrivati; finalmente,
Gay! Ora mangeremo qualcosa.
- Mi dispiace di averti fatta aspettare, Jane.
Salute a tutti!  la ritardataria Gabry Romney
che si scusa perch si sente colpevole.
- Vieni qui e dimmi che cosa hai fatto da
quando sono partito, - ordin William Romney.
- Se non hai commessa nessuna bricconata
ti perdoner di aver tenuto un uomo affamato ad
aspettare la sua cena. -
Gay infil la mano sotto il suo braccio con la
sensazione che l vi era qualcosa di solido a cui
aggrapparsi in un mare in tempesta. I suoi occhi
marroni erano pieni di affetto e di ammirazione.
- Nessuna bricconata. - Una certa emozione
alterava la gaiezza della sua voce. - Ho sentito
terribilmente la tua mancanza. -
Questa era la risata di Brian! Chi era con lui
sulla veranda? Gli ospiti non erano molti alle
cene domenicali dei Romney. Anche il Maggiore
si poneva questa domanda. Il suo braccio si era
irrigidito. Ella disse in fretta:
- Vado anche io a New York domani. Che
cosa c' al teatro? Hai visto qualche nuova rivista,
maggiore William?
- No. Sono andato all'improvviso per un incontro
al Circolo del mio reggimento. Non ebbi
occasione di vedere Brian per dirgli che andavo
l. Beh, ragazzo, hai deciso di unirti alla famiglia? -
Le sue bianche sopracciglia si unirono in un
seccato cipiglio, il colorito gli si accentu sulle
guance mentre guardava Brian che era sulla
porta della veranda. Bee Ware, vestita di rosso,
con lo strascico, teneva il braccio appoggiato su
quello di lui e piegava la testa in modo tale, che
le sue lucenti onde scure toccavano la sua manica.
- Mi hai cercato, maggiore Bill? - domand
Brian con l'affettuosa considerazione che mostrava
sempre verso lo zio.
Prima che il Maggiore potesse rispondere, Bee
Ware aveva abbandonato il giovane e guardava
con finto terrore l'anziano signore.
- Tremo tutta quando fate quel cipiglio, maggiore
Bill. Non rimproverate Brian perch sono
qui. Aveva un appuntamento con me oggi nel pomeriggio,
e poich non lo ha mantenuto ho avuto
paura che si sentisse male, non manca mai agli
appuntamenti con me. Ho aspettato che mi facesse
sapere qualcosa, ma quando non ho visto
niente ero quasi fuori di me dall'ansiet; perci
sono andata a Rosewynne, e Scmpson mi ha
detto che avrebbe cenato da Mac. Sono dunque
venuta qui per assicurarmi che non soffrisse di
amnesia e avesse persa la strada.
- Persa la strada, Brian! Questa  la cosa
pi buffa che si possa immaginare! - disse strillando
Susan Dubois.
Mac si mise le mani sugli orecchi e apr le labbra
per protestare.
- Mac! - gli ricord sua moglie sottovoce.
Egli scosse le spalle e si volt verso Cassie
Wainwright che sedeva dietro a lui, diritta come
una asta.
- Sentite? La mia vita  una tremenda fatica.
Sono dominato dalla moglie, - confess teatralmente.
- Dominato dalla moglie! - Qualcosa che
avrebbe potuto essere un sorriso apparve agli angoli
della bocca della signora Wainwright.
- Non esiste in oggi uomo al mondo che non sia
dominato dalla consorte, se volete dire che vostra
moglie  perennemente intenta a farvi diventare
simile al suo modello; soltanto, dopo un
anno o due i mariti non se ne accorgono pi.
Ma questo non ha importanza. Beh, Brian, -
ella alz la voce; un forte respiro, come un sospiro
portato dal vento, pass per la stanza
quando gli altri smisero di parlare per ascoltare
- dove eri oggi nel pomeriggio mentre avresti
dovuto essere all'appuntamento con questa donna
che dice che non manchi mai ai tuoi impegni
con lei?
- Vi dir io dove era, signora Cassie, - rispose
Mac Romney con un accento da palcoscenico.
- Quel vostro nipote acquistato mi ha scovato,
mi ha rovinato il sonnellino pomeridiano,
e mi ha portato nel canile dove ha fatto una gran
confusione per scegliere un barbone da regalare
a una bella signora.
- Una bella signora! La faccenda si complica.
Vi ha detto chi era la signora? - chiese Bee
Ware sorridendo maliziosamente e sbattendo le
lunghe ciglia nere.
- Ha detto che era Gay, e poich Brian non
dice mai bugie, penso che sia lei, - rispose prontamente
Mac Romney. - Deve scegliere uno di
quei cani accucciati sul tappeto davanti al camino.
Notate il perfetto sistema inglese: lui
paga e lei sceglie.
- Uno di quei barboni per me! - esclam
Gay dopo un istante di esitazione. - Sono proprio
contenta! Grazie mille, Brian. Scelgo quello
nero. Come si chiama, Mac?
- Si chiama Signora Fezziwig. La sua bocca
non d l'idea di un ampio e solido sorriso? Te
la mander domani.
- Non domani, per piacere. Devo andare in
citt e voglio essere in casa per dare il benvenuto
alla Signora Fezziwig e dimostrarle tutto
il mio affetto. Mandala marted nel pomeriggio.
- Suppongo che tuo marito stia in citt le
notti che tu resti l, Gabriel, - disse Susan Dubois
con una voce che lasciava capire che supponeva
che cos non fosse.
- Certamente, - disse Brian anticipando la
risposta di Gay. - I coniugi Romney stanno diventando
persone importanti nelle combriccole
dei locali pubblici. Sempre presenti nei migliori
e pi eleganti ritrovi notturni. Noi siamo cos.
Dovresti veramente indurre Louis a mostrarti la
Grande Citt di sera, Susan. Una serata di gala
in uno dei luoghi pi eleganti  sempre il pezzo
forte della scena di Manhattan. Jane, se non ho
presto qualcosa da mangiare comincer da Lucy:
sembra una pesca. -
 
Capitolo 9.

Appollaiato sull'angolo della scrivania di mogano
della biblioteca di Rosewynne, Brian Romney guardava
pensosamente Gay accoccolata in
una poltrona vicino al fuoco. Le fiamme scarlatte
gettavano ombre danzanti sul suo visino, sulla
punta di uno dei suoi sandali d'argento, e facevano
risaltare i riflessi del suo vestito turchino.
Quando Mac, nella stanza da giuoco di Dingley
Dell, aveva annunziato che uno dei barboni
era per lei, egli le aveva letto nel pensiero come
in un libro stampato: la subitanea incredulit
era stata seguita dalla protesta; poi era subentrata
la coscienza che, rifiutando di accettare il
cane da Brian, avrebbe rivelato che la loro riconciliazione
era solo un espediente; in ultimo
aveva fatto la scelta con un entusiasmo ben simulato.
Egli gett uno sguardo a Jim Seaverns appoggiato,
con le braccia incrociate, alla spalliera
della sua poltrona. Se avesse udito le rauche parole
di quell'uomo: Aspetter, aspetteremo,
cara, se l'avesse vista appoggiata a lui all'inizio
del sentiero, avrebbe tralasciato l'invito di
Bee per andare da Mac e passarvi delle ore per
scegliere un cane per lei?
Gay aveva dichiarato che intendeva sposare
Seaverns; lo amava?
Non deve averla! disse Brian tra s e s,
selvaggiamente.  mia.
Un impeto di appassionata protesta lo fece balzare
in piedi. Non poteva pi sopportare la situazione.
Non voleva.
Incontr gli occhi dello zio che lo guardavano
di sotto le bianche sopracciglia corrugate. Forse
il maggiore Bill aveva percepito quello che pensava?
Era stato laconico durante la cena, fin da
quando era apparso sulla soglia della veranda
con Bee attaccata al braccio. Era stata poco delicata
a imporsi a quella cena di famiglia. Se ne
era andata presto con Louis Dubois come scorta.
Si erano scambiati degli sguardi che gli avevano
fatto sospettare che la loro fosse pi che una
amicizia. Era un pazzo sospetto. Sebbene Dubois
fosse capace di tutto, Bee aveva una certa decenza,
anche se era indelicata.
Il silenzio della stanza era rotto solo dallo
scoppiettio del fuoco e dal mormorio dell'acqua
che gocciolava nel cortile. Perch nessuno parlava?
Tutti portavano una maschera. Ognuno
aveva differenti scopi, e desidri e turbamenti
umani celati sotto la maschera imposta loro
dalle convenzioni sociali. Ognuno seguiva il corso
dei propri pensieri. Sarebbero tutti terminati
come i suoi in un vicolo cieco? Perfino Cassie
Wainwright, seduta perfettamente eretta sull'orlo
di una sedia, guardava fissamente davanti
a s, assorta, con le labbra strette.
- Louis Dubois cerca di sedurre la moglie di
Mac. -
La sua voce squarci il silenzio come la sferzata
di una lama luccicante e tagliente.
- Santo Cielo! - mormor Jim Seaverns.
Il Maggiore la guard con occhi sorpresi.
- Zia Cass! - disse Gay con orrore. - Come
puoi dire una cosa simile?
- Lo dico perch lo penso. Vuoi forse dire che
non te ne sei accorta? Eh! Vado in camera mia.
Presumo, Gay, che essendo una giovane moderna,
farai colazione a letto. Io la far gi.
- Non mi permetter un lusso simile domani,
zia Cass. Prendo il treno delle sette e mezzo per
andare in citt. Luned e marted sono una donna
di affari, - le ricord la nipote con gaio tono
di importanza.
- Vuoi dire che passerai la notte a New York?
Sola in un albergo?
- Ho da un anno un appartamento, - disse
in fretta Gay per evitare una predica. - Vengo
su con te per essere sicura che non ti manchi
niente, zia Cass.
- Che non mi manchi niente! E una bella
cosa. Ma questo non c'entra. Buona notte, Maggiore.
 meglio che stiate attento a quello che
avviene tra i vostri immediati parenti. Dubois
non  il solo lupo in cerca di preda. - Con i suoi
occhi acuti e spietati inchiod Jim Seaverns
come una farfalla a una tavola. - Andiamo,
Gay, vieni su.
- Buona notte a tutti! - disse Gay, e segu
la zia nell'ingresso.
-  uno spauracchio! Mamma mia, zia Cass
 uno spauracchio! - esclam Jim Seaverns
aprendo un portasigarette smaltato e tenendolo
sollevato, disse: - Mi scuso sempre di questo oggetto
vistoso. Mi fu regalato dai miei dipendenti
durante il mio ultimo lavoro. Potrei sopportare
lo smalto rosso, ma questo fiammeggiante monogramma
di diamanti mi fa arrossire ogni volta
che lo tiro fuori.
- Vistoso  la parola giusta, ma per la identificazione
 meglio di un passaporto. Scommetto
che non ce ne  uno uguale al mondo, - comment
allegramente Brian.
- Credi a quel discorso su Dubois e la moglie
di Mac, Brian? - domand ansiosamente
William Romney.
- Un momento, Maggiore, - interruppe Jim
Seaverns. - Questo colloquio familiare non 
adatto per i miei orecchi. Fatemi fare il mio Rapporto
sulla piscina e mi dileguer. Avete scelto
un posto infido, Brian. Ne ho trovato uno migliore
pi verso valle. Sapete per che cosa viene
usato il vecchio mulino di pietra? Da un pezzo
di insegna che ho visto attaccato a un vecchio recipiente
per il bagno, e da certi spilli di sicurezza
sparsi per terra nella polvere, ho dedotto
che venga usato da una specie di associazione segreta.
Forse  tutto in regola. Forse avete dato
voi il permesso di usarlo per questo scopo? -
William Romney e Brian dissero: No! con
enfasi e all'unisono.
- Allora  meglio che esaminiate il posto.
Non ho fatto indagini; ho pensato che era meglio
ricondurre Gay a casa. Dopo,  tornata l
a cercare l'orologio che pensava di aver perduto
vicino al ponte. Io non sapevo che tornava l,
non sapevo che lo aveva perduto. Dalla finestra
l'ho vista attraversare il prato verso il bosco.
Da principio non potevo credere ai miei occhi;
poi, ricordando quello che avevo visto nel vecchio
mulino, mi sono infilato la vestaglia e sono
corso. Quando sono ritornato in su con lei era
bianca come un panno lavato dall'impressione.
Aveva sentito il suono velato di un tamburo,
aveva visto delle misteriose luci abbinate venire
dall'edificio di pietra e attraversare il ponte.
 una donna in gamba, ma anche la donna pi
in gamba del mondo dopo una cosa simile ha
i nervi in pezzi. Quando siamo usciti dal sentiero
ha cominciato a tremare. Per questo la sorreggevo
con un braccio quando ci hai sorpresi,
Romney.
- Non avevo alcuna intenzione di sorprendervi.
- La voce roca di Brian trad la sua intima
rabbia per l'insinuazione. - Sampson 
venuto a dirmi che aveva visto Gay attraversare
il prato e che dopo qualche minuto sei andato di
corsa verso il bosco. Pensava che ci dovesse essere
qualcosa di sospetto da qualche parte. Gli
ho dato ragione e sono venuto subito fuori a vedere
se potevo essere di aiuto. Non spiavo n te
n mia moglie.
- Allora non c' altro da dire sull'argomento.
Ma c' un'altra cosa che ha bisogno di essere
chiarita. - Seaverns rese pi ferma la sua voce.
- Metter le mie carte in tavola. Non so perch
Gay sia tornata da te, Romney, ma so che ti aveva
lasciato, che non ti ama e che mi sposer quando
sar libera. Me l'hai portata via una volta, ma
non lo farai una seconda. Non occorre che lo
prendiate per un braccio, Maggiore: me ne vado.
Non ho accettato la vostra ospitalit con l'idea
di fare la corte a Gay. Ho voluto capire in quale
situazione eravamo. Ora lo so. Non vi rivedr,
perch parto per New York domattina alle sette
e mezzo. Far colazione in citt. Buona notte,
e grazie per le piacevoli giornate. -
William Romney e suo nipote rimasero immoti
fino a che il lontano rumore di una porta che si
chiudeva non giunse dall'ingresso. L'uomo pi
anziano osservava il fumo azzurro di un sigaro
che mandava dei cerchi verso l'alto.
- Quando la cavalleria era in auge, la sfida di
Seaverns si sarebbe chiamata gettare il guanto.
Intendi raccoglierlo, Brian? - chiese.
- Credi che non lo faccia? Che lascer che
prenda mia moglie?
- Ma se ha ragione? Se Gay lo ama?
- Non ha fortuna, ecco tutto. Sono sicuro che
per lei l'onore sar pi forte dell'amore. Dove 
il suo appartamento a New York, maggiore Bill?
- Questo dovrai fartelo dire da lei, ragazzo
mio. Sono legato dal segreto. -
Brian vuot la pipa battendola sulla grossa
impugnatura di ottone dell'attizzatoio, tra i ferri
per il fuoco, con tale forza che ruppe la cannuccia.
- Parteggi per lei anima e cuore, vero? -
chiese con rabbia.
- E lo far fino a che andrai in giro con Bee
Ware, la Vedova. Dici che ami Gay, e tuttavia
la umilii lasciandoti trascinare alle calcagna di
quella donna maligna e bugiarda. -
Doveva dire al maggiore Bill che aveva accettato
gli inviti di Bee un po' per fuggire dalla
casa dove viveva Gay e un po' con la sciocca
idea di suscitare la sua gelosia? Era meglio non
ammettere una cosa simile. La legge era dalla
sua parte. Lei gli apparteneva e lui l'avrebbe tenuta.
- C' qualcosa di errato in questa descrizione,
maggiore Bill. Non sono tipo da farmi trascinare
alle calcagna di nessuna donna. Bee ha
la debolezza di voler far credere di essere la passione
di tutti gli uomini che parlano con lei.
Ma lasciando da parte, per ora almeno, questo
argomento, che cosa pensi della scoperta che
ha fatto Seaverns al mulino di pietra?
- Non mi piace. Siediti e parliamone. -
William Romney sedette nella sua poltrona,
vicino al fuoco. Brian, con le mani strette dietro
la testa, gli occhi rivolti al soffitto, si sdrai su
una poltrona vicino a lui.
- So che hai licenziato Eddie Dobson, - disse
gravemente il Maggiore. - Promisi che quando
tu fossi divenuto presidente della Societ, mi
sarei tenuto in disparte. Non ti chiedo di riprenderlo,
ma ti rendi conto che  uno dei nostri capi
operai pi capaci, e che ispira una devozione
quasi fanatica agli altri operai, specialmente tra
l'elemento femminile? -
La indignazione, come la spinta di un trampolino,
fece scattare Brian in piedi. Con le mani
nelle tasche della giacca, i piedi ben piantati lontano
uno dall'altro sul tappeto davanti al fuoco,
rispose:
- Non mi importa niente che si trascini dietro
gli operai della fabbrica! Non lo sopporto
pi. La sua insolenza mi scotta.  ossessionato
dall'idea di diventare sorvegliante. Sorvegliante!
Anche se fosse adatto per quel lavoro,
e non lo , sarebbe un bell'affare con il suo carattere!
Un paio di giorni fa picchi un uomo
che protestava per la sua assiduit presso sua
sorella. Sono contento di aggiungere che anche
lui si busc un pugno in un occhio. Litig nel
cortile in modo che i suoi seguaci potessero vedere
che uomo , e si regolassero in conseguenza.
Non lo riprender. Anche il suo compagno Lavalle
verr licenziato. Non mi fido di lui.
- Sei tu che devi decidere. Sii sicuro di avere
ragione, questo  l'importante. Louis far fuoco
e fiamme se licenzi il francese;  un suo protetto.
Ti sosterr qualunque passo tu faccia, ma stai
attento. Da quando fu sospettato di sabotaggio,
per una macchina che si era sciupata, Eddie
aspetta di avere un motivo di lagnarsi.  un
commediante. Ora salter sul podio e diriger
gli altri.
Sebbene i nostri operai godano di tutti i privilegi,
abbiano tutto il denaro che hanno chiesto,
e anche pi, ho l'impressione che stiano cercando
un pretesto per agitarsi, - continu pensosamente
William Romney. - Nei molti anni
che sono stato agli affari ho avuto dei problemi
da risolvere, ma non come quello che si sta preparando
ora.
- I problemi della produzione e del personale
di cinque anni fa sono sorpassati. Ora un industriale
deve stare all'erta ogni momento per tener
testa a uno sciopero di qualunque genere sia.
- Hai ragione, Brian. Inoltre, abbiamo la minaccia
di Louis Dubois. Sospetto sia lui l'uomo
che accender la miccia contro di noi.
- Scommetto la mia automobile che  cos e
che Lavalle fa da intermediario tra lui e Dobson.
Da quando sono diventato presidente della Societ
mi sento al sicuro come se vivessi su un
vulcano in agitazione che potrebbe farmi volare
in cielo da un momento all'altro. E a proposito
di volare, riparliamo della bomba gettata dalla
zia Cass, quella donna dalla lingua appuntita,
che subisce continue trasformazioni per supplire
alle deficienze della capigliatura. Non ho una speciale
simpatia per Jane Romney, ma le attribuisco
abbastanza buon senso da non lasciarsi incantare
da un uomo di bassa classe come Louis.
- Jane non si lascer incantare da Dubois
perch  Dubois, Brian. Qualunque uomo di qualunque
classe, come dici tu, potrebbe interessarla.
Non  del tutto da biasimare se ascolta il
canto di ... come si chiamerebbe una sirena maschio?
Ha sposato un uomo molto pi vecchio di
lei, che non si rende conto di essere troppo pedante
per mantenere l'affetto e l'interesse di una
moglie che  piena di idee. Mac  un ottimo uomo
che darebbe anche il suo ultimo centesimo per
aiutare un amico nei guai, ma che si appassiona
soltanto di cani, di cavalli e delle opere del fu
Carlo Dickens. La sua conversazione si limita ai
soli argomenti che lo interessano; non pensa mai
che gli altri possano voler parlare delle loro
manie. Difetti piccoli,  vero, per un uomo di carattere
come lui, ma Jane non si rende conto
della sua grandezza.
- Mac avr a volte una mente ristretta, ma 
il mio preferito nel clan dei Romney, sempre
dopo il capo s'intende, ed  un vero gentiluomo,
il che non si pu dire di Dubois.
-  vero. Louis pu non avere finezza, ma ha
cervello, ed esperienza del mondo. Sa quando una
donna  una facile preda per un semplice operaio
come lui, ed  avidamente a conoscenza del fatto
che Jane ha un patrimonio suo. Non escluderei
che accarezzasse l'idea di un ricatto. Ha una conoscenza
superficiale di arte, musica, teatro,
sport e letteratura; Mac, tranne la sua fissazione
su Dickens, non si interessa di queste cose. Louis
vuol far credere a Jane che  sacrificata, lei cos
brillante, con un uomo che non la apprezza!
So quale  il suo fine. Lo irrita tremendamente
il fatto che tu gli sia passato avanti. Non
ignora che Gay lo detesta e non pu attaccarti
da quella parte, perci si ingegner di suscitare
della agitazione in altri modi. Ma  il marito di
Susan, e per evitare una rottura familiare non
lo butteremo da parte. Ho scaricato un pesante
fardello sulle tue spalle, ragazzo mio.
- Posso portarlo. Ascolta le mie parole: noi
non staremo mai dalla parte di Louis. Combatterlo
mi impedir di perdere la testa per via di
Gay. Non vuoi proprio darmi il suo indirizzo di
New York?
- Mi dispiace ma non posso, Brian. Ma... -
Il Maggiore tir fuori un libretto di appunti
dalla tasca e lo lasci cadere sulla scrivania. -
Non ho fatto alcuna promessa riguardo a un numero
telefonico. Verr con te domani mattina
all'azienda e decideremo il modo migliore di investigare
sulle attivit che si svolgono al mulino
di pietra. Bisogna agire con cautela. Buona
notte.
- Buona notte, maggiore Bill. -
Brian aspett che il rumore dei passi dello zio
sul pavimento di pietra dell'ingresso si fosse
spento prima di copiare il numero telefonico di
Gay a New York. Ruppe con l'attizzatoio i ceppi
fiammeggianti, mise il parafuoco davanti al caminetto
e spense la luce.
Dalla soglia si volt a dare uno sguardo alla
stanza alla quale, il bagliore dei carboni accesi
ammucchiati dava una nota di fascino e di mistero.
I suoi occhi indugiarono sulla poltrona
sulla quale era stata rannicchiata Gay. Vide il
suo bel viso, l'affascinante attaccatura dei capelli,
il mento con la fossetta.
Un impeto di rivolta lo afferr. Perch doveva
stare in disparte e lasciare che Seaverns la prendesse?
Domani mattina sarebbero andati in citt
con lo stesso treno. Lei sarebbe rimasta l due
giorni, a pranzare, a cenare, a ballare con lui.
Perch doveva lasciarla andare? Forse perch si
era impegnato di non chiederle niente?
Si ferm nell'ingresso. Come era silenziosa la
casa! Il presente ti appartiene, queste parole
lampeggiarono nella sua mente come una insegna
al neon. Il desiderio, un disperato e folle
desiderio, gli serpeggi nelle vene come una irresistibile
marea.
- Certo, che  mia, - disse sottovoce.
Fece gli scalini a due alla volta e cammin silenziosamente
lungo il corridoio fino alla porta
del salottino di Gay.
Prima che potesse bussare una chiave gir seccamente
e la voce di lei, agitata, domand dall'interno:
- Chi ? -
 
Capitolo 10.

- Chi ? - ripet Gay affannosamente.
In tensione, con il cuore in tumulto, era
schiacciata contro la porta del suo salottino e
ascoltava. Nessuno rispose. Guard incredula lo
scintillante orologio da polso che aveva in mano.
Lo aveva trovato sulla sua scrivania un attimo
prima. Lesse di nuovo le parole rozzamente scritte
sul foglietto sporco, fissato all'orologio da un
grosso spillo di sicurezza in ottone:
State lontana dal ruscello.
Che cosa significava? Era certo un ammonimento.
Era stata, vista sul sentiero da un paio
di quegli occhi luccicanti e misteriosi? La sua
sensazione di una invisibile presenza era dunque
effetto di un fatto reale e non di immaginazione?
Il suo orologio era stato furtivamente lasciato
nel suo salottino mentre lei era nello spogliatoio?
Un momento prima aveva sentito un rumore
fuori della porta, come il respiro di qualcuno. La
persona che aveva riportato l'orologio si indugiava
forse nel corridoio ad ascoltare?
Non poteva saperlo, ma il suo spaventato
chi ? aveva ristabilito l'equilibrio emotivo
di Brian che, furibondo per la sua debolezza,
torn rapidamente alle scale e scese in silenzio.
Cinque minuti dopo la sua automobile costeggiava
il viale verso la strada maestra. Un migliaio
di stelle ammiccavano comprensive in risposta
al suo sguardo sollevato verso l'alto. La
brezza gelata di una splendida notte di ottobre
frusciava come una musica attraverso gli alberi
e aveva il magico potere di calmare il suo spirito
ribelle.
Il mio amore, cara, non potrebbe essere pi grande,
e non potrei con esso onorarti maggiormente,
disse, ridendo cupamente del suo sentimentalismo.
Quando Gay entr nella stanza della colazione,
la mattina dopo, una vampata di colore sal alla
faccia di Brian. Sospettava chi poteva essere davanti
alla sua porta la notte precedente quando
aveva girato la chiave nella serratura? Quel rumore
echeggiava ancora nella sua mente.
William Romney si alz e la guard sorpreso
mentre si avvicinava alla tavola con un vestito
di tweed di un marrone vellutato, un cappello
verde inclinato su un occhio e in mano i guanti
e la borsa dello stesso colore.
- Guardate chi c', maggiore Bill! - esclam
Brian. - Credevo che tu fossi partita per New
York con il treno delle sette e mezzo, Gay. Colazione? -
disse, offrendole una sedia.
- Grazie, s. Non  una stanza meravigliosa
per la colazione, questa? La luce del sole e quelle
gaie calendole arancioni in quella coppa azzurra
mi fanno volare lo spirito nella stratosfera. Non
siete in anticipo voi due ragazzi? -
William Romney gett indietro la testa e rise,
di un riso giovanile.
- Ragazzi! Hai sentito, Brian? Gay mi
mette nella stessa classe tua. -
Brian, che stava empiendo un bicchiere di spremuta
di arancio versandola da una caraffa di
cristallo che era sul buffet, si guard dietro le
spalle, e sogghign.
- Sbaglia. Tu sei pi giovane di me di molti
anni. Il maggiore Bill mi ha trascinato gi presto,
Gay. Era coraggioso sotto il fuoco nemico,
ma...
- Capisco. Cerca di schivare zia Cass. Non lo
biasimo. A volte  insopportabile con le sue ricette
e i suoi sospetti. Ma perch sprecare dei
minuti preziosi a parlare di lei? Ho qualcosa di
eccitante da farvi vedere.  un segreto. C' nessuno
vicino che pu sentire? -
Brian chiuse una porta che portava nella dispensa
e guard nella veranda ornata di bianche
paniere di vimini e di gerani scarlatti.
- Va bene. Sampson sa che quando quella
porta  chiusa il maggiore Bill e io stiamo parlando
e non vogliamo essere disturbati. Sentiamo. -
Gay mostr il pezzetto di carta sporco dal
quale penzolava uno spillo di sicurezza di ottone,
e lo appoggi sulla liscia tavola di acero.
- Leggete questo! -
William Romney si aggiust gli occhiali. Brian
si appoggi alla sua spalla mentre leggeva.
- Mi pare la mossa di un fanciullo che si 
riempito la testa di titoli di giornali.  stato
riportato l'orologio? - chiese il Maggiore.
- Eccolo! Al mio polso.
- Deve essere stato un giovane onesto, altrimenti
se lo sarebbe tenuto. State lontana dal
ruscello. Roba da film. -
Il commento di Brian era ironico, ma i suoi
occhi erano seri quando incontrarono quelli di
William Romney.
- Quando lo hai trovato, Gay?
- Una tazza di caff mi aiuter a sostenermi
mentre vi racconto la storia, - dichiar con una
nota gaia nella voce. - Ascoltate, bambini, e sentirete.
Dopo aver lasciata la zia Cass, ieri sera,
indossai il pigiama e la vestaglia, poi andai nel
mio salottino per prendere delle carte che volevo
portare in citt. Credevo di sognare quando vidi
il mio prezioso orologio che ammiccava dalla scrivania
con i suoi occhi di diamanti. Questo foglietto
sporco, sembra che sia stato alla guerra,
era attaccato al braccialetto con questo spillo di
sicurezza di ottone da quattordici carati. Udii
un rumore nel corridoio... un rumore furtivo. Mi
sentii il cuore in gola. Pensai che la persona che
aveva riportato l'orologio fosse tornata per imprimermi
bene in testa l'ammonizione. Ci volle
un momento prima che potessi tirar fuori la
voce; poi riuscii a chiedere:
- Chi ? -
Il caff and fuori dalla tazza che Brian riempiva.
Con una soffocata imprecazione la mise da
parte e ne pose un'altra sotto il beccuccio del
bricco d'argento da caff. Si domandava se i suoi
orecchi lo accusavano, poich sentiva che erano
diventati di un rosso ardente. Quella chiave non
era stata chiusa per respingere lui, cap felice.
- Ebbe risposta la tua domanda?
- No, maggiore Bill. Non so per quanto rimasi
in orecchio contro l'uscio, senza fiato e
senza muovermi come una statua di cera, tenendo
stretto il mio bellissimo orologio e fissando
quel foglietto sudicio. Il rumore di una automobile
mi trasse dal mio stato di coma. -
Brian pos il caff accanto al piatto di lei, gir
il vassoio fino a metterle a portata di mano lo
zucchero e il latte, e le mise davanti un vassoio
d'argento pieno di 6rioches fresche.
- L'automobile arrivava o andava via? -
chiese.
- Andava via. Capii dal rumore che costeggiava
il viale, come fai sempre tu quando parti
di casa, Brian. -
Brian si accrse del rapido sguardo che gli
lanci il Maggiore.
- Hai detto a Seaverns di questo foglietto,
Gay?
- Non ho pi visto Jim, maggiore Bill. Gli
ho mandato a dire in camera sua che non potevo
prendere il treno delle sette e mezzo. Ora mi
pento di non averlo preso. Mi sembra che voi
due pensiate che ho sognato, e che mi sono turbata
per una cosa che voi considerate uno scherzo.
Ho perso un tempo prezioso. Ho il mio appuntamento
allo studio. Posso prendere un treno alla
stazione di smistamento se Tim mi accompagna.
- Ti accompagno io, Gay.
- No, Brian. Dovresti essere in ufficio.
- Nella stanza della colazione? La trovo da
me, - annunzi nell'ingresso una voce stentorea.
. - Zia Cass, - sussurr Gay. - Santo cielo!
Insister per sapere perch non ho preso il treno
delle sette e mezzo, mi far un esame e... -
Brian afferr la sua borsa e i suoi guanti, le
mise il cappello un po' troppo in gi su un occhio
e la prese a braccetto.
- Via! Passeremo dal giardino! Giriamo intorno
alla casa. La mia automobile  l. Torner
a prendervi, maggiore Bill.
- Far la mia buona azione della giornata e
terr il nemico impegnato, ragazzo mio, mentre
voi due filate via...
In piedi cos presto, signora Cassie?... S,
Gay  andata via. S, credo che Seaverns sia partito
con il treno delle sette e mezzo. Io... -
La sua voce s affievol mentre Gay e Brian giravano
di corsa intorno all'angolo della casa.
- Credevo che tu costeggiassi sempre il viale,
- osserv lei mentre l'automobile partiva a
grande velocit.
- Non si pu perdere tempo stamani... - e
frattanto si domandava se Gay, se avesse costeggiato
il viale, avrebbe riconosciuto il rumore
che aveva udito la notte prima.
L'automobile scivolava sulla strada umida e
nera, sotto un cielo di puro turchese, tra forti
alberi spogli e siepi di arbusti senza foglie. L'aria
era splendida e pungente. Gay, con lo sguardo
estatico, trasse un lungo respiro.
- Che splendida giornata!  luminosa. Il mio
spirito si libra con ali di veli argentei.
- Troppo meravigliosa per passarla in citt.
Per quanto ancora intendi continuare la tua occupazione,
Gay?
- Perch me lo chiedi? Non ho trascurato il
maggiore William n i miei doveri a Rosewynne,
vero?
- No. Ti comporti benissimo. Ma c' un uomo
chiamato Brian...
- Che non manca mai a un appuntamento
con Bee Ware, la Vedova. Lui non ha bisogno
di me. Se vai cos piano perder il treno.
- Ti piace fare la modella? - chiese lui freddamente,
come se l'amaro riferimento a Bee
Ware non gli avesse fatto serpeggiare una speranza
nelle vene. - In che genere di ufficio lavori?
Questa  una attivit che non conosco affatto.
- Dovresti veramente vedere pi gente, -
disse Gay con un po' di ironia. - Posiamo in uno
studio.  un locale immenso, diviso a seconda
del bisogno. Vi sono degli enormi riflettori. Secondo
la fotografia che si deve fare si pu avere
un bel giardino, o una scena sulla neve, o una
veranda gaiamente ammobiliata che far stringere
i denti a quelli che vedono la reclame e li
far desiderare di acquistare subito dei mobili
uguali; c' anche una cucinetta che farebbe desiderare
alla donna meno appassionata di cucina
di prepararvi il mangiare.
- Sembra interessante. Quante ore lavori?
- Qualche volta tutto il giorno.
- Che cosa fai le sere che passi in citt?
- Vado fuori con degli amici. C' qualche ragione
perch non dovrei farlo?
- Certamente no. Non pensi mica che voglia
controllare quello che fai, vero? Susan aveva di
nuovo ragione. Ieri sera ne inventai una nuova,
ma sapevo che non mi credeva quando le dissi
che tu ed io frequentavamo locali notturni. Ma
rendiamolo vero. Tanto per cominciare: per
mantenere almeno le apparenze, vuoi venire in
qualche posto con me una di queste sere che
passi in citt? Seppi l'altro giorno che una delle
dive del cinema si fa vedere spesso nei ritrovi
mondani con il suo ex, che continua a essere
il suo pi grande ammiratore e amico. Io non
sono ancora legalmente il tuo ex; perch dunque
non possiamo uscire insieme io e te?
- Oh, no, no! Tu non sei il mio pi grande
ammiratore e amico.
- Chi ? Seaverns? -
Non rispose. Brian tenne gli occhi fissi sulla
strada e strinse le labbra per paura di dire di
pi. Quando raggiunsero la piccola stazione il
treno stava per partire.
- Grazie ancora per l'adorabile Signora Fezziwig
e per avermi portata qui cos alla svelta,
- disse Gay salendo nello scompartimento.
Brian le porse la sua valigetta.
- Buon divertimento! - grid.
Gay era senza fiato quando sedette, sprofondandosi
nella vettura pullman. La proposta di
Brian di uscire insieme la sera era per lei straordinariamente
imbarazzante. Sosteneva bene la
sua parte. Ma si sarebbe sentito un po' meno disinvolto,
forse se avesse saputo che Bee Ware le
aveva mostrato il biglietto nel quale scriveva alla
allegra vedovella di tentare lei stessa la sorte
per cercare di renderlo libero. E se glielo avesse
detto? Non poteva. Era stata una cosa troppo
umiliante.
Perch, oh, perch, aveva accettato di tornare
ad abitare a Rosewynne? Durante l'anno precedente
si era assuefatta alla solitudine. Dopo aver
superata la straziante agonia della separazione
da suo marito, perch non ne era rimasta lontana?
Questo argomento occupava tutta la sua mente
mentre il treno correva con fragore, strideva, rumoreggiava
accompagnando cos il tumulto dei
suoi pensieri. La mente correva con lui, il cuore
batteva con lui, il sangue scorreva con lui. I battiti
ritmavano l'incessante fragore. Una volta
aveva sentito una sinfonia composta e orchestrata
ingegnosamente per riprodurre con la musica
quei suoni fragorosi.
La stazione centrale. Finalmente! Ora poteva
pensare a qualcos'altro.
Si alz con impeto nel momento in cui una
donna si alzava dal sedile davanti al suo scompartimento.
- Jane! - esclam Gay. - Sei stata a sedere
l tutto questo tempo? -
Era forse quel vestito nero che faceva sembrare
la moglie di Mac cos pallida e abbattuta? Negli
occhi neri, che di solito erano freddi e risoluti,
c'era della confusione e della incertezza. Che le
era successo?
Louis Dubois cerca di sedurre la moglie di
Mac.
La secca affermazione di Cassie Wainwright
attravers la mente di Gay e la colleg con l'avvicinarsi
di Louis a Jane mentre le diceva a bassa
voce qualcosa che lei ascoltava a occhi bassi. Andava
forse a un appuntamento con lui? Non era
possibile, via!... Eppure...
- Credevo che stamani tu prendessi il treno
delle sette e mezzo, Gay, - osserv Jane Romney
con una voce che evidentemente cercava di
mantenere ferma e sostenuta.
Che cosa devo fare? Posso fare qualcosa per
trattenerla?
Gay si chiedeva questo febbrilmente, mentre
diceva:
- L'ho perduto. Ho appena il tempo di andare
allo studio. Ieri sera non dicesti che saresti
venuta in citt.
- Mi sono decisa soltanto stamani. Ho intenzione
di trattenermi in citt fino a che non
sar sazia di divertimenti, - dichiar con aria
di sfida Jane.
Che cosa posso fare per trattenerla? si
chiese di nuovo Gay.
Di l a un momento sarebbero arrivate alla
galleria di testa e si sarebbero potute trovare separate.
Questo non doveva accadere assolutamente.
- Dove vai a stare? - chiese.
- Io... io... non ho deciso.
- Vieni nel mio quartierino. Mi annoio a
starci sola... ci sono tante stanze. Puoi andare e
venire quando vuoi, e avere tutto il tempo per
scegliere un luogo pi elegante e pi allegro dove
andare a stare. Se ti senti come mi sento io
quando vengo di campagna,  di questo che hai
bisogno.
-  una buona idea. Non ti disturber?
- No. C' un comodo letto in camera e un
divano nella stanza di soggiorno. Non paghi
nulla e puoi scegliere. -
Attraversavano la galleria sotto la grande cupola,
dietro il loro facchino carico di bagagli.
Gay si accorgeva appena della gente che correva,
del rumore e del lontano frastuono della immensa
citt, dell'urlio dell'altoparlante che
annunziava le partenze dei treni. Era animata
dall'unico pensiero di non perdere di vista la
moglie di Mac.
- Se mi vuoi veramente, dammi l'indirizzo
del tuo appartamento, Gay. Ci porter le mie
valige e... e potr mettermi in contatto telefonico...
con gli amici che voglio vedere.
-  una idea grandiosa... aspetta un momento.
Hai mai visto un impianto di fotografie
pubblicitarie in azione? No? Allora mandiamo
le valige e vieni allo studio con me. Sar una
cosa nuova e interessante per te. Potrai anche
farti fare una fotografia per i documenti. Celebriamo
l'avvenimento. Due ragazze di campagna
a giro nella Grande Citt. Pranzeremo, andremo
al cinema, andremo al Ritz a prendere il t, poi
a casa a vestirci e telefoneremo ai nostri amici.
Solo a pensarci mi viene voglia di ballare. Non
sei la sola ad essere stanca dei giorni lunghi e
calmi della vita di campagna.
- Mi piacer moltissimo, - accett con gioia
Jane. - E mi far fare le fotografie. Chiss che
non possa essere l'occasione di diventare modella.
Non sarebbe emozionante? - Al facchino
disse: - Ragazzo, manderemo i nostri bagagli
direttamente a casa. -
Santo cielo, che cosa ho combinato? Ma
l'importante non  quello che ho combinato, 
quello che spero di aver fatto finire. La proposta
delle fotografie  stata una ispirazione del Cielo.
Mentre posa, telefoner a Brian, decise Gay.
Allo studio lasci Jane a parlare con il ragazzo
della portineria i cui capelli la facevano
sempre pensare alla schiena bagnata di una foca;
intanto lei si truccava con l'ultimo e pi elegante
cosmetico per lo sport e mostrava il pi recente
ed elegante modello di costume da sci, in turchino
e scarlatto.
Mentre posava contro uno sfondo di pini scintillanti
di ghiaccio artificiale e stava su un cumulo
di qualcosa che in fotografia avrebbe fatto
perfettamente l'effetto di neve, sentiva come se
una dinamo si agitasse in lei e la spingesse in
avanti.
L'otturatore scatt e fu libera. Mentre era supponibile
che si riposasse e Jane, emozionata e
piena di eccitazione, sedeva davanti alla macchina
fotografica, corse al telefono. Il cuore le
sobbalz quando fece la chiamata per la fabbrica.
Nella attesa trattenne il respiro. E se Brian non
ci fosse stato? Che avrebbe fatto?
 
Capitolo 11.

Brian Romney guardava pensosamente Louis
Dubois seduto dall'altra parte della sua scrivania,
nel suo ufficio. L'uomo era liscio e risplendente
dalla cima della testa nera fino alle scarpe
lucenti. Sotto la sua calma apparente egli bolliva
di ansia e di odio.
Da quando l'aveva vista montare sul treno, gli
occhi e la voce di Gay avevano continuato a
lungo a interporsi tra Brian e una accurata considerazione
dei problemi di quella mattina; ma
era stata cos sorprendente la proposta di Louis
di comprare tutto il macchinario e il nome della
azienda, cos astuta la sua manipolazione delle
cifre per provare che il prezzo offerto era straordinariamente
adeguato, cos abile il suo avviso
che se l'offerta fosse stata respinta la Societ
Industriale Romney avrebbe affrontato uno sciopero
che l'avrebbe fatta zoppicare per parecchio
tempo, che ogni pensiero di Gay era stato allontanato
dalla sua mente.
William Romney, che era rimasto in piedi vicino
alla finestra dalla quale poteva vedere il
paese dove brillavano al sole i tetti di innumerevoli
e semplici villette bianche, sedette accanto al
nipote. Guard il vecchio banco da lavoro nella
alcova dietro le vetrate. Cosa avrebbe pensato
l'uomo che aveva fondata la Societ Industriale
Romney con la sua invenzione, al pensiero di
vendere l'azienda a un individuo come Dubois?
Egli pens prima di dire:
- Tu affermi, Louis, che i nostri operai si
preparano a scioperare. Ti rendi conto che molti
sono della terza generazione, che i loro genitori
e i loro nonni sono stati dipendenti dell'azienda
prima di loro, che qualcuno di loro riceve una
pensione, che abbiamo un sistema bancario per
incoraggiarli a risparmiare, che stipendiamo degli
esperti per consigliarli come investire i loro
risparmi? Mai, da quando  cominciata la Societ,
abbiamo avuto uno sciopero. Quando ci
sono state delle divergenze di opinioni i loro capi
sono venuti da noi, qui proprio intorno a questa
tavola, e abbiamo sistemato le cose in perfetto
accordo. Pu avvenire di nuovo.
- Non questa volta. Maggiore. Dimenticate
che vivete in un mondo diverso.
- Questa storia del mondo che cambia  ormai
vecchia, Louis, - interruppe Brian con impazienza.
- Chi vuole commettere un assassinio
la cita come scusa. C' mai stato un tempo
in cui il mondo non sia cambiato? Tu sei un
membro della famiglia Romney. Come fai a sapere
quello che avverr? Perch i nostri operai
dovrebbero avere pi fiducia in te, che nel Maggiore,
in Mac, in Sam o in me?
- Mi sono fatto anche io. questa domanda.
Che cosa rispondi, Louis? -
Dubois si esamin ben bene le unghie lucide,
e sorrise con affettazione.
- La risposta  questa, maggiore Bill: io mi
tengo in contatto con... beh, chiamiamola la
terza generazione! Vado ai loro balli, sono arbitro
delle loro partite a palla, li aiuto a organizzare
i loro... i loro Circoli. E naturalmente
vengono da me per i loro problemi, naturalmente
mi considerano uno di loro. Per esempio, c'
Eddie Dobson... -
William Romney e suo nipote si alzarono come
se fossero stati sbalzati dai loro sedili dalla
stessa molla.
- Lascia da parte Dobson, - disse Brian reprimendo
una voglia matta di fare battere la
testa del cugino acquistato sulla tavola e sentirla
scricchiolare. - Il colloquio  finito. Noi
rifiutiamo ora e per sempre di venderti l'azienda,
Dubois.
- Quel noi vale per tutti e due, Maggiore? -
domand calmo Louis Dubois.
- Vale anche per me, - conferm William
Romney.
Con le mani appoggiate alla scrivania, Dubois
si sporse in avanti.
- Voi Romney sareste contenti di liberarvi di
me completamente, vero? Avete messo fuori Lavalle, e poi
mettete diplomaticamente fuori me.
Credete, avrete bisogno di me, e anche molto.
Aspettatevi che dei picchetti di operai sfilino davanti
ai cancelli chiusi gridando: Questa azienda
 sleale verso il lavoro organizzato! Non
siate codardi! Unitevi a noi e aiutateci a vincere!
- Aspetteremo. Come ho detto prima, questo
colloquio  finito. Chiuso. Terminato, - ricord
brevemente Brian.
- Non mi sento ancora battuto. Susan e io
vogliamo concludere questo affare e intendiamo
di concluderlo, - insist Louis Dubois. - Voi
Romney Reali siete pieni di orgoglio, ma io
ho in mano una cosa che sgonfierebbe questo orgoglio
come uno spillo sgonfia un pallone. Prima
di pungere, vi far un'altra offerta perch possiate
accettare le mie condizioni. Oggi pomeriggio
vado a New York a un appuntamento... un
appuntamento importante... con una signora. -
Mentre i suoi passi si allontanavano nel corridoio,
Brian guard lo zio.
- Sicch questa  la ricompensa che ricevi,
per aver rischiato, come se nulla fosse, il tuo
patrimonio privato per il buon andamento della
azienda, maggiore Bill! Almeno abbiamo smascherato
la tnta cordialit di Louis!  fuori
di s. Che cosa intendeva dire con quell'ultima
disgustosa vanteria? Si prepara a spargere delle
bugie su Gay?
- Gay! Non gli sarebbe facile imbastire una
storia su lui e Gay. Tutti sanno che fin dalla
prima volta che la vide  stato pazzo di- lei, e
che lei non ha perduta una occasione per umiliarlo.
- Potrebbe approfittarsi della amicizia di lei
per Jim... Seaverns.
- Dovrebbe essere molto astuto per farlo. No,
non  Gay. Ricordi l'esplosione della signora
Cassie, ieri sera?
- Su Dubois e Jane?
- Siediti, Brian. Mi fai diventare nervoso
quando cammini cos. Ora va bene. Notai una
certa espressione negli irresistibili occhi di Louis
quando incontravano quelli di Jane, che sembrava
voler dire: Se almeno ti avessi incontrata
prima.... Ma credevo che tutto finisse l.
La frase di Cassie Wainwright concretizz poi il
mio lieve sospetto in certezza.
- Dio mio! Supponi che il suo appuntamento
importante a New York, oggi, sia con Jane? Non
 possibile! Lei non pu essere cos sciocca. Povero
Mac! Non posso sopportare che sia offeso
cos, n ammetto che i Romney si trovino costretti
a cedere l'azienda per uno scandalo creato
da un individuo mediocre come Dubois.
-  meglio far venire qui Mac con la scusa
di raccontargli della scoperta di Seaverns al
vecchio mulino e dell'ammonimento ricevuto da
Gay di tenersene lontana; poi, con tatto, indagheremo
se Jane  a casa.
- Louis mi aveva fatto uscire di mente la
faccenda del mulino. Credi che Louis vi sia immischiato?
- Pu darsi. Confideremo la cosa a una persona
sola. Ci ho pensato fin dall'ora di colazione.
Ho deciso che Mac sia quella persona.
- Sono d'accordo. Gli dir che abbiamo bisogno
di lui. -
Pigi un bottone sulla scatola di mogano accanto
alla sua scrivania.
- Non  nel suo ufficio? - replic ad una
voce. - Ditegli che ho bisogno di vederlo appena
arriva.
- Sei convinto che l'ammonizione sul foglietto
sudicio sia un po' pi dello scherzo di un ragazzo,
non  vero, maggiore Bill?
- S. Non mi piace. Bisogna stare attenti a
quello che facciamo, ragazzo mio. Hai notato
l'esitazione di Louis quando ha parlato di un
Circolo degli operai? Potrebbe avere il quartier
generale al vecchio mulino. Se sappiamo che Jane
 a Dingley Dell e che l'appuntamento di Louis
non ha nulla a che fare con lei, tu e Mac farete
meglio ad andare a perlustrare il posto. Sar
facile, mentre siete insieme, portare il discorso
sulla minaccia che Louis ha fatto di uno scandalo
sui Romney. Dimentichiamocene per il momento
e pensiamo agli affari. Non abbiamo deciso
che prezzo faremo per le ordinazioni della
mattina. -
Qualche momento dopo Mac Romney, vestito
di tweed a quadri, apparve nel vano della porta.
- Che c', Brian? Tu e il maggiore Bill sembrate
i sostituti di Atlante, e che vi sia caduto
sulle spalle il mondo.
- Entra e chiudi l'uscio, Mac. Vogliamo il
tuo parere. -
Cominciando dalla passeggiata pomeridiana di
Gay e Jim Seaverns, Brian deline gli avvenimenti
delle ore successive e mostr l'ammonimento.
- Che ne puoi dedurre? Siamo impazziti a
farvi attenzione?
- Penserei che lo foste se non lo faceste. -
Mac Romney guardava accigliato il sudicio foglietto.
- Ha niente a che fare con gli operai? -
Brian gli disse del licenziamento di Eddie Dobson
e della sua apparizione nella biblioteca di
Rosewynne. Mac fischiett.
-  un mascalzone, mamma mia... un gran
mascalzone, - rinforz - ma non pensavo che lo
fosse fino a questo punto. Pi guardo questo foglietto
pi sono sorpreso. Se il Circolo si riunisce
al vecchio mulino, chi ha voluto svelarlo
mandando questo a Gay? Perch non riportare
l'orologio e basta? Mi pare che abbiano tra loro
un compagno che non aderisce completamente al
loro programma.
- Tu ed io andremo a giocare a golf oggi pomeriggio.
Gireremo intorno al vecchio mulino e
daremo una occhiata. Comunque, Jane  a casa?
Gay ha lasciato una imbasciata per lei, - disse
Brian con disinvoltura, come se non stesse trattenendo
il respiro in attesa della risposta.
- No.  andata stamani a New York. Si 
arrabbiata perch non sono andato con lei per
qualche giorno. Non potevo partire. La mia cavalla
che ha vinto il premio sta per avere il puledro
da un momento all'altro. Le donne sono
terribilmente irragionevoli.
- Mac...
- Un minuto solo, maggiore Bill, - interruppe
Brian, e rispose al telefono. - Chi? Gay!
Dove sei? S. Ascolto. Calmati, sei senza fiato.
Chi? S. S, ti sento.  seduto proprio ora sull'angolo
della mia scrivania. Certo, a costo di
narcotizzarlo... Cravatta bianca e code, a costo
di ficcarcelo dentro io. Telefoner subito per
prendere dei biglietti per una rivista. Prima la
cena. Vestitevi presto. Sar una bella serata.
Certo, lo dico sul serio. Il tuo appartamento...
come faccio? Non me lo hai mai detto. Mi far
dare l'indirizzo dal maggiore Bill. Calma, cara,
calma. Non penso che tu sia sciocca, penso... Ha
interrotto la comunicazione.
- Era Gay? - domand ansioso William
Romney.
La faccia abitualmente colorita di Mac era
pallida.
- Che c', Brian? Si tratta di Jane?  successo
qualcosa? -
Pass le dita dentro il colletto della camicia
come se lo stringesse e lo strozzasse.
- Non  accaduto nulla a Jane... nulla per
ora, Mac. Siediti e ascolta. -
 
Capitolo 12.

Nel tardo pomeriggio Gay apr la porta del suo
appartamento, appoggi la lunga scatola di fiori
che il ragazzo dell'ascensore le aveva data, e
accese le lampade che splendettero come grandi
punte opalescenti.
- Come  bello! - esclam Jane Romney. -
La tinta delle pareti sembra una mano di color
malva sull'argento. Mi piace il chintz malva e
rosa. Mi piace che non ci siano ammennicoli.
 riposante. -
Butt il cappello nero e il mantello di volpi su
una sedia, smise di togliersi le scarpe di pelle
lustra nera mentre Gay apriva la scatola e sollevava
una massa di rose rosse che riempirono la
stanza di delicato profumo.
- Dio, come sono belle, Gay! Due dozzine!
Ogni rosa trasmette un messaggio. Dicono:
Tempi migliori. Mi pare molto insinuante. -
Rise e canterell:
- Qualcuno mi ama,
chiss chi ? -
- Chiunque sia, si  dimenticato di mettere il
biglietto, - rispose allegramente Gay.
Mentre sistemava i fiori in due alti vasi d'argento,
pens: Tempi migliori. Naturalmente
le aveva mandate Jim, sebbene la cosa fosse
troppo artificiosa per essere sua.
Jane Romney si gett su una poltrona a sdraio
e agit i piedi senza scarpe.
- Sono morta. Non mi alzerei da questa poltrona
neppure se tutti i re del mondo attuali e
passati mi comandassero di alzarmi. Quanto abbiamo
girato...! Lo studio: il fotografo ha detto
che sono adatta a fare la modella. Il pranzo da
Pierre. Radio City. Il cinema. T al Ritz. Vai di
questo passo tutte le volte che vieni a New York,
Gay?
- No, certo! Come potrei con il mio lavoro?
Ho cercato di fare divertire la mia cuginetta di
campagna, ecco tutto. -
Accese il fuoco nel camino e si sedette in una
poltrona, chiedendosi se non accadeva mai che
i nervi si spezzassero come le corde dei violini.
Poteva mantenersi fredda e indifferente quando
i suoi orecchi erano all'erta in attesa del suono
del campanello della porta? Supponiamo che
Brian non avesse potuto indurre Mac a venire?
Perch nonostante la sua piacevole cordialit era
testardo.
Chiuse gli occhi e ripet a se stessa: Verr,
verr, verr!.
- Hai sonno. Gay? - chiese Jane. - Non mi
sorprende. Io sono stanca morta. Sono cos stanca,
che mi riposa perfino pensare alla campagna.
Posso sopportare di immaginare i galli che cantano
e i barboni che abbaiano. -
Gay domin con forza un nervoso desiderio di
ridere.
- Mia cara, questo  solo l'inizio della serata.
Io ho un appuntamento. Faresti meglio a telefonare
ai tuoi amici per avvisarli che sei qui,
no? - Taglier il filo del telefono, prima che
tu lo faccia, soggiunse tra s e s.
- Non telefono ai miei amici. Vai pure al tuo
appuntamento. Suppongo che sia con quello dei
Tempi migliori. Io rimarr qui. Sei una
grande attrice, Gay, ma non mi hai ingannata
per un minuto. Sapevi, vero, che avevo combinato
di trovarmi con Louis Dubois? Mi aveva
proposto gi da un po' di tempo di fare una
scappatina insieme. Perci quando stamani Mac
e io abbiamo litigato perch ha rifiutato di venire
a passare qualche giorno a New York, ho deciso
che questa era la volta buona per diventare moderna,
e ho telefonato a Louis che ci saremmo
incontrati al Pinza per il t. Venendo a giro con
te, la mente mi si  rischiarata. Ho cominciato
a rendermi conto che terribile sciocca ero stata,
cos terribile da passare alla storia. Chiss Louis
che cosa penser sia accaduto alla semplice ragazza
di campagna! Come hai fatto a capire che
mordevo il freno?
- Qualcosa nel tuo comportamento mi aveva
fatto temere che tu avessi cominciato a essere
imprudente... solo imprudente, cara. Ho sospettato
che fosse con Louis. Mi sono spaventata...
proprio spaventata, perch non mi fiderei di lasciare
una donna con lui dopo che ha girato qualche
locale notturno. L'abitudine di bere fa stringere
i suoi tentacoli da piovra. Egli odia i Romney
da quando Brian  diventato presidente della
Societ. Niente gli piacerebbe di pi che creare
un po' di scandalo da sfruttare per fare dei passi
avanti. Ho pensato che se avessi potuto tenerti
con me, dopo un poco ti saresti resa conto che
venire a New York da sola e essere vista con un
uomo che non  tuo marito era una cosa sciocca,
per non dire di pi.
- Mi hai tenuta, va bene, e non  stato difficile.
Appena mi  sbollita la rabbia contro Mac,
ho capito che recentemente avevo accarezzato dei
pensieri scadenti e mediocri. Ma non capisco
come hai fatto a indovinare che si trattava di
Louis. -
Jane non doveva sospettare che era stata zia
Cass a suggerirlo, pens Gay.
- Ho intuito che si trattava di lui. Ha un...
un certo modo di fare con le donne, ed  una
serpe. Il suo amore... se pu essere chiamato
amore, come certe mode, non dura. E il tipo di
uomo che cerca di portar via la moglie a un
altro. -
Jane apr una scatola di cristallo sopra un tavolino,
ne tir fuori una sigaretta e l'accese.
- Questo vale anche per Jim Seaverns, non
 vero?
- Come puoi fare un confronto tra quei due
uomini?
- Non ti arrabbiare. Jim non  misterioso.
Tutti sanno che ti vuole sposare. - Appoggi i
piedi per terra e si sedette sull'orlo del divano.
- Quello che ero tentata di fare  diverso da
quello che fai tu, Gay? Di' quello che vuoi sulle
abitudini moderne, ma il mondo chiacchiera
ancora sulle donne che abbandonano i loro mariti
e vanno con altri uomini. Tu hai lasciato
Brian, no?
- S.
- E in questo anno sei stata con...
- Jim e io siamo amici e niente pi.
- Ti credo... ora; ma ti dico questo: fin da
quando ti vidi per la prima volta, ti ho tremendamente
ammirata. Avevo diciotto anni e ti trovavo
perfetta. Eri la persona pi vicina alla
Principessa delle fiabe che avessi mai incontrata,
e c'era un Principe profondamente innamorato
di te... pensavo. Sei bella, sei elegante; copiavo
i tuoi vestiti, il tuo modo di parlare; cercavo di
essere graziosa come te. Il mio idolo and in
frantumi quando ti separasti da Brian e quando
seppi che la gente vedeva te e Jim Seaverns di
nuovo insieme... allora... beh... Mac era immerso
nei suoi interessi di cui non mi importa nulla,
e cominciai a pensare se non sarebbe stato eccitante
diventare moderna come te.
- Jane! Per piacere! Mi spezzi il cuore! Non
sono moderna in quel senso. No, non sono! Mi
separai da Brian perch sapevo che non mi
amava pi. Eravamo oramai agli antipodi. Ci
sembr uno sbaglio vivere insieme. Allora non
pensavo al divorzio... non ci pensavo affatto.
Soffrivo e basta. Ero smarrita quando Jim torn
nella mia vita come amico... e mi attaccai a lui.
Non lasciare che uno sciocco risentimento, o un
altro uomo vengano a mettersi tra te e Mac. Lui
ti adora. Ti confesser lealmente, per indurti a
riflettere, ad ascoltare, che da quando il mio
cuore smise di ardere e di dolere, non ho mai
cessato di accorgermi che per rompere il mio matrimonio
dovevo pagare un prezzo terribile; e il
pensiero di pagare quel prezzo  stato una continua
battaglia con il mio io, che ha sostenuto
una lotta senza fine perch tornassi padrona
di me stessa. Ora capisci, Jane?
- Capisco che tu hai un temperamento da diciannovesimo
secolo nel tuo corpo aerodinamico
da ventesimo secolo. Sono cresciuta in queste ultime
dodici ore. Se sar di nuovo tentata di
sfuggire al mio guinzaglio mi ricorder di questo
giorno, della tua faccia e della tua voce quando
mi hai aperto l'anima. -
Si strofin gli occhi con la mano.
- Parola mia, tra poco pianger... e credevo
di essere insensibile! Pensa: essere sedute in un
appartamento a New York, a quest'ora della
giornata, a perder tempo, mentre le luci brillano,
le orchestre suonano, e tutti si preparano
ad andare da qualche parte. Questo  proprio
inammissibile! -
Balz in piedi.
- E ora che facciamo? Sono tutta riposata e
rinfrescata. Voglio andare in qualche posto. Ho
dimenticato che tu hai un impegno, e il mio .;.
- fece una piccola smorfia. - Chiss dove Louis
crede che sia! Devo aver avuta una ispirazione...
era un uomo, una via d'uscita; ora non  che un
incubo surrealista.  il campanello della porta?
Sar il tuo appuntamento. E non sei vestita! -
Gay pens che Jane dovesse sentire il cuore
balzarle nel petto mentre le sussurrava:
- Cacciati in camera prima che apra la porta.
Sistemer le cose in modo di condurre anche te.
Non protestare! Che ti metti?
- Il vestito di satin bianco.
- Allora io mi metter quello di tulle argenteo
con la fascia rosa camelia. Spicciati. Devo
vestirmi anch'io, no, sciocchina? -
Jane si ferm sulla porta. .
- Senti, Gay, non  una cosa che mi riguarda,
ma non posso fare a meno di avvertirti. Bee
Ware, la Vedova,  diventata molto donna fatale
dopo il suo ritorno dall'Europa e dal Sud.
Se vuoi saperlo, scommette il suo smeraldo quadrato
che sar la seconda signora Romney. -
Senza parlare Gay fiss la porta che Jane
chiuse rapidamente dietro a s. Aveva la gola
stretta e le dolevano gli occhi. Come osava Bee
Ware fare una tale scommessa?... E perch non
avrebbe dovuto? Non l'aveva forse Brian incoraggiata
? Caro, non essere rude con la piccina
perch non sa giocare a carte.
Le parole ironiche di Bee Ware le passarono
come un lampo per la mente. Sapeva bene, fino
dal pomeriggio in cui la donna le aveva mostrato
quel biglietto, che Brian l'amava, no? Perch
dunque era adesso accecata dalla rabbia come se
non lo avesse mai sospettato?
Qualcuno premeva il dito sul campanello. Non
si ricordava che si era mossa per andare ad
aprire la porta prima che Jane avesse lasciato
cadere la sua bomba. Certamente erano Brian e
Mac. Non doveva farsi vedere arrabbiata, avrebbe
potuto sconvolgere i suoi piani per Jane. Si
sforz di sorridere mentre rispondeva al campanello
che continuava a sonare.
- Che cosa brucia? - domand.
- Jim! - La sorpresa fece traboccare il risentimento
che era stato trasformato in eccitazione
febbrile dalla irruenza della sua rabbia recente.
- Perch sei qui? Ti avevo detto di non
venire. -
La faccia magra di Seaverns divenne rossa
mentre chiudeva la porta.
- Lo so, ma dovevo scoprire che cosa volevi
dire con quel biglietto scheletrico che mi hai
mandato prima che lasciassi Rosewynne, stamani. -
Gett il cappello su una sedia, accese una sigaretta
e lasci cadere sul tavolino il suo vistoso
portasigarette smaltato.
- Siedi e parliamo, o andiamo fuori a
cena? -
La mente di Gay era in tumulto. Se Brian e
Mac fossero arrivati e avessero trovato Jim l?
Le avrebbero creduto se avesse detto loro che
non lo aveva mai fatto venire nel suo appartamento?
No. E allora? Migliaia di donne per
bene trattenevano uomini a pranzo o a cena nel
loro appartamento; ma lei non lo aveva fatto e,
inoltre, non intendeva di cominciare ora. Doveva
sbarazzarsene. La sua presenza l poteva
sconvolgere il piano di soccorso che aveva organizzato.
- Non posso parlare ora con te, Jim. Devi andartene.
Per piacere, sbrigati!
- Perch sei cos turbata? Un altro appuntamento?
Con il tipo che ti ha mandato le rose
rosse?  per questo che non hai voluto prendere
il treno con me stamani? -;
Jim non aveva mandato le rose rosse! Chi, allora?
Guard di sfuggita l'orologio. Doveva liberarsene,
a costo di offenderlo tremendamente.
- Ho un altro appuntamento. Devo vestirmi.
Ho appena il tempo per essere puntuale.
- Dove e con chi vai?
- Devo forse rendere conto a te di quello che
faccio?
- Allora...  cos! Un altro uomo! Me ne
vado. - Afferr il cappello; aveva il viso bianco
e gli occhi pieni di ira. - Se per caso mi vuoi,
sai dove trovarmi. Fino a quel momento... arrivederci! -
Gay guard la porta chiusa violentemente.
Aveva chiuso per sempre fuori della sua vita Jim
Seaverns? Doveva richiamarlo? Gli voleva bene,
in certo modo.
Si riemp i polmoni della fragranza delle rose
rosse. Chi le aveva mandate? Brian? Doveva essere
ammattita, per pensare che le avesse mandate
lui. Bee Ware non si vantava che sarebbe
diventata la seconda signora Romney? Era meglio
non pensare a questo, stasera, e neppure alla
sua crescente convinzione di essere stata una
preda troppo facile quando aveva letto il biglietto
che la donna le aveva mostrato.
Pens a quello che Jane le aveva detto del suo
desiderio di imitare i suoi vestiti, il suo modo di
parlare, e il suo modernizzarsi. Era una terribile
responsabilit essere ammirate. In certo modo,
rendeva una persona responsabile delle azioni
dell'altra. La sua separazione da Brian aveva
delle ramificazioni pi estese di quello che avesse
immaginato. Tutti i matrimoni andati male influivano
dunque anche sulla vita degli altri, come
aveva fatto il loro?
Di nuovo il campanello!
Era Jim tornato indietro, oppure erano...
pens correndo verso la porta e aprendola.
- Brian! Dove  Mac? - mormor.
- Il vecchio Mac  il mio lasciapassare? Non
posso entrare senza di lui? -
Nella piega del suo sorriso c'era dell'umorismo
e della amarezza. Le tese una scatola.
- Orchidee per le nostre donne con tutto il
nostro affetto.
- Che bella cosa! Entra! Entra! -
Gay dimentic la sua recente stizza. Il suo
spirito spieg delle ali argentee e le sal agli
occhi. Brian non avrebbe sorriso se non fosse
riuscito a persuadere Mac a venire. Lo guard
posare il mantello e il cappello su una sedia. Era
magnifico vestito da sera; tutti i Romney erano
magnifici.
- Dove  Jane?
- Si veste. Viene... viene Mac?
- Certo. Non preoccuparti. Ci siamo cambiati
al Circolo. Ha armeggiato con la sua cravatta
bianca fino a che non era tutta sgualcita, e ha
dovuto mandare a prenderne delle altre. Sono venuto
prima io per tranquillizzarti e per anticiparti
il piacere della vostra brillante scorta.
- Non mi piace parlare di me, ma... - disse
Gay prendendolo in giro.
Brian era stato un uomo divertentissimo fino
a che... In fretta cambi il corso dei suoi pensieri.
- Che bel nido! E che rose stupende! Del tuo
pi grande ammiratore e amico! -
Le aveva mandate lui. Lo capiva dalla sua
voce, dal riso che vide nei suoi occhi quando li
incontr al disopra della sigaretta che accendeva.
Perch non poteva pensare a qualcosa di
scherzoso da dire?
Mentre si rimetteva l'accendisigari d'oro in tasca
guard sulla tavola. Gli occhi di Gay seguirono
quello sguardo e il suo cuore ebbe un tuffo:
Jim aveva lasciato l il suo vistoso portasigarette.
- Quando avete cominciato a fumare, signora
Romney? -
Non sorrideva pi.
- Non fumo. Un... un mio amico lo ha dimenticato.
Lo prender e glielo restituir. -
Egli fece scivolare il portasigarette in tasca.
- Supponiamo che ti risparmi il disturbo.
L'ho gi visto. So a chi appartiene. -
Se fosse stata stizzosa avrebbe battuto i piedi
in terra. Era servito a molto far uscire Jim dal
suo appartamento! Brian sapeva ora che era
stato l, e lei si comportava come se fosse stata
sorpresa a rubare.
- Perch perdiamo tempo a parlare di un
vecchio portasigarette quando scoppio dall'impazienza
per l'arrivo di Mac? - protest Gay.
- Che cosa hai dovuto dirgli per indurlo a venire qui?
- Gli ho detto che era uno sciocco a lasciare
a sua moglie l'idea che avrebbe potuto divertirsi
molto, forse pi con un altro uomo, che non con
suo marito.
- Hai dovuto... fare il nome di Louis Dubois?
- Non ce ne  stato bisogno. Il vecchio Mac
non  uno sciocco.  diventato bianco come un
morto e ha detto: A che ora partiamo, Brian?
Ordina delle orchidee per le donne.
- Sono cos felice che piangerei.
- No! Questa deve essere una grande serata,
ricordatelo.
- Non lo far. Ecco il campanello. Deve essere
Mac. Fallo entrare. Mander fuori Jane.
- Aspetta! Non voglio essere qui quando si
incontrano. Dove posso andare?
- Da quella porta. Nella stanza da pranzo! -
mormor Gay, e si precipit in camera.
Jane, con un abito bianco che donava molto
alla sua scura bellezza, si tingeva le labbra davanti
allo specchio. Incontr gli occhi di Gay
nello specchio.
-  venuto quello dei Tempi migliori? Non
occorre chiedertelo. Sei tutta rasserenata, proprio
rasserenata.
- Non sono rasserenata per via del mio cavaliere.
Sono esultante perch ha portata una persona
per te e delle orchidee in quella scatola per
tutte e due. Vuoi tirarle fuori? Sar una bella
serata. Ma io chiacchiero, mentre gli uomini ci
aspettano. Vai fuori e intrattienili mentre mi
faccio bella, - disse Gay aprendo la porta dello
spogliatoio.
- Aspetta. Come si chiamano?
- Si chiamano... -
Lo scroscio dell'acqua della doccia copr il resto
della frase.
Qualche ora dopo, sduta accanto a Brian in
un locale notturno, Gay osservava Mac e Jane
che ballavano in mezzo a un vortice profumato
e ingioiellato di spalle nude, di occhi lucenti,
labbra rosse e sparati bianchi, al ritmo di una
rumba sonata da una orchestra cubana, i cui
componenti con pieghettate camicie di raso e baffi
sottili, cantavano accompagnandosi al suono
delle chitarre.
- Che ha detto Jane quando  entrata nel mio
salotto e ha visto Mac? - chiese rapidamente
Gay per rompere il silenzio che accennava a divenire
teso.
- Si  fermata sulla soglia e ha detto senza
fiato: Mac!. E io sono sparito nel tinello.
- Ora sembra felice, e ogni tanto lo guarda
come se avesse scoperto in lui qualcosa di nuovo
e meraviglioso. Non ho mai visto Mac cos bello.
Sembra Sam. Sembra che la sua faccia abbia
subito un processo di affinamento. Sono proprio
contenta, tanto contenta, che sia tutto sistemato
tra loro!
- Da questo giudico che non vi piacciono i
matrimoni andati male, signora Romney. Perch
hai adoprato tanto talento per ottenere che il
matrimonio di Jane non andasse male, mentre
invece...? -
Jane sedette nella sedia accanto a lui. Era
raggiante.
-  stato un vero incanto, Mac.  un delitto
che un uomo che balla come te non ami il
ballo.
- Far un patto con te, Jane, - disse lui
gravemente. - Ama i miei cani e i miei cavalli
e io amer le cose che piacciono a te. Che ne
dici? - e le tese la mano.
Mentre sua moglie tendeva la mano per incontrare
la sua, egli soggiunse:
- Jane e io torneremo a casa vostra per prendere
i bagagli, Gay, poi andremo a stare per
una settimana al Ritz, per goderci la citt.
- Mac! Davvero? - Gli occhi di sua moglie
erano simili a stelle piene di splendore. - Se 
vero, io... io...
- Non fare promesse, Jane. Questo non  un
commercio.  una riunione di piacere. Brian,
sar meglio che tu resti qui e che si faccia un
quartetto.
- Con Eddie Dobson sul sentiero di guerra?
Torno l stasera, o meglio stamani. Balli,
Gay? -
Lo straniero ed elegante direttore del locale
tocc la spalla di Mac.
- Una telefonata per voi, signor Romney. Era
cos urgente che vi ho portato l'imbasciata, signore. -
Mac prese il foglietto di carta e ridendo spieg:
-  il tempo in cui la cavalla del premio, signora
Micawber, deve partorire. Dopo che Brian
ha prenotato il posto ho detto a Willie Watts, il
mio capo stalliere, dove avrei cenato, la rivista
a cui saremmo andati e poi il locale notturno.
Ho lasciato qui all'ingresso il numero del nostro
tavolo. Se il lieto evento andava bene, doveva
mettersi in contatto telefonico con me. Ho
investito un mucchio di denaro in quella cavalla. -
Il colore spar dalla sua faccia mentre leggeva
il messaggio. Gay gli afferr un braccio e Jane
l'altro.
- Che c'? Che cosa  successo? - mormorarono.
- Si tratta del maggiore Bill. Gli hanno sparato. -
 
Capitolo 13.

Anche se fosse vissuta fino all'et di centoventi
anni, la lunghezza della vita con la quale
gli scienziati hanno sostituito i biblici settanta
anni, non avrebbe mai dimenticato quella notte,
pensava Gay mentre l'automobile di Brian correva
verso Rosewynne sotto un cielo immenso
cosparso di stelle che tremolavano come brillanti
al collo di una bella donna.
Il tempo e la strada correvano via e nessuno
si curava del freddo, nessuno parlava eccettuato
quando Mac o Brian dicevano:
- Chi pu avergli sparato? Il maggiore Bill
non ha un nemico al mondo. Perch non sono
andati a chiamare Sam? Forse lo hanno gi
chiamato... -
Finalmente Rosewynne! Brian afferr la mano
di Gay e la guid in fretta, fino all'ingresso scarsamente
illuminato. Mac e Jane seguirono in
punta di piedi. Brian pigi un pulsante e riemp
la stanza di luce.
Sampson, che sonnecchiava in una grande poltrona
dorata, si alz con uno sbadiglio e impugn
una pistola carica.
- State fermi... o... o... Per l'amor del cielo,
perch siete tornati a casa, voi giovani? -
Brian afferr la pistola.
- Lascia andare, Sampson. Dove  il maggiore
Bill? ... ...
- Sano come un pesce! - assicur una voce
dalle scale.
William Romney era a met scale. I suoi capelli
bianchi erano tenuti stretti da una lunga
striscia di cerotto; un'altra striscia era sulla
sua gota e un'altra sul collo, sotto un oreccchio.
La manica sinistra della vestaglia di broccato
rosso era stata tagliata per far passare un braccio,
legato al collo da un fazzoletto. Era pallido
ma sorrideva ai quattro che gli corsero precipitosamente
incontro.
- Che fate qui? Pensavo che foste a New
York a gozzovigliare. -
Mac mand un suono che era una via di mezzo
tra un singulto e un grugnito. Brian gir il collo
nel colletto della camicia come per sciogliere la
tensione della sua gola.
- Che  successo, maggiore Bill? Chi ti ha
sparato?
- Calma, ragazzo mio. Di dove tiri fuori
l'idea folle che mi abbiano sparato? Ieri sera
non potevo addormentarmi, perci andai nella
tua biblioteca per prendere uno di quei libri
gialli che mi avevi raccomandati. Dopo averlo
scelto mi misi a guardare le stelle, sperando e
pregando che tutto andasse bene ai miei giovani,
quando qualcosa arriv attraverso la finestra e
mi colp alla testa. I pezzetti di vetro schizzarono
e mi ferirono pi o meno come puoi vedere.
Ebbi abbastanza fiato per chiamare Sampson.
Quando mi trov, ero rannicchiato in terra accanto
a un grosso sasso. Fu avvisato Sam; telefon
al medico, che arriv subito e mi chiese, col
modo faceto comune ai medici, se avevo fatto un
duello con i rasoi. Mi fece annusare qualcosa, mi
dette qualche punto, mi fasci, ed eccomi qui, in
gamba e pronto a riprendere le mie abitudini.
Che ne pensi di una prima colazione di uova e
carnesecca, Gay? -
Aveva parlato tutto di un fiato e i suoi occhi
erano stranamente lucenti. Un colore febbrile gli
aveva tolto il pallore.
- Niente carnesecca e niente uova. Devi andare
a letto, maggiore Bill, - annunzi Brian.
- Forse sono stato ambizioso. Il taglio sul
polso per poco non mi ha recisa una arteria.
 meglio che tu vada al secondo piano della
torre, Brian, se qui in giro c' un pazzo che ha
la mania di tirare dei sassi. Come mai siete venuti
a casa stasera, voi quattro? Sampson, hai
telefonato dopo che ti ho detto di non far parola
del... beh, chiamiamolo incidente?
- No signore, no signore, no, maggiore William.
Ho telefonato al signor Sam. Come potevo
telefonare al signor Brian e al signor Mac: non
sapevo dove erano!
- Non ti preoccupare di come lo abbiamo saputo;
siamo qui per metterti a letto,  questo
che conta. Dove  Sam?
- Nella tua camera. Eccolo, - disse debolmente
William Romney mentre Sam apriva la
porta della torre.
Teneva teneramente qualcosa avvolto in un
fazzoletto bianco mentre scendeva le scale.
- Sono le scale che girano, o... - William
Romney si accasci sulla ringhiera.
- Mac! Sam! Presto! - grid Brian.
I nipoti afferrarono il Maggiore mentre i ginocchi
gli si piegavano.
Due settimane dopo mentre nel tardo pomeriggio
guidava l'automobile lungo la strada del
paese, attraverso l'aria chiara e gelata, Gay riviveva
quegli attimi di tensione trascorsi nell'ingresso.
Press la guancia contro la testa lanuginosa
del barboncino nero che le sedeva accanto
con aristocratica dignit.
- Siamo felici che le ferite del maggiore Bill
siano guarite cos alla svelta e che sia di nuovo
in piedi. Siamo davvero molto felici, non  vero,
Signora Fezziwig? -
Il cane la guard con un sorriso intelligente
e comprensivo, e cerc di leccarle la guancia.
Con maestria Gay evit la ruvida lingua rosea.
- Sei un tesoro, ma questo non mi piace. Ti
dico che sei stata un vero conforto in queste ultime
due settimane. Tra la zia Cass che con i
suoi rimedi faceva quasi uscire di cervello l'ammalato,
i Romney che si alternavano in grande
ansiet presso lo zio, e una tacita caccia all'uomo
che aveva gettato la pietra, sarei proprio scoppiata
se non avessi avuto te con cui parlare. -
Gay rifletteva che sebbene Sam fosse arrivato
presto dal Maggiore, era una fortuna che il presente
spasimante di Lena fosse lo stalliere di
Dingley Dell. Quando Sampson aveva freneticamente
chiamata la cameriera, ella aveva presunto,
vedendo il sangue che colava dal viso del
Maggiore, che gli avessero sparato e aveva telefonato
a Willie Watts di dire a Mac di accorrere
subito. Era una fortuna che l'uomo sapesse dove
si trovava il suo padrone in citt, altrimenti
avrebbero avuto la notizia del ferimento del Maggiore,
solo dopo alcune ore.
Attualmente Mac manteneva la sua promessa
di stare a New York per una settimana con Jane,
soggiorno che era stato rimandato quando erano
stati informati di quello che lo zio chiamava il
mio incidente.
Le lampade delle strade si accesero. Quando
era venuta via di casa era pieno giorno e intendeva
tornare prima di buio, perci non aveva
pensato a portare con s Tim. Comunque era una
assurda precauzione. Era ora che Brian capisse
che non aveva bisogno di una scorta tutte le volte
che usciva.
Il sole che tramontava mandava dei lunghi
raggi frastagliati e rossi che divenivano violetti
toccando l'azzurro del cielo. Il bagliore accendeva
le cime degli alberi e dava loro una bellezza
ultraterrena. Una chiazza dorata tagli il cielo,
come lo squarcio in un sipario da palcoscenico
attraverso il quale gli attori guardano il pubblico
che arriva.
Da qualche casa lungo la strada veniva la voce
della radio; un uomo cantava: Sulla strada
per Mandalay, dove giuocano i pesci volanti. Il
fumo usciva a spirali dai camini e c'era nell'aria
il buon odore della legna che bruciava e quello
appetitoso della carne al fuoco.
Il barboncino fiut, piagnucol, agit il ciuffo
della coda, e appoggi la zampa sulla mano inguantata
che teneva il volante con l'intenzione
di ricordare qualcosa.
- Fame, Signora Fezziwig? - chiese Gay.
- Lasceremo le caramelle di menta a Mamma Bascom,
poi faremo una capatina a vedere i gemelli,
chiederemo di Lucy e Sam e correremo
verso casa e verso la tua cena. Eccoci. Star
meno di un minuto. Vieni? -
Mentre stava per scendere dalla automobile
una voce grossa la salut:
- Oh, guarda chi c'! Bene. Cos non dovr
cercare chi mi porta a casa. Verr con te. -
Louis Dubois! Aveva bevuto. Il cuore di Gay
affrett i suoi battiti e la fece sussultare. Lo
guard diritto negli occhi e scopr una nota di
trionfo dietro il loro sorriso. Questo la rafforz
e le fece scuotere la testa.
- Sbagli, Louis. Non vado in direzione di
casa tua, per il momento. Quando avr finito qui
andr da Sam a trovare i gemelli.
- Questo ti porter verso casa mia. Aspetter. -
Gay sfil dal cruscotto le chiavi della automobile
e le mise nella borsa.
- No. Non ti accompagno a casa, Louis. Per
dirti la verit, non mi interessa la tua compagnia. -
Egli le afferr il polso. Nella scarsa luce la sua
faccia era di un bianco verdastro.
- Non ti interessa la mia compagnia? Sono
pazzo di te. Io... -
Gay liber il polso dalla stretta.
- Non usare con me i modi da uomo delle caverne,
Louis. Non vuoi capire che non ti posso
sopportare? Non puoi renderti conto che se tu
non facessi parte della famiglia non ti parlerei
pi? -
La rabbia accese delle fiamme rosse negli occhi
di lui.
- Dunque non mi parleresti pi! - ripet
aspramente, e avvicin la testa a quella di lei. -
Ti dico questo: farai pi che parlare con me.
Prima che la faccenda sia finita farai tutto quello
che vorr -
Il riso di Gay era il trionfo della volont sulla
paura.
- Louis, hai sbagliato vocazione. La tua risposta
minacciosa farebbe la felicit di un regista
cinematografico. Arrivederci. Vieni, Fezz. -
Il cuore le martellava mentre correva sul sentiero
selciato, con il barboncino nero alle calcagna.
Riprese fiato quando sent un suono di passi
sulla ghiaia svanire allontanandosi, e trasse un
respiro. Louis se ne era andato.
La signora Dobson le dette un festoso benvenuto
quando apr la porta in risposta alla sua
sonata. Il barboncino segu composto la padrona
mentre entrava nella stanza dove in un allegro
camino il fuoco crepitava e risplendeva; la vecchia
con la cuffietta bianca vi era vicina, rannicchiata
in una poltrona a rotelle.
- Venite vicino al fuoco, signora Gay. Come
mai, venite a trovarci in una sera fredda come
questa! Dove  il vostro bel colorito? Siete pallida.
Vi siete raffreddata in automobile? Lasciate
che vi levi la pelliccia. Se la tenete addosso non
vi parr di averla quando uscite. - Appoggi
accuratamente su una sedia l'elegante mantello
di leopardo. - C' la signora Gay che  venuta
a trovarti, mamma, e guarda che cosa ha portato
con s!  uno di quegli strani cagnolini
che alleva il signor Mac. Sono stranieri, vero,
signora?
- Proprio stranieri. Sono di altri tempi. Furono
introdotti in Europa prima dell'era cristiana.
I Romani li tosarono per primi. Come
state oggi, signora Bascom?
- Allegra come al solito. -
C'era una ansiosa domanda nei vecchi occhi
acuti che sbirciavano Gay di sotto le increspature
della cuffia. Ella rispose appoggiando una
scatola bianca sul grembo ricoperto dallo scialle:
- Eccole.
- Come sta il maggiore Romney? - chiese ansiosamente
la signora Dobson mentre apriva la
scatola e faceva scivolare una menta tra le labbra
della madre. - Guarda come  carino quel
cane! Vedi, mamma, alza le zampe per chiedere.
Devo dargli un candito?
- Beh, uno solo! - acconsent brontolando
la vecchia.
- Hai avuto il tuo candito, ora vieni qui e
stai a cuccia, - ordin Gay mentre la Signora
Fezziwig si avvicinava alla poltrona a rotelle e
appoggiava una zampa invitante sul grembo di
mamma Bascom.
- La bestiola ragiona bene, meglio ancora di
alcuni bambini, - borbott la vecchia mentre il
barboncino si sdraiava per terra vicino a Gay.
-  stata allevata in un canile, ma ha sviluppato
dei gusti di lusso da quando  venuta a Rosewynne,
non  vero, Fezz? - domand Gay al
cane che mugol in risposta. - Devo fare una
lotta continua per tenerla fuori del mio letto.
Cerco di non viziarla, ma viene la tentazione di
farlo:  tanto cara.
- Che ha il maggiore Romney? Lisa non mi
aveva detto che era malato, - disse la signora
Bascom con una voce che l'et rendeva stridula.
- Via, mamma! - protest la figlia pazientemente,
mentre Gay pensava alla risposta da dare.
La famiglia aveva deciso che il motivo della
assenza del maggiore Bill dagli uffici dell'azienda
non doveva essere reso noto, se era umanamente
possibile impedire che si propalasse.
- Che cosa avete detto che ha il maggiore
Romney? - insist la signora Bascom. -  una
brava persona. Ho lavorato per suo padre alla
fabbrica. Non sta mica morendo, vero? Solo Lisa
sarebbe capace di non dirmelo!
- Morendo direi di no, - rispose allegramente
Gay. -  strano, che una semplice influenza
possa abbattere un uomo forte come lui,
non  vero? Il signor Sam Romney, sua moglie
e la istitutrice dei bambini l'hanno presa
tutti. -
Un ragazzo dai capelli rossi, con il viso lentigginoso
spalanc la porta della cucina.
- Ehi, mamma! Eddie  uscito ora dal garage.
Ha detto di dirti che non sar a casa per
la cena. Dice che  tanto freddo che pattineranno.
Mi ha detto di portare... -
Si ferm, con l'imbarazzo che gli legava la
lingua, quando vide Gay. Si lev il cappello e
strisci i piedi. Un insieme di ammirazione e
paura apparve nei suoi occhi verdi mentre guardava
il barboncino nero che imitava il brontolio
di un tuono distante.
- Joey, vieni dentro come una persona educata
e parla alla bella signora Gay, - incit la
signora Dobson.
Il ragazzo allontan la testa dalle tenere mani
arrossate dal lavoro che gli lisciavano i capelli
arruffati.
- Lasciami stare, - protest imbronciato.
- Via, mamma, smetti di trattarmi come se fossi
un bambino! Eddie dice che sono abbastanza
grande e forte per staccarmi dalle tue gonnelle e
fare da me. Dice che se faccio quello che vuole
lui forse mi lascer entrare nel suo Circolo. Eddie
 un giovanotto in gamba. -
I suoi occhi risplendevano per l'ammirazione.
- Maledetto Eddie e il suo Circolo! - La signora
Dobson stava per piangere. - Lui... -
Gay non ud il resto della frase. Eddie e il
suo Circolo! In un lampo la stanza si trasform
in un sentiero oscuro del bosco dove un tamburo
batteva misteriosamente e alcune luci si
movevano.
Un istante dopo si trov di nuovo nella stanza
dei Dobson. Tremava.
So esattamente cosa sentiva Alice nel Paese
delle Meraviglie quando cadde nella tana del coniglio.
Il mio corpo  qui, ma il mio vero io ha
lasciato la stanza per qualche secondo... Louis
era qui per incontrarsi con Eddie? continuava
a pensare.
La signora Dobson arringava il figlio pi giovane.
Nella sua eccitazione parlava con l'accento
della sua giovent.
- Dammi retta, Joey: devi smettere di fare
quegli sciocchi discorsi sui Circoli; non sei abbastanza
grande per star lontano da me. Hai
ancora bisogno che la tua mamma ti rincalzi a
letto la sera! Tuo fratello  fuori strada, e la
sconter; tu, bada... tu sei un ragazzo, e non
entrerai in nessun Circolo, perch all'occorrenza
te lo impedir io a forza di scapaccioni. Non ti
vergogni di fare questa confusione quando abbiamo
visite. Guarda il cane che sta a sedere e ti
guarda come se tu fossi uno strano animale che
non ha mai visto prima. Ora vattene e prepara la
tavola per la cena e non parlarmi pi di sciocchezze
e di Circoli. -
Il ragazzo si precipit fuori della stanza e
sbatt la porta dietro a s con una forza che fece
scuotere la casa. La madre si pass la mano sugli
occhi, improvvisamente pieni di lacrime.
- I figliuoli sono un grosso problema, signora, -
disse tristemente. - Le ragazze della
fabbrica rovinano Eddie, lo seguono se muove
un dito, non c' nessun attore del cinema che
piaccia loro tanto quanto Eddie e dicono che
se il signor Brian non lo riprende e non lo fa
sorvegliante se ne andranno via tutte, e qualcuno
dei loro uomini verr via con loro. E poi
c' Joey; era un ragazzo tanto buono, e ora non
gli si pu dire niente. Spero gli perdonerete le
sue cattive maniere, signora Gay.
- Joey torner in se stesso, signora Dobson,
- incoraggi Gay. - Non pu farne a meno, con
una brava mamma come voi.
- Joey  viziato, - dichiar la vecchia voce
stridula dalla poltrona a rotelle.
- Come, mamma, credevo che tu dormissi!
- Dormissi! Come si fa a dormire quando tu
e Joey litigate? Per favore presentate i miei rispetti
al maggiore Romney, signora Gay, e ditegli che spero possa
presto sentirsi bene e giovane come me. -
I suoi occhi neri ammiccarono e le sue esili
spalle ricurve si scossero con un allegro apprezzamento
del suo scherzo.
- Glielo dir, signora Bascom. Sar contento
di sapere che avete pensato a lui. Arrivederci.
Che cosa volete invece delle caramelle di menta,
la prossima volta che torner?
- No, grazie, mi piacciono. Mi riscaldano lo
stomaco. Lisa, non fermarti a parlare sull'uscio.
Fai raffreddare la stanza. -
Gay cammin in punta di piedi sul sentiero
selciato fino all'automobile con la stessa cautela
che avrebbe avuto se avesse camminato sulle
uova. Se per caso si fosse sbagliata? Se quei
passi che si allontanavano non fossero stati di
Louis? Se fosse stato l ad aspettarla? Cosa
avrebbe fatto?
I suoi occhi cercarono di vedere nel buio mentre
spingeva, il cane nella automobile, infilava la
chiave del motore e metteva in moto. Fino a che
non fu sulla strada principale non tir un respiro
di sollievo. Strofin la gota contro il freddo
e umido naso del cane.
- Pare che abbiamo liquidato Louis, Signora
Fezziwig! Non avrebbe perso la testa se non
avesse bevuto molto. Uh! Era terribile. -
Louis prendeva sempre pi l'abitudine di bere,
pensava; Brian invece aveva smesso completamente. Subito dopo
il suo ritorno a Rosewynne
era rimasta sorpresa vedendolo rifiutare ogni
tipo di liquore, ma ne era stata contenta, profondamente
contenta. Non che lo avesse mai visto
alterato, ma beveva troppo.
Scacci quel pensiero mentre guidava attraverso
un paesaggio gelato tinto ancora dal color
rosa di uno splendido tramonto, e pens invece
allo sguardo confuso della signora Dobson mentre
si scusava per il figlio e si chiese se l'amore
dei genitori non riusciva a bilanciare il dolore, e
l'ansiet causati anche dal migliore dei figliuoli.
Mamma Bascom si irritava contro la figlia, ma
cosa avrebbe fatto senza di lei? La signora Dobson
si tormentava per Eddie ma, anche con gli
occhi pieni di lacrime, la sua voce aveva avuta
una nota di orgoglio mentre parlava della popolarit
del figlio.
L'amore e l'orgoglio della madre per il figlio
nasce con il figlio, non  vero? Pu fluire e defluire
come la marea, alzarsi in grandi ondate di
emozione, ritrarsi fino al punto che sembra che
non ve ne sia pi traccia; ma, come la marea,
torna sempre indietro.
Brigida, la cameriera di Sam Romney, apr la
porta.
- Oh, signora Gay! Sono contenta che siate
venuta! Il signore e la signora hanno l'influenza,
la signorina Wickes  a letto, e due infermiere
dell'ospedale sono qui, e...
- Lo so, Brigida. Dove sono i bambini?
- Sono a cena nella loro stanza. -
I gemelli, gaiamente vestiti con il pigiama e
l'accappatoio di colore acceso a strisce vivaci,
appollaiati sulle loro sedie alla tavola bassa
nella loro stanza dei giuochi, si precipitarono incontro
a Gay quando questa comparve.
- Sei venuta a giocare con noi? - chiese
Billy.
-  venuto anche Brian? - domand Sorellina
con la sua voce ansiosa che, quantunque Gay
sapesse che era la pi birichina dei due, le faceva
sempre venire in mente un angelo addolorato,
ammesso che esistano angeli addolorati.
Seduta sul divano abbracci una per parte le
due figurette.
- Brian non c', Sorellina, ma ho una idea
veramente grandiosa. Supponiamo che venga domani
a prendervi e vi porti a Rosewynne per
stare con me fino a che pap e mamma non siano
guariti? Il maggiore Bill ha degli ospiti a cena
stasera, altrimenti vi porterei ora via con me.
Vi piacerebbe?
- Mi lascerai giocare con la Signora Fezziwig? -
chiese astutamente Billy prima di compromettersi.
- Dove  ora?
- Bada all'automobile mentre io sono qui.
- Mi culler Brian? - chiese con cautela
Sorellina.
L'entusiasmo di Gay per il progetto si era leggermente
raffreddato.
- Ci divertiremo moltissimo, - rispose evasivamente.
- Andremo in automobile e ci divertiremo
moltissimo nella stanza dei giuochi e giocheremo
a tamburello nel cortile e...
- Mangeremo il gelato tutti i giorni?
- S, Billy, e, se lo dico io,  vero; abbiamo
dei gelati squisiti dal maggiore Bill. -
Il bambino strofin i riccioli biondi contro la
sua manica.
- Va bene. Veniamo. Vero, Sorellina? - le
strizz ambedue gli occhi. - Ricordi che cosa
dicesti ti sarebbe piaciuto fare l'ultima volta che
siamo andati dallo zio Maggiore?
- Oo... o... o! Billy! Posso? -
Una espressione di beatitudine illumin il visino
della bambina.
- Certo.
- Va bene. Verr. -
Quale speciale marachella stavano meditando
i gemelli? Gay se lo chiedeva, mentre diceva approvando:
-  bellissimo. Parler con la mamma e la
persuader a dire di s al nostro progetto.  meglio
che prepariate i balocchi che volete portarvi
dietro. La Signora Fezziwig e io verremo a prendervi
subito dopo colazione. Buona notte, bambini. -
Dieci minuti dopo, mentre Gay, con il barboncino
nero seduto impettito accanto a lei, guidava
l'automobile sulla strada fiancheggiata da alberi
che portava a Rosewynne, si chiedeva se l'invito
fatto ai gemelli era stato una ispirazione o un
attacco di follia. Non era stato necessario persuadere
Lucy: aveva accolto la proposta con lacrime
che erano per met di debolezza e per met
di gratitudine.
- Sei un tesoro, Gay! - aveva bisbigliato
debolmente. - I ragazzi hanno fatto quasi uscire
di cervello le infermiere, facendo finta di essere
banditi e saltando loro addosso mentre attraversavano
l'ingresso con dei vassoi. Stamani ho sentito
rumore di piatti rotti. Con te sono sempre
degli angeli, e adorano Brian. -
Angeli, ripeteva Gay, mentre guardava la
strada. Non ne sono sicura.
La voce di Billy, quando ha ricordato a Sorellina
quello che avevano ideato di fare la prossima
volta che fossero andati a casa dello zio
Maggiore, le ricord che doveva stare attenta.
- Che marachella pensate che stiano meditando,
Signora Fezziwig? - chiese ad alta voce.
Ma il barboncino era troppo intento a guardare
davanti, per dare segni di aver udito. Si protese
alquanto e spiaccic il naso al parabrezza.
Orribile! Mand un guaito che fece sobbalzare il
cuore di Gay. Che cosa vedeva il cane?
Si pieg in avanti. Che era quella cosa vicina
al pino? Quella cosa enorme da una parte della
strada? Che occhi feroci! Occhi che si movevano!
Ah! Saltava. Saltava orribilmente. Il barboncino
ululava.
Gay volle vincere il panico. Agitava delle ali
mostruose! Era un segnale perch si fermasse?
La paura stava paralizzandola. Brian le aveva
detto di non guidare da sola dopo il tramonto.
Sapeva che c'era in giro quella minaccia? L'automobile
andava innanzi piano. L'avrebbe afferrata
quella creatura?... Era un fantasma? Un
diavolo? Un nemico?
Cerc di frenare la sua fantasia e di dominarsi.
Che cosa doveva fare? Era una situazione che
avrebbe potuto studiare il creatore di Fu Mancini.
Un'ala faceva dei segnali. Il mostro intendeva
di rapirla? Se avesse preso lei avrebbe preso
poi anche altri. Lo avrebbe fermato. L'ala fece di
nuovo e perentoriamente dei segnali. L'essere
strano fece un salto in avanti, nella strada. Ora
non c'era dubbio: voleva lei. Va bene! L'avrebbe.
Ma a caro prezzo.
 
Capitolo 14.

Gay pigi l'acceleratore, gir il volante e slanci
l'auto direttamente verso la forma mostruosa.
- Attenta! Pazza... -
Con questo urlo, la cosa spaventosa si precipit
nei cespugli da un lato della strada. Il mantice
dell'automobile per poco non urt contro
un albero, e con forza frenetica Gay svolt per
rimettersi sulla strada. La cosa aveva la voce di
un uomo! Era dunque qualcosa pi di una minaccia.
Tremava tutta e aveva la gola riarsa.
L'automobile infil impetuosamente il viale di
Rosewynne slittando sulla ghiaia che la frenava.
Ferm con una frenata cos improvvisa che il
cane balz contro lo sportello.
Gay corse su per le scale, entr in casa, attravers
l'ingresso, bisognava avvertire subito il
Maggiore e Brian. La cosa malvagia poteva significare
pericolo anche per loro.
Si precipit nella biblioteca e si ferm. Brian
era vicino al fuoco con le spalle rivolte alla porta.
Bee Ware guardava sopra alla sua spalla. I suoi
occhi incontrarono quelli di Gay. Mise la mano
sul braccio di lui e protest provocante:
- Non baciarmi di nuovo, caro, fino a che non
sarai libero. -
Gay strinse la gola per soffocare un singulto.
Troppo tardi. Brian si volt.
- Gay! Gay! Che c'? -
La sua voce arriv attraverso una nebbia, una
nebbia che avvolgeva la sua mente. Se almeno;
avesse avuto qualcuno a cui aggrapparsi! Se
Jim... Jim...
Un istante dopo una voce selvaggia disse in
tono irato:
- No. Vai via! -
La nebbia si infitt nuovamente, poi si rischiar.
Era nella biblioteca di Rosewynne. Chi
le strofinava le mani? Brian? Brian in ginocchio
accanto alla sedia, con la testa ben delineata
contro la luce del fuoco che era dietro a
lui. Non poteva essere la zia Cass che le teneva
un bicchiere contro le labbra. C'erano delle lacrime
negli occhi di quella donna e zia Cass non
piangeva mai. Era il maggiore William che la
guardava. Si sent riavere.
Liber le mani e respinse il bicchiere. Si sedette
pi impettita. La sua testa era pi leggera
di un pallone, le sembrava che da un momento
all'altro dovesse staccarsi, librarsi nell'aria.
- Se mi dite che mi sono svenuta... - lott
per mantenere la voce ferma - non vi creder.
Non mi sono mai svenuta in vita mia.
- Gay! Che  successo? - domand Brian
con voce rauca.
Ora era in piedi. Si era dimenticata come era
alto. I suoi occhi erano ardenti mentre la guardavano,
e le sue labbra erano pallide.
- Che  successo da farti precipitare in questa
stanza come un ciclone, cara? -
Cara! Gay arricci le sopracciglia. Aveva sentito
quella parola prima che la nebbia la prendesse.
Qualcuno aveva detto caro a un altro nella
biblioteca. Che cosa l'aveva fatta entrare precipitosamente
nella stanza?
Il ricordo le inond la mente come una marea
che la sopraffece. Balz in piedi, spalanc gli occhi
per il terrore e trem.
-  stato...  stato... - balbett.
Brian la prese tra le braccia e disse, con le
labbra contro i capelli di lei:
- Calma, tesoro, calma!... Non parlare.
Aspetta!
- Ora sto bene, vedi? - E lo respinse. -
Non tremo. C'era qualcosa per la strada... qualcosa
di or...ribile.
- Siediti nella mia poltrona prima di continuare,
Gay. Brian, falle bere quella roba nel
bicchiere. -
Solo una persona molto coraggiosa avrebbe potuto
ribellarsi quando William Romney dava un
ordine con quella voce!
- Brian non ha bisogno di usare la tortura:
l'Imperatore parla, la sua schiava obbedisce, -
ammise Gay con una allegria forzata che fece ripiegare
la testa di Brian sulle braccia incrociate
sul camino.
Quando ebbe bevuto fino all'ultima goccia la
bevanda salata del bicchiere, egli le fu di nuovo
davanti con le mani ficcate profondamente nelle
tasche. Lei ebbe una espressione di disgusto.
- Che  quella roba, zia Cass?
- Non te ne occupare, Gabriel: ti calmer i
nervi...
- I nervi. Non dire sciocchezze, zia Cass. Non
sono affatto nervosa. Sono perfettamente calma,
non vedi? -
Tese una mano. Si accigli perch la vide tremare,
e la strinse fortemente sull'altra, in
grembo. Alz lo sguardo verso William Romney.
- Perch mai sto qui a perder tempo quando
mi sono precipitata a casa per raccontarvi quello
che ho visto? - Rigidamente represse un fremito.
- Era... ma la cosa non deve uscire di
famiglia. Non c'era qualcuno, di estraneo, qui,
quando sono entrata? Ho un confuso ricordo.
- C'era la Ware, ma  sgattaiolata fuori di
casa quando sono scesa correndo gi per le scale
in risposta al grido di Brian. Jezebel se ne  andata.
- Cassie Wainwright strinse cupamente le
labbra.
- Ora ricordo tutto. Ti ha detto di non baciarla
di nuovo fino a che non sarai libero, no,
Brian?  molto male fare aspettare la signora.
Bisogna vedere quello che si pu fare per renderti
libero.
- Gay! Tu...
- Un momento, Brian! - William Romney
interruppe l'aspra protesta del nipote. - Ascoltiamo
quello che ha da dirci Gay, quello che le
 successo per la strada. Ora nella stanza non ci
siamo che noi quattro, cara.
- Non sarete che in tre, Gabriel. Me ne vado.
Vieni su appena avrai raccontata la storia. Il
letto  quel che ti occorre. -
Cassie Wainwright lasci la stanza con un fruscio
di taffet.
- Letto?  impazzita! - protest Gay. -
Stasera abbiamo gente a cena.
- Sei sicura di sentirti in grado di fare gli
onori di casa?...
- Ora sei tu a dire delle sciocchezze, maggiore
Bill. Non credere invalida una persona in
perfetta forma e sanissima, solo perch la sua
testa si  annebbiata per un momento. Certo che
potr fare gli onori di casa. Ora state a sentire.
Tornavo a casa dopo essere stata da Sam,
tra parentesi i gemelli verranno domani a farci
visita, quando il barboncino ha cominciato a mugolare.
Ho guardato davanti e ho visto... - con
un certo affanno essa descrisse la strana apparizione
e il grido che aveva emesso quando le
aveva spinto contro l'automobile.
- Era vicina a un alto pino quella forma marrone? -
chiese Brian.
E quando ella annu, aggiunse rapidamente:
- Cerca di dimenticare questo brutto sogno,
cara. Riposati prima di vestirti per la cena. -
Il giorno dopo, durante i brevi intervalli in
cui la sua attenzione non era occupata a divertire
i gemelli, Gay si chiedeva che cosa avevano
pensato il Maggiore e Brian del suo racconto.
Per tutta la sera l'avevano trattata come se fosse
stata un pezzo di vetro soffiato che avrebbe potuto
rompersi in mille pezzi se non era maneggiato
delicatamente. Credevano che avesse avuto
una allucinazione? Brian aveva...
Sempre, a questo punto delle sue riflessioni
scrollava le spalle con sdegno. Povero Brian, che
non poteva baciare la seducente Bee Ware, la
Vedova, fino a che non era libero!
Versava il t per il Maggiore nella biblioteca illuminata
dal fuoco quando quel pensiero si impossess
di nuovo della sua mente. Le vetrate
erano state spalancate e lasciavano vedere il cortile
giallo per le acacie, verde per le palme lucenti
che si ergevano contro i muri rosa e crema,
interrotti da archi e balconi. Di l saliva la musica
dell'acqua che gocciolava nella fontana.
- Non prendo zucchero, Gay. -
Lasci cadere le mollette con un piccolo colpo
e incontr gli occhi divertiti di William Romney.
- Scusa.  un miracolo se mi ricordo che ti
piace il t. Sono ridotta uno straccio. Sono stata
dietro ai gemelli tutto il giorno. Tra le varie cose
che ho fatto, ho ripreso la preziosa palla da baseball
di Brian, quella con la data dell'ultima
partita Harvard-Yale che ha giocata. La facevano
rotolare per le scale perch la Signora Fezziwig
la riprendesse. Poi ho tirato fuori la canina
tutta insaponata dalla vasca del cortile
dove Billy la teneva mentre Sorellina la strofinava.
Ora  sdraiata sul pavimento del mio salottino...
la canina, non Sorellina, stanca morta.
Non mi meraviglio che la signorina Wickes si
torca le mani.
- Ascoltate! La Signora Fezziwig guaisce!
Sembra spaventata. Non sar successo qualcosa
a...? -
La frase le mor sulle labbra quando giunse
nell'ingresso, e si sent agghiacciare. Sorellina in
un abito azzurro pervinca, camminava sulla balaustrata
della galleria con le braccia tese come
se si mantenesse in equilibrio sopra una corda.
Billy, con un vestito dello stesso colore, in ginocchio
in cima alle scale, teneva per il collare
il cane che abbaiava. La sua faccia era tutta
una espressione di delizia mentre osservava la
bambina.
Che devo fare? si chiese Gay. Se mi muovo
posso spaventarla, e allora...
Cerc di frenare i battiti affrettati del suo
cuore. Un rumore da parte sua poteva far sobbalzare
Sorellina e farla piombare gi, sull'impiantito
del vestibolo. Era quasi a met. Un
passo falso...
Si morse le labbra per trattenere un grido di
sorpresa quando una mano le afferr un braccio.
Brian! Era sbiancato come lei. Lo vide misurare
la distanza tra dove la bambina era arrivata e
l'impiantito sotto di lei.
Ebbero l'impressione di rimanere immobili per
delle interminabili ore prima che Sorellina raggiungesse
la balaustrata delle scale, vi si mettesse a cavalcioni e
scivolasse gi. Billy e il barboncino
si precipitarono per le scale sforzandosi
di mantenersi alla pari con lei.
Brian l'afferr quando arriv al pilastrino e la
mise in piedi.
- Sorellina! - si rischiar la voce velata.
- Sorellina, se fai una cosa simile un'altra
volta... -
Ella si mise un dito in bocca e alz gli occhi
azzurri come miosotidi verso di lui. Le labbra le
tremavano.
- Perch non posso, Brian? Non sarei venuta
dallo zio Maggiore se Billy non mi avesse promesso
che avrei potuto camminare sulla balaustrata.
Voglio la mamma. Voglio...
- Non sgridare Sorellina, Brian. A casa lo fa
sempre, - disse Billy in difesa.
- Beh, qui non lo fa, capito? Ora andate al
piano di sopra.
- Voglio la mamma! Io...
- Lena vi ha preparata la cena. - Gay interruppe
il singhiozzo di Sorellina quando la cameriera
attravers la galleria con un vassoio pieno.
- So che la cuoca ha fatto dei dolcini color di
rosa ghiacciati e il gela... -
I gemelli gridarono e corsero su per le scale
con la canina che saltava due gradini alla volta
per poter stare dietro a loro.
- Mah,  andata bene! - Brian si pass le
dita dentro il colletto. - Mi sei sembrata di
pietra quando ti ho vista nell'ingresso, Gay.
- Ero tornata all'et del ghiaccio. Quando ho
sentito la Signora Fezziwig guaire, mi sono precipitata
fuori dalla biblioteca e ho visto Sorellina...
- trem - non sapevo che fare.
- Non far niente  quello che l'ha salvata.
Vieni, abbiamo bisogno di prendere un t per
calmare i nostri nervi.
- Quale  la causa di tutta questa eccitazione?
- domand William Romney quando entrarono
nella stanza.
Gay glielo disse.
- Per me  sempre fonte di meraviglia come
i ragazzi riescano a crescere, - egli disse ridendo.
-  una meraviglia ancora maggiore come i
genitori riescano a sopravvivere. I ginocchi mi si
piegano come se fossero diventati di pappa. -
Zoppicando, Gay si abbandon sulla sedia dietro
alla tavola del t.
William Romney si alz.
- Gay, dai il t a Brian. Sembra che ne abbia
bisogno. Il termometro  calato di tredici
gradi nelle ultime due ore. Questa morsa di
freddo geler lo stagno e potremo organizzare
una delle nostre vecchie riunioni di pattinaggio.
Che c' di nuovo all'azienda, ragazzo mio?
- Niente. Mac  tornato dalla sua gita a New
York che, a giudicare dalla sua descrizione, deve
aver soddisfatto anche la passione di Jane per i
gioielli e l'ermellino. Lui, quando fa una cosa,
la fa bene. Abbiamo camminato per i sentieri
gelati per dare una occhiata al vecchio mulino.
C' venuta l'idea che potremmo adoprarlo come
magazzino visto che Seaverns non ha approvato
il nostro progetto di farci una piscina. -
Gli occhi del Maggiore incontrarono i suoi.
- Capisco. Vieni nel mio studio dopo aver
preso il t e raccontami che cosa avete trovato. -
La calma della grande stanza fu turbata solo
dal suono dei suoi passi che si allontanavano
sulle lastre di marmo dell'ingresso, dagli scoppietti del
fuoco e dal gocciolio dell'acqua nel
cortile.
Da qualche parte della casa veniva la melodia
di una Serenata di Schubert. Un violinista
sonava con sensibilit e arte, con toccante tenerezza
e calore: il maggiore Bill aveva accesa la
radio su una stazione dalla quale trasmettevano
un concerto.
- Nonostante lo spavento per Sorellina, ti sei
rimessa dalla paura provata l'altro giorno? Ti
senti bene, Gay? - chiese ansiosamente Brian.
- Certamente. Non posso capire come mai
svenni in quel modo, entrando in questa stanza.
Ma veramente non persi i sensi. -
Si domand se l'antipatica schermaglia con
Louis avesse contribuito a sconvolgerla. Non
c'era bisogno di raccontarlo a Brian che detestava
abbastanza il cugino acquistato anche senza
aggiungere questo altro fatto.
- Se non li perdesti veramente, ne desti una
cos perfetta imitazione, che ci spavent tanto
da invecchiarci tutti di un anno.
- Hai scoperto che cosa... era quella cosa orribile?
- Il ricordo ridusse la sua voce a un
bisbiglio incerto.
- Non ancora. Vuoi cercare di dimenticartene?
- Non ci ho pensato molto, oggi. Mi sono occupata
dei gemelli Romney. Moto perpetuo. Mille
o duemila suoni strani. Quello che hai visto nell'ingresso
 stato il colmo; ma ci sono state
molte altre prodezze quasi simili a questa. Ora
vado su. I bambini possono essere in pericolo
in questo momento.
- Non mentre sono a cena. Non andare, voglio
parlarti. -
Gay torn a sedersi. Voleva forse spiegare
quel Non baciarmi di nuovo, caro, fino a che
non sarai libero? Va bene, lo avrebbe lasciato
fare. Avrebbe clto l'occasione di dirgli che pi
presto fosse diventato libero pi felice sarebbe
stata. Avrebbe fatto bene a parlare del biglietto
che le aveva mostrato Bee Ware? No. Se lo
avesse fatto sarebbe diventata furibonda, e invece
voleva apparire freddamente ragionevole.
Era profondamente consapevole che la distanza
che li divideva vibrava di elettricit. Come
se fossero stati attratti da una calamita gli occhi
di lei incontrarono quelli di Brian. Non erano
azzurri, ora, ma neri, e trattennero i suoi con
la fermezza che c'era nella loro profondit.
- Riguardo a quella sciocca frase di Bee in
questa stanza, ieri, - cominci. - La trovai qui
quando tornai a casa dalla azienda. Sampson le
aveva detto che saresti tornata a momenti e ti
aspettava. -
Parole, solo parole, pensava Gay.
A voce alta disse:
- E tu le impedisti di annoiarsi troppo mentre
aspettava. Come  emozionante! Non cercare
di spiegare. Come ho gi detto, la tua libert
non verr mai troppo presto per quanto riguarda
me, o lei. Sicura come , deve essere una vera
tensione per lei vivere nel timore di perdere il
suo smeraldo quadrato.
- Che ha a che fare lo smeraldo di Bee Ware
con te... e con me?
- Come se tu non sapessi che scommette il
suo anello che sar la seconda signora Romney!
- La seconda signora Romney! Se non posso
tener la prima, pensi che tenter un'altra volta?
Non ho mai baciato...
- Non pensare che me ne importi. Mentre
aspetti la tua libert puoi baciare tutte le donne
che vuoi e quante volte vuoi.
- Davvero? - La sua risata fece martellare
le pulsazioni nella gola di Gay. - Allora comincer...
- Un uomo! Aiuto! Aiu...to! -
Il grido corse per tutta la casa.


Capitolo 15.

-  Lena! I bambini! I rapitori di bambini! -
disse Gay ansimando, piena di orrore.
Brian afferr l'alare con l'impugnatura di ottone
e corse su per le scale. Lei prese la pala
per il fuoco e lo segu senza fiato e boccheggiante
per la corsa.
- Oh, signora Gay! C' un uomo in camera
vostra! Sono entrata per preparare il letto e...
- Non entrare, Gay! - grid Brian mentre
si precipitava nel salottino.
Il pensiero che colp Gay quando si precipit
nella stanza dei gemelli, fu che era strano che
fossero cos calmi, in quel tumulto, seduti a mangiare,
fermi come due topolini.
Si imbatt in Brian, fermo sulla soglia della
sua camera con gli occhi fissi sul letto. I suoi
occhi seguirono quelli di lui. La coperta di raso
bianco era stata tolta e una testa nera riposava
sul cuscino. I lenzuoli erano rincalzati per bene
intorno alle spalle coperte da un pigiama bianco
a pallini azzurri.
Brian scoppi a ridere e disse tra le risa:
- Guarda! - e agit l'alare. - Osserva... il
bandito! Il rapitore di bambini! Nel mio pigiama
di seta.
- La Signora Fezziwig! - esclam incredula
Gay.
Il barboncino la guard con uno dei suoi occhi
neri mentre lei si piegava sul guanciale; trasse
poi un soffocato respiro di contentezza e scodinzol
sotto le lenzuola. Ella afferr il collare del
cane.
- Finalmente sei riuscita ad andare dove volevi!
Vieni fuori. -
Mentre il barboncino atterrava non troppo
garbatamente sull'impiantito, Brian afferr la
giacca del pigiama.
- E fuori da questo! Svelta! -
Con l'indumento bianco e azzurro in mano entr
nel salottino e apostrof i due bambini.
- Avete messo voi, bambini, la Signora Fezziwig
nel letto di Gay? Avete preso voi questo
pigiama dalla camera? -
I gemelli si alzarono felici.
- Fai il cipiglio come il gigante Fee-Fi-Fo-Fum,
Brian! - grid Billy.
- Ti abbiamo preso in giro, vero, Brian? Abbiamo
preso il pigiama dalla tua stanza prima
che io camminassi sulla balaustrata, non  vero,
Billy? E abbiamo fatto urlare Lena, - balbett
Sorellina.
Con ancora in mano la pala del fuoco, Gay
cadde a sedere su una sedia.
- La fine di una giornata perfetta. Spero che
sia la fine... sebbene abbia il presentimento di
essere troppo ottimista.  meglio che tu vada a
rassicurare il maggiore Bill, Brian. Forse ha sentito
il grido di Lena. -
Egli la guard con occhi inquisitori.
- Vado. Poi riprenderemo la discussione sull'argomento
che trattavamo quando siamo stati
cos rudemente interrotti. -
A mezzanotte Gay pensava a quella discussione
mentre era stesa a letto e guardava la falce della
luna. Nella sua mente stanca strani e sconnessi
pensieri di amore e di dovere si succedevano accendendosi
e spengendosi come intermittenti insegne
luminose.
Non aveva dato a Brian nessuna occasione per
riparlarle. Lui e il maggiore Bill erano andati a
una cena per la Consegna della Coppa al Circolo
del paese, mentre lei e zia Cass avevano mangiato
nella biblioteca, vicino al fuoco. Zia Cass
cenava raramente con la famiglia. Fiocchi di
grano e latte erano la sua usuale dieta serale.
Dopo, aveva fatto il bagno ai gemelli, si era
inginocchiata accanto a loro mentre dicevano le
preghiere e li aveva rincalzati nel letto della
stanza degli ospiti comunicante con la sua per
mezzo di una porta. Prima che i suoi riccioli dorati
avessero toccato il cuscino, Billy si era addormentato;
ma Sorellina, sebbene avesse gli occhi
chiusi dal sonno, aveva mormorato:
- Mamma... -
Santo cielo, aveva pensato Gay sar malinconica,
la piccina!
Ma la bimba era gi nel regno del sonno prima
che lei avesse finito di porsi la domanda.
Si era coricata placidamente. Il sollievo, il
beato sollievo di essere sdraiata! Non aveva ricordo
di essersi sentita cos sfinita neanche dopo
le pi lunghe e pi difficili gare di pattinaggio.
Si sentivano cos le mamme e le bambinaie
quando i bambini erano a letto? Se si sentivano
cos, meritavano delle corone, delle belle corone
scintillanti, tempestate di diamanti.
E questo che cosa era? Si rizz a sedere e
ascolt. Fuori della finestra semiaperta il vento
soffiava tra gli alberi producendo suoni bassi
e cupi come tratti da un violoncello. Ancora!
Guard la porta e accese la luce vicino al letto.
Mise i piedi nudi nei sandali d'argento e si infil
una vestaglia di raso del colore del suo pigiama
di crespo turchese. La sua giornata non
era dunque finita!
Attravers la stanza in punta di piedi. Uno
dei bambini piangeva. Accese la luce e vide Sorellina
seduta sul letto che diceva singhiozzando,
con gli occhi semichiusi:
- Voglio la mamma! -
E ora che devo fare? si chiese Gay mentre
reprimeva un isterico bisogno di ridere del risultato
della sua premura verso i bambini.
Port avanti una sedia e teneramente ricacci
indietro il ciuffo di capelli biondi di Sorellina.
- Su, angelo mio, ora ti culler e ti racconter
una novella, - propose.
- Non voglio che tu mi culli. Voglio la mia
mamma! -
Il suo pianto svegli Billy che sollev le palpebre
gonfie di sonno.
Si unir anche lui al coro? si chiese Gay.
- Che c', Sorellina? - mormor, assonnato;
poi sbadigli e si rizz a sedere.
- Voglio la mamma! -
I grandi occhi azzurri del bambino cercarono
inquieti quelli di Gay. Ella rispose alla domanda
che vi lesse:
- Sai che la mamma  malata. Non pu venire
qui. Di' a Sorellina di fare la brava bambina
e di dormire, Billy.
- Non voglio dormire. Voglio la mamma, -
singhiozz la bambina.
Billy si mise in ginocchio, le si pieg sopra, e
la tocc sulla spalla.
- Non piangere. - I suoi occhi azzurri, ora
aperti e brillanti, si illuminarono per una ispirazione.
- Ti piacerebbe che Brian ti cullasse?
Gay te lo porter. Vero, Gay? -
Ecco, questa  una idea! disse Gay beffardamente
tra s e s, e si prepar a lottare.
Il pianto di Sorellina si spezz.
- Voglio che Brian mi culli e mi racconti
Mamma ca ra, mamma ca ra, - inton singhiozzando.
- Beh, ora non puoi avere Brian che ti culla!
- La esasperazione di Gay era aumentata dal
pensiero di doversi recare a bussare a mezzanotte
alla porta del suo quasi ex marito.
Sorellina si lamentava, singhiozzava... e ricominci
la cantilena.
- Voglio che Brian mi culli. -
Billy le dette dei colpetti sulla spalla e fiss
Gay con increduli occhi azzurri.
- Devi chiamare Brian, Gay. Sam dice sempre
che le ragazze devono avere tutto quello che
vogliono, e Sorellina  una ragazza, non  vero?
- Anche se , non pu avere Brian stanotte,
e basta! -
Gay si rese conto che parlava a denti stretti,
e cerc di dominarsi. Sorrise e tent di persuadere
la piccina:
- Tu e io ci culleremo in questa comoda poltrona,
angelo mio, e ti racconter tante belle
storie. -
La bambina si sdrai di colpo.
- Non voglio delle belle storie. Voglio che
Brian mi culli e mi racconti Mamma ca ra,
mamma ca ra!
- Va bene. Se preferisci stare l a piangere,
fai pure. Buttati gi, Billy. Spengo la luce. -
Gay lasci aperta la porta di comunicazione e
torn nella sua camera. Poteva sentire i singhiozzi
della bambina e Billy che le diceva per
confortarla:
- Gay  una vecchia uggiosa, Sorellina. Non
ci badare. -
Era una vecchia uggiosa a non chiamare
Brian? Se lo chiedeva appassionatamente, Gay,
mentre dalla finestra guardava il cielo cosparso
di stelle, aspettando che i bambini si calmassero.
Poteva vedere le finestre di lui nella torre. Non
c'erano barlumi di luce quella ntte. Che cosa
avrebbe pensato se fosse apparsa alla sua porta?
Che sciocca! Non doveva preoccuparsi di questo...
tanto non ci sarebbe andata! Nemmeno dei
cavalli selvaggi ce l'avrebbero trascinata.
Uno strattone alla manica fece deviare un cumulo
di indesiderabili ricordi.
- Billy, che fai alzato? - chiese.
Gli occhi del bambino erano pieni di preoccupazione
mentre si spettinava i corti riccioli.
- Ho paura, Gay, che se Brian non viene presto,
Sorellina si ammaler. - Inghiott profondamente.
- Mi... mi fa molto male sentirla piangere.
Noi... dobbiamo proprio fare qualcosa. Per
piacere, vuoi fare qualcosa, Gay? -
Gay si mise in ginocchio e con un braccio circond
il bambino. Pensava:
Sei proprio un Romney, piccolo tesoro, tenero
per le donne della tua famiglia. Mi hai
vinta.
A voce alta disse:
- Va bene! Andr a chiamarlo. Torna a letto,
Billy, e di' a Sorellina di smettere di piangere. -
E poi, che faremmo, se non fosse in casa?
Gay si sent sollevata a questo pensiero consolante:
forse Brian non era in casa.
Decideremo  poi  se per caso non ci fosse.
- Svelto a letto, tesoro. -
Aspett fuori della porta della camera dei
bambini fino a che non sent Billy che diceva a
Sorellina di non piangere... che Brian sarebbe
venuto. Poi, con la lampada elettrica in mano,
and all'inizio delle scale e guard la porta della
torre. Sembrava tante miglia pi in basso. Gradino
per gradino scese gi. C'era qualcosa che si
moveva in quell'angolo buio? Il cuore le salt
in gola e puls forte.
Perch doveva essere cos sciocca? Non si era
vantata ieri di non essere nervosa? Ieri! Trem.
Perch gli occhi scintillanti di quella malefica
creatura che aveva visto sulla strada tornavano
a lampeggiarle nella mente quando aveva bisogno
di essere fredda e gaia per cavarsela in una
situazione difficile?
Occhi scintillanti! Si ferm su un gradino e si
aggrapp alla balaustrata. Aveva visto nel vecchio
mulino delle luci che sembravano occhi. La
creatura che aveva cercato di fermarla era venuta
di l? Aveva dovuto occuparsi di tante
cose che non aveva potuto pensare alla connessione
di questi due fatti. Ora erano venuti a riunirsi
come due treni in una collisione. Doveva
dirlo a Brian. Ma non ora. Poteva aspettare finch
non si fosse sistemata l'attuale situazione.
I suoi tacchi risonarono sull'impiantito di pietra
dell'ingresso. Apr la porta della torre e
guard dentro. Esit. Forse Sorellina si era addormentata
e aveva dimenticato che voleva Brian.
Era meglio che tornasse indietro a vedere. No.
Era meglio che andasse avanti. L'angelica Sorellina
poteva fare un'altra scenata e svegliare
tutti in casa. Il maggiore Bill non doveva essere
disturbato, perch, sebbene le ferite fatte dai
vetri rotti si fossero rimarginate, non si era
completamente rimesso dalla scossa nervosa.
Cammin furtiva per il corridoio e si ferm
davanti alla camera di Brian. Alz la mano e la
lasci cadere. Crederlo o no, ma prima che assumesse
di nuovo l'incarico di sorvegliare due
bambini capricciosi, sarebbero trascorsi molti
secoli.
Strinse i denti e buss. Attese, ma non venne
nessuna risposta. Brian non era tornato. Che disastro!
Avrebbe detto...
- Chi ? -
Si legava la cintura della veste rossa che aveva
indossata sopra il pigiama quando si precipit
ad aprire la porta.
- Che  sue... Gay! Gay! -
I suoi occhi passarono da una espressione di
sorpresa a una improvvisa e fiammeggiante intensit:
le fecero salire il sangue dal cuore alla
faccia. Pensava forse, poteva pensare che avrebbe
bussato alla sua porta dopo le parole di Bee
Ware: Non baciarmi di nuovo, caro, fino a che
non sarai libero? Gli avrebbe levato subito una
simile idea.
- Niente  successo, niente! - dichiar furiosamente.
-  a causa di quella tremenda
bambina! Sorellina ha la nostalgia di casa sua.
Piange. Non vuole dormire se tu non la culli e
le racconti Mamma ca-ra, mamma ca-ra! Fa
impazzire! Impaz...zire! -
Perch la voce le si era rotta cos. Almeno se
lui non l'avesse guardata come se fosse un esemplare
al microfono. Perch non parlava?
- Dunque, sei venuta qui per questo? - disse
finalmente. - Per un istante ho pensato... lasciamo
andare i miei pensieri: non ti interesserebbero. Via. -
Chiuse la porta.
- Stai quasi per piangere anche te, vero? -
chiese mentre, uno accanto all'altro, attraversavano
l'ingresso. - Dove dormono i bambini?
- Dormono? Se puoi chiamare dormire quello
che fanno! Sono nella stanza degli ospiti accanto
alla mia. -
Quando arrivarono in cima alle scale, Billy si
precipit avanti e prese la mano di Brian.
- Billy, ti avevo detto di stare a letto, - ricord
aspramente Gay.
- Lo so, Gay, ma non ho potuto. Eri cos
cattiva che non ero sicuro che avresti portato
Brian e andavo a cercarlo da me. Ho dovuto pregarti
e pregarti prima che tu andassi. Se tu non
la culli, Brian, ho paura che Sorellina si ammali
da quanto piange.
- Portami da lei, Billy. Che preziosa popolarit!
Se eri cattiva dovevi essere completamente
fuori di te, Gay. Vai a letto. Bado io ai bambini.
- Il suo volto arross, e i suoi occhi chiari e
ridenti incontrarono quelli di lei. - Che scenetta
familiare, eh? -
Chin la testa e le baci le labbra, teneramente
e rapidamente.
- Buona notte, Mamma ca-ra! Mamma ca-ra!
- E tagli corto alla sua arrabbiata protesta
dicendo: - L'hai chiesto tu. Mi hai detto che
avrei potuto baciare tutte le donne che volevo,
ricordi? -
Prese in collo il bambino.
- Vieni, Billy; tu e io andremo a confortare
una signora in pena. -
 
Capitolo 16.

Fuori dell'edificio della amministrazione della
azienda, il sole e la bufera lottavano con alterna
vittoria. Enormi fiocchi di neve scendevano, pigri
ma persistenti, facendo diventare di marmo
scintillante l'alta cancellata di ferro che racchiudeva
i fabbricati dove il lavoro della Societ
Industriale Romney veniva iniziato e compiuto
e dai quali i prodotti ultimati venivano
portati via. Velavano parzialmente il sole, ne diminuivano
lo splendore e ne offuscavano i raggi
luminosi.
I camini della fabbrica apparivano come snelli
giganti. I tetti delle bianche villette degli operai,
nelle strade che si irradiavano dal recinto, risplendevano.
Il lago riluceva come una grande
lastra di platino che fosse stata negligentemente
lasciata cadere ai piedi delle colline che erano
simili a macchie vaghe e metalliche.
Vinto, il sole scomparve. Un leggero vento faceva
scendere la neve obliquamente tanto da
farla apparire simile a piccoli fogli bianchi in
volo, mormorava alle finestre come voci velate
che bisbigliassero dei segreti, rivestiva di un soffice
manto i furgoni che andavano in su e in gi
per le strade, come dinosauri.
- Sembra che avremo un inverno dei vecchi
tempi, con la neve che comincia a cadere ai
primi di novembre, - osserv Brian Romney
mentre si allontanava dalla finestra del suo ufficio
e guardava lo zio e i cugini.
Il Maggiore batteva pensierosamente la mano
sul bracciolo della poltrona. Mac, con un vestito
di tweed marrone a dadi, pigiava il tabacco nella
pipa. Sam, pallido per le conseguenze del suo recente
attacco di influenza, faceva con il lapis dei
fantastici disegni su un blocchetto di carta, poi
alz gli occhi e disse:
- Beh, Brian, qui  presente tutto il Consiglio
di amministrazione, e pronto ad ascoltarti!
Mi dispiace di aver fatto rimandare il colloquio
di una settimana, ma quella noiosa influenza mi
aveva buttato molto gi; che cosa hai da dire? -
Era passata solo una settimana dalla notte
in cui Gay aveva bussato alla sua porta? si
chiese Brian.
Non era stato neppure un momento solo con
lei per poter riprendere il discorso su Bee Ware
e il suo smeraldo. Era riuscita a evitarlo. E perch
non avrebbe dovuto farlo? Non lo detestava
forse, e amava Jim Seaverns? Distolse i suoi
pensieri da lei e li riport sulla faccenda che occorreva
discutere.
Rispose:
- Eddie Dobson. Sa che sospetto fosse lui a
danneggiare quel macchinario due anni fa, dopo
che consigliai la nostra cameriera, Lena, di stare
lontana da lui. A quanto pare, vuole ripagarmi
rendendo il mio lavoro qui pi difficile possibile.
Cerca di minare la fiducia degli operai, verso il
nuovo padrone.
- Di nuovo Eddie, l'impenitente Don Giovanni
! - grugn Mac. - Che vuole questa volta,
Brian?
- Vuole essere ripreso come sorvegliante invece
che come caporeparto.
- E tu rifiuti di accettare?
- S, Sam.  ora di giungere a una sistemazione
definitiva in questa terra di persone libere
e coraggiose. I nostri dipendenti ammettono di
essere, e di essere sempre stati, soddisfatti delle
paghe, delle ore di lavoro, di tutte le condizioni;
ma il loro grido di battaglia : Vogliamo Eddie!.
Io non voglio Eddie, e, quello che pi
conta, non lo voglio qui.  la face della discordia.
 legato ai peggiori elementi del nostro personale.
Uomini che non amano il lavoro ma solo
la paga giornaliera. Ho scoperto che hanno formato
una societ segreta che si adunava nel vecchio
mulino. Qualcuno deve averli fatti andar
via. Quando Mac e io andammo a fare una perlustrazione
era pulitissimo. Tanto pulito, che era
la prova pi sicura di essere stato usato recentemente. -
Sam sogghign.
- Pu essere solo un giuoco da ragazzi. Vi ricordate
Il Segno del Pollice Insanguinato,
quella societ che facemmo da ragazzi, e le bottiglie
di inchiostro rosso con le quali scrivevamo
le nostre minacce di vendetta?
- Quelli s che erano giorni felici! - disse
Mac ridacchiando.
Brian rise, poi disse in tono serio:
- Questo non  un giuoco da ragazzi. Gli uomini
indossano delle tuniche marroni, hanno
delle maschere di civetta e delle ali che agitano
continuamente. Era...
- Una maschera di civetta? Hai detto civetta? -
Sam aveva smesso di ridere.
- S. Supponiamo che sia uno di loro che ha
cercato di fermare Gay. Torneremo su questo argomento
dopo aver finito di parlare della richiesta
di Eddie Dobson.  una minaccia per le operaie...
- E come gli cascano ai piedi!... - intercal
Mac.
- A tal punto, che se non verr riassunto con
pieno potere di trattare tutte le future questioni
con noi, loro e i loro parenti di sesso maschile,
sciopereranno; e questo vuol dire il cinquanta
per cento, forse anche pi dei nostri operai.
Verr qui tra pochi minuti a darci questo ultimatum.
Non  pi un dipendente e non ha diritto
di trattare, ma ho pensato che se non si
fosse ascoltato avrebbe serbato rancore anche per
il nostro rifiuto.  un agitatore. Sospetto che mi
detesti oltre la cautela, la paura e la ragionevolezza.
 per questo che ho riunito il Consiglio.
- Su che cosa vuoi che dia il suo parere, il
Consiglio? - chiese Sam.
- Domanda. Permetteremo a un uomo scontento,
che non  pi alle nostre dipendenze, di
regolare i nostri affari a suo piacere, di cagionarci perdite
di denaro, di portare la tragedia e
la povert nelle famiglie dei nostri operai, solo
per fare a modo suo? Ho interrogato il nostro
consigliere legale perch ci desse il suo parere
sui nostri diritti in questa faccenda. - Prese un
foglio di carta. - Eccolo!
- Puoi spiegarcelo senza una quantit di confusionari
con ci... d'ora in poi, eccezione...
conformemente e tutto la loro serie di cugini?
I termini legali mi danno ai nervi.
- Lo ridurr conciso pi che posso, Mac. Il
nostro avvocato cita una decisione che, ridotta
a parole povere, dice che uno sciopero, fatto
perch un compagno  stato licenziato,  illegale.
Che, mentre un gruppo di uomini pu legalmente
scioperare per migliorare le proprie condizioni,
il rifiuto di mantenere l'assunzione di uno di loro
non  motivo tale da giustificare il loro tentativo
di promuovere uno sciopero.  chiaro?
- S! Io sono del parere che convenga stare
fermi, qualunque cosa avvenga. Quale  il tuo
verdetto, maggiore Bill?
- Sono d'accordo con te, Mac; ma non posso
credere che i nostri operai persistano nel chiedere
la riassunzione di Eddie Dobson. Sono stati
sempre cos fedeli!
- Il microbo dello sciopero  nell'aria, e lo
hanno preso proprio come se fosse stato il microbo
dell'influenza. Eddie vuole innanzi tutto
mettere me in imbarazzo, poi provocare uno sciopero
se non ottiene quello che vuole. Louis Dubois
mise in rilievo questo fatto quando venne
qui per trattare della vendita della azienda.
- Louis Dubois pu andare al diavolo! -
esplose Mac Romney. - Hai deciso quale risposta
darai a Dobson, Brian?
- Primo: mostrare la vera situazione ai nostri
operai e far loro capire che se la maggioranza
di loro sciopera, attualmente, nell'azienda,
c' tanto poco capitale e tante poche ordinazioni
in corso che possiamo benissimo smettere e chiudere.
E se lo faremo, sar per un periodo indefinito.
Significher disdire le ordinazioni e causare
perdita e sofferenza a molte famiglie; ma...
sta a loro fermare Eddie e il suo seguito, no?
Significher una perdita di denaro anche per
tutti noi. Ma per fortuna la propriet della
azienda  tutta nelle mani della famiglia e non
dovremo dare i dividendi agli azionisti.  una
decisione grave, ma credo che sia l'unico mezzo
per salvare il paziente, se potremo realizzare il
nostro piano. Che ne dici, Mac?
- Una diminuzione dei dividendi sar una
cosa spiacevole. Ho iniziato una nuova stalla,
ma posso sopportarne la spesa, - disse ridacchiando.
- Jane ha avuto il suo soggiorno a
New York proprio in tempo e, perbacco,  stata
proprio una forte spesa!
- E tu, Sam? -
Sam Romney allontan il pensiero che gli
aveva fatto corrugare la fronte.
- Sono con Mac, Brian. Se gli operai avessero
un vero motivo di lagnanza, direi di cedere; ma
se, avendo la legge dalla nostra parte, Dobson
riuscisse a piegarci questa volta, ne prenderebbe
l'abitudine e non saremmo mai sicuri. Gli scioperi
sembra siano diventati una parte essenziale
nella vita industriale moderna. Sono pienamente
deciso ad andare in fondo alla cosa. -
La porta dell'ufficio fu spalancata. Susan Dubois
apparve sulla soglia. Il verde vivace del suo
vestito e del suo cappello irrit i centri nervosi
di Brian. Il colore intensificava i riflessi rossi
dei suoi capelli, la sfrontatezza maschile dei suoi
lineamenti, la ruvidezza della sua pelle e la dura
e smeraldina lucentezza dei suoi occhi. Con aria
di sfida guard i quattro uomini che si erano
voltati a guardarla.
- Smetti di fissarmi, Brian, come se fossi
una apparizione affatto gradita.
- Ti fissavo? Mi chiedevo che cosa ti ha fatto
entrare in quel modo cos aggressivo e minaccioso.
Sbagli nel giudicare la mia reazione alla
tua venuta, Susan. Hai forse con la tua bellezza
ipnotizzato tutti in ufficio, per potere entrare qui
senza essere annunziata?
- Suppongo che tu sia fiero della tua
facezia sulla mia bellezza. Quella minaccia bionda
che chiami segretaria, mi ha detto che avevate
un colloquio. Credeva forse di potermi impedire
di entrare in un ufficio dell'azienda della
mia famiglia? L'ho delusa.
- Per l'amore del cielo, Susan, urla meno!
- Hai degli orecchi troppo sensibili, Mac. Sarai
fortunato se non ti toccher mai ad ascoltare
cose pi spiacevoli della mia voce. Se un vecchio
scapolone sposa una ragazza molto pi giovane...
- una scrollata di spalle sostitu la conclusione
della frase.
Il colorito gi rosso di Mac si accentu. Brian
trasse un rabbioso respiro. Prima di poter parlare
Sam rise, e ammise:
- Susan, ragazza mia, guardo con ammirazione
il tuo volto che esprime una forte apprensione.
Sei una esperta nell'arte di far capire
quello che pensi senza formulare parola. Quale 
il trucco? Illumina un autore tormentato. Se potessi
riprodurre fedelmente il tuo talento in un
racconto mi assicurerei la fama. -
La faccia di Susan Dubois si accese di un rosso
intenso che non le si addiceva.
- Voi Romney! - disse sogghignando. -
Lucy aveva ragione, pur essendo troppo ignorante
per sapere l'origine della frase, quando
disse: Uno per Tutti, Tutti per Uno!. Giusto
o no, voi quattro siete sempre d'accordo.
- Anche tu sei una Romney, - le ricord
gravemente il Maggiore.
- Se anche lo sono, vengo mai consultata sugli
affari di famiglia? Ho il genio del nonno
Romney per gli affari. Potrei fare andare avanti
questa impresa con una mano sola. Perch mio
marito non  presente a questo colloquio a rappresentare
i miei interessi nella azienda?
- Non vi hai alcun interesse, Susan. Rinunziasti ai tuoi
diritti quando vendesti a me la tua
parte, - le ricord aspramente William Romney.
- Fu a questo scopo che comprasti le mie
azioni, maggiore Bill? Mi avete messa fuori affinch
n io n Louis si potesse aver nulla da dire
sugli affari? Ti sei approfittato di una donna
inesperta.
- Per carit! Di dove tiri fuori quell'inesperta?
Sei nata con la tabella del mercato
della borsa in mano! -
Mac inghiott una risata quando incontr gli
occhi ammonitori dello zio.
- Susan, ti vergognerai di questa accusa
quando sarai a casa, ci ripenserai, e ti ricorderai
che mi chiedesti di liquidarti un anno fa. Perch
sei venuta qui stamani? Ti ha mandata
Louis? -
L'aspro tono di William Romney calm notevolmente
l'eccitazione di Susan Dubois. C'era un
accenno di paura nei suoi occhi; suo zio non era
soltanto una potenza nel mondo degli affari, ma
aveva un ingente patrimonio privato che una
volta o l'altra sarebbe stato diviso. Rispose con
aria mite... per lei:
- Louis non sa che sono qui. Ero andata nel
tuo ufficio, maggiore Bill, per chiederti se non
volevi modificare il programma della festa sul
ghiaccio della prossima settimana e farla a pagamento
pr ospedale. Mi hanno detto che eri
con Brian, perci sono venuta qui. Mi propongo
di chiedere a Gabriel e a Jim Seaverns di pattinare
insieme... e sono sicura che aderiranno alla
mia richiesta: la preparazione dar loro occasione
di stare insieme senza far nascere delle
chiacchiere, e...
- Susan! -
Un ronzio nel citofono interno interruppe la
furiosa esplosione di Brian. Egli rispose:
- Va bene. Fatelo stare l fino a quando soner. -
Poi apr la porta dell'ufficio.
- Mi dispiace di farti andare via in fretta,
Susan, ma c' qui un uomo che ha un appuntamento
per parlare con noi. Non dobbiamo farlo
aspettare. -
Il riso della signora Dubois non aveva alcuna
traccia di allegria.
- Tutti gentili quando si tratta di affrettare
la partenza dell'ospite che se ne va, vero? Toujours
la politesse. Me ne vado, ma ricordate bene
questo: non ho rinunziato alla mia intenzione di
far diventare mio marito presidente della Societ
Industriale Romney. Ho abbastanza denaro
per comprarla a cancello chiuso. Buon giorno!
- Non so che effetto abbiano avuto su voi i
discorsi della nostra amabile cugina, ma mi sento
come se la mia mente e il mio cuore fossero stati
fatti sanguinare dallo sfregamento di punte di
acciaio, - disse Sam quando la porta si chiuse
dietro a lei.
- Amabile creatura! Ha avuto una frecciata
per tutte le nostre mogli. Come fa una donna a
diventare cos? - chiese Mac.
- Lasciamo andare questo argomento, ragazzi,
- propose William Romney. - Eddie
Dobson  di l che aspetta. Facciamolo venire. -
Brian era dietro la scrivania, il maggiore Romney, Mac e Sam
formarono un semicerchio quando
Dobson entr spavaldamente nella stanza. Si
era vestito bene e sembrava un elegante e giovane
uomo di affari raffigurato in un catalogo
per ordinazioni. Vicino alla porta si ferm e i
suoi occhi sfacciati e litigiosi rimpiccolirono.
- Vi avevo detto che volevo parlare con voi,
signor Brian, e con nessun altro. -
C'era una nota di tensione nella minaccia,
mentre guardava con impaccio William Romney.
- Tutte le mie decisioni devono essere approvate
dai direttori della azienda. - Brian fece un
gesto che includeva tutti. - Parlerai con il Consiglio
di amministrazione. Signori, questo  Eddie
Dobson, le cui domande vi ho chiesto di
ascoltare. Parla, Eddie. -
Eddie allung il collo fuori del colletto della
sua camicia turchina e raddrizz le spalle, poi si
schiar la voce.
- Va bene; dunque, voglio essere ripreso come
sorvegliante e con una paga di venti dollari la
settimana. -
Dette uno sguardo sospettoso a Sam che prendeva
un appunto su un blocchetto.
- Solo venti dollari! Eh, eh, eh! - ridacchi
Mac tra i denti.
Smise quando il maggiore Romney lo guard
severamente.
- Continua, Eddie; o forse hai gi detto
tutto? - chiese Brian.
- No, non ho detto tutto. Voglio un aumento
di due dollari alla settimana per tutte le donne
della fabbrica e per John Hancock e che le assunzioni
e i licenziamenti vengano fatti per mio
tramite. -
La stanza era cos silenziosa che il rumore di
un foglio di carta strappato dal blocchetto fer
l'aria come una sferzata.
- E se noi non accettiamo? - chiese Brian
con calma, con troppa calma.
Dobson si gonfi con l'orgoglio di chi ha compiuto
un lavoro.
- Se non accettate le nostre condizioni, scioperiamo.
- Questo riguarda tutti gli operai della
azienda?
- Due terzi di loro, e terranno gli altri fuori
del cortile.
- Suppongo tu sappia che  illegale per un
gruppo di uomini scioperare perch il datore di
lavoro si rifiuta di riassumere uno di loro! -
Dobson fece schioccare le dita con disprezzo.
- La legge!...
- Eddie, sei sorprendente! -
Il tono divertito di Brian fece affluire il sangue
sotto la pelle bianca di Dobson che strinse
la mano.
- Mi prendete in giro, vero?
- No. Niente affatto. Un momento solo
per consultare il mio Consiglio di amministrazione. -
Brian si alz e parl con lo zio e i cugini.
Quando si volt verso Dobson, disse:
- Rifiutiamo di trattare con te, Eddie. Non
sei pi un operaio della fabbrica. Ascolteremo un
gruppo dei nostri operai, non te. Torna dai tuoi
seguaci e diglielo. Di' loro, anche, che il giorno
che sciopereranno l'azienda chiuder le porte per
un periodo di tempo indeterminato.
- Questo  un inganno. Non chiuderete mai
l'azienda.
- Davvero? C' un solo modo per rendersene
conto. - Attravers la stanza e apr la porta.
- E ora, quello che chiamiamo il colloquio d'intesa
 finito.
- Va bene. Dunque,  sciopero, - disse con
rabbia Dobson.
Dopo aver chiuso la porta, Brian vi si appoggi
e disse ai tre uomini che lo guardavano:
- Abbiamo rotto i ponti. Ebbene, Sam, tu eri
distratto durante il colloquio con Eddie Dobson;
meditavi uno dei tuoi racconti misteriosi mentre
noi lottavamo con lui. Svegliati. Abbiamo bisogno
del tuo consiglio e della tua attenzione. -
Sam gett il blocchetto sulla tavola.
- Li avrete, e anche di pi. Ricordate che,
non molto tempo fa, qualcuno scagli una pietra
attraverso la finestra? Vedo che ve ne ricordate.
Ebbene, quando entrai nella biblioteca, forse
un'ora dopo, era sempre dove era caduta. La
presi con il fazzoletto e la portai a un esperto
di impronte digitali. Sospettavo che chiunque
l'aveva gettata intendeva colpire Brian, non il
maggiore Bill.,
- So che era diretta a me, - asser Brian. -
Continua, Sam.
- Da allora sono andato alla ricerca di impronte
digitali.
- Ci sono delle impronte digitali su quella
pietra? -
Mac era diventato rosso per l'eccitazione.
- S, ce ne sono, e di due specie.
- Di chi sono? - chiesero in coro i tre uomini.
- Una  di Louis Dubois. L'altra non ho scoperto
di chi .
- Ma Louis Dubois era a New York quella
sera. Quando Mac, le donne e io ci precipitammo
fuori dal locale, pass con... -
Brian trattenne il nome. Allora non aveva raccontato
il fatto a nessuno, quindi non c'era ragione
di dire ora, che si era meravigliato di vedere
Bee Ware al braccio di Dubois. Cerc di
fare la voce convincente quando assicur:
- Dunque Louis non pu aver scagliata la
pietra.
- Ci lo esclude dal fatto di averla scagliata.
Deve essere stato lo sconosciuto possessore delle
altre impronte che ha compiuto l'opera; ma Louis
non vi  estraneo. Brian, poco fa mi hai accusato
di meditare un racconto poliziesco. Non ho bisogno
di inventarne uno: l'ho davanti gi fatto.
Perch la pietra che colp il maggiore Bill non
era una pietra: era un pezzo di ferro coperto di
argilla. E sull'argilla, oltre alle impronte c'era...
- Che cosa? - chiesero gli altri all'unisono.
- Una testa di civetta incisa in marrone.
Una civetta cornuta! -
 
Capitolo 17.

Nel magazzino sopra il garage, Gay chiuse un
baule che odorava di naftalina. Vi sedette sopra
con un turbante di ermellino in mano e guard
tutti gli oggetti che avevano ornato un tempo la
casa dove lei e Brian avevano abitato.
Avvolti in coperte o scoperti, i mobili sembravano
spettri del passato. I ricordi le strinsero la
gola e le fecero riempire gli occhi di lacrime roventi.
Che ne sarebbe stato di tutta quella roba
quando lei e Brian si sarebbero separati definitivamente
? Li porterebbe lui in una casa nuova?
No, certamente, se facevano a lui lo stesso effetto
penoso che a lei.
Ma non era cos. A lui importava ben poco che
il loro matrimonio fosse andato a rotoli... altrimenti
avrebbe mai potuto baciarla allegramente
come aveva fatto quella notte, quando lei lo
aveva chiamato per consolare Sorellina? Avrebbe
mai potuto dire e ricordarle: Lo hai chiesto tu.
Me lo hai detto tu che potevo baciare tutte le
donne che volevo?
Con impazienza si strofin la mano sulle labbra.
Quel bacio le bruciava ancora
Come volava il tempo a pensare al passato!
Il maggiore Bill non aveva detto a lei e a Brian
di dimenticarlo? Ma aveva anche detto: Il presente
vi appartiene. Avrebbe dovuto avere pi
buon senso: non sarebbe dovuta salire in quella
stanza e riaprire la porta ai ricordi del passato
dal momento che non vi era pi alcuna speranza
da quando Brian era stato messo fuori dalla sua
vita.
Alla festa avrebbe potuto mettersi qualcos'altro invece dell'ermellino.
Avrebbe potuto? Si prem la bianca pelliccia
contro la guancia. Vi erano legati i ricordi di
tanti felici trionfi e di tante serate meravigliose
e piene di stelle. Le avrebbe mandato le violette,
Jim, come aveva fatto ogni volta che avevano
partecipato insieme a una competizione sul
ghiaccio?
Jim! Le aveva telefonato per chiederle, con
una voce dura e gelida, se doveva accettare la
richiesta della signora Susan Dubois di pattinare
con Gay alla festa della Carit. Era la
prima volta che risentiva la sua voce da quando,
furente, aveva lasciato il suo appartamento.
- Certo che devi accettare, Jim, - aveva risposto
con impeto. - Voglio dire, se hai tempo
disponibile. La festa  tra una settimana. Dovremo
fare molta pratica per pattinare al suono
della musica.
- Trover il tempo. Va bene! - La voce si
era sgelata. - La signora Dubois mi ha chiesto
di stare con loro fino a dopo la festa, cos potremo
fare molta pratica sul lago. Ho idea che
saremo la coppia migliore. A presto. -
L per l l'entusiasmo di pattinare di nuovo
con lui aveva scacciato dalla sua mente tutte le
possibili obiezioni al progetto. Nella settimana
successiva, per, queste erano diventate scottanti.
Ora diceva tra s e s:
Avresti dovuto dirgli di non venire. Forse
Susan lo ha invitato al solo scopo di mettere in
evidenza i rapporti che esistono tra te e Brian.
Non ha migliorata la tua situazione a Rosewynne
trovarti con Jiin tutti i giorni sul lago e
fare due ore di pratica la mattina e un'ora nel
tardo pomeriggio. N ha migliorato la situazione
di lui. Il maggiore Bill  scontento, e Brian...
diventa sempre pi cupo. Non  mica colpa mia!
Io non volevo tornare a Rosewynne, si sa. Responsabile
di ci  quella uggiosa vecchia azienda.
Grazie al cielo la festa  stasera. Dopo Jim
torner in citt e far in modo che ci resti fino
a che... fino a che il mio compito qui a Rosewynne non sar ultimato.
And alla finestra, la finestra soleggiata dalla
quale poteva vedere il cielo cosparso di nuvole,
i muri di mattoni del frutteto a ripiani e dell'orto,
le cime dei pini verdi, dei balsami e delle
quercie, il luccichio del vetro nella serra delle
viti, che il maggiore Bill aveva costruita vicinissima
alla casa affinch la moglie potesse andarvi
comodamente nella poltrona a rotelle. Le viti
rampicanti e le pesche erano state la sua passione.
La neve di una settimana prima era sparita
eccettuato in alcuni punti nelle parti ombrose
delle colline dove ne era rimasta poca; ma il
freddo era aumentato. Lontano, verso destra,
degli uomini che sembravano dei puntini saggiavano
il ghiaccio.
La sera prima, dal riparo delle barche il lago
era stato innaffiato con le pompe perch fosse liscio
come uno strato di vetro. Gli uomini sistemavano
dei blocchi di ghiaccio che avrebbe delimitato
il posto riservato al pattinaggio artistico.
Due di loro rafforzavano il filo di divisione tra la
sponda e il basso spartiacque dove sarebbero potuti
stare gli spettatori. Gli elettricisti montavano
dei riflettori dalla parte opposta del lago,
di fronte al riparo delle barche e ai sedili che
erano stati venduti per beneficenza a prezzi favolosi.
Speriamo che Jim e io diamo una esibizione
degna del prezzo, pensava Gay mentre scendeva
lentamente le scale.
Tim O' Brien girellava vicino alla porta quando
lei usc nell'aria chiara e pungente. Il sole faceva
diventare i capelli rossi di lui un cespuglio
fiammeggiante. L'aveva condotta al lago mattina
e pomeriggio. Era taciturno. Qualche volta, seduta
accanto a lui, aveva avuto la percezione che
pensasse a qualche cosa che lo contrariava. Che
cosa?
Ella alz gli occhi verso il cielo color turchese.
- Oltre ad aver mantenuto il termometro
sotto zero per una settimana, sembra che il Signor
Tempo stia preparando una notte molto
propizia per la festa, Tim.
- S, signora. Mi dicono che ci sono venticinque
centimetri di ghiaccio sul lago. La luna sar
piena. Se non si alzer il vento, sar perfetto. -
Un debole sorriso mosse la sua bocca gi tirata.
- Siete nervosa? -
Non ha mai dimostrato il minimo interesse
per me, pens Gay come mai ora diventa pi
umano? Bisogna che lo incoraggi, perch ho
l'impressione che abbia qualcosa da dirmi.
- Non sono nervosa, Tim... ma sar felice
quando avr terminata la mia parte di programma.
 dall' inverno scorso che il signor Seaverns
e io non pattiniamo insieme, e abbiamo dovuto
esercitarci per molte ore per sincronizzare
alla perfezione le nostre giravolte, le nostre spirali
e i nostri salti.
- Il signor Seaverns  bravo, ma  bravo anche
il signor Brian. Quello che mi irrita  vedervi
mettere tanto d'impegno per uno sport.
- E perch non dovrei farlo, Tim? Quando
faccio qualcosa, mi piace farlo nel modo migliore
possibile. Ci porta qualche variante alla mia
vita. Pensa come sarebbe monotona se tutti i
giorni fossero uguali, senza colline da salire,
vale a dire senza scopi da raggiungere, senza nessuna
variazione!
- Va bene per voi... voi sapete che potete sollevarvi
dal livello... da qualche parte... non siete
inchiodata in basso...
- Tu sei inchiodato, Tim?
- Con tutti i bambini da mantenere? Me lo
chiedete!
- Lena aiuta a mantenerli, no?
- Certo che aiuta. Sapete quale  la sua
paga; ma scommetto che non sapete quanto ci
vuole per nutrire e vestire sei bambini e una
vecchia spugna che non vuol lavorare. Ci vuole
tutta la nostra paga; e ora stiamo finendo i nostri
risparmi. Supponete che capiti a voi. Cosa
fareste se vi fosse data l'occasione di possedere
un bel gruzzolo di soldi? Lo prendereste o lo lascereste
stare? -
La scottante domanda che le veniva rivolta era
spaventosa come lo scoppio improvviso di un
vulcano da anni creduto spento. Che c'era dietro
a quel cambiamento? Forse le chiedeva di aiutarlo
a decidere quale strada prendere a un incrocio?
- Dipenderebbe da quello che comporterebbe
l'acquisto del gruzzolo di soldi, Tim. Ci sono
delle cose, come il disonore o... il tradimento,
che nessuna somma di denaro pu indurre a
commettere.
- Non ne sono tanto sicuro. Devo condurvi
al lago stasera, signora? - Nello spazio di un
secondo aveva ricostruita la sua linea di difesa.
- S, poi torner a Rosewynne. Devo togliermi
il costume da pattinaggio prima di andare
a cena dalla signora Dubois. Dopo avermi
lasciata al lago vai a prendere una ragazza che
ti piaccia di condurre alla festa; potrai tornare
da lei dopo avermi portata a casa. Ci sar pattinaggio
per tutti nel programma.
- Io portare una ragazza? Io con una famiglia
di sette persone sulle spalle? Quale donna
mi guarderebbe? Soltanto i tipi impomatati come
Eddie Dobson, che possono spendere denaro per
loro, riescono a conquistarle. Lui ha una mamma
e una nonna che hanno ambedue una pensione
dalla azienda. Non ha da preoccuparsi della famiglia. -
Dopo queste parole se ne and. Gli occhi di
Gay lo seguirono. Che aveva in mente quel ragazzo
oltre ai sei bambini e alla vecchia spugna?
Era forse innamorato di una ragazza che gli
preferiva Eddie? Stava lottando contro la tentazione
di accettare del denaro per qualcosa di
disonorevole, qualcosa che avrebbe danneggiato
l'azienda e i suoi proprietari?
Doveva dire a Brian che sospettava che Tim
stesse per lasciarsi corrompere per un bel gruzzolo
di soldi?
Rifugg da quella idea perch, dopo aver fatto
di tutto per non incontrarlo la settimana precedente,
non sarebbe certo andata a cercarlo ora.
A chi avrebbe potuto dirlo? Non al Maggiore,
non c'era ragione di preoccuparlo. Mac? Mac
aveva senso pratico e i piedi ben posati in terra.
Sarebbe stato a cena da Susan dopo la festa, lo
avrebbe trascinato in un angolo e glielo avrebbe
detto.
Alcune ore dopo, seduta sotto un baldacchino
presso il riparo delle barche, guard il mazzo di
fiori viola scuro che erano sulle sue spalle. Erano
molto belli. Jim non se ne era dimenticato. Tante
volte aveva ricevuto le violette, ma queste parevano
esalare una fragranza particolare e avere
un significato tutto speciale. Questa sua reazione
era la prova che amava veramente Jim
Seaverns? Ma era meglio cambiare il corso dei
propri pensieri.
Era una notte perfetta. Attraverso il lago le
luci, come se provenissero da alcuni dei maggiori
pianeti strappati al cielo, delineavano la strada
principale. Le stelle erano impallidite al confronto.
La luna era appesa in cielo come una immensa
faccia dorata che si trainasse dietro la
via lattea che pareva un velo pieno di pagliuzze.
La notte era chiara, fredda, ma senza un alito
di vento. I sedili illuminati erano pieni di gente
fino all'ultima fila. Di l dal filo di chiusura una
folla copriva lo spartiacque. Intorno e fuori del
recinto illuminato per l'esibizione, dei pattinatori
scivolavano, soli o in coppia, al suono della
allegra musica di una orchestra.
Gay sorrise vedendo Cassie Wainwright che,
dritta come un bastone, con le mani in un manicotto
di persiano grigio intonato al mantello,
pattinava maestosamente, e con grande abilit.
Bee Ware, con un costume scarlatto, era in
piedi sulla riva dello stagno e parlava con un
gruppo di uomini. La luce colpiva le lame dei
pattini applicati agli stivaletti rossi che pendevano
dal suo braccio e li faceva luccicare.
Quando si volt, Gay vide una ciocca di orchidee
bianche che ornava il suo abito. Senza dubbio
gliele aveva mandate Brian. Dove era Brian?
Erano ventiquattro ore che non lo vedeva.
All'ora di pranzo si era fatta portare un vassoio
in camera. Probabilmente i quattro Romney
erano all'ingresso ad accogliere le persone che
arrivavano. In un certo senso, era un invito fatto
da loro. Tuttavia sarebbe potuto venire a cercarla
per augurarle buona fortuna.
- Pronta, Gay? - Jim Seaverns, fermo davanti
a lei, si manteneva in equilibrio sui pattini.
Fu colpita come sempre dalla sua bella figura
slanciata. Un corno son.
- Ecco il nostro segnale. Sei bellissima.
- Grazie, Jim. Bello  chi agisce bene. - Nonostante
la nota di riso la voce di Gay era malferma.
- Sono pronta! Andiamo! -
Perfettamente assortiti nella altezza, l'uomo
con una giacca di raso rosso, calzoni neri stretti
intorno alle gambe snelle e flessuose; lei tutta in
bianco, eccettuate le violette, scivolarono al centro
del recinto illuminato e si inchinarono al
pubblico seduto e a quello che stava dietro il filo
di divisione. Raggi di luce colorata dalle parti
opposte del lago li avvolsero con i loro riflessi
dal rosa al violetto al verde e all'ambrato. Per
un istante lo scroscio degli applausi copr la musica;
poi, mentre per mano la coppia si lanciava
in una improvvisa spirale, gli spettatori smisero
di battere le mani.
Ballarono, scivolarono su un pattino solo alla
musica deliziosa di un valzer. Ondeggiarono
avanti e indietro, meravigliosi nella loro sincronia.
Quattro ombre sul ghiaccio azzurro si mantenevano
al passo con loro e qualche volta le ombre
delle ombre. C'era perfezione di movimento nelle
loro leggere giravolte, qualcosa di magico nei
salti con i quali davano enfasi al ritmo della musica
che si fondeva con il sibilo delle lame. Sorridevano
mentre i loro corpi flessibili si movevano
in una perfetta coordinazione di tempi. Con
un passo di danza si fermarono improvvisamente
e terminarono scivolando via leggermente.
Il pubblico scoppi in un frenetico applauso.
Batt i piedi e le mani fino a che i pattinatori
non si inchinarono. Allora una seconda orchestra
attacc una rumba, e gli spettatori si affollarono
sul ghiaccio al di fuori del recinto.
Mentre Gay e Seaverns raggiungevano la panchina
al coperto dove Lena attendeva con la
cappa di leopardo, egli le alz la mano inguantata
di bianco e vi press ferventemente le labbra.
- Meglio di sempre, mia cara, - disse a voce
bassa.
Gay ritir in fretta la mano.
- So che faceva parte della nostra esibizione,
Jim, ma ora lo elimineremo. Per piacere...
- Jim, sei stato sensazionale! -
Gay riconobbe la voce. Dietro a lei Bee Ware
era al centro di un gruppo composto interamente
dalla famiglia Romney. C'era il Maggiore, Mac
e Jane, Sam e Lucy, Susan e Louis Dubois, e...
Brian, alto e snello con la giacca bianca, la cintura
rossa e i calzoni verdi del suo Circolo del
Pattinaggio.
- Se chiedete il mio parere, Gay  stata sensazionale,
- corrsse soavemente Louis Dubois.
- Non ho mai visto un pattinaggio artistico
cos perfetto. Non devi stare senza la tua pelliccia.
Permetti. -
Prese la cappa dalle mani di Lena e la pos
sulle spalle di Gay
Ogni nervo del suo corpo si contrasse per allontanarsi
da lui. Pensava che avesse dimenticato
la minaccia che avrebbe mangiato dalla
sua mano? Come poteva Brian stare l a ridere
con Lucy e lasciare che Louis toccasse la sua
giacca? Sapeva che lei detestava quell'uomo.
Con la mano fece un gesto di congedo.
- Andate via tutti. Voglio rimaner sola fin
dopo il mio numero singolo. -
Mentre i Romney se ne andavano, Susan Dubois
disse:
- Non dimenticate che siete tutti a cena da
me. Vieni, Louis. Voglio parlare con uno di
quelli che raccoglievano i biglietti. -
Egli liber la mano che lei gli aveva preso.
- Non posso, Susan. C' al Circolo uno di
New York con il quale devo parlare. -
Sua moglie lo guard mentre si allontanava.
Con uno sguardo irato e una smorfia della bocca
ella scivol via.
Lena infil uno spesso cuscino tra il ghiaccio
e i piedi di Gay calzati di bianco.
- Siete stata meravigliosa, signora. La gente
si  entusiasmata, - balbett eccitata.
Gay annu, si rannicchi nell'accogliente tepore
della pelliccia e chiuse gli occhi. Sentiva i
nervi tesi. Doveva rilassarsi, altrimenti i suoi
muscoli non avrebbero sincronizzato e il suo numero
singolo si sarebbe risolto in un fiasco.
- Posso esserti utile?
Sorpresa, alz lo sguardo. Brian avrebbe potuto
essere un estraneo che le rivolgeva la parola,
ma la voce di un estraneo non sarebbe necessariamente
stata cos fredda, cos rigidamente
educata. I suoi occhi erano di un azzurro brillante,
molto simili a quelli del Maggiore quando
era arrabbiato. Era pallido, e le rughe tra la
bocca severa e il naso sembrava che fossero state
cesellate.
Per qualche strana e inesplicabile ragione ella
dov fare uno sforzo prima di poter rispondere
con una voce fredda come la sua.
- No, grazie. Voglio restare sola fino al momento
del mio numero singolo.
- Va bene. Buona fortuna. Grazie per esserti
messa le mie violette, - disse con voce rigida,
e scivol via.
 
Capitolo 18.

Le violette di Brian! Aveva creduto che le
avesse mandate Jim! Gay guard i fiori fragranti
appuntati sulla sua spalla. Si era ricordato
che lei soleva portarli quando pattinava,
come si era ricordato che le piacevano molto le
rose rosse. Perch le aveva mandate? Era stato
un gesto gentile per ingannare la famiglia? Pareva
incredibile che l'uomo che le aveva voltato
le spalle con tanta freddezza fosse suo marito da
quasi due anni. Che era successo del loro amore?
Ecco quello che  successo! rispose alla sua
domanda quando vide Bee Ware che lo chiamava,
quando lo vide inginocchiarsi davanti a lei che
gli tendeva gli stivaletti rossi con i pattini scintillanti.
Ella si sporse in avanti e gli accomod scherzosamente
il berretto verde con la coccarda rossa.
Lui tir la testa indietro con una scossa.
Che sciocca, pensava Gay. Con tutta la
sua pratica di uomini non sa che cos fa stizzire
Brian!
Ignorava che Bee pattinasse, che si interessasse
di sports all'aria aperta, di qualcosa che
non fosse la compagnia maschile, il ballo e le
carte.
Spero che inciampi, che cada e si rompa il
suo collo prezioso, concluse con tono vendicativo
e sent sbollire la sua rabbia.
Il corno! Era il suo segnale. Si lev la pelliccia.
Si rese conto della vicinanza dei Romney
quando entr nel recinto. Come da una grande
distanza sent la voce bassa di Mac che diceva:
- Falli strabiliare con un colpo solo, bambina! -
E il tenero Buona fortuna, ragazza mia del
Maggiore.
Corse al centro del recinto. Scrosci di acclamazione
e di applauso cessarono quando si sollev
sulle punte e attese la musica. Le luci la
avvolgevano con i luccicanti colori dell'arcobaleno.
Il mondo era intorno a lei cos fermo, che
sembrava che tutti trattenessero il respiro.
Il silenzio fu rotto dalle note iniziali del Bel
Danubio Bl. Debolmente sorridente e sognante,
con naturale grazia, danz al ritmo di quella musica.
Il ritmo si estese, i suoi pattini scintillanti
roteavano, si ferm, ricominci a danzare. Con
il corpo eretto si diresse verso la curva del cerchio
e torn rapidamente indietro; scivolava con
colpi e scintille, roteava velocemente e rallentava.
Con piroette da balletto correva al tempo
della musica. Girava e girava seguita dalle luci
e dalle sue ombre fino a che, con un profondo inchino,
si ritir dal recinto su un pattino solo.
Gli spettatori dai loro sedili si entusiasmarono.
Picchiavano i piedi e battevano le mani gridando:
- Ancora! Ancora! -
Anche la gente dallo spartiacque urlava la sua
acclamazione. Gay torn e si inchin. Rise,
scosse la testa, e si ritir scomparendo.
Le volute di Jim Seaverns furono una esibizione
fuori del comune. Gay e lui fecero le pi
intricate e difficili figure del pattinaggio in coppia
al ritmo di una musica ininterrotta, e la loro
parte del programma fu terminata. Il loro fascino
e la loro personalit suscitarono un tuono
di applausi che echeggiarono e riecheggiarono
tra le colline. Quando raggiunsero i sedili al
coperto, egli disse:
- Continuano a gridare e a battere le mani.
Dobbiamo tornare l?
- No.  meglio lasciarli desiderare ancora.
Far un giro del lago da sola, soltanto per calmarmi
i nervi. Tim mi condurr a Rosewynne,
cos potr cambiarmi prima di andare a cena da
Susan.
- Chi ti ha mandato le violette?
- Credevo che me le avessi mandate tu, -
disse in risposta alla sua brusca domanda.
- No. Confesso che sono stato talmente occupato
con gli affari e il lavoro, che mi sono dimenticato
di mandarti i soliti fiori. Ci ho pensato
solo quando ho visto quelle che hai indosso.
Chi si  ricordato che portavi sempre le violette
quando pattinavi? -
Il ricordo della voce di Brian, Grazie per esserti
messa le mie violette, le strinse la gola.
- Se non le hai mandate tu dovr consultare
la chiromante per farmelo dire. Non erano accompagnate
da un biglietto. Fai la tua buona
azione da Giovane Esploratore e porta la zia Cass
a fare un giro, vuoi? Le piacer molto pattinare
con uno degli eroi della serata.
- Sei sicura che starai bene da sola? Ti terr
d'occhio.
- Non essere sciocco, vai via. -
Sentendosi priva di preoccupazioni, ora che la
sua parte nella festa era finita, Gay si lanci attraverso
la folla che pattinava alla musica di
Merry-Go-Round Broke Down aumentando lo
spettacolo allegorico con la variet dei costumi.
Che serata! Senza vento, chiara, con un freddo
pungente.
Alz lo sguardo. La luna, scortata da Venere
e da Giove in tutto il loro splendore, sembrava
guardarla beffarda. A oriente, le stelle pi lucenti
della costellazione di Orione, brillavano
come enormi pezzi di materia incandescente. Una
meteora scoppi sparpagliando nello spazio scintille
di fiammeggiante polvere cosmica. Si domand
dove sarebbero atterrati quei pezzi di metallo
e di pietra, e abbass rapidamente lo sguardo
come se si aspettasse di vederli colpire il lago
come grandine.
Come era liscio il ghiaccio! Perch i pattinatori
non si allontanavano dalla folla per godere
quel posto? Una coppia lo aveva fatto. Sembrava
che l'uomo insegnasse alla ragazza. Era
cos inetta, che non riusciva neanche a tenerla
su, e lei cadde con un tonfo.
Poverina! Forse posso aiutarla, pens Gay,
e si lanci avanti con lunghe volute.
Solo quando fu quasi accanto a loro scopr che
l'uomo era Brian, che Bee Ware era appesa al
suo braccio e ondeggiava come se i pattini le
sfuggissero di sotto.
La donna non sapeva davvero stare in piedi,
o faceva finta di non saper pattinare per avere
il pretesto di aggrapparsi? Gay not la cupa
impazienza dipinta sulla faccia di Brian e ud
il suo seccato:
- Per l'amore del cielo, fai un passo lungo e
lento, Bee. Movendoti cos non arriverai in nessun
posto. -
Un maligno impeto di rappresaglia afferr
Gay. Si avvicin, rise, ed esort allegramente:
- Non essere cattivo con la piccola, caro, perch
non sa pattinare! -
Rote su un pattino, poi volteggi via con piroette
da valzer.
Che spirito malvagio si  impossessato di te?
Perch sei diventata cos odiosa? chiese a se
stessa mentre si dirigeva velocemente verso la
fine del lago in una zona coperta dagli alberi.
Hai molti difetti, continuava la sua coscienza
ma non sei mai stata maligna, e lo sei diventata
per il desiderio di rendere a Bee lo scherno che
mostr un giorno per il tuo modo di giocare. La
tua frase aveva degli artigli, acuti, appuntiti,
artigli che affondano.
Gli artigli avevano ferito anche Brian. Era diventato
furibondo. Per fortuna i suoi occhi non
erano dei coltelli, perch altrimenti l'avrebbero
dilaniata. Quale lato dei suoi sentimenti era
stato ferito? Se un uomo che pattinava come lui,
perch in un certo senso era anche superiore a
Jim, sopportava l'aggrapparsi della velenosa Bee
Ware, meritava di essere reso furibondo.
Comunque, avrebbe desiderato non aver detta
quella frase, e non aver gettato loro in faccia il
suo apprezzamento sulla abilit di lei nel pattinare.
Ti dai delle arie, vero? si accus; e per la
prima volta si sent meschina.
Alla fine dello stagno nel quale si riversava il
ruscello del mulino, si ferm, e guard immobile
il nastro gelato che voltava verso il bosco. La
luce della luna lo rendeva argenteo, e di argento
dorato apparivano al suo chiarore le imponenti
cime degli alberi. Nella direzione opposta scorgeva
una rosea nebbia sopra le fabbriche della
azienda. Strano: non sembrava chiara come
sempre.
Fece un profondo respiro. L'aria era fragrante
del profumo dei pini e dei balsami. Come tutto
era immoto qui! Cos immoto, che lo scricchiolio
del ghiaccio su un ramo sopra la sua testa echeggi
come un colpo di pistola. Da lontano veniva
il rumoroso ronzio delle voci e il ritmo della musica.
Qualcun altro si avanzava venendo dal centro
della vita e della gaiezza. Un uomo con una andatura
terrorizzante. I suoi pattini producevano
come un lamento strisciando sul ghiaccio. Il
cuore di Gay fece uno o due sobbalzi. Era forse
il mostro che aveva cercato di fermarla sulla
strada? Un brivido le scosse i nervi. Aveva riso
della frase inchiodata al suolo come se fosse
una cosa impossibile. Ora sapeva che era possibile:
i suoi piedi non volevano saperne di muoversi.
Guardava il pattinatore affascinata, come in
trance. Si vedeva dal suo modo di avvicinarsi
che aveva un obiettivo ben determinato. Chi era
e perch si precipitava verso di lei? Attravers
una chiazza di luce lunare che inargent la sua
giacca bianca. Era Brian. Brian, che veniva a
protestare per l'odiosa frase che aveva detta contro
Bee Ware.
Beh, non avrebbe avuta quella soddisfazione!
La paura le aveva inchiodato i piedi al ghiaccio,
e un selvaggio impeto di emozione glieli liber.
Vol verso il riparo delle barche. Sempre pi
vicino risonava il sibilo delle lame. L'aria fredda
le fischiava vicino agli orecchi e aveva la gola
secca. Fu invasa da una vera frenesia di fuggire.
Era come un incubo... come una pagina di
Alice nel paese delle Meraviglie, con la Regina
Rossa che gridava: Pi presto! Pi
presto!.
Non poteva andare pi presto.
Una mano le afferr la spalla e la fece girare
con una forza che sconvolse quasi il suo equilibrio.
- Pensavi di sfuggirmi, vero? - domand
Brian Romney.
Gay distolse lo sguardo dalla sua bianca faccia
e guard verso la folla che circolava intorno
al recinto. La musica rimbombava. I suoi occhi
si posarono nuovamente su lui, mentre diceva
alzando le spalle:
- Certamente vai veloce, ma anche io non
scherzo. Suppongo tu sia venuto per rimproverarmi
per quello che ho detto di Bee Ware. Mi
dispiace. Ammetto di vergognarmene, se ci pu
farti piacere. -
La sua stretta aument e i suoi occhi la penetrarono
fino al cuore.
- Non so se hai detto qualcosa su Bee. Mi
hai chiamato caro, vero? Beh, sono qui a dirti
una volta per tutte che non voglio essere chiamato
caro da te, con quel tono di scherno. -
La sua gelida voce eccit il piccolo demone
che si era impossessato di lei quando aveva visto
Bee Ware appesa al suo braccio. Il suo riso rison
ironico.
- No? E allora che farai? -
Gli occhi di lui erano punti di luce nella sua
faccia impenetrabile. Egli la prese tra le braccia
e la baci fino a che lei non si liber per respirare.
- Ecco quello che far! - disse con voce fioca
come quella di un ferito.
La sua risposta le mostr una persona che le
era sconosciuta. Si sent abbattuta, ferita e annientata.
-  questo il modo in cui mantieni le promesse? -
disse con calore. -  questo il modo
in cui baci l'irresistibile Bee? Questo decide
tutto.
- Che cosa decide? Sapevo che era deciso
quando ho visto Jim Seaverns che ti baciava la
mano.  meglio che tu torni indietro. Hai dimenticato
che siamo a cena da Susan?
- Non ho dimenticato niente! Niente! Hai
dimenticato che hai mandato Bee Ware con quel
biglietto a chiedere la tua libert? Vigliacco!
Non osasti chiederla da te.
- Che vuoi dire? Quale biglietto? -
Egli le afferr la spalla con una stretta che
avrebbe potuto stritolarle l'osso. La sua faccia
era bianca mentre ripeteva:
- Che vuoi dire? Che cosa non ho osato?
- Fai finta di dimenticare, vero? Lasciami
andare! - E si liber dirigendosi verso l'uomo
che le veniva incontro.
- Eccomi, Jim!
- Che c' che non va? Quel Romney ti tratteneva? -
Brian sent la voce chiedere prima di voltarsi
e allontanarsi rapidamente.
Pattin avanti e indietro. Facendo e rifacendo
le figure pi complicate che sapeva, cercando di
fare uscire dalla sua mente l'immagine di Gay,
cercando di chiudere gli orecchi alla sua voce
che gli diceva: Vigliacco!.
Lo aveva accusato di aver mandato Bee Ware
da lei con un biglietto? Che biglietto? Non aveva
mai scritto nulla a quella donna che non potesse
essere letto ai quattro vnti. Dietro alle parole
di Gay, si celava forse una maligna astuzia di
Bee? Doveva scoprire la verit prima che fossero
passate altre ventiquattro ore.
O forse si trattava di un pretesto tirato fuori
da Gay per assicurarsi la libert?
Il pomeriggio in cui era ritornata a Rosewynne
aveva detto che amava Jim Seaverns e intendeva
sposarlo.
Sent di avere il cuore sbriciolato in mille
pezzi dolenti e scottanti. Lontano la folla scivolava
al suono di How Dry I am, sotto una moltitudine
di stelle celesti che il bagliore delle luci
della terra faceva impallidire e rendeva di un
bianco dorato.
Le luci, sotto il riparo, erano invitanti. I soci
e i loro ospiti che non andavano da Susan si sarebbero
riscaldati l e avrebbero avuto qualcosa
da mangiare e da bere.
Sarebbe rimasto in quella parte oscura dello
stagno fino a che non fosse stato sicuro di non
imbattersi in Bee Ware. Ma la prima volta che
la incontrava le avrebbe fatta una domanda, e
avrebbe preteso una risposta: non poteva farlo
in mezzo alla gente. Quella sera era la prima
volta che la rivedeva da quando, nella biblioteca
di Rosewynne, Gay era apparsa ed era svenuta
sulla soglia e lui aveva bruscamente ordinato
alla Vedova di andarsene. Era diventato furibondo
alla sua asserzione che lui l'aveva baciata,
lui che voleva baciare una sola donna al mondo...
una donna che amava Jim Seaverns e aveva intenzione
di sposarlo!
Beh, l'aveva baciata! Aveva rotto la sua promessa.
Si era vantato con il maggiore Bill di
avere imparato a dominare il suo carattere impetuoso,
ma la vista di Seaverns che le baciava
la mano, il suo furente dispetto perch Bee Ware
si aggrappava a lui, il caro ironico di Gay, la
sua grazia squisita mentre volteggiava allontanandosi,
erano state come scintille per la dinamite
che si era accesa e aveva rotto le barriere
del suo dominio.
Gli eventi dell'ultima ora, aggiunti alla tensione
in cui lo teneva l'attesa che da un momento
all'altro il frastuono dei macchinari dell'azienda
potesse tacere, lo avevano portato a quello scoppio
che si poteva considerare l'ultimo scoppio
d'ira avvenuto tra lui e sua moglie.
I pattinatori erano diminuiti. I sedili e lo spartiacque
di l dal filo erano vuoti. L'orchestra
sonava: Buona notte, signore. Non sarebbe
tornato al riparo delle barche a prendere l'automobile
fino a che non fossero stati spenti i riflettori
sul lago. La luce della luna era tutto quello
che desiderava.
Volt le spalle alla musica. Le lame dei pattini
cantarono mentre si dirigeva verso il limite del
lago. Era atteso a cena da Susan, ma non vi
sarebbe andato. L'accusa di Gay gli aveva lasciato
il cuore e la mente in tumulto. Inoltre,
Dubois era un traditore e un mascalzone. Prima
che accettasse la sua ospitalit, Louis avrebbe
dovuto spiegare come mai, su quel pezzo di ferro
coperto di creta, c'erano le sue impronte digitali.
Ohi lo aveva gettato attraverso la finestra della
torre? Sam non aveva ancora scoperto il possessore
delle seconde impronte digitali. Fino a che
non lo avesse fatto, Louis non doveva sospettare
che avevano scoperto che lui era implicato nel
fatto.
I suoi pensieri tornarono a Gay come l'acciaio
al magnete. Avrebbe pattinato fino a diventare
tanto stanco da addormentarsi appena si fosse
buttato sul letto. Non voleva che gli capitasse di
non prendere sonno con il sangue ancora in tumulto
per la sensazione della bocca di lei sotto
la sua, dell'ira della sua voce che gli echeggiava
ancora all'orecchio.
Se ne sarebbe dunque ricordato per tutto il resto
della sua vita?
Il resto della sua vita! Questo avrebbe potuto
significare anni e anni senza di lei. Non c'era
da meravigliarsi che non lo amasse pi. Non
c'era da meravigliarsi che avesse creduto qualsiasi
bugia le fosse stata raccontata. Cosa aveva
portato lui nel loro matrimonio? Amore? Passione?
Compagnia? Denaro? S. Comprensione
della seriet del contratto che avevano fatto davanti
a Dio? Buon senso? Adattabilit? Tatto?
Sacrificio? No.
Si avvicin alla riva per legarsi un laccio. Un
tocco sulla spalla lo fece rizzare. Il cuore gli
salt in gola. Due orribili creature erano dietro
a lui. Grandi occhi gialli si aprivano e si chiudevano.
Civette! Civette cornute!
 
 Capitolo 19.

Gay non riusciva a ricordare bene lo svolgersi
degli eventi dopo che era fuggita via da Brian.
Jim era con lei. L'aveva duramente accusata di
amare suo marito; era un peccato che non l'avesse
sentita dargli del vigliacco. Non aveva avuto
l'intenzione di trattarlo cos, e nemmeno aveva
voluto fargli sapere del biglietto che Bee Ware
le aveva mostrato; ma quando lui l'aveva baciata,
non come se l'amasse, ma come se volesse
offenderla crudelmente, il risentimento che aveva
provato le aveva fatto perdere la testa. Come
doveva detestarla lui, ora!
Seduta accanto al taciturno Tim, mentre tornava
a casa e mentre si cambiava l'abito a Rosewynne,
nella sua mente turbinavano disordinati
pensieri. Il maggiore Bill, grave e preoccupato,
attendeva nell'ingresso quando lei scese le
scale in uno splendente abito di raso che dal
freddo colore argenteo dell'ampia scollatura sfumava
in un caldo azzurro in fondo alla gonna
larga.
- Ti ho aspettata per accompagnarti da Susan,
quando ho saputo che Brian non  tornato
dalla festa, - le spieg mentre le porgeva il
mantello di lam. - Pronta, cara? Andiamo. -
Seduto accanto a lei nella automobile, mentre
percorrevano una strada liscia sotto una cupola
purpurea punteggiata di milioni di stelle, si
scosse da una profonda astrazione e disse:
- Stai scherzando con il fuoco incoraggiando
Jim Seaverns, ragazza mia. Ti avvii verso una
inevitabile tragedia. -
La sorpresa fece salire una vampata al viso di
Gay. Il maggiore Bill non le aveva mai parlato
cos prima di ora. Neanche una parola di elogio
per il suo pattinaggio. Cominciava anche lui
a prenderla in antipatia? Dovette inghiottire
profondamente prima di poter parlare.
- Non so perch dovrebbe essere una tragedia,
se amo Jim abbastanza da sposarlo quando
sar libera. Non ho diritto di essere felice?
- Non ingannare te stessa. Dopo un po' di
tempo saresti pi felice con Seaverns di quanto
eri con Brian? Credi che il matrimonio sia fatto
solo di felicit? Che non occorra buona volont
e tolleranza per farlo andare avanti? Ci d ore
di vera estasi, e il giorno dopo ci pare insopportabile.
Non rimane sincronizzato sulla lunghezza
di onda della luna di miele.  una commedia
ricca ed eccitante, ma...  anche un contratto tra
due esseri umani appassionati e imperfetti, che
si urtano e si amano, che si sfidano e si arrendono,
che soffrono, dimenticano e perdonano. Ci
sono tanti insuccessi e fallimenti in un matrimonio;
ma ero sicuro che tu, con la tua sensibilit
e la tua educazione, avresti portato nel matrimonio
una rara comprensione e un amore che
avrebbero vissuto e brillato, che avrebbero sopravvissuto
alla sfortuna, alle malattie e perfino
alla morte. -
Gay si strinse fortemente le mani e represse
un singhiozzo. Un fiero e scottante orgoglio le
imped di appoggiare la testa alla sua spalla e
confidarsi a lui. Cerc di dire con tono di disprezzo:
- E in quanto alla sensibilit, alla educazione
e alla rara comprensione che Brian, il vostro prediletto,
avrebbe potuto portare in quello stesso
matrimonio, che ne dite?
- Oh, Brian! - La sua voce era aspra per
l'esasperazione. - Se Brian fosse ancora abbastanza
giovane lo prenderei sulle ginocchia e gli
farei mettere giudizio a forza di sculaccioni.
Avevo tante speranze che tu e lui faceste del matrimonio
una cosa bella e nobile! Invece, siete
soltanto un'altra coppia fallita. E con questa
asserzione termino la mia trasmissione. Non rispondermi,
cara. Potresti dire qualcosa di cui
poi ti pentiresti. Eccoci da Susan. -
Se almeno non le avesse impedito di autogiustificarsi
! Se l'avesse lasciata confessare che nel
suo intimo era amaramente consapevole che aveva
ragione, pensava Gay. Era colpa sua se Brian
aveva cessato di amarla? Tante volte avrebbe potuto
ridere di uno sgarbo invece di impermalirsi.
Siete soltanto un'altra coppia fallita. Le parole
le bruciavano nella mente come se fossero
state impresse con un ferro rovente.
Gli ospiti dei Dubois ridevano, parlavano, bevevano
sherry, quando lei si ferm sulla soglia
del salotto. Una parete di specchio rifletteva il
camino tappezzato di piastrelle verdi, con gli
alari e il parafuoco di cromo lucente, e il tappeto
di pelliccia bianca; rifletteva anche le felci
e i mazzi di crisantemi gialli che facevano capolino
tra le pieghe del paravento e quei pezzi di
cielo stellato, che si potevano vedere dalle grandi
finestre. Le fiamme delle candele accese in vecchi
candelieri d'argento si riflettevano su tutti i mobili,
sopramobili e ornamenti che si trovavano
nella stanza.
- Eccola! - grid qualcuno.
Mac mise la mano di Gay sotto il suo braccio
e la port avanti.
- Signori e signore, ho l'onore di presentarvi... -
Interruppero il suo pomposo annunzio, affollandosi
intorno a lei, donne in sgargianti abiti
da sera, uomini in smoking, che erano stati a
casa loro a togliersi i costumi da pattinaggio
prima di venire a cena.
Il loro entusiasmo allevi la sofferenza del
cuore di Gay.
- Grazie mille, ma conservate parte di queste
vostre entusiastiche lodi per Jim Seaverns -
protest sorridendo. -  stato lui l'eroe della
serata. Dove ?
- Ora  su a cambiarsi.  tornato bianco
come un morto! - grid Susan Dubois. - Mi
domando quale fantasma del suo passato lo abbia
inseguito stasera. Dove  Bee Ware? La risposta
a questo : dove  Brian! - concluse con
odiosa intenzione.
Lo sguardo di Mac avrebbe dovuto farla rabbrividire.
- Scommetto che Bee Ware ha dovuto togliersi
quel suo costume rosso fuoco, prima della
fine della festa, - disse con un sogghigno. -
Stasera deve essersi resa conto della verit del
vecchio detto, la cosa pi difficile per imparare
a pattinare  il ghiaccio. Tutte le volte che mi
capitava di guardarla la vedevo sdraiata sul
ghiaccio. -
Louis Dubois, leggermente malfermo, apparve
nel vano della porta. Sua moglie esclam acutamente:
- Louis! Dove sei stato? Ti ha trattenuto per
tutto questo tempo quell'uomo di New York?
- Lui e altri. -
Egli offr il braccio a Gay.
- Posso avere l'onore di accompagnare la
stella...
- Stel...la della se...se... sera.
Bella, bel...la stella. -
Sam Romney parafras i versi da Alice con
un dolce tono baritonale.
L'ospite gli rivolse uno sguardo bieco e cattivo
prima di condurre Gay nella veranda sulla quale
dava la sala da pranzo. Tre lati della stanza
erano formati da spesse mattonelle di vetro bolloso,
e il quarto da finestre che andavano dal pavimento
al soffitto.
Forse non aveva agito saggiamente inducendo
Mac e Sam, nonostante le loro calorose proteste,
a venire qui stasera, ella rifletteva sforzandosi
con accanimento a tenere la mente lontana
da Brian. Ma sapendo quanto il maggiore Bill
deplorasse i dissidi tra cugini, aveva appoggiato
Jane e Lucy che insistevano presso i mariti per
convincerli che la famiglia doveva farsi vedere
alla cena di Susan.
Era una abitudine dei Romney che gli adulti
cenassero tutti insieme a Rosewynne la vigilia
del Thanksgiving day, festa civile e religiosa che
si celebra negli Stati Uniti l'ultimo gioved di
novembre. Poich questa festivit ricorreva dieci
giorni dopo, Susan non l'avrebbe pi fatta finita
se i cugini non avessero partecipato alla sua cena
dopo la festa. Erano venuti. E allora?
- Che fai sola sola? - le chiese Mac chinandosi
su lei.
- Louis  andato a prendermi qualcosa da
mangiare. Non volevo venire qui con lui, ha bevuto
troppo; ma Susan ci guardava con i suoi
occhi di fuoco e non ho osato rifiutare per paura
che tirasse fuori una storia. Cos una donna dalla
lingua tagliente ci rende tutti codardi. Questo
prezioso pensiero appartiene a un certo William
Shakespeare, non al tuo idolo, il signor Dickens,
se ci pu interessarti, Mac.
- Sono contento che tu me l abbia detto.
Stavo cercando di ricordarmelo. Sai ritrovare
bene l'allegria tu, cara figliuola! Anche Sam 
cos.
- E perch no? Bisogna saper fronteggiare
tutte le evenienze nel modo stesso in cui un tocco
di commedia salva talvolta una situazione pericolosa
da una incombente tragedia. - Se almeno
avesse messo in pratica quello che predicava,
pens amaramente.
-  proprio vero. Ridiamoci sopra. Sei stata
meravigliosa stasera, Gay. Domattina sul giornale
ci sar una bella recensione. Non ero pi
venuto in questa casa da quando Susan l'ha accomodata.
A questa casa ultramoderna e alla
moda, preferisco l'atmosfera tradizionale di Rosewynne e Dingley Dell.
- Anche io. Vieni pi vicino, Mac. Voglio
dirti una cosa. Presto! Prima che torni Louis! -
Mac scese dal bracciolo del divano fatto a U e
sedette su una sedia vicino a lei. Con gli occhi
rivolti alla porta della sala da pranzo gli raccont
brevemente la preoccupata domanda che le
aveva rivolto Tim davanti al garage; poi concluse:
- So che  stato messo a farmi da guardia
del corpo, sebbene finga di non accorgermene.
Pare che lo vogliano indurre a commettere qualcosa
di disonorevole. Non credi che Brian dovrebbe
saperlo?
- Certo che dovrebbe saperlo!  possibile che
Eddie Dobson voglia comprare Tim. La Societ
Industriale Romney  destinata a subire la prova
finale: la chiusura. Tratteniamo il respiro attendendo
da un momento all'altro la scintilla di inizio
dello sciopero. Eddie sta mordendo il freno.
L'altro giorno ci dette il suo ultimatum. Sappiamo
da fonte sicura che lo stesso Louis Dubois
 d'accordo con lui. Susan vuole far diventare
suo marito presidente della Societ, e gli indizi
dicono che non si preoccupa dei mezzi per raggiungere
il suo scopo. Questa  una delle ragioni
per le quali ci siamo battuti da leoni per non
venire qui stasera; ma tu e le altre donne avete
insistito, ed eccoci qui. Dove  Brian? Non sei
riuscita a farlo venire, dopo aver messo alla tortura
Sam e me?
- Non fingiamo, Mac. Sai che non posso chiedere
nulla a Brian. Mi de...detesta, e ora anche
il maggiore Bill... -
La voce di Gay si spezz. Mac la guard con
scandalizzata sorpresa.
- Ma che dici? Ti  preso un attacco acuto di
depressione dopo la tua eccezionale esibizione di
oggi alla festa? Non ti metterai mica a piangere,
vero, e... qui? -
La sua voce inorridita restitu a Gay la padronanza
di s.
- Non mi metter a piangere, no. Cercherei
una spalla pi comprensiva della tua per singhiozzare
sui miei guai. Vieni qui con noi, Jane,
- invit Gay quando la moglie di Mac apparve
nel vano della porta con un vassoio in mano. -
Sei un sogno con quel vestito, un incantevole sogno
rosa e violetto; non  vero, Mac?
- Davvero! - rispose Mac con convinzione.
- Ti ho trovato a tubare, Mackensie Romney.
Non puoi passartela impunemente adulandomi! -
esclam con brio Jane. - Mi tocca a vedere
una cosa simile! Mi hai messa a terra con un
colpo solo. -
Il colorito di Mac si accentu. Con imminente
pericolo di rovesciare il vassoio di insalata la
circond con un braccio.
- Gelosa, Janey? - chiese con ansia.
- Sai leggere bene nel pensiero! - dichiar
lei, e strusci la sua lucida testa nera contro la
manica di lui.
L'inaspettata dolcezza della sua voce strinse
la gola di Gay. Pens:
Non varr nulla come moglie; avr sbagliato
a indurre Mac e Sam a venire qui stasera; ma fui
brava quando sventai il piano di Jane di incontrarsi
con Louis a New York.
Dubois apparve con una cameriera che portava
un vassoio carico di roba, e mentre avanzava ondeggi
leggermente.
- Eccomi. - Con movimenti malfermi port
un tavolino davanti a Gay. - Mettilo l. Spero
di averti portato tutto quello che ti piace. Hai
detto che avevi fame.
- Fame s, ma non sono stata diversi giorni
senza mangiare, Louis. Su questo vassoio c' di
che sfamare una dozzina di persone. L'insalata
di aragosta appaga il desiderio di un buongustaio,
e queste sfoglie di Susan si sciolgono in
bocca. Un pasticcio di funghi e animelle. Sembra
squisito. Porta via la coppa di sciampagna, per
piacere; preferisco il caff caldo e fragrante.
- La cambio io. - Mac prese il bicchiere. -
Vieni, Janey. Dammi da mangiare. Sai che non
sono di buon umore quando ho fame. -
Gli occhi di Louis Dubois seguirono Mac e sua
moglie mentre entravano in sala da pranzo. Gay
li guard andarsene con un senso di pnico. Mac
non aveva notato che Louis stava male in piedi?
- Recitano la parte di coniugi affezionati,
vero?
- Non scherzare, Louis, specialmente quando
 una cosa vera. Mac e Jane si vogliono molta
bene.
- Oh, s!  per questo che lei mi dette un
appuntamento a New York e poi non si fece vedere
mentre io stavo l ad aspettarla? Fortunatamente
avevo un'altra freccia all'arco. Vuoi
farmi credere che  innamorata di quell'individuo! -
Si sedette molto vicino a lei.
- Perch mai perdo tempo a parlare di loro,
quando  la prima volta dal tuo ritorno a Rosewynne
che mi trovo solo con te? Non andartene
! Sono pazzo di te, Gay. Sono stato cos fin
dalla prima volta che ti vidi. Non era mica vero,
eh, quando dicesti, quella sera dai Dobson, che
mi detestavi? Non ci credo. Stasera la tua bellezza
mi strazia la carne. A te non importa di
Brian, non puoi ingannarmi con la tua apparenza
di moglie devota. Non sono nato ieri. Io
detesto Susan. Ce ne libereremo e poi... -
L'emozione e l'alcool gli fermarono la voce.
Inorridita dal colore alterato della sua faccia,
Gay trem. Una fiera passione traspariva dalla
vernice superficiale che il denaro della moglie
aveva passata su un individuo rozzo, vizioso e
insopportabile.
Che doveva fare?... Se lo lasciava improvvisamente
era capace di fare una scenata; non
l'avrebbe fatto se fosse stato sobrio... aveva
troppo da perdere se sua moglie lo avesse sentito.
Perch non veniva nessuno? Vedeva nella
sala da pranzo le fiamme vacillanti, scarlatte e
azzurre, dei crpes Suzettes. Da lontano la radio
trasmetteva una musica ritmica da qualche
ristorante e la voce velata di una donna che cantava
di amore e di un cuore infranto.
- Ebbene? - chiese Dubois.
- Hai bevuto troppa champagne, Louis. Te
ne pentirai quando l'avrai smaltita. Non cercare
di essere melodrammatico, perch sei soltanto
tremendamente ridicolo. - La parola ironica di
Gay era stata usata per gettare dell'acqua fredda
sul suo ardore; e infatti vi riusc.
- Ridi di me, eh? - disse con rabbia. - Non
mi hai mai creduto degno di legare le scarpe ai
grandi Romney, vero? Dove  stasera il tuo
Brian modello? Probabilmente ... - trattenne
la parola e la sostitu con una risatina da ebbro;
poi continu: - Pensa che la mia casa non sia
degna di lui, suppongo. Glielo far vedere io!
Tra poco sar presidente della Societ Industriale,
e allora... -
Si alz traballando, perch il maggiore Bill si
avanzava con Mac.
- Cara, dobbiamo andare via subito. -
Il maggiore Bill era pallido. Si era rivolto a
Gay senza guardare Dubois.
- Che  successo, maggiore Bill...? Brian?
Brian ...? -
La voce di Gay si chiuse in un mormorio. Sent
che dentro le si spezzava qualcosa. Guard implorante
lui, Mac, Dubois. La espressione di
Louis la irrigid. I suoi occhi erano infiammati
di una ansiosa malvagit, la sua pelle era dello
stesso colore spettrale della faccia di una ragazza
che aveva vista una volta sotto un ombrello
verde.
- Che  successo, maggiore Bill? - chiese
con voce melliflua.
Bianco perfino nelle labbra William Romney
si volt a guardarlo.
- Me lo chiedi? Come se tu non lo sapessi!
Vieni, Gay. -
 
Capitolo 20.

Brian Romney volse lo sguardo da una all'altra
di quelle orrende figure rigide e minacciose
i cui occhi brillavano a intervalli, che gli stavano
ai lati in atteggiamento implacabile. Pens
al pezzo di ferro ricoperto di creta marcato con
la testa di una civetta cornuta. Lo aveva tirato
uno dei due uomini mascherati? Fallito il tentativo
di fargli del male, rapirlo era quello successivo?
Non c'era da meravigliarsi che Gay fosse
rimasta terrorizzata quando una simile creatura
aveva cercato di fermarla.
Un paio di scarpe caddero da un'ampia ala
marrone.
- Infilatele! - La voce in falsetto provenne
dal pi alto dei due. - Dovete venire in un posto
con noi, e vi giungerete pi rapidamente
senza pattini. -
Brian misur la distanza che c'era tra il recinto
illuminato dove si vedevano ancora delle
persone che pattinavano. Doveva dare lo sgambetto
a quelle due creature e precipitarsi verso
il riparo delle barche? No. Se fosse riuscito a
scappare non avrebbe mai saputo che cosa nascondesse
il programma di rapire Gay e lui.
Anche cos camuffata, la Civetta pi bassa
aveva qualcosa di familiare nel modo in cui si
era avvicinata. Era forse Eddie Dobson? La cosa
rispondeva a una delle sue messe in scena teatrali.
Aveva fatto una minaccia quella sera nella
biblioteca. Se non mi rendete il posto ve ne
pentirete! Non si sarebbe sottratto. Voleva andare
in fondo a questa faccenda, e chi se ne sarebbe
pentito sarebbe stato Eddie.
- Vi levate quei pattini o devo farlo io per
voi?...
- Grazie mille lo faccio da me, - rispose
Brian a quella stridula minaccia.
Si sedette sulla sponda dove il ruscello del mulino
entrava nel lago e represse una esclamazione
di sorpresa quando prese in mano una
scarpa. Era una del paio che aveva dato a Tim
O'Brien perch le riponesse nel suo armadietto
al riparo delle barche quando si era messo gli
stivaletti per pattinare! Come avevano fatto quegli
uomini...
Il sospetto gli bruci la mente. Tim! Tim un
traditore! Tim alla cui custodia aveva affidato
Gay! Meditava di consegnare anche lei come
aveva fatto delle scarpe? Non gli importava pi
nulla di scoprire chi fossero quelle creature; non
sarebbe andato con loro... voleva trovare Gay.
Forse era gi... Volle scacciare quel pensiero.
Non doveva perdere neanche un secondo a pensare
a quello che le sarebbe potuto accadere;
doveva concentrare la mente sul modo di sfuggire
a costoro. Armeggi con la stringa di uno
stivaletto.
- Maledizione! Si  fatto un nodo! - disse,
digrignando i denti.
- Ve lo taglio io! - replic con voce stridula
la Civetta pi grossa, e tir fuori un minaccioso
coltello.
-  una buona idea, - ammise Brian, e riusc
a mantenere la voce fredda e indifferente.
- Ma seguite il mio consiglio: mentre tagliate la
stringa,  meglio che il vostro compagno sorvegli
il riparo delle barche. Mi aspettano l a cena, e
se non mi vedono arrivare, i miei amici e i cinque
agenti in borghese presi per sorvegliare la
folla verranno a cercarmi. Basta che vedano che
mi trattenete qui... beh, c' la sedia elettrica o
l'ergastolo per un rapimento, sapete! -
Brian fu orgoglioso dell'allegria con cui dette
questo ultimo suggerimento.
La grossa civetta grugn e guard impacciata
verso le luci.
- Zitto. Chi  che vuol rapire? - E spingendo
il compagno: - Guarda il riparo mentre io taglio
questa stringa.
- Mais oui. -
La Civetta pi bassa si inchin come un mandarino
e si volt.
Era Lavalle che parlava! Lavalle che aveva
licenziato! E l'altro chi era? si chiese Brian
mentre si preparava a balzare.
- Alzate quel piede, voi... -
Il piede si alz con forza e rapidit. La lama
del pattino prese in pieno, negli occhi luccicanti,
la Civetta chinata e la fece cadere all'indietro.
Il ghiaccio scricchiol. Brian si gett sull'altro
essere che cadde con un gemito di dolore.
Brian si liber da quella massa che imprecava
e si lamentava, e part facendo rapide curve.
Turbin, corse e ondeggi. Uno stridio di lame
fu dietro a lui. Le Civette avevano i pattini!
Santo cielo! Il lago era grande come un oceano!
Quasi al recinto!... Ancora due minuti, e sarebbe
stato salvo! Maledizione!
Il pattino sinistro gir sotto il suo piede!
L'armeggio fatto con la stringa l'aveva allentato.
Incespic. Si guard dietro le spalle. Quattro rotonde
luci gialle che si accendevano e si spengevano!
Occhi! Arrivano! Arrivano in fretta! Si
mise in ginocchio. Le sue mani gelate erano intorpidite.
Strinse i denti e forz le dita a stare
ferme. Leg il laccio e ripart. Grid:
- Lasciate accese le luci! Sto arrivando. -
E dopo un istante raggiunse il riparo delle
barche. Si volt indietro. Per quanto poteva vedere
il lago era vuoto, non vi era traccia di quegli
esseri. Dovevano avere spento le luci dietro
a quegli occhi enormi.
Peccato che non aveva preso le scarpe, pens,
mentre evitando il sentiero che portava dal lago
al riparo delle barche inciampava, fregava e
sbatteva contro gli arbusti per arrivare al posto
dove aveva lasciato l'automobile. Forse non
l'avrebbe pi trovata. Forse...
C'era. C'era qualcuno dentro che fumava. Un
compagno dei due che si era lasciato dietro? Si
avvicin con cautela. L'uomo al volante si sporse.
- Per l'amor del cielo! Brian! Dove credi di
essere? Su una pista di pattinaggio?
- Mac! Come hai fatto a sapere dove ero?
- Salta su! Svelto! -
Mentre Brian sprofondava sul sedile accanto
a lui e l'automobile partiva, Mac spieg con voce
roca per l'eccitazione:
- Non potevo immaginare dove eri, ma ho
avuto uno sprazzo di intelligenza. Da casa di Susan
ho telefonato al riparo delle barche e ho domandato
se la tua automobile era sempre l.
C'era, e Sam mi ha portato qui. Ho brutte notizie
da darti.
- Gay? Gay? L'hanno presa?
- Eh! Che ti piglia? Stai fermo! Sei impazzito?
Gay  con il maggiore Bill. I fuochi sono
spenti alle fabbriche. Questa  la notizia.
- Dio mio!  solo questo? -
Il sangue scorse nuovamente nelle vene di
Brian. Gay era salva! Niente altro importava.
- Solo questo! Solo questo! Che vuoi di pi?
Non  l'inizio dello sciopero? Non significa fermare
la produzione?
- S. S. Ma vedi, Mac... -
Gli raccont delle due orrende creature che lo
avevano fermato allo stagno, della sorprendente
apparizione delle scarpe che aveva affidato a Tim
O'Brien, della sua convinzione che Tim fosse un
traditore, e della sua tormentosa paura per la
salvezza di Gay.
- Scommetto che questo spiega lo stato di
agitazione in cui era quel ragazzo. -
Mac narr a Brian quello che Gay aveva detto,
e la domanda di Tim; e goffamente gli dette dei
colpetti sul ginocchio.
- Non pensarci pi, amico. Scopriremo che
cosa c' sotto. Gay sta bene. L'unico pericolo
che ha corso  stato quello di vedersi cadere in
grembo il nostro padrone di casa durante la cena.
Louis  arrivato tardi, con una bella scorta di
alcool. Non  da lui, perch  troppo cauto. Doveva
avere qualcosa in mente.
- Dunque, siete andati a cena da Susan?
- Certo. Sam e io siamo andati in prima linea.
Le donne hanno voluto cos.
- Come avete fatto a sapere della fabbrica?
- Qualcuno ha telefonato al Maggiore. Siamo
andati nella veranda a cercare Gay. Se tu avessi
visto la sua faccia quando ha mormorato:
Brian? Hanno ferito Brian?. Deve essere
bello avere una moglie cos pazza di te.
- Gay pazza di me! Mi vuoi ingannare. Lo
sai meglio di me, Mac. Dove  Sam?
- Dopo avermi lasciato  andato direttamente
a Rosewynne.  sicuro che le Civette marroni
sono mischiate nello sciopero della azienda. Ha
scoperto di chi sono le altre impronte sul pezzo
di ferro ricoperto di creta.
- Di chi sono?
- Di Lavalle; le altre erano di Dubois.
- Che coppia! Il francese era uno dei due che
mi ha fermato al lago.
-  una bella fortuna che tu sia riuscito a
scappare. Ora, quando Sam avr scoperto chi ha
spaventato Gay, e sta cercandolo, potr tendergli
la trappola. Guarda! Fin da quando ho memoria,
ho sempre visto una nebbiolina rosa sopra
le fornaci della azienda; ora c' appena un
bagliore. Questo  stato fatto apposta per far
fremere il bisnonno Romney nella sua tomba!
Maledizione!...  una cosa che fa male.
- Davvero, e molto, ma  cos. Sono stato con
gli occhi aperti in attesa che lavorassero allo
scoperto. Ora ci troviamo in una situazione che
permette di andare a fondo alla cosa. Non dire
una parola di quello che  successo sul lago,
Mac. -
A Rosewynne fu Sampson che spalanc la
porta. I suoi occhi erano enormi, la sua faccia
aveva lo strano colore pastoso della pelle negra
quando il sangue non vi  pi sotto.
- Sapete che cosa  successo, signori? - bisbigli
raucamente.
- S. I fuochi sono spenti all'azienda. Dove
 il Maggiore? - Brian strisci con i pattini sul
pavimento di pietra fino ai gradini della torre;
giunto l cominci a slacciarsi gli stivaletti.
-  andato all'azienda. Lasciate fare a me,
signor Brian.
- No, Sampson. Prendi delle torce elettriche
mentre mi metto le scarpe; Jane sa dove sei,
Mac?...
- S. Le ho detto che Sam e io avevamo da
fare con il Maggiore, e ho suggerito che lei e
Lucy venissero via dalla festa di Susan senza
far sapere a nessuno che i loro mariti se ne erano
gi andati per conto loro. Andiamo, amico.
- Dove  la signora Gay, Sampson? -
Il maggiordomo smise di cercare nel cassetto
del mobile di stile italiano.
- Lei, la signora Wainwright e il signor Sam
sono andati con il maggiore William.
- All'azienda! Hai sentito, Mac? Il maggiore
Bill  pazzo a portare l quelle donne, stanotte.
- Forse non ha potuto farne a meno. Gay ha
un certo caratterino... e quanto alla zia Cassie,
quando sente odore di polvere ci vorrebbe una
persona molto pi testarda del nostro Maggiore
per farle deporre le armi. Forse ha portato con
s un rimedio per calmare i nervi degli scioperanti.
Andiamo! Non vuoi vedere che cosa 
successo all'azienda che il tuo bisnonno ha fondato? -
Brian pens alla domanda di Mac mentre fermavano
l'automobile sotto un albero spoglio
davanti all'edificio dell'Amministrazione. Il lavoro,
alla Societ Industriale Romney, era forse
terminato per sempre?
Mac gli afferr un braccio.
- Guarda! Sul cancello verso oriente! Riesci
a leggere? Non accendere la torcia. Ci possono
essere dei picchetti di operai, e possono
stare a osservarci. -
Brian rimise in tasca la lampada. La luna era
calata dietro le cime degli alberi ma c'era abbastanza
luce per permettere di leggere le grandi
lettere nere delle scritte di due cartelli bianchi
sul doppio cancello.
QUESTA AZIENDA  INGIUSTA
VERSO
I DIPENDENTI
- Ingiusta! Con tutte le gratifiche, gli ospedali,
le infermerie, la scuola, i campi di giuoco,
le pensioni, e ora anche la scuola professionale!
Gira intorno al cortile esterno, Mac. Vai piano,
- ordin rudemente Brian.
Mentre l'automobile girava intorno alla cancellata
di ferro i due uomini guardarono le strade
che si irradiavano. Non vi era una luce visibile
nelle casette bianche. Non un bagliore negli edifici
della fabbrica. Il silenzio dava a quel luogo
un'aria di mistero. Sui cancelli, quello verso settentrione
e quello verso mezzogiorno, dei cartelli
bianchi annunziavano:
QUI SIAMO
IN
SCIOPERO
Sul cancello verso occidente c'era un cartello
che riportava le stesse parole che si leggevano
sul cancello verso oriente:
QUESTA AZIENDA E INGIUSTA
VERSO
I DIPENDENTI
Mac sfog la sua repressa eccitazione con un
fischio lungo e soffocato.
- Fa quasi effetto, vero?  spettrale. Non c'
alcun segno di vita. Non ci sono picchetti... visibili.
Che ne pensi, Brian?
- Forse, dietro gli alberi sono nascoste delle
persone che ci spiano. Aspettano a balzare fuori
che noi facciamo una mossa. Beh, li deluderemo!
Non faremo niente stasera. Mi pare ancora impossibile
che sia vero!
- Dove andiamo da qui? Non sarebbe bene
che si facesse un giro per la citt? -
Brian guard le luci vacillanti della cittadina
fiorente, le cui attivit commerciali e la prosperit
erano basate e sostenute in gran parte dalla
attivit e dalla prosperit della azienda.
- No. Mi chiedo che ne penseranno i maggiorenti
della citt. Questo sar un ostacolo per la
loro ascesa. Il maggiore Bill... Dove  il maggiore
Bill, Mac? Dove sono Gay, zia Cass, Sam?
Non supponi mica che siano...?
- Via non perdere la testa! Probabilmente
avranno dato una occhiata e saranno tornati a
casa.
- Pigia l'acceleratore. Se non sono a Rosewynne... -
Brian lasci la frase a mezzo per riflettere immediatamente
a che cosa avrebbero dovuto fare
se non ci fossero stati.
Quando vi giunsero William Romney era seduto
nella sua solita poltrona vicino al fuoco,
Sam era appollaiato su un bracciolo dell'ampio
divano quando Brian e Mac si precipitarono
nella biblioteca di Rosewynne.
- Te lo avevo detto, io, che erano in salvo! -
ansim Mac senza fiato per la corsa che aveva
fatta su per le scale.
- Dove  Gay? - chiese Brian.
Il pensiero di lei lo aveva ossessionato durante
tutta la strada.
- In camera sua. Sei bianco come un panno
lavato. Dove credevi che fosse, ragazzo mio? -
Brian si pass una mano sugli occhi.
- Non lo so nemmeno io, maggiore Bill!
Sampson mi ha detto che lei e la zia Cass erano
andate all'azienda con te... e quando non vi ho
visti l...! Non voglio ripensarci. Siete salvi. -
Si gett in una poltrona. - Ora che facciamo? -
Discussero e ragionarono, fecero piani su
piani. L'orologio dell'ingresso batt sonoramente
le due con il suono delle campane di Westminster.
Brian smise di camminare in su e in gi, e,
con le spalle rivolte al camino, guard lo zio e i
cugini. Aveva i lineamenti contratti ed era pallido
come loro? Vedendo gli occhi stanchi del
Maggiore si sent invadere dall'ira. Era stato
sempre giusto con i suoi operai e li aveva sempre
trattati con la massima considerazione e rispetto
ed ecco come lo ripagavano!...
Questi pensieri per non portavano a nessuna
conclusione. Ci volevano pensieri lineari, chiari
e costruttivi.
Lentamente disse, come se nessuno di loro lo
avesse gi detto con parole diverse:
- Dobbiamo cercare di sistemare la cosa in
maniera pacifica, senza violenza, senza infierire
su Eddie Dobson. Se non facciamo cos, altri
sindacati esterni di lavoratori si immischieranno
della cosa, o avremo alle spalle i Conciliatori del
Ministero del Lavoro. Non vogliamo nessuno dei
due.  una lotta a carattere familiare e dobbiamo
farla restare tale. Siamo sempre stati in buoni
rapporti con i nostri operai. In questo momento
sono fuori strada e vedono le cose da un punto di
vista falso. Passer. Non diremo a nessuno che
si tratta di una cosa seria. Noi...
- Ci rideremo sopra? Oh, s! Beh, il metodo
di Gay qui non servir! - predisse rudemente
Mac.
Sam, che giaceva abbandonato in una profonda
poltrona, si rizz.
- Che vuol dire il metodo di Gay? -
chiese.
- Era piuttosto gi, stasera, poi a un tratto
si  risollevata. Sai come  lei. E quando l'ho
canzonata e le ho detto che sa sempre ritrovare
l'allegria, mi ha risposto: E perch no? Quando
si  saputo cambiare il buio in luce, e quando si
riesce a imprimere agli avvenimenti un tocco di
commedia, si  spesso evitato che una situazione
pericolosa diventi tragedia.
- Un tocco di commedia! - ripet pensosamente
Brian; poi gett un grido frenato dal pensiero
dell'ora tarda e dall'idea che tutta la casa
dormiva. - Ho trovato! Ho trovato!
- Beh, se vuoi il mio parere, mi sembri impazzito
a strepitare cos senza ragione quando
siamo in un simile imbroglio...
- Non badare a questo brontolone di Mac.
 sempre di cattivo umore quando non pu andare
a dormire. Spiega invece il tuo progetto, e
spiegalo alla svelta, - lo incit Sam.
- Se vedi una via di uscita da questo imbroglio,
ragazzo mio, indicala svelto, - lo incit
ansiosamente William Romney.
I nervi di Brian si tesero e il suo cuore sobbalz.
Aveva trovato una via di uscita? A voce
bassa e vibrante spieg accuratamente il suo
progetto.
- Che ne pensate? - chiese poi.
Mac, entusiasmato, esplose in una sghignazzata.
-  formidabile.
- Se riuscir... - approv dubbiosamente
William Romney. - Ci vorr del tempo per prepararlo.
- Dobbiamo farlo nel modo pi teatrale possibile,
se vogliamo che riesca. Per conto mio
credo sia una idea ottima, - gorgogli Sam.
- Bisogner solo lasciar passare il tempo sufficiente
per far credere agli scioperanti che siamo
battuti, maggiore Bill, - assicur Brian. - Sedetevi
tutti: faremo una lista degli uomini a cui
chiederemo aiuto. Perdinci, ho un'altra ispirazione!
 meraviglioso come a poco a poco si sviluppa una idea.
Conosci degli editori di giornali, Sam?...
- Che intendi per conoscerli? Se vuoi dire
bene abbastanza perch pubblichino le mie novelle
gialle, no. Se invece vuoi dire bene abbastanza
perch mi chiamino caro Sam,1 allora
s. Che hai in mente?
- Pubblicit in prima pagina a nostro favore. -
Brian elabor la sua idea. Perfino William
Romney, pur rendendosi conto, pi di quanto non
potessero farlo i suoi nipoti, delle conseguenze
che questo sciopero avrebbe avuto per l'azienda
alla quale aveva dedicato anni, energia e denaro,
si un alla risata che segu.
Gay la sent. Era stata in tensione fino dalla
sua partenza affrettata da casa di Susan. Non
poteva dimenticare la sensazione della bocca di
Brian sulla sua, n i suoi occhi quando le aveva
detto con ardore: Che cosa oser fare?.
Dopo il penoso annunzio nella veranda di Susan:
Mia cara, bisogna andare via subito!
aveva provato un istante di terrore. Se a Brian
fosse accaduto qualcosa... Cerc di riafferrare le
sue armi contro di lui con il ricordo del biglietto
a Bee. Non poteva. Era un completo fallimento.
Aveva la sensazione di essere tornata da una
terra lontana, da una terra lontana e solitaria.
Con indosso una vestaglia verde mare accese
la luce nel suo salottino e socchiuse cautamente
la porta che dava sul corridoio. Sent delle voci
nell'ingresso e delle risate. Perch ridevano
i Romney? Non erano ansiosi per lo sciopero?
Non se ne preoccupavano?
Sporse la testa dalla apertura e ascolt. Sent
dei buona notte a voce bassa. La porta di casa
fu chiusa. Mac e Sam se ne andavano? Il rumore
di un motore che si allontanava... La voce
del maggiore Bill nell'ingresso. Avrebbe chiesto
a lui...
- Buona notte, maggiore Bill. Non ti preoccupare.
Li vinceremo.
- Buona notte, ragazzo mio. Spero di s. -
Brian era a casa. Salvo! Il maggiore Bill non
chiamava mai gli altri nipoti ragazzo mio.
Gay corse alla galleria e guard in basso. Brian
attraversava l'ingresso per andare alla porta
della torre. Sognante, fischiettava il Bel Danubio
Bl.
Tornata nel salottino aggrott la fronte guardando
la donna riflessa nello specchio.
C' uno sciopero, e lui fischia. Fischia! Che
ci capisci tu? si domand.
 
Capitolo 21.

Per due giorni gruppi formati da venticinque
a cinquanta persone avevano perlustrato la
strada che girava intorno al cortile della azienda
e la strada maestra pi ampia che portava alla
citt. Tenevano alti dei cartelli che proclamavano
che c'era sciopero. In altri cartelli era
scritto a lettere ancora pi grandi:
UNITEVI A NOI
E
AIUTATECI A VINCERE
e alcuni informavano:
SCIOPERIAMO
PER
EDDIE DOBSON
Per tutto quel tempo i Romney non avevano
fatto alcun tentativo di entrare nel cortile attraverso
i cancelli sui quali erano appesi i cartelli.
Brian, Mac, o Sam erano passati di tanto in
tanto per le strade. La loro apparizione non
aveva suscitata alcuna reazione, salvo quando
qualche non scioperante li aveva avvicinati per
assicurarli della sua lealt. Allora i gruppi di
operai lo avevano preso e trascinato via, ma
senza malmenarlo, almeno per quel che era stato
possibile vedere.
I responsabili della citt erano venuti in commissione
a Rosewynne per offrire la protezione
della polizia. Con lo zio e i cugini in piedi dietro
a lui, nella biblioteca. Brian aveva risposto:
- Non abbiamo bisogno del vostro aiuto all'azienda.
Possiamo fare da noi. Ma quello che
vogliamo  che tutte le strade che conducono allo
stabilimento siano sorvegliate, e se un membro
di una qualsiasi organizzazione esterna appare,
sia rimandato indietro. Non vogliamo che vengano
degli agitatori. Sono strade private e ci appartengono,
abbiamo ogni diritto legale di dire
chi pu metterci piede. Questo  soltanto uno
scontro familiare e non sopporteremo una interferenza
estranea. Avete capito? -
Avevano capito, s; e se ne andarono assicurando
che nessun estraneo, anche se il suo scopo
fosse stato innocente, avrebbe avuto il permesso
di avvicinarsi all'azienda. Il sindaco, che aveva
il corpo di un fantino e la testa di un Napoleone
della finanza, si era fermato sulla porta per suggerire:
- Non cercate di barcamenarvi troppo a lungo,
signor Romney. Gli scioperanti e i non scioperanti
sono per ora abbastanza calmi, ma  facile
che diventino cattivi quando non avranno
pi da mangiare; se  a questo che pensate come
una possibile soluzione. -
L'avvertimento torn in mente a Brian mentre,
poco prima delle nove, la terza mattina dello
sciopero, si avvicinava al cancello davanti all'edificio
della amministrazione. Far mancare il
pane non era nei desidri dei proprietari. Era
sicuro di avere un piano migliore per interrompere
quello sciopero. Guard l'orologio che aveva
al polso: tra cinque minuti sarebbe avvenuta
la prova.
Sebbene il mese di novembre fosse ormai inoltrato,
il caldo si faceva sentire come in una giornata
estiva indiana. Gli uomini erano senza cappotto
e senza cappello; le api uscivano dagli alveari.
Brian guard il cielo senza nuvole. Alti contro
il chiaro cielo azzurro, tre falchi facevano lentamente
dei cerchi verso sud. Sulle cime di un'alta
quercia una gru solitaria era appollaiata come
una scintillante sentinella di smalto nero.
Il sole riscaldava gli alberi verde scuri, che
mandavano un profumo balsamico. Non si sarebbe
davvero pensato che solo una settimana
prima, la sera della festa, tutto fosse stato sepolto
sotto uno spesso strato di ghiaccio.
La festa sul ghiaccio! Il ricordo che si risvegli
in lui gli procur una insopportabile sofferenza
fisica. Qualunque cosa si sia fatta, prima
o poi si deve scontare. Gay gli aveva appena parlato
da quando l'aveva stretta tra le braccia e
l'aveva baciata rudemente. Per qualche ora, dopo
che Mac gli aveva detto che si era mostrata preoccupata
per la sua salvezza, l'animo suo era stato
sollevato dalle ali della speranza. Quella notte,
sebbene lo sciopero presentasse i suoi gravi e
urgenti problemi, era andato in camera fischiettando.
Quelle ali erano per tornate strettamente legate
nei due giorni successivi. Gay aveva detto
che Bee Ware le aveva mostrato un biglietto nel
quale lui chiedeva la sua libert. Come poteva
aver creduta una cosa simile? Come?...
Era meglio che si distraesse da quei pensieri.
Doveva mantenere la mente chiara per affrontare
quello che stava per accadere. Terminata questa
faccenda avrebbe potuto occuparsi dei suoi problemi
personali, ma non prima.
Una mano gli strinse il braccio.
- Fermatevi, signore! -
Uno scioperante si era gettato in terra davanti
a Brian. Tra lui e il cancello altri caddero come
una folla di soldatini di cartapesta per una folata
di vento. Dietro a loro, dentro il cortile, ragazze
e donne, tenendosi per la mano, formavano una
barricata umana appoggiata alla cancellata di
ferro.
- Grazie, Ferguson, - rispose Brian al magro
caporeparto che gli aveva sussurrato l'avvertimento.
- Se lo avessi pestato avrei dato
occasione a una rissa, presumo. Perdinci! Sapevo
che siete con noi!... Ma ecco che viene il
dittatore.  meglio che non vi veda parlare con
me. -
Il caporeparto si mescol agli operai che si
raggrupparono quando Eddie Dobson mont sopra
una sedia. Il suo viso biancastro formava
un contrasto con il panciotto rosso scuro. I suoi
occhi irati vagarono sulle facce che gli stavano
davanti. Qualcuno alz un amplificatore. Con
voce alta e acuta cominci ad arringare il pubblico.
Con il cappello calato sugli occhi Brian ascoltava,
ascoltava non solo la voce, ma attendeva
il suono che avrebbe annunziato l'inizio della
campagna dei dirigenti per terminare lo sciopero.
Guard di nuovo l'orologio. Ancora un minuto.
Fiss la sua attenzione sull'uomo in piedi sulla
seggiola. Eddie meritava quella attenzione per
la sua eleganza. Certamente non credeva a tutte
le cose violente che diceva, ma a che avrebbero
valso i suoi ragionamenti, la sua ira, la sua argomentazione,
il suo veleno, senza le sue accese
accuse? A niente. Era evidente che Dobson era
violentemente irritato.
Chi mai si faceva largo tra la folla? Non era...
no, non poteva essere! Zia Cass!?
Per un istante, incredulo, Brian fiss quella
donna rigida, eretta, vestita di grigio, che camminava
a grandi passi attraverso lo spazio ristretto
che separava l'oratore dall'uditorio. Vide
che la mascella di Dobson si abbass e che si
riscosse per la sorpresa; vide Cassie Wainwright
acchiappare il giubbotto rosso di lui e tirarlo gi
dalla sedia; come in un incubo la vide salire al
suo posto. Sent la sua voce, amplificata al massimo,
che accusava:
- Sciocchi! Sciocchi! Non riuscite a capire
quando state bene? Non sapete... -
Grida di derisione dai gruppi degli uomini,
fischi delle donne di l dalla cancellata di ferro
scossero Brian dal suo coma di stupore. Si precipit
in avanti e la tir gi.
Con il braccio intorno a lei affront il minaccioso
brontolio della folla accigliata e cap che
era un brutto momento per una donna. C'era un
luccichio di vetri nei pugni alzati. Erano certamente bottiglie tirate improvvisamente fuori
di tasca, mattoni e bastoni e pietre di variet infinita.
Poi guard direttamente Eddie Dobson
negli occhi pieni di ira e cap che non era un
bel momento neanche per lui. Dove erano Mac
e Sam e gli altri? Era ora che arrivassero. Perch
non venivano? Sarebbe riuscito a trattenere
quella folla minacciosa fino a che non fossero
arrivati?
- Smettetela, ragazzi! Smettetela! - grid.
- Non siete diventati tanto pazzi da lottare con
una vecchia, no?
- Brian Romney! Non osare chiamarmi vecchia... -
Un suono di corno interruppe la furiosa protesta
di Cassie Wainwright. Alto e chiaro squillava
il segnale dell'attacco con un ineffabile miscuglio
di musica e di comando: ora zero.
- I soldati? I soldati? -
La parola corse per l'aria mentre la folla
spingeva, inciampava, e si dirigeva verso la
strada maestra. Solo Eddie Dobson rimase al
suo posto. Magro, sparuto e minaccioso, affront
Brian che continuava a tenere Cassie Wainwright
per un braccio.
- Dunque, avete chiamato i soldati! Avevate
paura di noi, vero? - disse con scherno.
Perfino in quel momento, Brian, che sapeva
che quello era un momento di crisi nella sua vita
e in quella della azienda che il suo bisnonno aveva
fondata e amata, di fronte alla previsione di
quello che stava per accadere sent salire dal suo
intimo uno scoppio di risa che gli traspar anche
nel volto.
- Non paura di voi, Eddie, sono solo un
po' dispiacente per voi, ecco tutto. -
Con una minaccia a mezza voce, Dobson gli
volt le spalle. Brian disse rudemente:
- Senti, zia Cass, devi andartene di qui. Non
prevedo dei guai, ma non si pu mai sapere che
reazione avr la folla. Speriamo che abbia una
reazione favorevole a noi, ma se non fosse cos...
avverrebbe una mischia. Devo unirmi a Mac e
Sam, ma non posso lasciarti sola dopo il tuo attacco
a Dobson.
- Vai pure. Non occuparti di me, Brian.
Come sono venuta, sapr tornar via.
- Gay sa che sei venuta?
- No. Hai lasciato l'ordine che le donne di
casa Romney dovessero rimanere a casa. Io non
sono una Romney: sono venuta qui, e ci rimarr.
- Zia Cass! -
Brian tent invano di afferrarla: ella scomparve
tra la folla che si agitava. Allora, girando
intorno alla folla, Brian si avvi verso la strada
principale.
Eccoli! Uomini che marciavano in fila per
quattro. La gola di Brian si strinse. Non si era
reso conto che i Romney avessero tanti amici
nella zona. Del centinaio di persone che marciavano,
solo i capi dei plotoni erano dipendenti
della azienda.
Erano vestiti tutti uguali, come un battaglione
di soldati, ma la loro uniforme era un abito di
frustagno grigio, con la camicia turchina e un
berretto sulle ventitr. C'era un gonfio curioso
nella tasca sinistra di tutte le giacche.
Un tocco di commedia ha spesso evitato che
una situazione pericolosa diventasse tragedia,
aveva detto Gay.
Se almeno questo si fosse avverato quella
volta! Era un rischio tentarlo, naturalmente, ma
poteva avere effetto anzi, doveva avere effetto,
pensava Brian con passione. Anche se non lo
avesse avuto, meritava che venisse tentato tutto
quello che avrebbe potuto evitare una guerra
prolungata con il loro personale.
Sam Romney veniva per primo ondeggiando
una bacchetta da tamburo maggiore. Lo seguivano
tre uomini che tenevano un grande cartello
su cui era scritto:
QUESTO SCIOPERO
E INGIUSTO
VERSO I PROPRIETARI
Poi veniva una orchestra di venti persone che
soffiavano allegramente nei loro strumenti a fiato
le veloci note di Yankee Doodle. Molti piedi degli
spettatori, che erano ritti, con le spalle rivolte
all'azienda, battevano a tempo del ritmo.
Dopo i musicisti marciavano quattro uomini che
portavano delle bandiere che consigliavano:
UNITEVI A NOI
E
RIPRENDETE IL LAVORO
Poi veniva Mac, rosso in viso e ansimante, facendo
volteggiare la sua bacchetta da tamburo,
mentre l'orchestra dietro a lui sonava: Mettete
I Vostri crucci nella Vecchia Valigia di Legno
e sorridete! Sorridete! Sorridete!
Continuavano a venire avanti. Ritmo di piedi
sulla strada soleggiata, luccichio di ottone, rullo
di tamburi, splendore di bandiere che garrivano.
Una bandiera proclamava al mondo:
NON VOGLIAMO
EDDIE
Quella dopo asseriva:
NON RIPRENDEREMO
EDDIE
Brian si un all'ultima fila. Dietro a questa veniva
pesantemente un solido carro seguito da
automobili stipate di fotografi e giornalisti che
ridevano e sghignazzavano. Si sporgevano dagli
sportelli, si mantenevano in equilibrio sui predellini
e appollaiati sui mantici.
Da principio gli scioperanti gridarono; poi
qualcuno rise e grid: Coraggio! quando Sam
Romney fece piroettare la bacchetta del suo tamburo.
Brian osservava le facce davanti alle quali passavano:
alcune erano cattive, ma la maggioranza
aveva compreso l'umorismo della situazione. Un
uomo lasci gli scioperanti e si mise al passo
dietro gli ultimi quattro. Un altro... poi un altro.
Ogni disertore veniva salutato da grida e
strilli della folla da cui si distaccava, ma non
venne lanciato nulla.
Non c'era da temere nessuna violenza fino a
che la maggioranza sorrideva. Brian guard il
gonfio nella tasca della giacchetta accanto a lui.
Per precauzione ogni uomo nella colonna portava
una bomba lacrimogena per autodifesa. Ma sperava
che non ci fosse bisogno di adoprarle.
La grigia processione procedeva passando davanti
alle strade che si irradiavano, per il paese,
con le orchestre che sonavano, le bandiere che
garrivano, il rumoreggiante e pesante carro, le
automobili cariche di fotografi e giornalisti che
seguivano. Vecchie donne si affacciavano alle
finestre delle candide casette o stavano in piedi
sui gradini e seguivano il ritmo oscillando.
In fondo all'ampia strada principale Sam
ferm la colonna e le file si sciolsero per formare
dei gruppi. A bassa voce egli disse a Brian:
- La coda di questa processione si allunga.
- S. Duecento uomini devono essersi uniti a
noi. Si sono allegramente fregati il naso quando
gli scioperanti hanno gridato. Se fosse possibile
continuare la commedia e farla finire senza una
rissa! Se qualcuno dei nostri non si eccita e non
butta una bomba lacrimogena sono sicuro che ce
la faremo. -
Dalla folla che osservava si alzavano gli acuti
strilli dei gruppi:
- Siamo in sciopero! Questa azienda  ingiusta
verso i dipendenti! Unitevi a noi e aiutateci
a vincere! -
E uno stridente coro femminile:
- Vogliamo Eddie! -
Dove era Eddie? Come prendeva la diserzione
dei suoi seguaci? Brian se lo chiedeva. Poi lo
vide. Magro, sparuto, con gli occhi non pi irati:
spettrale. Si era fermato vicino a un fotografo
che sistemava una macchina da presa vicino a un
gruppo di uomini vestiti di grigio che accendevano
la sigaretta. Dobson lo afferr per la spalla.
- Che fate qui? Eccoli l gli uomini che cercate!
Gli scioperanti sono dietro a voi, nel cortile. -
L'uomo mand indietro un ciuffo di capelli
rossi e spessi come la criniera di un leone, sogghign
e agit una mano con impazienza.
- S, s! Via di qui, ragazzo borioso! Levati
di mezzo! Il mio giornale non si interessa di
scioperi di questo genere.  roba vecchia; ma
questa, perdinci, questa s che  nuova! Una notizia
sensazionale! -
Sam afferr un braccio di Brian.
- Guarda! -
Gli occhi di Brian seguirono i suoi. Tre uomini
avevano circondato e percuotevano uno che aveva
lasciato il loro gruppo e si era messo sotto un
cartello:
SIATE GIUSTI VERSO
I PROPRIETARI
- Andiamo, Sam! Presto! Cominciano i guai!
- Me ne sono accorto! -
Sam soffi a lungo e acutamente in un fischio.
- Stringetevi! Stringetevi! - grid qualcuno.
Istantaneamente gli uomini con la giacca grigia
si misero in colonna per quattro. Tutte e due
le bande iniziarono:
Mettete i Vostri crucci nella Vecchia Valigia
di Legno e sorridete! Sorridete! Sorridete!
Marciavano raccogliendo dei seguaci mentre
giravano intorno al cortile. Quando Brian si
guard indietro si ricord della fiaba dello Zampognaro
vestito di tanti colori della citt di
Hamelin che incantava i bambini con la sua musica
mentre li conduceva nella sua tana.
Gli scioperanti che li guardavano non erano
pi di buon umore; apparivano sconfitti e cattivi.
Pi di un pugno era stato mostrato mentre
la colonna marciava. Lo scherzo si prolungava
troppo a lungo. Perch Sam non andava verso
casa? I nervi di Brian si contrassero. Fino ad
allora era andata bene ma non era il caso di forzare
la fortuna. Perch Sam non andava?
- Troppo tardi! - mormor, quando una bottiglia
vol in alto e si infranse sulla strada.
Altri proiettili la seguirono. Crepitio, scricchiolio,
acciottolio, strepito e rumore di roba
schiacciata. Li aveva visti Sam? Non poteva sentire,
con quella orchestra che sonava proprio
dietro a lui! Doveva parlargli. E mentre usciva
dalla fila vide Mac che pendeva in avanti.
Le orchestre smisero di sonare. C'era un gran
silenzio come se tutti trattenessero il respiro,
con i nervi tesi, pronti a scattare. Dio mio, perch
Sam si era fermato? Brian vide la mano dell'uomo
che gli era accanto entrare nella tasca.
Gli afferr il braccio.
- Fermo. Se la gettate avremo una rissa! -
La colonna si moveva! Non in avanti! Sam era
impazzito? Entrava di nuovo nella strada che
girava intorno al cortile. Cantava! Da solo!
Brian inghiott a lungo mentre quello marciava
avanti al ritmo irlandese di Ton-Y-Bo-
tel, e le parole che Sam cantava con la sua
bella voce baritonale erano:
- Una volta per ogni uomo e ogni paese
viene il momento di scegliere
nella lotta tra la Verit e la Falsit. -
La colonna procedeva. Ora gli uomini abbandonavano
gli agitatori in gruppi, mentre i primi
imboccavano la strada principale verso Rosewynne.
Centinaia di voci fecero coro cantando.
Brian si trasse da parte per guardare gli uomini
passare. Si volt a guardare indietro. Le
donne e le ragazze, dentro il cortile, si appoggiavano
alla cancellata con le mani non pi
unite.
Eddie Dobson era davanti al cancello orientale
circondato dai suoi gruppi. Vide Brian e si spinse
avanti fermandosi a due passi da lui. Era cinereo,
mandava lampi dagli occhi e moveva la
bocca.
- Credete di avermi vinto, vero? - disse in
tono di scherno. - Beh, il conto  rimasto aperto
tra voi e me! Ho ancora una carta o due da giocare.
 
Capitolo 22.

- Parti, maggiore Bill! - esclam Gay, incredula.
- E io che faccio? Non posso stare qui
a Rosewynne senza di te.
- Di' piuttosto che non vuoi. -
Tagliava i fiori secchi dalle pianticelle del
cortile quando William Romney era entrato e le
aveva dato la notizia. Ella gett uno sguardo ai
crisantemi dalle molte foglie, alle margherite,
alle calle e alle alte acacie, che il sole mattutino
indorava attraverso il tetto di vetro.
Si volt e i suoi occhi incontrarono quelli azzurri
di lui che la guardavano con intensa preoccupazione.
Improvvisamente contrita, gett via
le forbici e si tolse i guanti da giardino. Infil
la mano sotto il braccio di William Romney e
appoggi la guancia alla sua manica di tweed.
- Sono molto egoista a pensare prima a me
stessa. Devi certamente andar via. Hai diritto a
una vacanza, pi di ogni altro al mondo. Sediamoci
su questa panchina di marmo e confidami
i tuoi progetti. Mi piace tanto questo caldo odore
di terra, il rumore dell'acqua che gocciola e gli
spruzzi rossi e oro che rimbalzano nella vasca.
- Riprendi fiato, ragazza mia. Non parto
oggi-
- Questo  un vero sollievo, maggiore Bill.
Dal tuo tono di commiato mi era parso che l'elica
del tuo aeroplano avesse gi cominciato a girare
per partire. Mac e Sam e... Brian sono informati
dei tuoi progetti?
- Non ancora. Volevo prima parlare con te.
Ho la colpevole sensazione che andandomene ti
lascer a terra. Tu accettasti di stare a Rosewynne
con Brian e con me.
- L'intesa era che sarei rimasta fino a quando
Brian si fosse fatto una solida posizione e si
fosse assicurato il suo posto nella azienda. Ora
lo ha fatto. L'azienda ha superato la crisi dello
sciopero, vero?
- Non mi piace la parola sciopero applicata
a noi. Nel nostro caso non  stato un conflitto
tra lavoro e capitale,  stata una lotta tra
il buon senso e la fedelt dei nostri operai, e influenze
nocive: Dobson e Dubois. Li abbiamo affrontati
con la tua ricetta e con un tocco di
commedia abbiamo affrontata una situazione
che minacciava di diventare una tragedia. Il tuo
consiglio ha dato un buon risultato. Ha risvegliato
il buon senso dei nostri uomini e li ha decisi
a essere i padroni della situazione. Hanno
mandato un loro rappresentante a dirci che si
vergognano e sono dispiacenti. Torneranno al
lavoro luned prossimo, eccettuati pochi che sono
dalla parte di Dobson. Abbiamo deciso di pagarli
e di lasciarli liberi fino a quel giorno.
- Pensi che Eddie dar delle noie?
-  calmo. Troppo calmo. Non mi piace. Ha
una mania di persecuzione che lo domina e che
 difficile togliergli.
- Quando partirai tu, maggiore Bill, far un
viaggio anch'io. Andr a Reno per ottenere il
divorzio.
- Per quale motivo?
- Occorre un motivo a Reno? Beh, allora: incompatibilit.
Cos Brian avr la sua libert.
- Sei proprio sicura che Brian voglia la sua
libert?
- So che la vuole. Evidentemente non hai osservato
come si  dedicato a Bee Ware la notte
della festa, altrimenti non mi faresti questa domanda.
Quando un bravo pattinatore come Brian
permette a una donna che si dibatte sul ghiaccio,
di aggrapparsi a lui, vuol dire che l'ama davvero.
Sono sicura che vuole la sua libert, e l'avr.
E allora saranno tutti felici. Bee Ware, la Vedova,
e...
- Jim Seaverns?  lui la vera ragione del
tuo divorzio, vero?
- Sei ingiusto, maggiore Bill. Non ho visto
Jim dalla sera della festa, e qualche volta penso
che non lo vorr pi vedere... mai pi. Puoi essere
sicuro di una cosa... non lo far fino a che
sar legalmente la moglie di Brian.
- Sicuro di che cosa? Non fare delle promesse
avventate, figliuola mia. Stasera Lucy vuole portare
i gemelli alla nostra cena di vigilia del
Thanksgiving Day. -
Aveva cambiato argomento cos rapidamente,
che Gay ebbe bisogno di un attimo per orientarsi.
Poi esclam:
- I bambini! Ma  assurdo.
- Ho cercato di farle capire con tatto che non
era una buona idea, ma Lucy ha insistito dicendo
che sono gli unici eredi Romney della loro
generazione, e devono cominciare fino da piccoli
a osservare le tradizioni di famiglia. A questo
proposito mi ha ricordato che la regina Elisabetta
d'Inghilterra  stata abituata fino da
bambina alle future responsabilit.
- Prerogative reali.  ridicolo. Quei gemelli
sono tanto cari, ma le mie precedenti esperienze
mi fanno pensare che troveranno modo di rovinare
la tua cena. E Sam approva?
- Sam dice sempre di s quando Lucy vuole
qualche cosa.  stato lui, infatti, che mi ha proposto
che la famiglia passi qui la serata e che i
bambini dormano qui. Io ho approvato calorosamente
questa idea. Cos il nostro bridge non sar
interrotto troppo presto. La reazione di Susan
Dubois al progetto non sar piacevole. Ci toccher
a subire le sue vibrate proteste. Comunque
faremo venire i bambini. Dopo aver parlato a te
del progetto del mio viaggio, andr a sentire la
reazione di Brian. Sta lavorando nella sua biblioteca.
Gli hanno portato l la posta della
azienda. -
Gay sal lentamente le scale cercando di padroneggiare
la confusione dei propri pensieri, di
calmare l'emozione che le serrava la gola, di far
cessare la voce che le ripeteva di continuo la
frase sprezzante del maggiore Bill: Il vostro
 un altro matrimonio fallito.
Dieci minuti prima aveva visto sfilare davanti
a s solo una lunga processione di giornate dominate
dal mal di testa e dalla sua autoaccusa.
Nello spazio di un respiro, questa previsione si
era trasformata in un'altra pi complessa. Aveva
parlato di andare a Reno, con lo stesso tono indifferente
con cui avrebbe potuto dire: Vado a
New York. Ma non sarebbe stato facile.
Quando entr nel suo salotto, il barboncino,
che era stato a contemplare la signora Wainwright
che metteva la legna nel camino, si precipit
verso di lei e strofin il nero naso alla sua
mano.
- Non riesco a riscaldare questa stanza, - si
lament Cassie Wainwright. - Una settimana
fa il tempo era cos mite che le api uscivano dagli
alveari. Oggi il termometro registra dieci
gradi sotto zero. - I suoi occhi la scrutarono
con attenzione. - Che c'? Sembra che tu abbia
perso anche l'ultimo amico. -
Gay guard la ragazza riflessa nello specchio,
con un vestito di lana blu, il colletto e la cintura
bianchi, che la guardava dall'altra parte della
stanza.
- Mi si legge in volto che ho avuta una cattiva
notizia, vero? Ho avuto un colpo. Il maggiore
Bill va all'estero. -
Con l'alare ancora in mano, Cassie Wainwright
sedette rigidamente sulla sedia vicina al fuoco.
- Buona idea. Domani l'altro torno a casa;
e cos tu e Brian avrete la casa tutta per voi.
Non ho mai approvato le coppie giovani che
vivono con delle persone anziane. Dovrebbero andare
d'accordo, o litigare, o trovare degli accomodamenti
senza bisogno di mettere in pubblico
le cose loro. Spesso la presenza di una terza persona
ingrandisce enormemente delle piccole nuvole
che di solito vengono dissipate con una risata
o con un bacio, se marito e moglie sono soli.
Beh, questo non c'entra! Perch poi il maggiore
Romney non dovrebbe prendersi una vacanza?
Dobson l'agitatore si  calmato, vero?
- Per il momento, ma ho il presentimento che
non sia sconfitto. Eddie ha cominciato a odiare
Brian da quando questi mise in guardia Lena
contro di lui. Brian lo combatter fino alla fine,
fino alla sua fine, ho paura. Non sono affatto
tranquilla. -
Attravers la stanza e and alla finestra per
evitare lo sguardo indagatore della zia. Dietro
le colline il sole tingeva di porpora le nubi che
si spostavano lievemente, simili a penne trasportate
dal vento per un boscoso pendio. Sentiva
alla gola una morsa di acciaio mentre osservava
un uccellino che beccava il tronco di una
argentea betulla mostrando il bianco petto. Il
barboncino, accucciato sopra una sedia, uggiolava
per la bramosia di prendere quell'uccellino.
- Sicch  per questo che il giovanotto sembra
uno che cominci ad andare in consunzione. -
La voce di Cassie Wainwright devi per un
momento il corso dei pensieri di Gay.
- Quale giovanotto? - chiese.
- Brian, naturalmente. In queste ultime settimane
ha perso dei chili e buona parte della
sua baldanza.  pallido ed emaciato come Tim
O'Brien, ma non per lo stesso motivo. Qualcosa
turba la coscienza di Tim. Non hai mai pensato
che cosa curiosa sia la coscienza?  un'altra
prova della Divinit in noi, altrimenti perch
dei criminali incalliti confesserebbero i loro delitti?
Ma questo non c'entra. Quando sono entrata
qui, pochi minuti fa, Tim riempiva la cesta
della legna e Lena gli mormorava qualcosa.
Erano entrambi pallidi come spettri. -
Gay sussult ricordando la sua impressione
che Tim dovesse fare la spia. Voleva dunque mettere
anche Lena in un sacco di guai?
-  il pensiero dei sei fratelli e sorelle e del
padre inabile che hanno da mantenere che li
rende pallidi, la coscienza non c'entra, - asser.
- Uhm! Torniamo alla salute di Brian. Devi
insistere perch prenda qualcosa per rimettersi,
Gay.  preoccupato. Sono le preoccupazioni e
non il lavoro che distruggono l'uomo. N Mac n
Sam sono diminuiti di peso per la fatica. Quei
due gemelli diventano sempre pi uguali, ora che
Mac  felice. Immagino che sua moglie si sia resa
conto dove sarebbe finita con Dubois e lo abbia
lasciato andare. Non le attribuivo tanto buon
senso. Ora che questo affare  finito, vorrei che
quella Jezebel di una vedova, Bee Ware, smettesse
di star dietro a tuo marito.  una spudorata.
L'ho vista quando sono andata a fare una
passeggiata, che girava intorno all'azienda nella
sua automobile color crema aspettando di prelevarlo.
- Potrebbe farla smettere lui, se non gli facesse
piacere. Hai mai visto un uomo che non
riesce a sbarazzarsi di una donna, se vuole?  un
istinto innato in loro.
- Non alzare le spalle, Gay. Spero che tu
non abbia presa questa abitudine da Susan Dubois.
Se dovessi vivere con lei, quell'alzarle ogni
cinque parole mi farebbe uscire di sentimento.
Forse Brian ha piacere che quella donna gli stia
dietro. La maggior parte degli uomini preferisce
stare con una donna che li alletti con l'ardore
degli occhi e la lusinga del sorriso, che con una
che  fredda come una generatrice di ghiaccio.
- Che cosa vuoi insinuare, zia Cass?
- Non insinuo nulla, parlo chiaramente. Se
fossi tuo marito, starei pi volentieri in compagnia
di un bianco e brillante frigorifero smaltato,
che insieme con te. Almeno l il freddo pu
essere regolato. Mi hai delusa, Gay. Avevo sentito
dire che tu e Brian stavate per separarvi, e
ho voluto vedere da me. Per questo sono venuta
a Rosewynne, non per ragioni di salute. Tu non
fai la tua parte per impedire il fallimento del
matrimonio. Non lasciarti sconfiggere da quella
donna meschina. -
Soltanto un altro matrimonio fallito.
Le parole le tornarono alla mente prima di
domandare:
- E che faresti tu per impedirlo, zia Cass? Il
tuo punto di vista sul matrimonio  interessante,
anche se prettamente ottocentesco.
- Non essere sarcastica, Gay, non  da te.
Mostra a tuo marito che lo ami.  cos. Non mi
inganno. Una moglie sa prendere le carte vincenti
in un giuoco di tre persone, se ha cervello
per giocare. Non intendevo dirtelo fino al momento
della mia partenza, ma... Che volete,
Lena? Siete pallida come uno spettro. State
male? Se  cos vi preparer...'
- Non sto male, signora. Io... io... per favore,
potrei parlarvi da sola, signora Gay?
- Certamente, Lena. Andremo nella stanza
accanto. -
Quando la ragazza ebbe chiusa la porta della
camera dietro di s, Gay la incoraggi:
- Che succede? Non aver paura a parlare.
Tim  nei guai?
- Ci sono dei guai, ma non per lui... sono per
il signor Brian.
- Per il signor Brian! Che vuoi dire?
- Non occorre che mi stringiate il braccio
cos forte, signora Gay. Ve lo dir, se promettete
di non dire a nessuno chi vi ha informata. -
Gay esit per lo spazio di un secondo.
- Non parler se non giurate che non ne andr
di mezzo io... non perch abbia paura per
me, ma penso a Tim...
- Lo prometto. Parla. -
- In piedi, in mezzo alla stanza, Lena bisbigli:
- Eddie e i suoi seguaci vogliono rapire il
signor Brian!
- Lena! - Gay si port una mano alla gola
per alleviare la oppressione che le impediva di
parlare. - Che cosa... che cosa gli faranno?
- Lo terranno fino a che non riprender Eddie
e lo far sorvegliante.
- Non lo far. Non lo far mai. Lena.
-  quello che ho detto a Tim. Avreste dovuto
vedere i suoi occhi quando ha detto: Non
lo far? Aspetta che le Civette lo prendano; vedrai
che gli faranno cambiare idea. -
 
Capitolo 23.

Gay ebbe l'impressione che dei pavoni strisciassero
con le penne iridescenti sui pannelli
dell'alto paravento senza che potesse vederli. Vedeva
invece una grossa creatura che saltava e
sbatteva ali orribili facendo dei segnali. Sentiva
lo spaventoso ululato del barboncino, e un grido:
Attenta! Pazza...
Un brivido le attravers la persona e tent di
muovere le labbra che si erano irrigidite.
- Civette? Civette? - ripet senza espressione.
- Che cosa sono le Civette, Lena?
- Sono qualcosa di feroce. Quella di Eddie
Dobson  una societ segreta, una di quelle societ
segrete delle quali si parla nei libri. Gli
affiliati si riunivano nel vecchio mulino fino a
quella domenica in cui voi e il signor Seaverns
andaste laggi. Aveste la fortuna che quel giorno
c'era di sentinella Tim. Trov il vostro orologio
e me lo port perch lo mettessi in camera
vostra; vi aveva appuntato un foglietto che vi
ammoniva perch rimaneste lontana dal ruscello.
Mi fece giurare di non dirvi come era arrivato
sul vostro tavolino. Mi disse che gli sarebbero
accadute delle cose terribili se Eddie avesse scoperto
quello che aveva fatto. Veniva in citt
per vedere quello che facevate, signora. Comunque,
ora ho dovuto dirvelo. Avete fatto tanto
per la nostra mamma!
- Come mai Tim  entrato in una societ segreta
che fa delle cose terribili ai suoi membri?
- Era pazzo per Eddie, e quando Eddie gli
disse che aveva avuto la bella idea di fondare un
Circolo che avrebbe fatto divertire i ragazzi dell'azienda
e li avrebbe aiutati a lottare per i loro
diritti, che un pezzo grosso ne aveva formato uno
uguale...
- Chi era il pezzo grosso, Lena?
- Non lo so, signora Gay. Davvero, non lo so.
Tim credette da principio che quel Circolo fosse
una cosa buona; ma invece poi hanno cominciato
a fare delle cose brutte, come rovinare
quella macchina alla azienda e dare fuoco alla
casa di chi aveva tradito la causa. Tiravano a
sorte chi era incaricato di queste tristi spedizioni.
Lui voleva venir via, ma lo hanno minacciato
e gli hanno detto quello che sarebbe accaduto
a lui e a me se lo avesse fatto. Da allora
ha saputo che era sorvegliato. Due giorni fa ha
sentito due Grandi Civette Cornute, grandi significa
che sono i capi, nessuno sa chi sono perch
quando si incontrano sono sempre mascherati,
che si proponevano di rapire il signor Brian
dalla sua camera nella torre, stasera.
- Stasera? Vengono a prenderlo... stasera?
- Sh-sh! Per piacere, signora Gay, non parlate
cos forte. Metto a rischio la vita di Tim e
la mia, a raccontarvi questa cosa. Se uno della
societ segreta scoprisse...
- Non scoprir niente, Lena; - la roca voce
di Gay era ferma - te lo prometto. Qualunque
cosa accada il tuo nome e quello di Tim rimarranno
fuori da questa faccenda. A che ora verranno?
- Sanno che i Romney si riuniscono sempre
qui, la vigilia del Tlianksgiving Day. Verranno
dopo che gli ospiti se ne saranno andati. Pensano
che dopo mezzanotte sarete tutti profondamente
addormentati. Chi  che bussa? Non
voglio essere vista...
- Nello spogliatoio! Presto! -
Gay aspett di sentir chiudere dolcemente la
porta, poi disse:
- Chi ?
- Ti vogliono al telefono, Gay, - la inform
la signora Wainwright.
Ella rispose alla chiamata poco importante,
poi sedette, rigida come se fosse stata di pietra,
con le mani strette in grembo.
Che cosa doveva fare?
Naturalmente doveva dirlo a Brian. Sarebbe
riuscita a fargli comprendere la seriet della situazione,
senza dirgli chi le aveva date quelle
informazioni? Doveva. Guard l'orologio. Il
maggiore Bill le aveva detto che rimaneva in
casa a lavorare.
Corse gi per le scale e attravers l'ingresso.
Buss, e prima ancora di aver avuta la risposta
entr nella stanza tutta tappezzata di libri, con
le sue poltrone di pelle rosso scuro, i suoi mobili
con i trofei sportivi, gli scaffali con le palle
che Brian aveva lanciate nelle partite vittoriose,
e un camino dove i ceppi bruciavano allegramente.
Ud l'esclamazione di sorpresa di William
Romney, vide gli occhi indagatori di Brian
che era in piedi dietro alla scrivania coperta
di carte. Sembrava incredibilmente alto, cupo e
freddo.
- Gay! - disse. - Gay, - ripet e rise. -
Devi proprio avere una grande urgenza di dirmi
che te ne andrai quando il maggiore Bill parte...
per esser venuta qui. -
Senza rispondere gir rapidamente la chiave
e si avvicin in fretta alla scrivania.
Quando alz lo sguardo su lui pens che zia
Cass non lo avrebbe giudicato dimagrito se lo
avesse visto in quel momento. Aveva il viso acceso,
e ogni muscolo del suo corpo vigoroso mostrava
forza e decisione. Alcune rughe marcate
vicino agli occhi e alla bocca lo facevano apparire
vecchio. Vecchio! Brian vecchio! La parola fu
per lei una pugnalata al cuore. Rapidamente
disse:
- Non sono venuta per questo, Brian!  una
cosa che riguarda te. Vieni pi vicino, maggiore
Bill, ascolta. E pensa. Pensa bene a ci che
dovremo fare. -
Raccont loro tutto quello che le aveva detto
Lena.
Brian le avvicin una sedia.
- Siediti e smetti di tremare. Sembra pi la
trama di un film giallo, che una cosa vera. Sei
sicura di non aver sognato, Gay?
- Non ridere, Brian! Maggiore Bill, fagli
credere a quello che ho detto.
- Chi te lo ha detto, Gay?
- Non posso dirlo; ho dato la mia parola
d'onore che non lo avrei detto. Se sapessero chi
 stato potrebbe accadere una tragedia. Devi
credermi senza chiedermi spiegazioni, Brian. Mi
devi credere!
- Ti credo. Hai detto che dovrebbero venire
a prendermi in camera mia quando gli ospiti se
ne sono andati?
- S. Oh, vorrei che le tue stanze fossero al
primo piano! Ho pensato, Brian, che potresti
venire in camera mia, cos non ti troverebbero.
- Grazie. Non mi piace di cavarmela in codesto
modo.
- Sai, volevo soltanto...
- ...aiutarti, - egli termin furente la frase
di lei. - Capisco.
- Ma che farai? - insist Gay; l'ansiet le
imped di dare importanza all'irritazione che
traspariva dalla voce di Brian. - Dimmelo! Potrei
recarti danno con qualche idea mia.
- Ancora non lo sa, Gay. Dacci il tempo di
pensare, - sugger William Romney. - Renditi
conto che la faccenda ci sembra ancora
troppo melodrammatica per essere vera. I nostri
uomini non farebbero mai nulla di simile.
- Questo  il guaio con voi Romney! Non credete
mai che qualcuno possa essere cattivo per
davvero, - dichiar Gay con passione.
- Oh, s, invece, lo crediamo! - disse Brian
contraddicendola. - Come ho gi detto, sospetto
che l'odio che Eddie Dobson ha per me sia andato
oltre i limiti della ragione; eppoi c'
anche...
- Louis Dubois?... - mormor Gay. - Ma
stasera cena con noi! Come potrebbe esserci
immischiato?
- Vuoi essere di aiuto?
- Naturalmente. Far qualsiasi cosa! Qualsiasi,
Brian.
- Allora va bene. Ti chiedo la cosa pi difficile
che potrei chiederti. Fai come se tu non sapessi
nulla di quello che le Civette si propongono
di fare stasera. Cerca di stare occupata
tutta la giornata. Datti da fare e cerca di non
avere il tempo di preoccuparti. Eri bravissima,
qui, quando facevi parte della compagnia teatrale.
Hai l'occasione di mettere alla prova le
tue doti di attrice. Ti senti in grado di farlo?
- S. - Le labbra tremarono sorridendo. -
Non mi piace vantarmi, ma... mi riuscir benissimo.
Comincer subito a fare pratica con la
zia Cass. -
Sent che Brian era rimasto sulla soglia e la
seguiva con lo sguardo, e dalla stanza le giunse
la voce del Maggiore:
- Perbacco,  una vera fortuna che non abbiamo
restituito quelle bombe lacrimogene! Dove
sono, ragazzo mio?
- In quel cassettone... -
La porta si chiuse e le imped di ascoltare il
resto della frase.
Gay si chiedeva che cosa avrebbe detto Brian
del suo modo di trascorrere la giornata mentre,
nella seconda met del pomeriggio si dirigeva
in automobile verso la casetta dei Dobson.
Se almeno avesse potuto fare qualche cosa!
Aveva escogitato una dozzina di progetti per evitare
l'attacco, pur mantenendo la promessa fatta
a Lena di tener segreta la fonte delle sue informazioni.
Racconti di assalti a mezzanotte compiuti
da uomini mascherati, che aveva letti e dimenticati,
le tornavano alla mente come insegne
luminose che lampeggiano attraverso il fumo
della citt.
A fatica riusc a scacciare dalla mente un'orda
di immagini febbrili quando entr nel salotto
dei Dobson con il barboncino alle calcagna. Il
suo cuore sobbalz e le sal alla gola improvvisamente
quando vide Eddie fermo nel vano della
porta della cucina. Si era vantata di saper recitare,
e questa era una occasione per provarlo.
Accenn con la testa all'uomo che la guardava
di sotto le palpebre abbassate, e sorrise alla madre
che sembrava agitata.
- Buona sera, signora Dobson. Questo piacevole
odore di salvia e cipolla viene da un tacchino
che  al fuoco ad arrostire per il Thanksgiving
Day? Siete previdente. Ho avuto tanto da
fare per preparare per la nostra riunione di stasera,
che mi sono ridotta a quest'ora per venire
a portare le caramelle di menta alla signora
Bascom. -
Sleg un pacchetto bianco e appoggi la scatola
aperta sulle ginocchia della vecchia, rannicchiata
nella poltrona a rotelle.
- Doppia quantit per la festa, - disse, e
sorrise all'uomo. - Qualcosa mi dice che piacciono
anche a vostro nipote. -
La signora Dobson emise un suono che era
una cosa di mezzo tra un singhiozzo e un grido
di esasperazione. Gli occhi le si inumidirono e
la larga bocca le trem quando, facendo il cipiglio
si volse verso il figlio.
- Che aspetti, Eddie? Mi pare che, dopo tutte
le noie che hai procurate alla sua famiglia dovresti
vergognarti a rimanere nella stessa stanza
della bella signora Gay, che  sempre cos gentile
con la tua nonna e con me. Vai via ora e ascoltami.
Non portarti pi dietro Joey quando vai
con quella gente. Dice che gli hai permesso di entrare
in quel tuo Circolo;  vero?
- Occupati dei fatti tuoi, mamma. Joey  abbastanza
grande per fare quello che vuole, - rispose
bruscamente il figlio della signora Dobson.
- Non  abbastanza grande per andare con i
tuoi amici. Guarda che stasera torni presto a
casa; se non torner presto... puoi fare a meno
di tornare anche te, e per sempre... hai capito? -
Era pallida quando incontr gli occhi del giovane
che la guardava con irata impertinenza.
Eddie Dobson alz le spalle:
- Sar a casa presto .stasera, va bene, e io
sar qui per il Thanksgiving a tagliare il tacchino.
Arrivederci. -
Scomparve nella cucina e si sbatt dietro la
porta. Sua madre sospir emettendo un rauco
singhiozzo. La vecchia, dalla poltrona, la sbirci
con i suoi acuti occhi simili a giaietto.
- Perch piangi, Lisa? - chiese con voce fessa
e tremante. - Dovresti essere soddisfatta di
avere avuto il coraggio, una volta almeno, di tener
testa a Eddie! Non ha combinato altro che
dei guai da quando  cresciuto. Dammi una
menta e dalla anche a questa bestiola buffa! -
esclam quando il barboncino le appoggi una
zampa sul ginocchio per ricordarglielo.
- Siete molto buona, signora, a portare queste
alla mamma, - disse con voce strozzata la
signora Dobson.
- Perch non dovrebbe portarmele? - gracchi
la vecchia. - Non ho mica fatto nulla,
vero? Solo perch Eddie si  reso ridicolo...
- Va bene, mamma, - la interruppe nervosamente
la figlia. - Nessuno ti rimprovera.
- E fanno bene. La vostra famiglia si riunisce
stasera, signora Gay? Mi ricordo di una vigilia
di un Thanksgiving Day in cui andai l ad
aiutare. Era una bella cosa vedere la tavola tutta
luccicante di cristalli e di argento, e il vecchio,
era il nonno di vostro marito, a capotavola con
i suoi quattro figliuoli, le loro mogli e i bambini...
mamma mia... mamma mia, quanti se ne
sono andati! E io sono sempre qui. Cosa  quella
roba d'oro che brilla sul vostro vestito? -
Gay si tolse la cappa di leopardo.
- Sono pagliuzze. Ci sono tanto sui polsini
che sulla cintura. Vedete. L'oro che brilla intona
bene con la lana marrone. Vi piace?
- S. Avete dei vestiti molto belli, e a me
piacciono le cose belle. Mi piace... -
La voce tremante si spense in un mormorio, le
palpebre si abbassarono sugli occhi della vecchia.
Gay si rimise la cappa e pass nell'ingresso.
- Siete stata cos gentile, signora, - disse la
signora Dobson aprendo la porta di casa. - E mi
vergogno tanto delle noie che ha date Eddie.
- Non vi preoccupate per questo. L'azienda
si riaprir luned e la maggior parte degli uomini
torner al lavoro. Gli altri si renderanno
conto dei loro torti e torneranno anche loro, ne
sono sicura.
- Siete molto gentile. Io...
- Lisa! Chiudi quella porta! Fai raffreddare
questa stanza! - esclam una voce fessa.
- Buona notte, signora. Felice Thanksgiving
a voi e a tutti i vostri! - disse affrettatamente
la signora Dobson.
- Anche a voi per questo e per molti altri, -
rispose Gay.
Minuto per minuto il tempo passava, e le ore
proseguivano la loro marcia e scomparivano per
sempre. Ore nelle quali Gay aveva sentito lo
svolgersi dei preparativi in tutta la casa. Nessun
riferimento a quello che stava per accadere.
Nessuna confusione. Ma linee profonde sui volti
del Maggiore e di Brian, anche quando le loro
voci erano allegre e le loro bocche sorridevano.
Non prima di quella stessa mattina Lena le
aveva bisbigliata la notizia del rapimento? Le
pareva che fosse passato un secolo. Era stato
quel pomeriggio che mamma Bascom le aveva descritto
una riunione simile, di tanti anni prima?
Gay guard la lunga tavola nella sala da
pranzo di Rosewynne, la massiccia conchiglia di
argento riempita di crisantemi gialli, fiancheggiata
da conchiglie pi piccole piene dei fiori
purpurei della vite rampicante; spinse lo sguardo
oltre i candelieri a bracci, con le loro candele
accese, fino a William Romney seduto dalla parte
opposta.
Come poteva sorridere? Come poteva apparire
cos a suo agio mentre parlava con zia Cass, seduta
alla sua destra sapendo, come sapeva,
quello che poteva accadere poche ore pi tardi?
Forse non credeva a quello che aveva chiamato
un vecchio melodramma. Forse aveva ragione.
Poteva darsi che fosse per un istante uscita di
senno e avesse avuto un incubo.
La speranza fu iridescente come una bolla di
sapone e di una uguale breve durata. No, non lo
aveva sognato!
Gett uno sguardo a Lena che aiutava Sampson
e la cameriera. Neppure il rossetto abilmente
applicato poteva mascherare il pallore della sua
faccia. Qualcuno lo avrebbe notato? Guard
Brian. Guardava pensosamente Lena, poi si volse
per rispondere a Sorellina che gli sedeva accanto.
Lei e Billy avevano fatto una lotta per decidere
chi dei due avrebbe dovuto sedersi a quel posto.
Lotta che aveva messo in pericolo i loro vestiti
celesti e aveva scompigliato i loro capelli.
Jane era seduta dall'altro lato di Brian.
Come se avesse sentito lo sguardo di Gay posato
su di s, Brian alz gli occhi. Quegli occhi
le rivolsero un rapido ammonimento. Egli credeva
veramente alla sua storia incredibile. Meno
male!
- Gay boccheggia come un pesce, - annunzi
scherzosamente Mac che sedeva alla sua destra. - Che hai nella
tua piccola testa, ragazza mia?...
- Non mi piace che la mia testa sia classificata
come piccola, - rispose gaiamente Gay. -
Se vuoi sapere perch ho tirato quel lungo e
aspro sospiro di sollievo,  stato perch Sorellina
ha scosso la testa quando Sampson le ha
chiesto se voleva del budino di prugne.
-  incredibile! - disse stridendo Susan Dubois.
- Quei bambini hanno mangiato tutto ci
che c'era di buono in vista; qualcuno dopo se li
godr. Vedo gi dei neri diavoletti di incubo che
si affacciano dagli occhi di Sorellina. -
La bambina si mise un dito tra le labbra che
tremavano.
- Non voglio avere dei neri diavoletti che si
affacciano dai miei occhi, Brian.
- Non ci sono, cara, - le disse lui consolandola.
- Zia Susan scherzava. Perch tu e Billy
non andate su a giocare con la Signora Fezziwig
mentre noi finiamo di cenare? -
Con strilli di approvazione i bambini si precipitarono
alla porta.
-  assurdo far venire a cena dei bambini di
quella et! La stanza dei giuochi...
- Ma a me piace averli qui, Susan, - disse
il Maggiore interrompendo la protesta della nipote.
- Mi piace avere qui tutta la famiglia.
Il prossimo Thanksgiving Day potrei non essere
tornato dal mio viaggio intorno al mondo, e la
riunione potrebbe non essere completa.
- Non sarai l'unica persona che mancher, se
si deve credere alle voci. - La signora Dubois
guard Gay. - Ci sono altre forze, oltre ai
viaggi, che spezzano la cerchia familiare.
- Che ne pensi di andare nel salotto di soggiorno
a prendere il caff, maggiore Bill? -
chiese rapidamente Brian.
William Romney si alz.
- La mozione per andarvi  presentata e approvata.
Tutti quelli in favore... -
Ridendo le donne entrarono nell'ingresso con
una ondata di colori. Il rosa pallido accentuava
la scura lucentezza degli occhi di Jane Romney.
La bionda Lucy sembrava fluttuare con uno spumeggiante
vestito di tulle azzurro. Susan luccicava
con un abito verde acceso pieno di pagliuzze.
Gay indossava un abito fatto con molti strati di
chiffon rosso dorato che si allargava in fondo.
Il grigio argenteo di Cassie Wainwright era
come una vena di luce lunare in un mare di colori
sgargianti. L'alta collana di brillanti che
cingeva il suo lungo ed esile collo, lo racchiudeva
in uno scintillio che mandava bagliori ad ogni
movimento del suo corpo angoloso.
Quando attraversarono l'ingresso trilli di risate
infantili, accompagnati dall'abbaiare del
barboncino, giunsero dal piano superiore. Gay
sorrise con compiacenza, ma subito dopo il pensiero
di quello che doveva accadere le irrigid
le labbra. Sarebbero stati al sicuro i bambini
quella notte, in quella casa?
Guard i quattro Romney e Louis Dubois
quando entrarono nella biblioteca debolmente illuminata
e profumata dai mazzi di rose. Brian
e il maggiore Bill non avrebbero permesso che i
bambini rimanessero a Rosewynne se avessero
temuto per la loro sicurezza. C'era da fidarsi di
quei due uomini.
Lucy usc dalla stanza per mettere a letto i
bambini. Sampson prepar i tavolini da giuoco.
Con il pretesto di aiutare Lucy, Gay si scus di
non giocare. Era ansiosa, agitata. Le sembrava
di brancolare nel buio, con il timore delle orribili
cose che potevano accadere entro poche ore.
Come le avrebbe affrontate Brian?
In piedi alla finestra del suo salottino si dibatteva
contro un crescente pnico. Come se i
suoi occhi fossero stati attratti da una calamita,
alz lo sguardo. Il cielo era limpido e le stelle
luccicavano... cos calme, cos immobili! Come
una meravigliosa rete dorata avvolgevano la
terra e l'agitazione dei milioni di creature che
vi abitavano. Un po' della loro pace scese nel suo
animo preoccupato.
Raggiunse Lucy sul balcone che dava nel fragrante
cortile. Delle candele bruciavano su
ognuna delle otto finestre gotiche. L'effetto era
cos incantevole da superare ogni immaginazione.
-  bellissimo, vero? - mormor Lucy come
se temesse di turbare, parlando forte, l'incanto
di quella scena.
Mentre scendevano le scale scoppi di risa le
raggiunsero dalla camera dei gemelli.
- Quei bambini non si addormentano, - deplor
la madre. - Sono cos eccitati che non
andrebbero mai a letto. Hanno insistito tanto
per avere Fezz, che ho dovuto lasciare il barboncino
con loro e la porta aperta.
-  questa la causa di tutto questo fracasso.
- Ma che altro potevo fare. Gay? Avrebbero
preso una bizza se non lo avessi fatto.
- Sono perfettamente convinta che non avresti
potuto fare diversamente, Lucy. -
Tra s e s Gay disse:
Tu sei deliziosa. Hai dei bambini bellissimi
e sai conservare l'amore di tuo marito. Penso
che sia quanto di meglio si pu chiedere a una
donna.
I giocatori erano intenti alle loro carte, nella
biblioteca. Lucy si appollai sul bracciolo della
poltrona del marito e appoggi la testa a quella
di lui. Egli la baci.
- I bambini sono a posto, tesoro? - le chiese
teneramente.
- Per amore del cielo, Lucy, stai lontana da
Sam! - protest Susan Dubois scartando una
carta. - Pu riuscir bene come scrittore, so che
ha venduto un altro romanzo giallo, ma non 
abbastanza bravo in questo giuoco da permettersi
di essere distratto.
- Proprio per questa sprezzante osservazione
prender a te e al maggiore Bill le ultime tre
mani, Susan! - replic Sam sorridendo ironicamente
a Jane che era dall'altra parte della
tavola mentre metteva gi le carte. - Chi  che
dice che non siamo bravi, amica? -
Gay osservava il giuoco alla tavola accanto
dove Cassie Wanwright e Brian giocavano contro
Mac e Louis. La mano fin e Dubois si alz.
- Vuoi giocare per me, Gay? Devo parlare
con uno. Andr al telefono dell'ingresso. -
Il cuore di Gay ebbe un sussulto e acceler il
suo battito. La telefonata di Louis aveva a che
fare con il rapimento di mezzanotte? Era supponibile.
Se lo chiedeva anche Brian? I suoi occhi
erano fissi sull'uomo che usciva rapidamente
dalla stanza.
Attraverso la porta spalancata vide Louis che
si fermava. Si ud uno scoppio di risa infantili,
dei latrati che assordavano e la voce squillante
di Billy:
- Buttala, Fezz! Buttala! Buttala a Louis! -
E ora che succede? pens Gay.
Raggiunse la porta mentre i gemelli, con i vivaci
accappatoi a righe, si precipitavano gi per
le scale come una valanga che cadesse dall'alto.
Ognuno dei due stringeva sotto il braccio una
piccola scatola rossa. La Signora Fezziwig, che
scendeva per prima, ne portava un'altra che teneva
tra i denti per un anello di metallo. In un
attimo il barboncino la gett per giuoco e la riafferr
abilmente davanti a Louis Dubois.
- Buttala, Fezz! Buttala! - dicevano in coro
i gemelli.
Il barboncino tenne la scatola rossa ferma al
suolo con una zampa e dette degli strapponi all'anello
di metallo.
- Che hai l? -
Dubois si pieg sul cane e fece un salto gridando:
- Attenta! Pazza... -
Gay si sent gelare il sangue. Quella voce!...
Quelle parole!... L'essere mostruoso sulla strada!...
Louis Dubois.
 
Capitolo 24.

- Lascialo! Fezziwig! Lascialo! -
Gay sent il grido di Brian lontano, come attraverso
un banco di nebbia. Lo vide afferrare la
scatola rossa e tenerla in alto, fuori dalla portata
del barboncino che abbaiava e saltava e dei
gemelli che protestavano con strilli acuti.
- Mac! Leva quelle cose ai bambini! Presto!
- Che c', Brian? Che hanno fatto i bambini
ora? - chiese Lucy staccandosi dal gruppo delle
persone spaventate e accorrendo verso la porta
della biblioteca.
- Datemele! - Mac tolse con cura le scatole
dalle mani dei bambini che, accigliati, cercavano
di tenerle strette. - Per l'amor del cielo,
bambini, dove avete scovato queste bombe lacrimogene?
- Sam, - disse aspramente Brian. - Metti i
bambini a letto e facceli stare. Non  colpa loro
se tutti noi non piangiamo a dirotto e starnutiamo
a pi non posso. -
Sorellina gli si strinse ai ginocchi e, con la
testa dorata buttata all'indietro, preg piangendo:
- Mi culli e mi racconti Mamma cara,
mamma cara, Brian? -
Egli guard severamente l'angelico volto della
bimba rovesciato all'indietro.
- No. Non mi piacciono le bambine cattive
che vanno di nascosto nella mia camera a portar
via delle cose.
- Non sono una bambina cattiva! - disse imbronciata
Sorellina.
Billy le mise una mano sulla spalla e guard
Brian con gli occhi azzurri pieni di rimprovero.
- Siamo andati l per prendere delle palle da
tirare a Fezz, Brian. E siccome non le abbiamo
trovate...
- Sicuro che non potevi trovarle! - interruppe
Brian. - Avevo saputo che voi due venivate
qui a cena. -
Sam afferr per le spalle ambedue i suoi figli
e personalmente li spinse fino alle scale.
- Salite! Via! -
A met, Sorellina si volt a guardare indietro.
- Non voglio andare. Sam. Voglio che Brian
mi culli e mi racconti Mamma ca ra, mamma
ca-ra! -
Suo padre la prese in braccio e fece gli scalini
a due per volta con Billy che gli teneva
dietro.
- Che devo fare di queste maledette cose,
Brian? - chiese Mac tenendo cautamente le scatole
rosse con la punta delle dita.
- Mettile sugli scalini della torre. Ci penser
io.
- Perch mai tieni delle bombe lacrimogene a
Rosewynne, Brian? Vi preparate per un assedio?
- C'era una nota stridente nella ironica
domanda di Louis Dubois.
- Niente di cos emozionante. Per eccesso di
precauzione le portammo con noi nella storica
Parata dei Proprietari. Ho avuto poi tante altre
cose a cui pensare che non le ho riportate al
comando di polizia. Potete scommettere anche
il vostro ultimo dollaro che domani saranno fuori
di casa. Lucy, fai un giuoco o due con la zia
Cass fino a che non torno io, per piacere. Gay,
porta su la Signora Fezziwig. La chiuderemo
nel tuo salottino. -
Mac prese Dubois a braccetto.
- Vieni, Louis. Rimanda la telefonata a
quando sar tornato Brian. Lui e la zia Cass
ci hanno sconfitti clamorosamente. Con Lucy...
- la sua voce divenne un mormorio quando i due
uomini entrarono nella biblioteca.
In cima alle scale Gay mormor:
- Mac lo sa, Brian? -
Egli annu.
- Rimarr qui. Rimarranno tutti. Prepara
le camere degli ospiti, quella sul davanti, per
Susan e Louis. Lo metteremo in un posto dove
possa essere sorvegliato. Questo fa parte del nostro
piano, Gay.
- Louis era... era la Civetta che cerc di fermarmi,
Brian. Ho riconosciuto la voce stasera
quando ha detto... - il respiro le manc.
- Calma. Lo so. Ho scoperto molte cose. Ho
atteso ancora altri fatti prima di gettare una
bomba, non lacrimogena, che lo butter per sempre
fuori dall'azienda. Abbiamo avuto la confessione
di Lavalle sulla parte che ebbe lui nella
faccenda del sasso. Tira le tende davanti alla
finestra prima di accendere la luce. Metteremo
Mac e Jane nella torre. Chiudi il barboncino nel
tuo salotto. Poi torna in biblioteca, saprai poi
il resto del mio piano. -
Gay si chiese se sarebbe mai pi riuscita a riscaldarsi
quando, dieci minuti pi tardi, sedeva
nella biblioteca, sull'orlo del divano, con le dita
gelate incrociate intorno a un ginocchio.
- Giuoco! -
Risate e voci si alzarono in una postuma discussione
e furono interrotte dal secco rumore
delle carte lasciate cadere sulla tavola quando
Brian Romney si alz.
Mac and alla porta e si ferm sulla soglia
per accendere la pipa.
Sam spinse Lucy nella poltrona del maggiore
Bill e rimase davanti a lei.
La gola di Gay si strinse.
Eccoci! disse a se stessa frenando rigidamente
un fremito nervoso.
Louis Dubois accese una sigaretta.
- Se la commedia  finita, Susan, allora...
- Ma la recita non  finita, Louis! - interruppe
allegramente Brian. - C' un secondo
atto che sar messo in scena a mezzanotte. Una
dolce musica, luci rosse e tutti gli accessori. Il
maggiore Bill vuole che passiate tutti la notte
qui per assistervi. -
Da una annoiata indifferenza l'espressione di
Louis Dubois si affil in una vigile attenzione.
- Passare la notte qui?! - strill sua moglie.
- Non essere ridicolo, Brian! Non possiamo.
Domani partiamo per andare a passare
la domenica a New York. Inoltre non siamo preparati.
Avresti dovuto dircelo ieri se volevate
che si stesse qui fino a domani mattina, maggiore
Bill.
- Hai ragione, Susan. Ma fino a poche ore fa
non sapevo di aver bisogno di voi. Diglielo,
Brian. -
Brian raccont dell'assalto di mezzanotte della
societ segreta.
- Societ segreta! Chi ha tirato fuori questa
pazza storiella? -
Gay trattenne il respiro aspettando la risposta
di Brian alla sprezzante domanda di Louis.
Egli non sapeva da che fonte avevano quella informazione,
ma poteva sospettarla. Se era cos
l'avrebbe detto?
- Forse tu la chiameresti un Circolo,
Louis. Il comando di polizia non la credeva una
pazza storiella quando sono stato avvertito di
quello che mi attendeva, - rispose Brian con
calma; e Gay sciolse le dita in tensione.
Dubois pieg le labbra sottili e la sua palpebra
sinistra si contrasse mentre i suoi occhi bruciavano
come carboni nella faccia pallida.
- La polizia! - disse con scherno. - Se la
polizia avesse saputo quello che stava per accadere,
perch non lasciare a loro di occuparsi
della cosa, invece di far entrare la famiglia nella
faccenda?
- Non abbiamo chiesto alla polizia di occuparsene,
Louis, perch si trattava di un affare
di famiglia. Consideriamo ancora gli operai come
parte della nostra famiglia di affari, e presumendo
che alcuni di loro siano immischiati nella
faccenda, abbiamo creduto che gli uomini della
famiglia Romney avrebbero preferito occuparsi
da soli di questa ultima cosa spiacevole.
- Certamente, certamente tocca a noi uomini.
- Dubois si affrett a riparare il proprio
errore di tattica. - Ma, perch coinvolgerci le
nostre mogli? Sono sorpreso, maggiore Bill, che
tu abbia acconsentito a rischiare la vita delle
donne, di delicate donne indifese, - concluse
con uno scoppio di oratoria altisonante.
- Ehm! Penso tu intenda riferirti alla tua
donna, Louis Dubois, e non anche a noi, - disse
con tono offeso Cassie Wainwright. - Non chiamare
me delicata e indifesa! Nulla mi piace pi
che respirare l'aria del pericolo.
- Non ci saranno pericoli, signora Cassie, -
assicur William Romney. - Devi capire, Louis,
che se qualcuno di voi uscisse stanotte da questa
casa, ora che siete a conoscenza della cosa,
qualcosa trapelerebbe certamente. I banditi,
chiunque siano, saprebbero che sono attesi e rimanderebbero
il loro piano di attacco a quando
noi non si fosse preparati. Ce ne sbarazzeremo
stasera una volta per tutte. Con quattro Romney
in casa e la polizia in armi, pronta a rispondere
alla nostra chiamata, ti ripeto che tu e Susan
non correte alcun pericolo. -
Gay guardava fisso Louis Dubois. Pensava al
grido che aveva mandato nell'ingresso e che lo
aveva tradito, e ripensava al mostro che le aveva
fatto dei segnali per la strada. Che cosa aveva
voluto fare? Come aveva osato tentare di fermarla?
Sapeva che stasera lei aveva riconosciuto
la sua voce? Era pallido e la sua palpebra
sinistra si contraeva continuamente.
In quel momento egli lanci un rapido sguardo
alla finestra che dava sulla terrazza. Aveva visto
qualcosa fuori? C'era qualcuno che attendeva
un suo segnale? Era stata cos assorta nei
suoi pensieri che non aveva udita la sua risposta
all'annunzio del maggiore Bill. Che diceva
ora?...
- Beh, Susan, se non possiamo andare, rimarremo! -
Scosse le spalle con rassegnazione.
- Hai dimenticato una cosa, Brian: le nostre
automobili sono qui. Saranno la prova che i vostri
ospiti non se ne vanno.
- Vi abbiamo pensato, Louis. Le automobili
sono state portate via. A casa vostra sono stati
avvertiti che tu e Susan avete deciso di passare
la notte qui e tornerete domattina presto. Ora,
per piacere, andate in camera vostra. Subito.
Tutti. Non fermatevi a parlare e spengete la
luce pi presto possibile. E che nessuna di voi
donne metta la testa fuori dell'uscio. Capito? -
La voce di Brian gi fredda, divent dura. -
Basterebbe un falso movimento per mandare all'aria
il nostro piano di difesa. Via! Spicciatevi! -
Senza parlare le donne salirono le scale.
Giunta alla porta del suo salottino Gay si ferm
e guard gi i quattro Romney e Dubois, in piedi
nell'ingresso. Sent Brian che diceva:
- Abbiamo deciso di non immischiarti in questa
faccenda, Louis. Dopo tutto sei un Romney
solo perch hai sposato Susan. Resta in camera
tua qualunque cosa tu senta, e guarda che ci resti
anche Susan. Questo sar il tuo contributo
al trattenimento di mezzanotte.
- Se avete giudicato che vi giovi di pi tenendomi
lontano dai guai, non posso fare altro
che essere d'accordo con voi, no? - La domanda
di Dubois aveva un lieve tono di ironica indulgenza.
- Non avreste potuto chiedermi niente di
pi difficile che di evitare di partecipare a una
lotta. Ne sostengo tante. Non preoccupatevi per
Susan: la terr calma. Buona notte. -
Gay entr in camera sua quando lui cominciava
a salire le scale. Quando arriv in cima lo
sent dire:
- Continuo a credere che qualcuno vi abbia
fatto uno scherzo. Sono pronto a scommettere
mille dollari che non vi sar alcun assalto a mezzanotte.
Nessuno accetta?... Buona notte di
nuovo. -
Gay chiuse piano piano la porta e vi si appoggi.
Perch Louis era cos sicuro che non vi
sarebbe stato alcun assalto a mezzanotte? Meditava
di avvertire le Civette? Perch no? Era
uno di loro. Avrebbe cercato di uscire di casa,
ne era certa. Aveva visto qualcosa nei suoi occhi
quando li aveva rivolti verso la finestra della biblioteca!
Avrebbe cercato di fuggire di l? Non
doveva riuscirvi. Vi sarebbe arrivata prima lei.
Ma pens che non aveva il vestito adatto per la
circostanza, e decise di cambiarselo.
Con il cuore in sussulto per l'eccitazione, si
sfil quella nuvola di chiffon rosso dorato e si
mise una veste da casa di broccato verde giada.
Con le mani malferme per la fretta si annod intorno
alla vita la lunga cintura con le frange.
Rest quindi in ansiosa attesa.
Quindici minuti dopo Brian Romney scivol
nella biblioteca buia e si appiatt contro il muro
in un punto oscuro, vicino all'interruttore della
luce. Gli pareva che passassero ore e ore prima
che l'orologio dell'ingresso sonasse lentamente
tutte le note melodiose delle campane di Westminster.
Finalmente sonarono le ore. L'ultimo
colpo sonoro delle dodici echeggi nella casa silenziosa.
Egli trattenne il respiro e ascolt. Un rumore!
Erano soltanto i ceppi ardenti che si accomodavano
nel camino. I suoi nervi dovevano essere
tesi al massimo se sussultava per una cosa simile!
Le tende della lunga finestra che dava
sulla terrazza davanti non erano completamente
tirate. Una stella occhieggiava, immobile nella
striscia di cielo violetto visibile dalla apertura.
Il momento adatto per acciuffare chiunque tentasse
di avvertire le Civette che il loro piano per
un assalto a mezzanotte era ormai noto. Indubbiamente
un tentativo verrebbe fatto. Louis Dubois
avrebbe cercato in tutti i modi di fuggire
dalla parte anteriore della casa. Aveva visto la
sua occhiata furtiva verso le finestre della terrazza.
Louis era la Civetta che aveva cercato di rapire
Gay. Come aveva osato? Quale era stato il
suo scopo? Al colloquio in ufficio si era vantato
di essere a conoscenza di notizie che avrebbero
fatto l'effetto di una puntura di spillo in un pallone.
Era stato il giorno in cui aveva un appuntamento
con Jane. Dopo aver fallito il colpo con
lei aveva forse meditato di rapire Gay?
Brian allent la stretta delle mani. Non era
il momento di infuriarsi. Avrebbe sistemato la
cosa con Louis pi tardi. Il presente e l'immediato
futuro richiedevano tutta la sua attenzione.
Come era silenziosa la stanza! Un lieve
fruscio sull'impiantito di legno della stanza.
Un topo? Nel silenzio sembrava un topo che si
facesse strada nel sottobosco.
Un suono! Nessuno sparo. Si spinse in avanti.
Uno scricchiolio! Qualcuno per le scale. Un respiro
affannoso sulla soglia... un'ombra! Strisciava
verso la finestra. Le tende si mossero...
chiusero la vista della stella e del cielo: furono
accostate. Perch? Per fare entrare qualcuno?
Per aiutare qualcuno a uscire?
Afferr la pistola che aveva in tasca e and
avanti stringendosi al muro. La vetrata del cortile
si mosse... si spalanc. Lentamente, cautamente
un'altra ombra. Strisciava verso la lunga
finestra. Un appuntamento? Erano in due che
sgattaiolavano fuori per avvertire le Civette?


Capitolo 25.

- Fermi! Non movetevi, - grid Brian, e
accese la luce.
Dubois. bianco dalla rabbia, si appoggi a una
delle tende delle lunghe finestre mentre guardava
con l'espressione dell'animale in trappola. Infil
la mano in tasca, poi disse:
- Sei tu, Brian! Mi hai fatto impaurire con
questa uscita dal buio. Sai, mi sono ricordato
che devo andare a casa per una cosa importante.
Ho pensato che era un peccato disturbarvi, perci
ho deciso di scappare via di qui. -
La sua voce bassa aveva un tono ironico,
l'espressione di un bruto incallito traspariva dai
suoi occhi.
- Torna in camera tua, Louis.
- Che razza di ordine intenderesti darmi?
Puoi comandare nella azienda, Brian, ma non
comandi me. -
Tir fuori di tasca una rivoltella. Una mano
gli alz il braccio. Una pallottola colp il soffitto.
Brian lo afferr per i gomiti.
- Tienlo! Tienlo stretto! Gli lego le mani io,
- mormor una voce malferma.
Una cintura verde avvinse alla vita Dubois e
gli leg le braccia.
- Non stare l a fissarmi, Brian, svelto, -
prosegu.
- Cos hai aggiunto lo spionaggio agli altri
tuoi fascini, Gay? - disse ironico Dubois.
- Zitto, Louis. Prendigli la rivoltella, Gay!
Ecco Mac. Presto, Mac! Prendi questo capo della
cintura. Tira. Tira forte. Cos terr ferme le
braccia. Se mandi un grido, Louis, sar l'ultimo
per qualche tempo, - avvert Brian.
La risposta di Dubois fu tra un ringhio e una
maledizione. Dette un calcio a Mac che prontamente
tir fuori due fazzoletti.
- Tira fuori i tuoi, Brian, - egli mormor.
- Questo stallone ha bisogno di zoppicare. -
Tir e leg. - Ecco. Questo regger.
- Vi citer in tribunale per questo, - disse
ghignando Dubois.
- Hai detto anche troppo, Louis! Prendilo,
Mac. Tiragli un pugno se fa rumore. Lo porteremo
fuori. Dammi la sua arma, Gay. Spengi la
luce e aspetta qui. -
Brian e Mac spinsero e trascinarono Dubois
nel cortile. Il suo rauco riso filtr attraverso
l'oscurit prima che le vetrate si chiudessero.
Seduta sull'orlo di una sedia Gay si strinse
le mani e trattenne il respiro per non perdere
il minimo rumore. Silenzio assoluto. Un silenzio
sepolcrale. Si erano forse allontanati tutti e tre?
Anche la stanza era sepolcrale. Nessuna luce
tranne il pallido bagliore del fuoco morente. Non
poteva sopportare quella attesa.
Balz in piedi e inciamp in Brian che entrava
nella stanza. Egli la prese per un braccio.
- Dove vai?
- Volevo sapere che cosa ti accadeva. -
Anche in quella poca luce poteva vedere i suoi
occhi ardenti. Se almeno avesse potuto leggere
i pensieri che vi erano dietro!
- A me non  accaduto nulla.  accaduto
tutto a Louis. Se non gli piace stare rinchiuso
nella dispensa delle verdure, peggio per lui. Perch
non sei rimasta in camera tua .'
- Non mi sgridare! Ti avrebbero gi portato
via in autoambulanza se non fossi uscita di camera.
- Hai corso tu, pi di me, il pericolo di fare
un viaggio cos poco allegro. Quando sei apparsa
tra le tende ho tirato fuori la rivoltella, pronto
a sparare a chiunque ci fosse dietro. Ma la vetrata
si  aperta e... quando penso a quello che
sarebbe potuto accadere...! - Si pass la mano
sugli occhi.
- Mi dispiace, Brian. Io...
- Eccoli! -
L'annunzio derivava da un lieve rumore proveniente
dall'ingresso. Brian afferr il braccio di
Gay e la condusse all'inizio delle scale.
- Aiutami, Gay. Stai in camera tua. Lo prometti?
- Lo prometto. -
In camera sua sedette rannicchiandosi vicino
alla finestra aperta. Il mondo esterno era pieno
del mistero della mezzanotte e del profumo dei
sempreverdi. Il soffio del vento faceva tintinnare
i rami gelati come campane fatate che sonassero
per le stelle tremolanti. Le nuvole, aggruppate
in due grossi e candidi batuffoli, avanzavano
maestosamente verso le colline nebbiose. La luna
evanescente, sottile come una falce d'argento,
sovrastava tutto come il pennone di una nave.
Poteva vedere la finestra della camera di Brian,
al primo piano, la lieve traccia del terrazzino di
ferro sul quale si apriva. Non un barlume di
luce. Aspettava al buio? Aspettava che cosa?
Ebbe un fremito.
Appoggi il mento sulle mani strette sul davanzale.
Fisicamente i suoi occhi fissavano quella
finestra, ma la sua mente era intenta ad un esame
di se stessa.
E per tutto questo tempo ho creduto di non
essere pi innamorata di lui ' ammise tra s
e s. Dopo la sera in cui disse:  Ci sono altre
donne, credei che il mio cuore si fosse gelato
per sempre! Come faccio a sapere se il biglietto
che Bee Ware mi fece leggere si riferiva o no
al matrimonio? Se si trattava di altro, mi perdoner
mai?
La zia Cass ha ragione. Non ho saputo preservare
la nostra unione. Ero ferita a tal segno,
da diventare un facile bersaglio. Sono andata
avanti di giorno in giorno, trovando un certo
piacere nel solo fatto di vivere, ma sempre con
la convinzione che il mio cuore fosse ormai inerte.
E ora, il primo pericolo che sovrasta Brian mi fa
capire che durante quest'anno il mio amore per
lui si  approfondito e rafforzato come se, sotto
il ghiaccio, fosse cresciuto ancora.
 questo il vero matrimonio? continuavano
i suoi pensieri. Qualcosa tra un uomo e una
donna che non fa parte del corpo, ma che vive e
arde nell'anima e sopravvive a tutte le tempeste,
a tutti gli influssi, a qualsiasi destino? E allora
a quale conclusione arrivi? Supponi che quel biglietto
avesse davvero il significato che vi dette
Bee Ware, e che tuo marito voglia sposare l'allegra
vedovella?
Inghiott il singhiozzo che quel pensiero le fece
salire alla gola. Secondo la zia Cass, Bee Ware
era una donna infocata, il suo sorriso attraeva,
mentre la moglie di Brian sembrava una macchina
generatrice di ghiaccio e aveva la stessa
forza di attrazione di quella.
Anche se  cos, non ti avr! Sei mio! Ti
terr! disse, rivolta a quella macchia scura
che era la finestra della torre, e in quel momento
si rese conto che il sentimento che aveva provato
per Brian quando si era sposata era nulla
in confronto al presente e appassionato fiotto del
suo amore. Era cambiata. Non si sentiva pi
smarrita. Si sentiva maturata, capace di affrontare
la vita.
Si guard i pugni stretti. La sua reazione fu
rapida come il camaleonte al suo colore medio.
La sua risata aveva una nota di scherno.
- Sono delle parole coraggiose, orgogliosa
bellezza! Come farai per a riconquistarlo? -
chiese ad alta voce a se stessa.
Il caustico consiglio di Cassie Wainwright affior
nella sua mente:
Fai vedere a tuo marito che lo ami.
Avrebbe potuto farlo? Senza sapere se Brian
l'amava almeno un pochino, senza sapere se non
era soddisfatto della sua vita attuale? Supponiamo
che andasse da lui a dirgli che la loro
separazione l'addolorava, ora che capiva di esserne
lei la sola responsabile, e che lui la guardasse
con occhi freddi e beffardi, e le dicesse...
- Gay! Gay! - Jane era alle sue spalle. -
Ti ho spaventato? Hai fatto un balzo. Non potevo
stare sola un altro momento di pi. Avrei
strillato dalla agitazione nervosa. Ascolta. Qualcosa
si muove in giardino. -
Le sue dita afferrarono il braccio di Gay.
- Guarda... quell'ombra! Cammina furtivamente!
Senti ba...batto i d...denti! E... e ora
che c'? -
In quel momento Brian, guardando dalla camera
da letto buia, si pose la stessa domanda.
I suoi muscoli si rilassarono. Finalmente c'era
qualcosa di definito da affrontare.
- Eccoli! - mormor nella oscurit, voltandosi
indietro.
- Quanti?
- Non posso dirlo. Un'ombra si  mossa. Sam,
fai un giro e assicurati che Sampson, l'autista e
il giardiniere siano ai loro posti. Poi torna. Ricordati
di non buttare una bomba lacrimogena
finch non te lo dico io. I riflettori sono pronti,
Mac? Quando vado sul balcone, accendili.
- Brian! Non vorrai mica andar fuori?
- Certo che ci vado, maggiore Bill! Avranno
la luce negli occhi. Quante paia? Darei qualsiasi
cosa per saperlo. Pronto, Mac? Vado fuori. Accendi! -
Un raggio di luce accecante e un suono come
l'ondata della marea che si avvicina. Occhi! Occhi
enormi! Dozzine di occhi. Brian si sent
mancare il respiro e il cuore gli sobbalz. Civette!
Ventine di Civette marroni!
- Che volete? -
La sua tagliente domanda fer l'aria fredda
come una sibilante sciabolata.
Tre immense creature avanzarono e una rauca
voce gracchi:
- Vogliamo che Dobson abbia nuovamente il
suo lavoro! Scendete! Abbiamo delle cose da
dirvi. Se non venite, verremo a prendervi. -
Era proprio vera la scena sotto di lui? Era
troppo fantastica. Non poteva trattarsi che di
un brutto sogno, pens Brian.
- Ora che avete fatto la vostra mascherata,
smettetela, ragazzi, - consigli ad alta voce. -
Andatevene, Eddie, se non volete essere messo
in gabbia come il capo della vostra banda. Lo
abbiamo gi preso. -
Le tre Civette conferirono tra loro, poi qualcosa
colp il muro sopra Brian con il suono di
uno scoppio, e gli rivers addosso una pioggerella
di vetro sottile. Egli scosse la testa. Le
schegge che aveva in faccia non erano roba da
sogno: erano frammenti di lampadina elettrica.
Un'altra lo colp alla spalla senza rompersi. Egli
l'afferr e la tir direttamente contro la Civetta
pi alta. Vetro si infranse contro vetro.
- Adoperate delle munizioni costose, ragazzi.
Ve le ha fornite l'azienda? -
Non vi fu risposta al suo grido sprezzante.
Segu un pauroso e vibrante silenzio.
- Vieni dentro, Brian! Svelto! Una testa! Sopra
la ringhiera! - avvert Mac. - Butta una
dose di bombe lacrimogene, Sam!
- Non ancora. Dobbiamo prendere Dobson!
Deve essere il primo... ed eccolo! - esult Brian.
Strapp la maschera a una creatura con il
corpo di uomo e la testa di civetta cornuta.
- Ero sicuro che saresti stato tu, Eddie.
 proprio degno di te nascondersi dietro una maschera.
Ordina alla tua banda di andarsene se
non vogliono che si lanci il gas lacrimogeno.
- Ordiner solo questo, caro voi!... - disse
Dobson preparandosi a colpirlo; ma Brian gli
afferr il pugno prima che lo colpisse in faccia
e grid:
- Mac, butta gi la Civetta che si arrampica
alla ringhiera. Ho da fare. -
Afferr il polso di Dobson in una morsa stritolante.
Mac colp, poi disse ridacchiando:
- Ho fatto bene?
- Hai sentito quel tonfo, Eddie? - chiese
Brian. - Un altro mascherato ha morso la polvere.
Avverti la tua banda di andarsene, o lo seguirai.
- Non ne avete la forza! Ahi! Lasciatemi il
polso!
- No, fino a che non avrai dato l'ordine alla
tua banda. Che  questo?
- Vetro rotto. La vostra serra, - disse con
scherno Dobson. -  una bella cosa, e la finiremo
con un po' di fuoco.  cos vicina a questa
casa, che forse la bruciacchier. Avrete della
frutta arrostita, a colazione. -
Sogghignava. Con uno sforzo sovrumano si liber
il polso e afferr Brian sollevandolo! Mac
gli tir un pugno in viso. Egli allent la stretta.
Un altro colpo, e lo afferrarono ai polsi.
- Potrei buttarti gi dalla balaustrata, ma
starai meglio in prigione, Eddie, che in un ospedale
con la schiena rotta, - ansim Brian. -
Vieni! Mac, dammi una mano. No, non te ne
vai! Camminerai, e non correrai alla porta pi
vicina. Entra! -
Un grido acuto fer l'aria, si abbass e mor.
Si alz di nuovo. Era come se i demoni dell'inferno
si fossero liberati e strillassero esultanti
per la loro liberazione. Non si sentiva alcun altro
suono.
- La polizia! - mormor Dobson con le labbra
rigide. - Li avete mandati a chiamare,
vero? -
La risata di Brian fu breve.
- Sbagli, Eddie. Li ha mandati a chiamare la
tua banda quando ha rotto il vetro della serra e
fatto funzionare l'allarme. Che cosa  quella
luce tremolante sul muro? Chi si lamenta?
- Fammi uscire! Eddie! Eddie! Sono Joey!
Sono chiuso dentro! Brucia! - l'ultima parola
termin in uno strillo penetrante.
Eddie Dobson si liber le mani.
- Joey? Joey? Gli avevo detto di stare a casa
stasera o gli avrei...
- Presto! Sopra la ringhiera! Lo tireremo
fuori! - Brian spinse avanti a s l'uomo attonito.
- Fammi uscire! Eddie! Eddie! Brucio!...
Aiuto! Aiuto! -
Il grido fend l'aria immobile.
 
Capitolo 26.

Nel pomeriggio Brian indugiava sugli scalini
della casetta bianca. La faccia della donna apparsa
nel vano della porta era come una maschera:
solo i suoi occhi erano ardentemente
vivi. Lo sforzo che faceva per reprimere il suo
dolore spezzava il cuore molto pi di uno scoppio
di pianto.
- Vorrei aver potuto fare di pi, signora
Dobson. -
Queste fervide parole sollevarono un poco la
schiacciante sensazione della sua inutilit che lo
opprimeva.
- Avete fatto tutto il possibile, signor Brian.
Mi hanno detto che siete entrato in quell'inferno
di fiamme fianco a fianco con Eddie, per liberare
Joey, dopo che la sua banda si era dileguata
come i topi, e che quando cadde l'intelaiatura
della serra e loro due rimasero impigliati nelle
viti, voi li spingeste e trascinaste fino a che non
vi portarono via, e che per poco non siete rimasto
sepolto anche voi. Che altro avreste potuto
fare? Guardate le vostre mani bendate!
- Questo  niente. Poche bruciature sul dorso,
ma le palme sono intatte.  il dottore che si
preoccupa esageratamente. -
Bench volesse prenderla alla leggera, Brian
trasal per il dolore delle bruciature e per il ricordo
di quella contorta intelaiatura infiammata
che una volta era stata la serra.
Alla signora Dobson si strinse la gola come
se stesse soffocando.
- Tutto il male l'ho fatto io. Fin da ragazzetto
Eddie mi sfugg di mano perch gli volevo
troppo bene, e non lo picchiavo quando faceva
qualcosa di male. Poi si  tirato dietro Joey, il
mio Joey, un bambino che la sera voleva essere
rincalzato a letto dalla sua mamma! Madre di
Dio! Non lo rincalzer pi. -
Il dolore fece sparire la maschera e mostr
una faccia tremante e disfatta. Brian appoggi
le sue mani fasciate su quelle di lei.
- Quello che accadde l'altra notte non fu
colpa di Eddie, signora Dobson. Aveva detto a
Joey di non andare al Circolo, ma il ragazzo vi
and ugualmente, e indoss il suo travestimento.
Quando molti erano intenti a saccheggiare le
viti, prima che bruciassero, Joey tir il colpo.
L'aria era gi satura di gas, e in un attimo le
fiamme divampavano dappertutto, e quando cerc
di uscire, la porta si chiuse. Eddie cred d'impazzire
dalla paura quando ud quel grido che
invocava aiuto. Continuava a dire: Glielo avevo
detto di non venire! Glielo avevo detto di non
venire!. Lott come un pazzo per salvare il fratello,
prima di rimanere in trappola anche lui. -
La signora Dobson ebbe un fremito.
- Che importa, signor Brian, di chi  stata la
colpa, ora che i miei due ragazzi sono l, in quella
camera, illuminata solo dalle candele che bruciano?
Dio conceda il riposo alle loro anime! Le
ultime parole che Eddie mi disse furono queste:
Sar qui per il Thanksgiving a tagliare il tacchino.
A domani!. Oggi  il Thanksgiving, ma
lui non torner pi. Sono una vecchia senza i
suoi ragazzi. Sola. Rimasta sola! -
Il respiro le si ruppe in singhiozzi e due grosse
lacrime le scesero per le guance.
- Lisa! Vieni dentro e chiudi la porta, -
disse lamentosa una vecchia voce. - Fai gelare
questa stanza! -
La signora Dobson si pass la manica di stoffa
stampata sugli occhi pieni di pianto.
- Non sono completamente sola. Le cose che
accadono in questo mondo sono buffe. C' la
mamma, che ha novantasei anni e non si cura di
altro che di star calda e masticare caramelle, ed
 rimasta, mentre i miei ragazzi pieni di vita... -
Si interruppe, e rese ferma la voce. - Signor
Brian, se fossero stati della vostra carne e del
vostro sangue voi e la vostra famiglia non avreste
potuto fare di pi. La vostra bella moglie 
stata qui tutta la mattina ad aiutarmi...  stata
lei che ha portato quelle belle rose rosse, l con...
- Lisa! - esclam la vecchia voce.
- Vengo, mamma!... - grid la signora
Dobson sforzandosi di essere calma, e chiuse la
porta.
Con in tasca le mani fasciate, il cappello abbassato
sugli occhi, Brian Romney si diresse
verso casa. Si riemp i polmoni dell'aria fredda
che lo aiut a uscire dalla nebbia della tragedia
e della confusione. Avrebbero echeggiato per
sempre nella sua mente le grida agonizzanti di
Joey?
Davanti alla sua mente passarono alcuni quadri
con la velocit e la fedelt di un documentario.
Rivide gli occhi terrorizzati della signora
Dobson quando le aveva annunziato, con il cuore
stretto dall'angoscia, che cosa stava per portare
l'ambulanza. Seguiva la scena nella biblioteca
di Rosewynne: il fuoco che ardeva, le pallide
donne nelle loro vestaglie colorate, gli uomini
della famiglia Romney in smoking, con le camicie
sgualcite e annerite, le facce solcate dal dolore
e dalla rabbia mentre ascoltavano la confessione
che William Romney aveva costretto
Louis Dubois a fare sotto la minaccia di una
condanna al carcere se non avesse detto tutto.
E vide Louis, mentre con le palpebre contratte,
la faccia cadaverica, ammetteva, con una certa
spavalderia di aver proposto e finanziato la societ
segreta delle Civette; di aver affidato a
Lavalle la sorveglianza delle finestre della torre
e il compito di gettare, alla prima occasione, il
pezzo di ferro ricoperto di creta contro Brian.
C'era stata una nota di gaiezza quando aveva
aggiunto che Lavalle era stato stupido a non riconoscere
il Maggiore: non aveva alcun rancore
contro il Maggiore. Continu ad ammettere di
avere ordinato a Lavalle, e ad altri che questi
poteva scegliere, di portare Brian davanti al tribunale
delle Civette, la sera della festa; di avere
spalleggiato Dobson e incoraggiato gli operai a
scioperare.
- Beh, immagino che questo sia abbastanza!
- Perch lo hai fatto? - domand severamente
William Romney.
- Susan si era messa in testa che dovessi
avere il posto di Brian, e io lo volevo.
- Tu volevi sua moglie! - strill Susan Dubois.
Era la prima volta che diceva qualcosa.
- E questo ci porta alla domanda pi importante
di tutte, Louis. Perch, vestito con la
maschera delle Civette, cercasti di fermare Gay
per la strada?
- Chi te lo ha detto, Maggiore? -
C'era una confessione nella sua domanda sgarbata.
- Ce lo hai detto tu, ora.
- Le avevo parlato poco prima. Era stata cos
impertinente che volli spaventarla. -
Guard furtivamente la cinerea faccia di sua
moglie.
Questa scena venne sostituita nella mente di
Brian dalla visione di se stesso che interrogava
Tim. Il ragazzo aveva riferito con ansia convincente
che quando il signor Dubois gli aveva detto
che il signor Brian lo mandava a prendere le
scarpe, gliele aveva consegnate senza sospettare
che mentisse. Aveva confessato balbettando di
aver preso parte a qualcuna delle perfidie
fatte dalla societ segreta, e di aver cercato di
mettere in pace la sua coscienza avvertendo dell'assalto
di mezzanotte.
Poi, sullo schermo del suo ricordo, apparve la
visione dell'alba che saliva all'orizzonte per mescolarsi
con il cielo di porpora e per far sparire
una ad una le stelle tremolanti. Con l'alba si
era sentito il cinguettio degli uccelli e l'acre
odore della combustione del bosco.
Era rimasto con il maggiore Bill sulle scale a
veder partire Mac e Jane che tornavano a casa
con la loro automobile che era miracolosamente
arrivata. I gemelli, esauriti dalle ore eccezionalmente
tarde, avevano dormito tutta la notte.
Pens alla faccia abbrutita e sconfitta di Dubois
mentre si infilava nella sua automobile, alla
rossa, eretta testa di Susan mentre strappava
il volante dalle mani del marito. Egli aveva detto
al Maggiore:
- Suppongo che da ora innanzi guider Susan.
Quasi quasi mi dispiace per Louis!
- Ti dispiace. Dovrebbe essere portato diritto
diritto in prigione. Ci conosceva bene quando
disse: Voi Romney siete imbottiti d'orgoglio.
Sapeva che non avremmo permesso che il nostro
nome fosse mischiato in uno scandalo, se si poteva
evitarlo. Si  basato su questo. Ragazzo
mio, a questi pregevoli sentimenti si pu indulgere,
- brontol il Maggiore entrando in casa.
Tutto questo era accaduto durante la nottata
e la mattina presto. Ogni istante era stato pieno
di avvenimenti, e non aveva pi visto Gay.
Che cosa pensava? Che cosa provava? Ora che
i guai della azienda erano finiti e che si riapriva
con il personale al completo, si sarebbe occupato
dei suoi problemi intimi.
Ma non stasera. Non dormiva da quarantotto
ore ed era incredibilmente stanco per la tensione
emotiva e per la sofferenza delle mani bruciate.
Avrebbe peggiorato le cose se avesse cercato di
parlare ora con Gay.
Si ferm nel viale di Rosewynne e guard le
colline tentando di distogliere la mente dalla
tragedia e dalla perplessit. L'ardore del sole
che calava aveva trasformato il lago in un enorme
rubino sanguigno e tinto con l'iridescenza di
una conchiglia una scura massa di nuvole che
lo sormontava. Poi vide le pianticelle spezzate e
la struttura scura della serra che sembrava lo
scheletro di un mostro preistorico, le viti attorcigliate
e bruciate che avevano avuto bisogno di
tanti anni per crescere. La rabbia gli rese la
mente libera dai pensieri.
- Caro! -
Quella voce tenera e la mano bianca infilata
sotto il suo braccio aumentarono la sua rabbia.
Con disprezzo guard gli occhi seducentemente
sorridenti e le labbra imbronciate di Bee Ware.
Essere seducente era la sua migliore arma, Brian
ricord, e a forza liber il suo braccio. Lei lo
riafferr.
- Caro! Sono quasi impazzita per te. Ho saputo
in citt che sei stato gravemente ferito cercando
di liberare quel velenoso Eddie Dobson
e il fratellino.
- Fermati e riprendi fiato, Bee. Non sono
stato gravemente ferito. -
La sua aria di intimit lo rendeva furibondo.
Poteva non essere nello stato d'animo di incontrarsi
con Gay, ma era prontissimo a mostrare a
Bee una volta per tutte cosa pensava di lei. La
prese per le spalle e disse:
- Ora stai a sentire!
- Oh, le tue mani! Fasciate! Perch Gay non
me lo ha detto? Vengo ora da casa. Era cos assorta
a dare il t a Jim Seaverns, che non mi
ha dato molto ascolto. Che ti  successo, caro? -
Jim Seaverns con Gay! Che cosa voleva dire?
Ma ora non poteva fermarsi a pensare a una
cosa simile, aveva altro da fare.
- Bee, capisci l'inglese? L'inglese corrente
di tutti i giorni?
- Che domanda, caro!  cos strana.  cos
strana che mi turba.
- Ora, senti: amo mia moglie. Non ho mai
amato n amer nessuna altra donna. Non ci
sar una seconda signora Romney. -
Un debole colore le sal al viso. Dette uno
sguardo furtivo all'anello di smeraldo prima di
alzare le spalle e rispondere scaltramente:
- Nemmeno quando ci sar una signora Seaverns?
- Nemmeno allora. Ora che abbiamo chiuso
questo argomento, passiamo a un altro. Che
biglietto mostrasti a Gay quando le dicesti che
ti aveva mandata a chiederle la mia libert?
- Io... mostrato un biglietto? L'eccitazione
ti ha sconvolto il cervello, caro.
- Menti. Tira fuori la verit. Se non lo fai...
informer Susan dei tuoi incontri con Louis e
verrai trascinata in tribunale per un divorzio.
Non importa, erano incontri innocenti... come
vedi ti concedo il benefcio del dubbio... ma lei
non ti lascer uno straccio di reputazione. Dunque? -
Era un colpo duro. Si era ricordato a un tratto
del sospetto che gli era balenato alla mente, e
che aveva subito respinto la sera alla cena di
Mac, quando lei e Louis se ne erano andati insieme;
e del ripetuto sospetto quando li aveva
visti entrare insieme nel locale notturno. Non
sapeva niente di sicuro, ma lottava per sua moglie.
Trattenne il respiro attendendo la risposta. Il
viso della Vedova e il suo sguardo atterrito
cambiarono quel sospetto in certezza.
- Non lo faresti mica, Brian? - L'ultima parola
era un fremito.
- Lo farei. Che biglietto mostrasti a Gay? -
Glielo disse.
- Vuoi dire che hai cercato di mandare a
monte il mio matrimonio con il biglietto che ti
mandai per spiegarti che i Romney non avrebbero
venduto le azioni della azienda fuori della
famiglia? Perch hai... hai... -
La prese per un braccio.
- Vieni a raccontarlo a Gay.
- No! No! Brian! Non voglio!
- Voglio io! Andiamo! -
La trascin attraverso la terrazza, attraverso
l'ingresso, fino alla biblioteca, dimenticando le
bruciature delle mani.
Jim Seaverns, che teneva le mani di Gay nelle
sue mentre stavano in piedi davanti al fuoco,
le lasci andare e guard verso la porta. Ella
fece un rapido passo avanti. Il viso sconvolto
di Brian, i suoi occhi dilatati, la sua bocca contratta
per la tensione nervosa, le fecero un gran
male.
Lui e Bee venivano insieme a chiedere la libert?
pens; e disse:
- Proprio in tempo per il t. Che bella cosa!
- Bee ha qualcosa da dirti. Avanti, Bee!
Svelta. Non fare aspettare, - comand Brian.
Con impudenza, anche se balbettando, Bee
Ware raccont del biglietto che Brian le aveva
scritto riguardo alla vendita delle azioni della
azienda; ammise che non sapeva niente dell'appello
a Gay per ottenere la sua libert. Concluse
con una risata squillante:
- Devi ammettere che l'intenzione era buona,
cara! Se non c' altro, io me ne vado.  troppo
brutto interrompere la scena che si svolgeva in
questa stanza quando siamo entrati. Arrivederci! -
Era ormai deciso, e definitivamente, pensava
Brian quando chiuse la porta massiccia dietro
a lei: Bee Ware lo odiava di un odio profondo
e acceso, e non le sarebbe passato presto; Louis
era un mascalzone, peggiore ancora di quanto
aveva supposto. Gay aveva creduto la spiegazione
di Bee? Il suo pallido viso non permetteva
di leggere i suoi pensieri.
Ci sarebbe stata una signora Seaverns? Perch
no? Si pose questa domanda mentre si buttava
pesantemente sul divano della sua camera.
Lo spirito combattivo lo aveva abbandonato. Era
ormai come un pallone sgonfiato, esaurito dalla
tensione nervosa. Non gli importava pi di nulla.
Non si era fermato un momento da quando aveva
saputo, la mattina precedente, del minacciato
assalto di mezzanotte. Il maggiore Bill, Mac e
Sam, avevano dato tutto l'aiuto che potevano;
ma c'erano state molte cose che aveva potuto fare
solo lui. Moriva dal sonno. Avrebbe chiuso gli
occhi per un momento, solo per un momento, doveva
dire a Gay...
Un rumore lo richiam dal mondo dell'irreale
nel quale era stato trasportato. Dov'era? Al
buio. Di nuovo quel rumore. Qualcuno bussava.
Barcoll mentre balzava in piedi.
- Chi ?... - disse, accendendo la luce e
aprendo la porta. - Che c', Sampson? -
Gli occhi del maggiordomo girarono come
marmi neri in pozze di latte.
- Sia lodato il Signore! Siete qui, signor
Brian. Hanno aspettato per dieci minuti che arrivaste
prima di andare a cena, e il maggiore
William e io eravamo molto in pena...
- Cena! Di' che non mi aspettano. Li raggiunger
per il caff. Mandami un vassoio qui. Manger
mentre mi cambio. Torna quando hai finito
di servire per farmi il nodo alla cravatta nera.
Ho le mani rigide. Spicciati, Sampson. -
Quando rinfrescato, riposato, inesplicabilmente
sereno, entr nel salotto di soggiorno,
Gay versava il caff. Il suo vestito bianco era
guarnito con graziosi, antiquati mazzolini di
fiori. Ella alz lo sguardo. Il cuore di Brian fece
un tale balzo da temere che uscisse dal petto.
Portava il filo di perle!
- Brian! Le tue mani! Ti sei levato le fasce!
Non avrebbe dovuto farlo, vero, maggiore Bill? -
ella chiese ansiosa.
William Romney si alz dalla sua poltrona vicino
al fuoco.
- Le mani non possono farlo soffrire molto,
Gay, altrimenti non avrebbe l'aspetto di un uomo
che si trovi sulla pi alta vetta del mondo. C'
un fuoco represso nei suoi occhi che mi mette
allegria. Sentite, in questo momento devo andare
a trovare la signora Dobson. Non pensate a lei,
ragazzi; avete fatto tutto quello che potevate. Vi
rivedr quando torno. -
Il fuoco scoppiett. L'odore dei fiori giunse
dal cortile accompagnato dal tenue gocciolio dell'acqua.
Il silenzio nella grande stanza vibrava
di correnti elettriche. Con uno sforzo Gay si
scosse.
- Perch mi guardi in quel modo, Brian? Che
vuoi?
- Voglio mia moglie. Da quando porti il filo
di perle? -
Gay si mise ad accomodare il vassoio del caff.
- Pregai il Maggiore di rendermelo... ieri.
- Vieni qui! - Le prese la mano e la fece mettere
in ginocchio. - Ieri! Prima... prima di sapere
che biglietto fosse quello che Bee ti aveva
mostrato? -
Ella annu.
- Una volta dicesti che amavi Jim Seaverns e
che avevi intenzione di sposarlo. Come sta la faccenda? -
egli chiese aspramente.
- Fui cos sorpresa di vederti quel giorno,
Brian, che dissi la prima cosa che mi venne in
mente per farti capire che non mi sarei messa
tra te e... Bee Ware. Oggi, quando tu sei entrato
in biblioteca, Jim mi diceva che la sera della festa
aveva capito di non poter nutrire alcuna speranza.
Sono una creatura senza carattere ad
ammettere tutto... -
La sua voce fu soffocata dalle labbra di lui.
- Gay! Gay! - disse dolcemente dopo un attimo.
- Mi ami di nuovo? -
Con la testa appoggiata alla sua spalla Gay
incontr lo sguardo di lui.
- Ora so che non ho mai smesso di amarti,
Brian. -
Il braccio di lui rafforz la stretta.
- Mai da quando ti ho conosciuta, mai da
quando ci siamo lasciati, ho avuto nemmeno un
semplice amoretto con un'altra donna. Mi credi?
- S.
- Mi rimarrai vicina anche se sar irascibile?
Sai che poi mi calmo... Sai che ti amo e ti
amer fino alla fine della mia vita?
- S.
- Suggella questa promessa. -
Delicatamente, dolcemente, il suono delle campane
di Westminster penetr nella stanza.
- Non sentir pi sonare questo orologio
senza che mi riveda venir gi per le scale ieri
notte, al primo colpo di mezzanotte. Sentivo il
cuore che mi batteva, - confid Gay tremando.
- Dimentica, tesoro. Mi  venuta una idea!
Dimentichiamo tutto quanto; il fumo, la tragedia.
Scappiamo! Ora! Subito. -
Una intensa passione brill nei suoi occhi.
- Scappare? Come  emozionante!
- L'azienda non riaprir fino a luned. Il tuo
pi grande ammiratore e amico ti invita a passare
la luna di miele nella Grande Citt. Che
ne pensi? Vuoi venire? -
La sua risata fu dolce, gaia e audace.
- Certo che voglio! Thanksgiving  il mio
giorno favorito per scappare. Aspetta che faccia
una valigia e sar con te. -
Dopo venti minuti torn nella biblioteca, con
un berretto di un marrone caldo che si intonava
molto bene al vestito con la cintura e i polsini
ricoperti di pagliuzze scintillanti.
- Non dobbiamo commettere una dimenticanza
imperdonabile, - bisbigli. - Tutti quelli
che scappano lasciano un biglietto per giustificare
la loro assenza. -
Brian si pieg per leggere le parole sul pezzetto
di carta che appuntava alla spalliera della
poltrona di William Romney.
Andiamo a New York e torneremo domenica.
Tutto l'affetto della
Coppia che non fallir.
- Che vuol dire quella frase? - chiese Brian
gravemente.
- Il maggiore Bill capir. Te lo dir per la
strada. Dammi il mantello. -
Mentre la aiutava a indossarlo egli le prem
le labbra sulla nuca.
- Hai cambiato pettinatura l'anno scorso,
vero? - osserv seccamente.
La notte aveva fatto spuntare nel cielo roseo
milioni di stelle che brillavano come miriadi di
fiammelle di candele mosse dal vento. I rami gelati,
ondeggiando, producevano una lieve sinfonia.
Brian mise le valige nella automobile e si
volt a guardare Gay sulla terrazza.
- Che aspetti? - le disse dolcemente.
- Me ne ero dimenticata: non possiamo andare! - Lui le fu accanto in un attimo.
- Che vuoi dire? Non possiamo andare? - le chiese.
Gli occhi di lei erano allegri, ma la sua voce era grave per una presunta preoccupazione quando disse: - Il maggiore Bill! La zia Cass! Non possiamo lasciare questi due allegri giovani qui, senza accompagnatori. -
Il colorito torn sulla faccia di lui.
- Donna! Se mi spaventerai di nuovo in questa maniera... - La sua voce allegra si interruppe.
- Vieni via! -
Raggianti e ridenti attraversarono correndo la terrazza e salirono nella automobile.
...
.
...
FINE.